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Dic 06, 2017 Alexio D'Alessio 310volte

Da ‘ospite’ alla Best Woman, una gara per le donne

Una fase della gara Una fase della gara Sito Best Woman

In una fresca domenica dicembrina, si è disputata una delle 10 mila più “anziane” e più veloci di Roma e dintorni, a cui prendo parte per la seconda volta, dopo il 45:12 di 4 anni fa; il mio obiettivo è migliorare questo tempo, e magari limare qualche secondo al recente PB sulla distanza, in un’altra gara nella medesima località.

E’ la gara in Italia, in percentuale agli arrivati, più partecipata dalle donne, in cui i premi totali superano quelli maschili.

Quando arrivo a Fiumicino, ad un’ora dalla partenza, ha appena smesso di piovere, anche se il tempo sarà quasi sempre nuvoloso per tutto lo svolgimento della manifestazione.

Mi dirigo al gazebo societario per ritirare pettorale e pacco gara, costituito dalla solita maglia tecnica, e dopo qualche foto e qualche chiacchiera mi preparo, ma fino all’ultimo sono indeciso se mettere solo la canotta societaria, od una maglia a maniche corte sotto; alla fine opto per la seconda soluzione.

Mi dirigo, insieme a tre compagne di team, verso la zona di partenza che è posizionata in un vialone largo a poche centinaia di metri dallo stadio; e ci sono già parecchi top runners che effettuato il riscaldamento nella loro zona di competenza.

A dieci minuti dal via, entriamo in zona partenza e puntualmente, alle 10 in punto, avviene lo start.

Nel primo km faccio parecchi zigzag, dato che, nonostante la larghezza della strada, è difficile evitare le persone, dato che siamo circa 2000 partenti.

Nonostante questo riesco a fare i primi due km a 4e10, ma sento di non poter accelerare di più e mi voglio contenere per il finale in pista.

Intorno al 4° km ci immettiamo sul lungomare, in zona porto; si corre sempre in tanta compagnia, ed il passaggio a metà gara avviene alla media di 4:14 nonostante il rallentamento per agguantare una bottiglietta d’acqua, al ristoro poco prima del 5° km.

Nei due km successivi sono più lento di qualche secondo rispetto a questa media, ma è dovuto al passaggio, di circa 100 metri, sulla passerella pedonale che affianca il ponte levatoio su cui siamo passati all’andata.

Il percorso è abbastanza veloce, ci sono in tutto una decina di curve, si corre sempre in mezzo a tanti runner e nei successivi due km riesco a velocizzare di qualche secondo il passo, anche se sento un dolore al ginocchio sinistro, forse a causa dei postumi della maratona di domenica scorsa.

Da circa il 5° km fino a quasi l’ottavo costeggiamo il lungomare e qui, causa  leggero vento contrario, si ha un po’ fastidio; nonostante questo riesco a mantenere il mio passo di poco superiore ai 4 min/km, fino a 500 metri dall’arrivo, in cui decido di accelerare spinto anche dall’ingresso nella pista di atletica dello stadio, dove percorriamo gli ultimi 300 metri di gara; concludo sprintando nel real time di 41 minuti e 28 secondi, con l’ultimo km percorso in 3 e 57, mettendomi al collo la medaglia da finisher.  

Da migliorare senz’altro il ristoro finale, dato che gli ultimi che arrivavano non hanno trovato più nulla; e senz’altro il pacco gara, per la cifra d’iscrizione che si chiede.

 

 

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