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Mar 13, 2019 Pasqualino Onofrillo 390volte

Mariella Di Leo, cento fra maratone e ultra

Mariella Di Leo, pettorale 100 Mariella Di Leo, pettorale 100 Foto Facebook

Domenica 3 marzo, a Lucera, in occasione della prima edizione della “6 Ore di Lucera Città d’Arte”, magistralmente organizzata dal locale team podistico guidato dal mitico Domenico Martino, c’è stata la festa ad una simpaticissima maratoneta pugliese, Mariella Di Leo, che ha disputato la 100^ maratona/ultra della sua carriera.

Erano in tanti ad urlare il suo nome su tutto il circuito cittadino di Lucera, a partire dallo speaker della manifestazione Roberto Paoletti e dai moltissimi colleghi podisti che hanno condiviso, negli ultimi anni,  chilometri e chilometri con la bionda stakanovista podista pugliese, che nell’occasione sfoggiava un bel paio di occhiali da sole con il simbolo “100”.

Durante la giornata c’è stata l’occasione per fare un po’ il punto della situazione della carriera della infaticabile Mariella, che si è resa disponibile a rispondere ad alcune domande.

Cosa significa disputare 100 maratone/ultra?

“Aver raggiunto questo traguardo per me è la conferma che, nella vita, se vuoi puoi andare oltre, io non dico che possiamo fare tutto, ma almeno possiamo provare... Non pensavo mai di riuscire a fare una di maratona, oggi ne ho fatte in effetti parecchie!”

Ti ricordi la Tua prima maratona?

“La prima maratona è come il primo amore, non si scorda mai: Maratona di Roma 2010, ho tagliato il traguardo piangendo come una bambina, ma con la consapevolezza di aver scoperto di avere una forza da guerriera!”

Festeggiare questo evento a Lucera pare che non sia stato casuale, vero?

“Ho scelto volutamente Lucera perché innanzitutto volevo vivere il mio traguardo nella mia terra, circondata dai miei amici; poi, mi piace sostenere le nuove iniziative e vedere che era la prima edizione non mi ha fatto esitare a scegliere Lucera: sono stata felice della mia scelta perché ho trovato  organizzazione, accoglienza, assistenza, percorso, premiazioni, pacco gara, medaglia, volontari, ristori, tutto degno di una gara con esperienza decennale, ci hanno messo il cuore...10 e lode a tutti!”

Si conosce il Tuo impegno nel sociale oltre che in quello sportivo; puoi dire qualcosa a riguardo?

“Quando corri ogni domenica, in tutta Italia, vivi e vedi realtà sempre nuove. Io ho incontrato una volta un gruppo che accompagnava un ragazzo disabile, tornata a casa li ho cercati e ho chiesto di unirmi a loro, sono le maratone più belle che ho vissuto, mettere le mani su quella carrozzella ti dà la consapevolezza di diventare le loro gambe e questa cosa non si può descrivere, grazie a Fabrizio, Alessandro, Tommaso e Michele che mi permettono questo!”

Cosa senti di dire a tutte quelle ragazze che sostengono che non hanno tempo da poter dedicare all'attività sportiva in generale ed alla corsa in particolare?

“A chi mi dice che non ha tempo per correre, rispondo che non si vuole bene abbastanza! Per correre non serve gran che: un pantaloncino, una maglia, un paio di scarpe e tanto amore per se stessi. Io quando ho cominciato avevo i bambini piccoli e non volendo togliere nulla al mio ruolo di mamma, moglie e figlia, andavo quando tutti dormivano, la mattina alle 5... Quella corsa mi regalava un’energia pazzesca e riuscivo a fare e a dare tutto al meglio, provare per credere!”

Racconta un aneddoto curioso avvenuto durante una gara.

“In gara ho vissuto esperienze uniche e indimenticabili. Ad esempio, alla Maratona di Torino, chi mi era vicino stava mollando, non voleva più vedere la strada, era sfinito: gli ho fatto chiudere gli occhi, l'ho preso per mano e l'ho portato al traguardo contando ad alta voce i metri che ci mancavano a raggiungerlo. A pochi metri dal traguardo mi ha preso in braccio e abbiamo tagliato il traguardo cosi, indimenticabile!”

Quale sarà il prossimo obiettivo?

“Il prossimo obiettivo sarà il ritorno a New York; vorrei aggiungere altri due tasselli per conquistare il traguardo della "Major"(Londra 2019 e Chicago 2019).

Al traguardo Mariella era raggiante (abbracciata dai tanti colleghi del team Barletta Sportiva, sua seconda famiglia e dai podisti del Club Supermarathon), come se non avesse corso i 43 km previsti, tanto era la felicità per aver raggiunto un traguardo così importante proprio nella sua Puglia!

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