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Gen 09, 2023 Massimo Muratori 1003volte

Da Marzaglia all'Ironman: gioie di padre e di figlio

Massimiliano al traguardo e sul podio virtuale Massimiliano al traguardo e sul podio virtuale Italo Spina & R. Mandelli

Marzaglia (MO), 8 gennaio - Ieri, quando mio figlio Massimiliano mi ha detto che avrebbe partecipato alla 26^ edizone dei "Du pas per Campagna", non competitiva al confine tra Modena e Reggio, il primo pensiero è stato quello di rimettere le scarpe da strada e approfittare dell’occasione per calpestare di nuovo un po’ di bitume. Giusto per correre una decina di metri insieme, cioè i soli per i quali potrei sostenere il suo passo; fortunatamente il buon senso dato dall’età, unito al fatto che per lui si trattava di un allenamento con cinque km di riscaldamento pre gara e due di defaticamento dopo il traguardo, mi ha fatto desistere dal sottoporre il mio ginocchio ribelle a pericolosi stress.

La soddisfazione è quindi venuta al suo rientro dall "gita", quando siamo venuti a sapere che si era piazzato secondo seguendo una tabella di allunghi di due km in progressione secondo le indicazioni del suo preparatore, che lo sta guidando nella preparazione dell’Ironman che  disputerà a Nizza nel prossimo mese di giugno.

Può sembrare strano, ma ripercorrere al fianco di un figlio le fatiche e le sensazioni che accompagnano una così lunga preparazione a una competizione, con momenti di soddisfazioni come quello odierno, ma a volte essendo partecipe con lui  anche a  quelle fasi dove sembra di non fare abbastanza ( gli otto allenamenti settimanali che fa lui, per me sarebbero stati impossibili), quando sembra di non vedere miglioramenti perché “nell’ultimo mezzo ironman ho fatto una mezza di m....“, mi fa rivivere esperienze vissute qualche anno fa quando calpestavo un po’ di sentieri. Però,oggi, resta la consapevolezza che ciò che appare ora come un “ semplice” gesto sportivo finalizzato al miglior piazzamento possibile, sarà in seguito un bagaglio di esperienza e di consapevolezza delle proprie possibilità, che ci porteremo sempre “ in tasca”.

Poter trasmettere ad altri anche una piccola parte di questa consapevolezza è una grande soddisfazione, se poi lo si fa al proprio figlio, un privilegio.