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Gen 09, 2020 Francesca Andone 1216volte

Casalgrande: la gioia di correre in Emilia

Baldini "trainer" recuperato da Mandelli Baldini "trainer" recuperato da Mandelli Foto di Nerino Carri

La tabella di allenamento per la giornata dell’Epifania prevedeva 8 km veloci: consapevole degli alibi che mi confeziono su misura quando mi alleno da sola, cerco, per avere i giusti stimoli, una gara che possa combaciare con il programma. Nella diagonale dell’A1 Parma, Reggio, Modena, Bologna è impossibile trovare un weekend senza una manifestazione. Solitamente ce ne è più di una e si ha solo l’imbarazzo della scelta fra località, distanze, terreno e tipologia di gara. Così consultando i vari calendari trovo la “Chocolate Run” a Casalgrande (RE), 9 km che sembrano fatti apposta per me, non solo per il chilometraggio, ma anche per il nome, visto la mia inguaribile dipendenza dal cioccolato.
Casalgrande dista 120 km da casa, ma non importa: parto determinata e felice, nonostante la sveglia e le temperature gelide.  Arrivata a destinazione, la mattinata si rivela, fin da subito, sopra le aspettative. Il paese intero si è mobilitato per questo evento, dall’amministrazione comunale ai singoli cittadini. La manifestazione ha richiamato numerosi partecipanti per la competitiva (9,3 km) e soprattutto per la non competitiva e per la corsa dedicata alle scuole. Apprezzo sempre quando alla classica gara si affiancano eventi per promuovere la corsa fra i bambini.
La piazza è agghindata a festa, gazebi, stand di ogni genere, squadre con i loro sgargianti colori, volontari e fotografi. La partenza è puntuale alle ore 10, il percorso non è facile, inizia in discesa ma con strade ghiacciate, poi qualche lieve pendenza, e anche un tratto di sterrato. Neanche il tempo di tagliare il traguardo che mi fiondo al ristoro finale nella convinzione di trovare una bella cioccolata calda, visto il nome dell’evento. Purtroppo la cioccolata era solo una stecca presente nel pacco gara e mi sono quindi dovuta accontentare di un thè caldo. La delusione per il ristoro finale non spegne l’entusiasmo per la divertente giornata arricchita da uno splendido sole invernale.
Tornando a casa rifletto sulle sensazioni che  provo ogni volta che corro in queste zone. Correre in Emilia significa attraversare, durante il viaggio in auto, le pianure che richiamano i paesaggi delle storie di Don Camillo, scorgere i dolci profili dei colli e arrivare in paesi che da giorni si stanno preparando per la grande festa. Il fascino di correre in questa Emilia è incrociare durante il riscaldamento, il sempre sorridente e disponibile Campione Olimpico Stefano Baldini, con tutti i suoi ragazzi pronti a gareggiare. Il calore delle manifestazioni emiliane è dato dal sorriso dagli amici che ritrovi in queste occasioni e dall’ospitalità delle squadre che ti fanno sentire sempre la benvenuta (grazie di cuore al Forrest Minerva). Il bello delle gare in Emilia sono soprattutto i numerosi e variegati partecipanti, dalle giovani promesse inarrestabili, ai tapascioni che collezionano km, ai camminatori che sfruttano l’occasione per 4 chiacchiere con gli amici, alle famiglie riunite per l’occasione. Correre qui amplifica il naturale sorriso che ti regala la corsa.

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: N. Carri - S. Morselli - D. Petti
Fonte Classifica: Uisp RE