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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Sul sito federale sono stati pubblicati i criteri di selezione per la rappresentativa che rappresenterà ai prossimi Campionati Mondiali di 24 Ore in programma ad Albi, in Francia, in calendario per sabato 26 e domenica 27 ottobre 2019, predisposti dalla Direzione Tecnica FIDAL, di concerto con IUTA (Associazione Italiana Ultramaratona e Trail).

Eccoli, riportati fedelmente:

Premesso che la formazione di una squadra completa, al femminile e al maschile, è subordinata alla possibilità di schierare Team sufficientemente competitivi, saranno iscritti alla gara individuale fino ad un massimo di 9 atleti/e gara. I 6 atleti M/F che andranno a comporre le squadre verranno definiti entro la data stabilita dalla IAU. Porteranno punteggio per la classifica a squadre i migliori 3 M/F delle squadre.

Le scelte degli/delle atleti/e verranno fatte in base a:

  1. 1° uomo e 1^ donna del Campionato Europeo IAU 24h 2018; Atleti preselezionati: Enrico Maggiola (242,391 km) e Francesca Innocenti (203,987 km);
  2. 1° uomo e 1^ donna del Campionato Italiano FIDAL individuale di 24 ore 2018 (Cesano Boscone 20/21 ottobre 2018), purché con almeno 225 km per gli uomini e con almeno 205 km per le donne; Atleti preselezionati: Tiziano Marchesi (244,248 km)
  3. 1° uomo e 1^ donna della gara di 24 ore del Campionato Italiano IUTA di Società 2018 (San Giovanni Lupatoto 22/23 settembre 2018), purché con almeno 225 km per gli uomini e con almeno 205 km per le donne; Atleti preselezionati: Matteo Ceroni (227,438 km);
  4. migliori prestazioni tecniche conseguite, nei 24 mesi precedenti la data di comunicazione delle convocazioni qui sotto riportata: in manifestazioni ufficiali sulla 24 ore, purché superiori a 230 km per gli uomini e a 210 km per le donne; oppure nei Campionati Europei e/o Mondiali purché superiori a 225 km per gli uomini e a 205 km per le donne; in caso di migliori prestazioni equivalenti (+/- 5 km), saranno preferiti gli atleti con le prestazioni conseguite nei 12 mesi precedenti e/o gli atleti che abbiano anche un ulteriore prestazione superiore a 220 km (per gli uomini) e a 200 km (per le donne), significativa della loro affidabilità;
  5. scelta tecnica, specie mirata alla valorizzazione di atleti di età inferiore ai 35 anni.
  6. prestazioni importanti su altre distanze: 12h (132 km uomini e 125 km donne); Spartathlon (28h uomini e 31h donne); Nove Colli Running (22h uomini e 25h donne)

La convocazione degli atleti sarà comunicata entro il giorno 22 Maggio 2019. La partecipazione alla manifestazione è subordinata alla verifica dello stato di salute dell’atleta e alla condivisione della programmazione tecnico-agonistica fra l’atleta convocato, il suo tecnico personale (laddove presente e tesserato) e la Direzione Tecnica. In particolar modo, gli atleti convocati dovranno concordare nel dettaglio con la Direzione Tecnica la partecipazione a manifestazioni agonistiche nel periodo che intercorre tra la comunicazione della convocazione e il Campionato Mondiale. In ogni caso, gli atleti non potranno portare a termine, dopo la convocazione, gare superiori alle 100 Miglia e partecipare ad altre gare di ultramaratona, condotte con ritmo medio di gara più veloce del 10% del ritmo gara del proprio personale della distanza percorsa.

17 marzo - Grandissima prestazione della keniana Vivian Cheruyiot che ha vinto la 29^ EDP Meia Maratona de Lisboa, evento IAAF Gold Label Race, in 1h06:34, migliorando il record della corsa – 1h08:22 stabilito dalla connazionale Rose Chelimo nel 2015 – e il proprio primato personale – 1h07:43 alla Great North Run di Newcastle nel 2018.

In una giornata climaticamente perfetta se non fosse stato per un fastidioso vento contrario, la 35enne campionessa olimpica sui 5000 nel 2016 ha distanziato le avversarie già dal 10° km avviandosi in solitaria verso il successo.

In preparazione per l‘imminente Maratona di Londra, dove l’anno scorso si affermò in 2h18:31, Cheruyiot ha mantenuto la promessa fatta venerdì in conferenza stampa di battere il proprio primato personale, dicendosi anzi rammaricata di essere stata rallentata dal vento, ma convinta di aver sostenuto un ottimo allenamento per Londra.

Secondo posto per la etiope Zeineba Yimer in 1h08:07 che precede la debuttante keniana Sandra Tuei Felis, terza in 1h08:14, seguita dalle connazionali Linet Masai (campionessa mondiale sui 10000 nel 2009), quarta in 1h08:51, e Caroline Chepkemoi, altra debuttante, quinta in 1h09:13. Splendido sprint per il sesto posto, con la svedese Meraf Bahta, anche lei al debutto, sesta sulla portoghese Sara Moreira, settima, ma entrambe in classifica con il crono di 1h12:09.  

In campo maschile, dove quattordici atleti hanno chiuso sotto i 61 minuti, vittoria per l’etiope Mosinet Geremew in 59:37, in una gara molto combattuta con 14 atleti nel gruppo di testa sino al 15° km.

Al 18° km è partita l’azione decisiva di Geremew che è andato a vincere sfiorando il proprio limite personale (59:11 nel 2014 a Nuova Dehli): l’etiope ha dichiarato a fine gara di non essere ancora nelle migliori condizioni di forma, pur sentendosi soddisfatto di questa gara, anche per lui un test per la Maratona di Londra.  

Secondo posto per l’etiope Berehanu Wendim Tsegu in 59:42, al debutto; terzo il keniano Isaac Temoi in 59:44, primato personale migliorato di quasi due minuti e mezzo. Quarto l’eritreo Abrar Osman in 59:47, a 32 secondi dal personale.

10600 i finisher.

Classifiche:

Uomini: 

1 Mosinet Geremew, ETH, 59:37

2 Berehanu Wendemu Tsegu, ETH, 59:42 PB

3 Isaac Kipsang Temoi, KEN, 59:44 PB

4 Abrar Osman, ERI, 59:47 PB

5 Kelvin Kiptum Cheruiyot, KEN, 59:54

6 Edwin Kiptoo, KEN, 59:58

7 John Loitang, KEN, 01:00:09 PB

8 Bernard Kimani, KEN, 01:00:11

9 Simon Cheprot, KEN, 01:00:12

10 Nicholas Kosimbei, KEN, 01:00:21 =PB

 

Donne:

1 Vivian Cheruiyot, KEN, 01:06:34

2 Zeineba Yimer, ETH, 01:08:07

3 Sandra Tuei Felis, KEN, 01:08:14

4 Linet Masai, KEN, 01:08:51

5 Caroline Chepkemoi, KEN, 01:09:13

6 Meraf Bahta, SWE, 01:12:09

7 Sara Moreira, POR, 01:12:09

8 Jéssica Augusto, POR, 01:13:07

9 Elena Loyo, ESP, 01:15:36

10 Monika Bytautiene, LTU, 01:16:01

 

Martedì, 19 Marzo 2019 22:14

Canosa di Puglia (BT) - 22^ Diomediade

17 marzo - Una giornata climaticamente perfetta, soleggiata ma non caldissima, l’ideale per correre, ha ospitato la 22^ edizione della Diomediade, gara nazionale di 10 km, che a Canosa di Puglia ha aperto l’edizione 2019 del Campionato regionale a tappe “Corripuglia”.

1070 gli iscritti Fidal alla gara competitiva, ai quali si sono aggiunti un centinaio di cosiddetti “liberi”; oltre 200 i partecipanti alla contemporanea “Corsa di Gio”, sulla distanza di tre chilometri, aperta a tutti, per ricordare lo studente liceale improvvisamente scomparso un anno fa, Giovanni Tomasi, canosino che amava lo sport, e diffondere il messaggio che “attraverso lo sport tutti sono inclusi”.   

La “Diomediade”, valida anche come Campionato regionale master individuale e di società sulla distanza dei 10 km, ha ricordato il grande Peppuccio Matarrese, atleta leale e positivo, con il quale ho condiviso numerose gare prima che un maledetto male lo portasse via ai suoi cari e ai suoi colleghi corridori.

Con il ritrovo fissato in pieno centro cittadino, in Piazza Vittorio Veneto, utilissimo il parcheggio predisposto in Piano San Giovanni – Area Mercatale, a due passi dalla Cattedrale, che ha permesso di risolvere agevolmente il problema di sistemare la vettura.

Presso la sede dell’Atletica Pro Canosa, in Via Muzio Scevola, distante circa 200 metri, il pagamento delle quote d’iscrizione e il ritiro dei pacchi gara, il tutto svolto in maniera rapida. Iscrizione fissata ad 8 euro, con uno destinato in beneficenza; pacchi gara contenenti la maglia tecnica celebrativa, un cuore blu ricamato all’uncinetto (per ricordare Giovanni), più alcuni integratori.

Per il Campionato Corripuglia 2019 restano in vigore pettorali e chip dello scorso anno; il rinnovo chip avviene all’esiguo costo di 2 euro, per l’intera stagione.  

Due soli euro pure il costo per l’iscrizione alla Corsa di Gio, ricevendo la maglia tecnica, che tutti indossano in questa marcia solidale ideata dalla dott.ssa Raffaella Dianora, con il patrocino della Fidal Puglia.

Alcuni bagni chimici risolvono l’annoso problema mattutino di tutti i podisti; si aggiungono la vetusta struttura fissa della villa e quella cittadina, più distante, nella speranza di evitare scene poco educate.

A presentare la manifestazione Paolo Liuzzi, sempre più componente essenziale delle gare di Corripuglia, autentico mitragliatore di parole, incitamenti, consigli e citazioni.

Bellissimo l’allestimento di Piazza Vittorio Veneto con la Cassarmonica interamente abbellita e colorata dai fiori; piante e banner degli sponsor vitalizzano la stessa Piazza, dove spiccano i palloncini bianco e blu di… Giovanni.

La giornata primaverile favorisce la voglia di correre, in breve gli atleti sono già pronti per muoversi e cominciano i tradizionali esercizi di risveglio muscolare.

Frattanto i soci organizzatori, sotto la diretta guida del presidente Tomaselli, definiscono gli ultimi tasselli; la Polizia locale, sotto l’occhio esperto del maresciallo Peppino Germninario, altro runner di lungo corso, provvede a mettere in sicurezza il percorso.

Con l’avvicinarsi dell’orario di partenza, previsto per le 9.30, i giudici invitano gli atleti a schierarsi in zona avvio, su Corso San Sabino; anche quest’anno il Campionato Corripuglia predispone una zona pole per gli atleti più veloci preventivamente selezionati dalla Commissione Master della Fidal Puglia e dotati di apposito bollino distintivo da applicare sul pettorale, per snellire le caotiche fasi iniziali e garantire sicurezza a tutti i partecipanti.

Sistemati perfettamente gli atleti dietro la linea di via, è Giacomo Leone, il presidente della Federazione Regionale, indimenticato maratoneta di livello mondiale, a sparare il colpo di pistola che libera i corridori e li conduce sulle strade di Canosa.

Dieci minuti dopo, ecco il via per la Corsa di Gio: partecipa anche il suddetto Giacomo Leone, manifestazione molto toccante, con famiglie e ragazzini, però per le prossime eventuali edizioni eviterei la sovrapposizione con gli atleti della competitiva, occorre studiare un tracciato alternativo.

Torniamo intanto alla competitiva, da subito è battaglia tra Gaeta, Quarato e Albanese: si comprende subito che il vincitore apparterrà a questo terzetto; in campo femminile appare invece netto il dominio di Francesca De Sanctis.

Il tracciato di Canosa non è mai piatto, è un continuo alternarsi di cambi di pendenza, e se le discese passano rapidamente, ben altra fatica occorre fare in salita; il problema è che, finita una, ne segue subito un’altra! Tracciato tecnico, duro, da uomini e donne “veri”, interamente bloccato al traffico, tranne in un punto, quando alcune auto forzano il blocco, pur prontamente fatte uscire dai Vigili. Ristoro con acqua a metà tracciato, numerosi gli spettatori presenti, anche se spesso non prodighi di incitamenti.    

Negli ultimi metri si risolve la gara: Francesco Quarato (Team Pianeta Sport Massafra), reduce dal successo nel 3000 in pista a Brindisi del sabato pomeriggio, è protagonista di un possente allungo che lo porta a tagliare per primo il traguardo in 32:38, con il mai domo Mino Albanese (Atletica Crispiano), reduce dalla nottata lavorativa in pizzeria, che conclude secondo a soli tre secondi, in 32:41. Più distante, avendo un po’ rallentato nel finale, Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), carico di chilometri, terzo in 33:18, a completare il podio. Bravissimo, Francesco Milella (Pedone Riccardi Bisceglie) è quarto in 33:40, davanti all’esperto abruzzese Antonello Petri (Daunia Running San Severo), quinto in 34:04, e al più giovane compagno di squadra Silvio Furio, sesto in 34:09. Sempre combattivo ma dai modi pacifici e rilassati, Michele Uva (Free Runners Molfetta) è settimo in 34:35, a precedere il primo atleta della società organizzatrice, il buon Antonio Di Giulio, ottavo in 35:02, e il reattivo Raffaele Nanula (Atletica Trinitapoli), nono in 35:06. A seguire, due ottimi protagonisti della Daunia Running, Matteo Mimma, decimo in 35:15, e l’abruzzese Domenico Caporale, già tre titoli italiani SM55 – tra cross e indoor - in questo scorcio iniziale di stagione, undicesimo in 35:24.

La termolese Francesca De Sanctis (Atletica Casone Noceto) è protagonista di un ottimo assolo e va meritatamente a cogliere il successo in 40:21, mettendo fine – speriamo – alla sfortuna; secondo posto per Damy Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva), che chiude seconda a soli 16”, in 40:37, e forse non ha torto chi dice che dovrebbe credere di più nelle sue possibilità; terza, in gran ripresa, Miriana Parisi (Amatori Atletica Acquaviva) in 41:10. Quarta Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), apparsa oggi un po’ stanca, in 41:21; sempre generosa, Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta) è quinta in 41:59, seguita dalla capace Sonia Quattrocchi (Daunia Running), sesta in 42:10, e da una ritrovata Marilena Brudaglio (Assi Trani), settima in 42:24. Sempre brillante, Mara Lavarra (Amatori Putignano) è ottava in 43:12 a precedere l’onnipresente Francesca Riti (Montedoro Noci), nona in 43:46, l’abile Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), decima in 44:01, e la combattiva Luana Piscopo (Dream Team Bari), undicesima in 44:20.

1009 i finisher: chiudono il sempre giulivo Eligio Lomuscio (Barletta Sportiva) in 1:36:15, e la caratterialmente fortissima Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto), in 1:39:56.

Un ristoro con frutta, crostatina, tarallini e acqua permette di ritrovare le forze; gli iscritti alla Corsa di Gio ottengono anche la speciale medaglia.  

Frattanto, quando ancora non hanno tagliato il traguardo gli ultimi, si comincia con la cerimonia di premiazione alla presenza del locale sindaco, Roberto Morra, del vice sindaco con delega allo sport, Francesco Sanluca, dell’assessore alle politiche sociali Francesca De Mitri, del presidente della Fidal Puglia, Giacomo Leone, del delegato CONI per la BAT, Riccardo Piccolo, del vice questore Raffaele Fiantanese e del consigliere della Regione Puglia, Francesco Ventola.  Si comincia con la consegna di una speciale targa “ecologica”, a impatto zero ambientale, consegnata alla zia del mai troppo compianto Giovanni, per passare al riconoscimento per i vari sponsor. Il memorial Peppuccio Matarrese se lo aggiudica Antonio Di Giulio, primo canosino al traguardo, che riceve la targa direttamente dalla moglie di Giovanni.  

Due estrazioni per biglietti di tribuna per il Golden Gala concludono definitivamente la gara solidale; si passa ora alla competitiva, partendo dai due vincitori Quarato e De Sanctis, tanti i premi per loro, occorre un aiuto per portarli via…

E si prosegue con i meritevoli delle varie categorie, estesi ai primi cinque per tutte: cesti, confezioni di bottiglie di vino e pianta per le donne premiano i più capaci.

Ultimo atto, la premiazione delle società per numero complessivo di arrivati; vince la Barletta Sportiva su Tommaso Assi Trani e Pro Canosa, con questi ultimi, che ospitalmente e sportivamente, si fanno da parte a favore della Maratoneti Andriesi.

Le classifiche di campione regionale di società indicano la Montedoro Noci vincente in campo maschile su Atletica Tommaso Assi Trani e Daunia Running San Severo; in campo femminile è campione la Atletica Monopoli su  Atletica Tommaso Assi Trani e Barletta Sportiva; la premiazione avverrà come sempre nell’ambito della festa finale del Corripuglia.

E’ davvero finita, ora occorre smontare e ripristinare ogni cosa alla normalità, il tutto con la certezza di aver fatto le cose per bene.

Campioni Regionali Master Pugliesi 10km:

SM35 - Francesco Quarato (Team Pianeta Sport Massafra)

SM40 – Daniele Donofrio (Daunia Running)

SM45 – Antonello Petrei (Daunia Running)

SM50 – Giuseppe Miglietti (Daunia Running)

SM55 – Domenico Caporale (Daunia Running)

SM60 – Giuseppe Lagrasta (Atletica Pro Canosa)

SM65 – Michele Gallo (Montedoro Noci)

SM70 – Antonio Peragine (Pedone Riccardi Bisceglie)   

SM75 – Nicola Vito Traversa (Pedone Riccardi Bisceglie)

SM80 – Vitantonio Lippolis (Montedoro Noci)

SM85 – Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto)

SF35 – Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta)

SF40 – Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva)

SF45 – Mara Lavarra (Amatori Putignano)

SF50 – Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato)

SF55 – Grazia De Corato (Atletica Pro Canosa)

SF60 – Alessandra Camassa (GPDM Lecce)

SF65 – Lina Taddeo (Marathon Massafra)

SF70 – Teresa Cicciarelli (Maratoneti Andriesi)

17 marzo - Sono la primatista mondiale di mezza maratona Joyciline Jepkosgei, e il sorprendente outsider etiope Belay Tilahun a vincere la United Airlines NYC Half, disputata in una giornata di bel tempo.  

Sul tracciato con partenza  da Brooklyn, passaggio dentro Manhattan per poi sfiorare l’East River, prima di onorare il  Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite e concludere in Central Park, la keniana Jepkosgei, pur soffrendo  nell'ultimo terzo di gara, si è imposta in 1h10:07 (sesto successo di una keniana in questo evento, il primo dal 2014), davanti alla connazionale Mary Wacera Ngugi, seconda in 1h11:07, e alla vincitrice uscente, l’etiope Buze Diriba, terza in 1h11:22. Quarta la statunitense Emma Bates in 1h11:13 davanti alla connazionale  Desiree Linden in 1h11:22, che ha fatto un test in vista della Boston Marathon, dove cercherà di bissare il successo di un anno fa.  Undicesima Edna Kiplagat in 1h13:18.

Tra gli uomini, a sorpresa, si impone il 24enne etiope Tilahun, vincitore dell’ultima Corrida di San Silvestro a San Paolo, in 1h02:10, raggiungendo e superando nel finale l’ eritreo Daniel Mesfin – che era stato in testa per quasi tutta la gara, secondo in 1h02:16. Terzo posto per il debuttante sulla distanza, lo statunitense di origine  keniana, argento olimpico e bronzo mondiale dei 5000 metri, Paul Chelimo, in  1h02:19. Quarto l’altro statunitense Jared Ward in 1h02:33, sul connazionale Noah Droddy in 1h02:39. Decimo il campione uscente Ben True in 1h02:56.

2459 i finisher, 1205 uomini e 12354 donne.

17 Marzo - “Buona la prima!”, recita il famoso detto, e decisamente buono è stato lo svolgimento della prima edizione della Maratona della Grecia Salentina, che è partita in Piazza del Sole a Calimera, per attraversare le vie cittadine per 5 chilometri, ripassare sul punto di avvio per poi attraversare Martano, Carpignano Salentino, Castrignano de’ Greci (con il passaggio della mezza) e Melpignano, fino a fare ritorno a Calimera, con l’arco di arrivo posto nei pressi della chiesa di San Brizio.  

Ad organizzare la Asd La Mandra, presieduta dal validissimo maratoneta Cristian Bergamo, in collaborazione con i comuni attraversati, con il patrocinio del CONI, della Fidal, della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, dell’Unione dei comuni della Grecìa Salentina, dell’Esercito italiano e dell’Università del Salento.

400 gli scritti, provenienti da tutta Italia, per 339 finisher (40 donne), che hanno attraversato una buona fetta della Grecia Salentina, affrontando il vento di scirocco, su di un percorso continuamente presidiato, inibito alle automobili, con ricchi ristori e paesaggisticamente spettacolare.

E’ Tito Tiberti, il 38enne bresciano tesserato per la Free-Zone, da sempre amico della Puglia, il primo vincitore di questa manifestazione in 2h29:10; precede Lorenzo Villa (Atletica Mds Panariagroup), secondo in 2h37:10, e Lorenzo Lotti (Corri Forrest), terzo in 2h39:02. Quarto Francesco Fagnani (Purosangue Athletics Club) in 2h41:44, quinto Antonio Margiotta (Tre Casali San Cesario) in 2h51:32.

Tra le donne s’impone Francesca Mele (Club Correre Galatina) in 3h02:51 su Pamela Greco (Saracenatletica Collepasso), seconda in 3h08:12, e Milena Grion (Tre Casali San Cesario), terza in 3h13:37. Quarta Claudia Vincenti (AT Running) in 3h19:20, quinta Patrizia Pricci (Running Team D’Angela Sport) in 3h27:22.

Toccante l’arrivo dell’ultimo atleta, Vito Carignani (Action Running Monteroni), uno dei simboli del podismo salentino, scortato da tutti gli atleti della società organizzatrice, al traguardo in 5h39:50.

La manifestazione era valida anche per l’assegnazione dei titoli di campione regionale pugliese master sulla distanza.

Soddisfatti tutti partecipanti; soddisfatto in particolare l’ideatore e realizzatore della manifestazione, Cristian Bergamo: “E’ stata una grande emozione e un avvenimento indimenticabile. I risultati raggiunti ci ripagano dei sacrifici e del grande sforzo compiuto per organizzare questa maratona e per questo ringrazio tutti coloro che hanno lavorato e contribuito alla realizzazione dell’evento”.

L’evento è stato presentato da Antonio Tau, l’ottimo speaker del Salento, sempre positivo.    

15 marzo - Incredibile prima edizione della Bahrain Night Half Marathon a Manama: grandi tempi per i primissimi ma organizzazione che ha lasciato a desiderare (come riporta il sito Letsrun), con auto sul percorso e partecipanti dal passo lento, che stavano finendo una gara breve, ma si sono ritrovati tra i top che effettuavano gli sprint finali della maratona. Deficitarie anche la promozione e la comunicazione dell’evento.

In campo maschile si afferma l’etiope Abadi Hadis, bronzo ai mondiali di cross 2017, in 59:42 (personale di 58:44 a Valencia nell’ottobre 2018 e a Ras Al Khaimah a febbraio 2019), sul connazionale, primatista etiope sulla distanza (58:33 a Valencia il 28/10/2018) Jemal Yimer Mekonnen, secondo in 59:45: ma bisogna sottolineare che a circa 100 metri dal traguardo Yimer ha lanciato lo sprint e superato Hadis per fermarsi a braccia alzate ad un arco intermedio, a 50 metri dalla linea di arrivo, convinto di aver vinto; normale il nuovo sorpasso di Hadis, che si è così aggiudicato la vittoria e soprattutto il primo premio di 100.000 contro i 25.000 del secondo andati a Yimer, che per un banale errore ha perso ben 75.000 dollari!

Terzo il keniano Bernard Ngeno in 59:47 (premio di 15.000 dollari), quarto l’altro etiope Fikadu Haftu in 59:49, quinto il primo atleta di casa, Dawid Fikadu in 1h00:01, sesto il keniano Morris Gachaga in 1h00:09, settimo ancora un etiope Getaneh Molla in 1h00:26.

Da evidenziare che il gruppo di testa formato da venti uomini è passato al 10 km in 29:07; al 15°, ridotto a nove atleti, con Hadis in testa, il passaggio è avvenuto in 43:15.

Tra le donne, vittoria, 100.000 dollari di premio e 10° crono all-time (migliore stagionale) per la keniana Briged Kosgei in 1h05:28 che precede la connazionale Ruth Chepngetich, seconda in 1h06:09 (25.000 dollari e 21° crono di sempre); terza la etiope Netsanet Gudeta in 1h06:49 (15.000 dollari di premio).
Quarta la keniana Caroline Kipkirui in 1h07:51, quinta la etiope Senbere Teferi in 1h08:32, sesta l’altra keniana Pauline Kamulu in 1h08:34, settima la etiope Meseret Belete in 1h08:48, ottava la prima atleta di casa, Shitaye Eshete in 1h08:49.

Il passaggio al 10km, con il gruppo formato da sei atlete, è avvenuto in 31:32; al 15°, passaggio in 47:19, quando il gruppo era già ridotto alle tre atlete che hanno composto il podio.  

Mercoledì, 13 Marzo 2019 22:36

Otsu (JPN) - 74^ Lake Biwa Marathon

10 marzo - Il marocchino Salah Eddine Bounasr ha vinto la 74^edizione della Lake Biwa Marathon di Otsu, in Giappone, in 2:07:52 avendo la meglio solo nelle fasi finali per quattro secondi sull’etiope Asefa Tefera e per sei sul sudafricano Stephen Mokoka, rispettivamente secondo e terzo.

Bounasr ha stabilito il proprio personale, migliorandolo di oltre un minuto e mezzo.

La maratona, IAAF Gold Label road race, riservata ai soli uomini, ha registrato il passaggio al 5° km in 15:16, al 10° in 30:24, al 15° in 45:39, al 20° in 1:00:58 e alla mezza in 1:04:14; al 25° km, superato in 1:16:04, il gruppo di testa è di 30 atleti.

Al passaggio del 30° km, avvenuto in 1:31:07, mentre i pacemaker si ritirano avendo concluso la propria missione, l’etiope Deriba Robi intraprende il cambio di ritmo che comincia a fare selezione. Infatti, al 35° km, passaggio in 1:46:17, il gruppo di testa è ridotto a soli otto corridori, per ridursi ulteriormente a cinque (Bounasr, Tefera, Mokoka, Benson Seurei e Robi) al superamento del 40° km.

La gara si decide allo sprint con il marocchino Bounasr che in 2:07:52, ottiene il crono più veloce della manifestazione dal 2012 (resiste il record della gara di 2h06:13, stabilito dal keniano Wilson Kipsang nel 2011); Tefera è secondo in 2:07:56 (pb), segue Mokoka, terzo in 2:07:58, il secondo miglior tempo della sua carriera.

Quarto Seurei in 2:08:08, quinto Robi in 2:08:11, sesto con pb il tanzaniano Alphonce Felix Simbu, bronzo mondiale, in 2:08:27.

Primo giapponese è Kenji Yamamoto, settimo in 2:08:42, record personale; ottavo il vincitore della maratona di Boston, Yuki Kawauchi, in 2:09:21, 13° crono in carriera sotto le 2:10, all’ultima gara da amatore.  

Classifica

1 Salah Eddine Bounasr (MAR) 2:07:52
2 Asefa Tefera (ETH) 2:07:56
3 Stephen Mokoka (RSA) 2:07:58
4 Benson Seurei (BRN) 2:08:08
5 Deriba Robi (ETH) 2:08:11
6 Alphonce Felix Simbu (TAN) 2:08:27
7 Kenji Yamamoto (JPN) 2:08:42
8 Yuki Kawauchi (JPN) 2:09:21

 

 

10 marzo - Gara semplice ma ottimamente organizzata, senza business ma per la sola esaltazione del gesto atletico: in sintesi ecco l’ottava edizione del Trofeo Balcone delle Puglie che si è svolta a Minervino Murge, paese della Puglia Imperiale, inserito nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Ad organizzare la ASD Marathon Minervino, presieduta dall’abile Michele Di Palo, società non di grandi numeri, ma basata su un gruppo unito ed efficiente: il loro unico obiettivo è stato accogliere al meglio i podisti convenuti e lasciar loro un buon ricordo della manifestazione. Obiettivo senz’altro raggiunto, tutti gli atleti ed accompagnatori sono andati via davvero soddisfatti, ogni fase si è svolta ottimamente.

Giornata climaticamente primaverile, soleggiata ma non eccessivamente calda, l’ideale per correre: il cielo pulito favoriva poi il godimento degli ampi panorami, donde il titolo di “Balcone delle Puglie”.    

Vasti gli spazi per parcheggiare, in Villa Faro si ritirano in velocità le buste contenenti i pettorali e, poco distante, i ricchi pacchi gara. Infatti, oltre alla busta contenente diversi prodotti alimentari e una borsa al cui interno era contenuta un’utilissima sciarpa, ecco l’aggiunta di un fascio di rape, quanto mai ben accette da tutti i partecipanti. Ah, dimenticavo, il costo dell’iscrizione era di 6 euro per gli uomini e di solo 4 per le donne…

Nel centro della Villa quanto mai utili i bagni chimici posizionati; già montato anche l’ampio palco per la cerimonia di premiazione finale, posto davanti al Faro, monumento eretto nel 1932 dal regime fascista ma davvero caratteristico, senza entrare nelle matrici politiche.

A presentare la manifestazione il buon Michele Di Tonno, bravo atleta locale che se l’è ben cavata in questo ruolo, sfruttando volontà e simpatia, chiaramente pur non avendo tempi e cognizioni di chi lo svolge abitualmente.

338 gli iscritti Fidal, “pochi ma buoni" direbbe qualcuno, tutti pronti a correre una seria gara di atletica. A loro si aggiungono 100 'liberi', speriamo di ritrovarli presto tesserati.

Cominciano in tanto le operazioni di riscaldamento dei muscoli, l’orario di partenza si avvicina. E, in effetti, ben presto i giudici cominciano a invitare gli atleti a mettersi dietro la linea di via, sotto l’arco innalzato dall’alba su Viale Giuseppe Di Vittorio, appena fuori Villa Faro. Larga la sede stradale, non vi sono problemi, gli atleti sono ordinatamente pronti a partire.

Piacevole la presenza sin da quest’ora del locale Sindaco, Maria Laura Mancini, che accompagna le fasi di partenza. Echeggiano le note de “Il mio canto libero” di Lucio Battisti, la canzone preferita di Raffaele Renna, podista locale al quale è dedicato il memorial, che troppo presto ha lascito i suo cari a causa del  maledetto male. Ma, come sempre, il colpo di pistola cancella ogni emozione e lascia spazio alla corsa, all’impegno, al lavoro dei muscoli, dei polmoni, al sacrificio, al piacere…

Il percorso di Minervino è altamente tecnico, basta guardare l’altimetria del paese per rendersene conto, non presenta sostanzialmente tratti in piano, si scende o si sale, si sale o si scende. E se nella discesa ci si illude, bisogna dar sfoggio a tutte le proprie capacità fisiche e mentali nelle salite, soprattutto in quell’ultima che porta verso il traguardo all’interno di Villa Faro.

Tutti sono giunti provati: il tracciato ti impegna e ti stanca, ti porta magari inconsciamente ad aumentare in discesa, ma ben resto ti presenta un conto sulle salite, dando la sensazione che siano interminabili.

Tracciato sostanzialmente chiuso al traffico, solo qualche testone di automobilista non ha voluto attendere e ha attraversato alcune strade centrali, per fortuna senza alcun danno.

Da sempre in testa, accompagnato per un buon tratto da Catalano, Rodolfo Guastamacchia (Atleticamente Modugno), forte anche della tanta esperienza e di due precedenti vittorie in questo trofeo che lo portano a gestire al meglio le forze, va a cogliere il successo – il terzo - in 36:02, regalando qualche secondo all’abbraccio con la mamma, la sua prima fan che lo applaude seduta su una panchina all’interno della Villa.

Sempre determinato, con il suo tipico gesto degli “occhiali”, ecco l’arrivo di Luigi Catalano (Amatori Atl. Acquaviva), che chiude secondo… con un un secondo in più.  Al terzo posto, inconfondibile con la sua solita andatura e il naturale sorriso, ecco Michele Uva (Free Runners Molfetta), che va a completare il podio in 36:44. Un po’ provato ma senza alcuna intenzione di mollare, ecco arrivare il figlio d’arte Angelo Nanula (Atletica Trinitapoli), quarto in 37:48; segue Giuseppe Matarrese (A. Maratoneti Andriesi), ancora in rodaggio, quinto in 39:17. Bravissimo, Antonio Paolillo (Barletta Sportiva) è sesto in 39:32, davanti a Nicola Bellomo (Dynamyk Fitness Palo del Colle), un po’ “rallentato”, ottavo in 39:48, seguito da Luca Cannone (A. Maratoneti Andriesi), che ha quasi gestito l’impegno, nono in 40:29.  Decimo Rosario Mancino (Pod. Santo Stefano Cerignola), che chiude in 40:32, meritandosi la giusta citazione.

In campo femminile torna al successo l’ottima Raffaela Filannino (Atl. Disfida di Barletta), che taglia il traguardo in 44:22, precedendo la sempre brillante Silvana Iania (Free Runners Molfetta), seconda in 45:33, e la caparbia Francesca Riti (Montedoro Noci), terza in 46:00.  Gara quasi tattica per Mariacarmela Landriscina (Trani Marathon) che conclude in quarta posizione in 48:44 davanti alla tenacia di Cinzia Ammirato (Atletica Monopoli), quinta in 50:42.  Molto brava è Mariarosaria Unico, sesta in 52:04, seguita dal validissimo duo dell’Atletica Tommaso Assi Trani formato da Valentina Botta, settima in 52:22, e da Santa Pappalettera, ottava in 53:05. La dinamica Francesca De Luca (Barletta Sportiva) è nona in 53:23, sull’attivissima Antonella Colasanto (Free Runners Molfetta), decima in 53:32.

320 sono gli atleti giunti al traguardo, tutti meritano un plauso per aver portato a termine un percorso da ricordare.

Ma è subito pronto l’abbondante ristoro predisposto dagli organizzatori: focaccia, mozzarelle, gelato, frutta, acqua, tutto a continua disposizione degli iscritti, con una generosità unica. La giornata calda invita a stare al sole, a distendersi, ma l’inizio della cerimonia di premiazione ci riporta all’ordine.

Si parte con il ricordo di Raffaele Renna, sul palco sale l’intera famiglia, tutti hanno partecipato alla non competitiva, onorando con tanto di maglia celebrativa il ricordo di Raffaele. E, in particolare lo ricorda la sorella, raccontando quanto Raffaele amasse lo sport, la lealtà, i giusti valori, l’aria… Una medaglia premia ciascuno di loro, la famiglia riceve e dona una targa al presidente Michele, sono momenti toccanti…

Ma non ci si può mai fermare, si prosegue con la consegna dei premi ai primi tre arrivati maschili e femminili, tutti premiati con splendidi trofei e un ricco cesto di prodotti alimentari e – mi dicono – un paio di scarpe.

A seguire è la volta dei primi cinque di ciascuna categoria: tris di vini per tutti, per i primi tre ulteriore bottiglia con annessa simpatica medaglia.

E’ ora la volta delle società per numero complessivo di atleti giunti al traguardo: vince la Barletta Sportiva (53) su Podistica Santo Stefano Cerignola (26), Pro Canosa (22), Assi Trani (21) e Atl. Amatori Corato (17).

Un premio onora anche la prima società di fuori regione, l’ottima Polisportiva Re-Cycling di Bernalda, con Federico e Patrizia a ritirare il cesto; un riconoscimento è offerto a tutte le società giunte da lontano.

E con il meritato premio consegnata allo sportivissima Sindaco, che ha seguito la gara dalla partenza alle premiazioni, e la foto di gruppo degli organizzatori, si conclude questa pregiatissima manifestazione.

Troppo facile porgere i complimenti alla Marathon Minervino, posso solo dire che qui ha vinto lo sport puro, senza interessi commerciali e politici, lo sport autentico; personalmente, ogni qualvolta potrò, sarò con piacere a Minervino, sul Balcone delle Puglie. 

10 marzo - Secondo successo consecutivo alla The Vitality Big Half di Londra per Mo Farah, che s’impone in 1h01:15, rallentato dal vento e dai crampi allo stomaco, seppur migliorandosi di 25 secondi rispetto al 2018 (il personale è 59:32). 

Farah ha preceduto il belga Bashir Abdi, compagno di allenamento, secondo in 1h01:16, e il keniano Daniel Wanjiru, terzo in 1h01:17. 

Quarto il gallese Dewi Griffiths in 1h03:17, quinto l’altro britannico Chris Thompson in 1h03:41, solo sesto l’ex detentore del record mondiale di maratona, Wilson Kipsang, in 1h04:07. 

La gara è partita da Tower Bridge per finire a Cutty Sark (Greenwich). 

Anche in campo femminile, la britannica Charlotte Purdue bissa la vittoria dello scorso anno, affermandosi in 1h10:38, davanti alle connazionali Stephanie Twell, seconda in 1h11:33, e Charlotte Arter, terza in 1h11:44. 

Farah, che prenderà parte alla prossima Maratona di Londra in programma il prossimo 28 aprile, ha dichiarato: “Le condizioni non erano ideali oggi, con vento e pioggia, sono quindi contento della mia prova e della vittoria. La mia preparazione sta andando bene in vista della Maratona, infatti non mi sentivo per nulla stanco. Correre a Londra poi è sempre entusiasmante”.

Più sentita la voglia di tornare in pista, dopo la maratona: "È possibile, dopo la maratona prenderò una decisione su quello che voglio fare. In fondo, mi manca la pista, guardando i campionati europei indoor in TV volevo essere là…"

 

3 marzo - Sono Birhanu Legese e Ruti Aga i vincitori della 13^ Tokyo Marathon, per la seconda doppietta etiope nella storia di questa maratona, IAAF Gold Label road race e prima Major del 2019.

Il 24enne Legese, 55° nel ranking mondiale di maratona, si è imposto in 2:04:48, secondo crono più veloce nella storia di questa manifestazione; la 25enne Ruti Aga, 10^ nel ranking mondiale femminile della distanza, ha vinto in 2:20:40, terzo tempo più veloce realizzato in questa gara da una donna.

Purtroppo le cattive condizioni meteorologiche, con temperatura bassa e pioggia, hanno penalizzato gli atleti: Legese ha infatti dichiarato che in condizioni migliori avrebbe potuto chiudere in 2:03. 

Comunque entrambi i vincitori hanno ottenuto la prima vittoria della carriera sulla distanza, pur non realizzando i primati personali.

Assente, purtroppo, Kenenisa Bekele, bloccato da una frattura da stress.

La gara maschile, sotto la guida dai pacemakers, ha visto il passaggio al 5° km in 14:37, al 10° in 29:09 e al 15° in 43:56. Il gruppo di testa, composto da dieci ottimi atleti (Legese, Bedan Karoki, Dickson Chumba, Seifu Tura, Simon Kariuki, Yuki Sato, Shogo Nakamura e Suguru Osako e i due pacer) è passato alla mezza in 1:02:01.

Ma ben presto le cattive condizioni climatiche e il ritmo troppo forte hanno fatto sentire il loro peso, con Osako, Nakamura, Tura, Kariuki e Sato che progressivamente si sono staccati dal gruppo al comando,  e invece Karoki, Chumba, Legese e i due pacer rimasti a condurre. Al 29° km, Osako, il recordman giapponese, si è addirittura ritirato.
Al 30° km, passaggio in 1:28:16, il campione uscente Chumba ha perso contatto dai fuggitivi Legese e Karoki, che abbandonati come da programma anche dai pacer, hanno cominciato il duello per la vittoria.

Intorno al 35° km (passaggio in 1:42:57), l’azione decisa di Legese, che ha cominciato a distanziare Karoki, fino ad affermarsi come detto in 2:04:48, a soli 33 secondi dal pb stabilito al suo debutto sulla distanza a Dubai nel 2018. Karoki, ha chiuso in seconda posizione in 2:06:48 (pb), con Chumba, due volte vincitore della gara, terzo in 2:08:44, la sua peggior prestazione a Tokyo.
Quarto Kariuki in 2:09:41, seguito dai giapponesi Kensuke Horio, Masato Imai, Takuya Fujikawa e Daichi Kamino, tutti qualificati per i trials giapponesi di maratona. Deludenti viceversa Nakamura e Sato, partiti troppo forte, e poi finiti rispettivamente 15° e 16°.

Anche la gara femminile ha registrato passaggi molto veloci al 5° km in 16:34, al 10° in 33:04 e al 15° in 49:25. Il gruppo di testa composto da sette atlete (Ababel Yeshaneh, Ruti Aga, Florence Kiplagat, Helen Tola, Shure Demisse, Yebrgual Melese e Bedatu Hirpa), ha superato la mezza in 1:09:44, in vantaggio sul record della corsa.
Al 25° km Melese ha perso contatto dalle compagne di fuga, rimaste in sei al comando fino al 35° quando Aga ha alzato il ritmo affermandosi in 2:20:40, lontano dal suo pb di 2:18:34, ottenuto a Berlino l’anno scorso: anche qui hanno pesantemente influito le condizioni meteo.
Secondo posto per la connazionale Tola in 2:21:01 (pb), davanti all’altra etiope Demisse, terza in 2:21:05, a soli sei secondi dal suo pb (2:20:59 al debutto), E’ il primo podio interamente etiope nella storia di questa maratona.
La keniana Kiplagat è quarta in 2:21:50 (il suo miglior tempo da Chicago 2016), davanti alle etiopi  Hirpa, quinta in 2:23:43, e Yeshaneh, sesta in 2:24:02. Settima la prima giapponese, Mao Ichiyama, in 2:24:33, al debutto sulla distanza; ottava la keniana Joan Chelimo Melly, quarto tempo all-time sulla mezza, ma al debutto in maratona, in 2:26:24; nona Rose Chelimo, campionessa mondiale nel 2017 a Londra e vincitrice dei Giochi Asiatici nel 2018 a Giacarta, in 2:30:35.

Classifiche

Uomini
1 Birhanu Legese (ETH) 2:04:48
2 Bedan Karoki (KEN) 2:06:48
3 Dickson Chumba (KEN) 2:08:44
4 Simon Kariuki (KEN) 2:09:41
5 Kensuke Horio (JPN) 2:10:21
6 Masato Imai (JPN) 2:10:30
7 Takuya Fujikawa (JPN) 2:10:35
8 Daichi Kamino (JPN) 2:11:05
9 Ryu Takaku (JPN) 2:11:49
10 Tadashi Isshiki (JPN) 2:12:21

Donne
1 Ruti Aga (ETH) 2:20:40
2 Helen Tola (ETH) 2:21:01
3 Shure Demise (ETH) 2:21:05
4 Florence Kiplagat (KEN) 2:21:50
5 Bedatu Hirpa (ETH) 2:23:43
6 Ababel Yeshaneh (ETH) 2:24:02
7 Mao Ichiyama (JPN) 2:24:33
8 Joan Chelimo Melly (KEN) 2:26:24
9 Rose Chelimo (BRN) 2:30:35
10 Ruth Chebitok (KEN) 2:31:19

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