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Mag 02, 2018 755volte

Taranto - 9^ Taranto nel Cuore ad Albanese e Ceglia

Il successo di MIno Albanese Il successo di MIno Albanese Foto Roberto Annoscia

Partiamo dai numeri: 1403 tesserati “Fidal” più circa 700 liberi, per un totale di 2103 iscritti. Grandi cifre per la nona “Taranto nel Cuore”, a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto nelle precedenti edizioni e del conseguente apprezzamento dei podisti, che sono voluti tornare a correre nel capoluogo ionico.

Numeri che dimostrano, altresì, che il Corripuglia - il campionato regionale su strada di ventidue tappe, di cui Taranto costituisce la 7^ prova - è vivo e vegeto.

Ma, purtroppo e per fortuna, l’atletica, il podismo non è solo numeri e allora andiamo ad esaminare le varie fasi di questa manifestazione.

Il regolamento descriveva, con tanto di cartina, due zone adibite a parcheggio nei pressi del Ponte Girevole alla Discesa Vasto e a Piazza Castello; altresì la gratuità, per l’occasione, di tutti i parcheggi cittadini, pur segnati da strisce blu. Alcun problema per chi è arrivato in sufficiente anticipo, qualche difficoltà per chi è giunto un po’ più tardi, ha dovuto lasciare la vettura a una sostanziale distanza. Problemi tipici della gare in pieno centro città…

Ritrovo fissato in Piazza Kennedy, ai piedi di Villa Peripato, nei pressi del Circolo Ufficiali della Marina Militare: centralissima, si trova facilmente. Già montato il palco, più ristretto rispetto alla tradizione, di fronte avviene il disbrigo delle pratiche di iscrizione. Un solo punto di consegna e, tra pagamento delle quote di iscrizione, tra pagamenti del pettorale unico per chi comincia nell’occasione il Corripuglia, e versamento di quote superiori per chi si è iscritto oltre il tempo limite, ci si attarda, la coda di podisti in attesa comincia ad allungarsi, complice l’arrivo contemporaneo di gran parte degli iscritti. Poco distante il punto di distribuzione dei pacchi gara, qui le operazioni sono decisamente più rapide. Per le prossime edizioni predisporre un doppio punto segreteria snellirà senz’altro le operazioni diminuendo i tempi di attesa.

Gara nazionale, otto euro la quota di iscrizione, pacco gara con maglia tecnica e alcuni prodotti alimentari, nella norma insomma, non certamente peggiore di altre manifestazioni.

Nella Villa sono stati collocati una serie di bagni chimici per ogni esigenza; le diverse fontanine permettono di dissetarsi e di bagnarsi nel pre-gara.

A presentare la manifestazione Michele Cuoco, lucido e attento a ogni aspetto, sottolinea numeri e nomi, albo d’oro e presenti, non tralasciando interessanti interviste a caldo.

Attenta e crudele la Polizia locale libera dalle auto le strade interessate al percorso di gara, le precise indicazioni imponevano di lasciare libere le vie, multe e intervento del carro-attrezzi faranno stare più attenti i… distratti nelle prossime annate.

Ben transennata e “nastrata” la zona partenza, in testa si potranno schierare soltanto gli atleti prescelti dalla Commissione Master della Fidal Puglia con il pettorale contrassegnato da uno speciale bollino in base ad accrediti, prestazioni e piazzamenti nelle precedenti gare; tutti gli altri in seconda fascia, sta poi all’intelligenza e all’onestà dei partecipanti far passare chi è più veloce o schierarsi direttamente più in fondo, soprattutto quando si viaggia lentissimi, anche se ciascuno non ammetterà mai i propri limiti e si andrà a piazzare a ridosso dei primi, creando poi un tappo a chi è più veloce, creando anche rischi per la propria ed altri incolumità.

Presenti anche diversi mezzi di soccorso con numerosi addetti per ogni inconveniente: un’ambulanza seguirà gli atleti sul tracciato, un’altra resta ferma in zona arrivo, come da disposizione di legge.

Giornata decisamente calda, personalmente lo trovo anche umida, basta muoversi un pochino per cominciare a sudare, notevole sarà la sofferenza odierna degli atleti, siamo a una temperatura quasi estiva, sicuramente fuori norma per il periodo.

Partenza prevista per le ore 9.30, gli atleti che nel frattempo si sono cambiati e hanno provveduto a risvegliare la muscolatura con giretti a ritmo blando e piccoli allunghi, si vanno a schiarare pian piano nella zona di competenza.

Entrano da posteriori i meno veloci, i “bollinati” entrano anteriormente, in tanti però scavalcano, l’umiltà e il rispetto delle regole non è di tutti.

Finalmente sistemati tutti dietro la linea di Via, ottenuto il lasciapassare dai Vigili, si può finalmente cominciare.

La pistola del Giudice De Lillo in alto, il colpo che esplode dà il via ai protagonisti che partono decisi, almeno in testa; decisamente più rilassati i liberi che effettueranno un circuito ridotto di alcuni chilometri, con arrivo nettamente distinti dai competitivi.

Tracciato sostanzialmente pianeggiante se non nel tratto su Corso Vittorio Emanuele II tra il quarto e il quinto chilometro, con quella salita che costeggia la città vecchia e il mare; tracciato altamente spettacolare e paesaggistico che attraversa per ben due volte il ponte girevole, permette di osservare la città vecchia e il centro di Taranto, interamente cittadino, sempre scortati, applauditi, spinti e incitati dalla popolazione di Taranto, che ben tollera il blocco del traffico per la gara podistica e non tralascia nemmeno qualche sfotto per i corridori alla loro vista e parere, un po’ particolari.

Non ci sono auto sul percorso, il traffico è blindato, il ristoro con bottigliette d’acqua è all’incirca a metà distanza (dispiace per chi getta subito la bottiglietta, mantenerla sarebbe stato utilissimo); da sorvegliare al meglio e chiudere con nastri quei tratti (piazze e larghi marciapiedi) dove è possibile tagliare, visto che diversi specialisti lo hanno fatto scientificamente guadagnando metri e posizioni.

Ripeto fa caldo e tanti arriveranno stremati, per fortuna non appena terminato il lungo Corso Roma in direzione opposta alla partenza, che permette lunghi sprint applauditi, salendo la scala e recandosi nella Villa si ottiene la bustina ristoro già confezionata, contenente un’arancia, due biscotti, e una bottiglia di acqua; a parte, la consegna di una mela.

Una bustina a testa fino all’arrivo di tutti i partecipanti, dopo l’arrivo dell’ultimo… distribuzione a iosa per tutti, persino al sottoscritto, anch’gli assetato, anche se la presenza delle fontanine in villa assicurava comunque la possibilità di bere a volontà e di bagnarsi. Mancano la distribuzione del tradizionale caffè e delle cozze (aperte) con limone, come gli altri anni…

La gara vive sul duello Mino Albanese-Antonio Redi: i due atleti a lungo corrono appaiati, poi il primo comincia ad allungare progressivamente fino a staccare il pur bravo avversario: dopo due anni persi, il caro Mino, figlio d’arte dell’ottimo Antonio (anch’egli ai box come il sottoscritto per problemi alle ginocchia), sembra rinato e va chiudere il tracciato - che mi dicono essere lungo circa 10,300 contro i descritti 9,6 km da regolamento - in 32:41. Complimenti al massafrese tesserato per l’Atletica Crispiano, complimenti anche al francavillese Antonio Redi, ma tesserato per la Dynamk Fitness Palo del Colle, brillante secondo in 33:20; da lodare, parimenti, Giuliano Gaeta, il palese tesserato per la Montedoro noci, che va chiudere in 34:22, conquistando il bronzo e gli applausi del pubblico.

Gioca in casa e si vede, il tarantino Allul Sakine (Podistica Taras Taranto), sempre affabile, è quarto in 34:29, davanti al 21enne Carmine Salvia (Podistica Amatori Potenza), davvero bravo, quinto in 35:04, seguito a sua volta da una serie di mostri sacri dell’atletica pugliese: Vincenzo Trentadue (Dynamyk Fitness Palo del Colle) è sesto in 35:10, Vito Sardella (Montedoro Noci) è settimo in 35:21, Denis Greco (Assi Trani) è ottavo in 35:25, Angelo Pazienza (Dynamyk Palo del Colle) è nono in 35:29, Giuseppe Mele (ancora Dynamyk) è decimo in 35:41. Non sfugge neanche oggi all’incantesimo dell’undicesimo posto, Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), e allora lo citiamo, lui che chiude in 36:07.

68^ assoluta, protagonista di una gara esemplare, Mariangela Ceglia (Alteratletica Locorotondo), che vive un nuovo momento di splendore nella sua carriera, va a vincere in 38:59; l’unica ad impensierirla, sempre brava e positiva, la compagna di squadra Marta Alò, che conquista la piazza d’onore in 39:56; chiude il podio, l’ottima Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), terza in 40:58, sempre decisa.

In quarta posizione ancora una atleta dell’Alteratletica Locorotondo del presidente Petino: Ilenia Colucci, sempre ammirevole, taglia in traguardo in 42:00; in grande forma, Titti Amatulli (Montedoro Noci) conquista un prestigioso quinto posto in 42:54, precedendo la grintosa Cristina Galeone (Olimpia Grottaglie), sesta in 43:07. La classe di Maddalena Carrino (Team Pianeta Sport) al settimo posto in 43:07; segue Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), mai doma, ottava in 43:09, con Marisa Russo (Marathon Massafra), mentalmente libera, nona in 43:47; chiude la top ten la bravissimna Francesca Riti (Montedoro NocI), all’arrivo in 44:10.

1297 gli atleti Fidal giunti regolarmente al traguardo: al femminile è Sara De Carlo (Correre è salute Mottola) a chiudere in 1:29:44, imitata al maschile da super nonno Vincenzo Mirizzi, classe 1933, che conclude la manifestazione in 1:29:50.

Chiusi gli arrivi, consegnati i pacchi ristoro a volontà, con i podisti a prendere d’assalto i bar della zona alla ricerca di qualcosa di fresco, si procede rapidamente all’ultimo atto ufficiale della manifestazione: la cerimonia di premiazione.

Ci ha raggiunto il presidente della Fidal Puglia, Giacomo Leone, indimenticabile maratoneta tuttora vice-primatista italiano sulla distanza; sul palco spicca anche la presenza del locale assessore Francesca Viggiano, che ha corso da libera, oltre a quella oramai tradizionale della dottoressa Gabriella Casabona.

Si comincia chiaramente dai due vincitori Albanese e Ceglia, per loro i rispettivi trofei dedicati alla memoria dei mai dimenticati Roberto Santini e Rossella Sardiello, i due atleti della Taranto Sportiva, purtroppo deceduti in un drammatico incidente stradale. A seguire, la consegna di un buono del valore di cento euro e altri premi in natura, dal vino all’indumento tecnico.

E premi di varia natura (vino, vaschette di cozze, maglie tecniche, integratori…) premiano i primi cinque di ciascuna categoria, con il primo m55 , Giuseppe Lagrasta, a ritirare la targa intitolata a Alberto Casile, altro atleta locale deceduto.

Premi anche per i donatori Avis estrapolati a fatica, per creare la loro speciale graduatoria.

Ultimo atto ufficiale la premiazione delle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: vince la Montedoro Noci che precede nell’ordine Nadir on the road Putignano, Taranto Sportiva, Amatori Putignano e Marathon Massafra.

E’ il momento dei saluti, anche il 2018 è andato, già pensa al 2019 con l’edizione del decennale della “Taranto nel cuore”.

Francamente il mio giudizio è positivo, anche quest’anno ritengo che tranne piccoli particolati facilmente migliorabili tutto si sia svolto positivamente, anche tenendo presente che non è facile gestire oltre 2000 persone.

Come ho detto inizialmente al microfono di Michele Cuoco, a me Taranto piace, Taranto è bella, magari un po’ calda, ma ci torno sempre con piacere, ammirando chi fa sforzi e riesce a rendere attiva, in corsa e “nel cuore” una città.

 

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