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Mag 03, 2018 Alexio D'Alessio 314volte

Roma - 33^ Vivicittà -Vivifiume

D'Alessio con il piccolo D'Alessio con il piccolo Foto Alexio D'Alessio

Partecipo per la prima volta a questa manifestazione organizzata dall’UISP Roma, che serve a sensibilizzare sullo “stato” del fiume della Città Eterna e delle sue banchine, che peggiora sempre di più.

Sono previste tre prove: 10 km competitiva, 3 km non competitiva e gare per bambini su distanze dai 300 metri ai 1000 metri, tutte con iscrizioni gratuite e la competitiva anche con chip rilevazione tempo.

Arrivo al ritrovo della manifestazione, sotto il ponte Umberto Primo, lato destro orografico: dopo aver ritirato il mio pettorale per la competitiva e quelli per i miei due cuccioli (mio figlio di quasi tre anni e mio nipote di 5 anni e mezzo), ci ripariamo sotto il ponte stesso, poiché ha iniziato a piovere.

Dopo aver messo i pettorali sulle maglie, le faccio indossare ai due piccoli e metto il mio, poiché la mia partenza è prevista per le 10, la loro alle 11,30.

Mi allontano da loro a cinque minuti dalla partenza, che è collocata a circa 200 metri da dove eravano e con qualche minuto di ritardo vi è lo start della competitiva; in coda alla stessa della non competitiva.

L’obiettivo di questa gara è farla tranquillamente, essendo reduce da una gara sofferta 48 ore prima e da una donazione sangue, il giorno precedente.

Percorriamo tutta la ciclabile lato destro, per i primi 500 metri c’e’ un po’ di “traffico” e si fa fatica a cadenzare il ritmo, si percorrono tratti asfaltati, con sanpietrini ed alcuni brevi tratti sabbiosi, ed il mio ritmo si assesta sui 4e40 min/km, fino a che non si arriva a Ponte Testaccio, che utilizziamo per il giro di boa, tornando indietro utilizzando il lato sinistro orografico del fiume.

Appena prima di questo ponte è presente il ristoro intermedio con sola acqua; appena finito il ponte, c’è il cartello del 5° km, che rappresenta il passaggio di metà gara, che avviene in 23’17” ad una media di 4’39”.

Quando si scende da Ponte Testaccio, per riprendere la banchina del Tevere, si deve far molta attenzione, dato che si tratta di una breve discesa ripida ed un po’sconnessa.

La seconda parte di gara è costituita da strade bianche, sterrati, sanpietrini e pochissimi tratti asfaltati, per di più molto sconnessi, in cui si deve guardare costantemente in terra, per vedere dove si poggiano i piedi.

Il mio passo si è leggermente velocizzato e, tra il 6° e l’8° km, riesco a superare tranquillamente una decina di runners; decido di non guardare più il gps cercare in zona arrivo i miei cuccioli, per poter tagliare il traguardo con loro.

Non riesco a vederli, un runner ne approfitta per superarmi a poche decine di metri dal traguardo.

Finisco i 10 km scarsi di percorso con il “gun time” di 44’09”, classificandomi al 39°posto assoluto sugli oltre 200 arrivati.

Usufruisco del lauto ristoro finale con tanta frutta, e persino fave e pecorino, tipico della tradizione romana del 1° maggio; raggiungo i miei cuccioli, che erano a gustarsi le gare di canottaggio, a corollario della manifestazione.

Dopo quasi un’ora è toccato ai bambini affrontare i circa 200 metri di gara (gli ultimi 200 metri della gara competitiva); divisi in base all’età, si sono svolte due batterie, in cui sono stati premiati - per la loro felicità - tutti i partecipanti con una bella medaglia.

Peccato per il brutto tempo, che sicuramente ha fatto desistere tantissime persone dal portare i propri figli a partecipare all’evento.

Per la cronaca i vincitori della gara competitiva sono stati, entrambi della Podistica Solidarietà, Daniele Pegorer, tra gli uomini, in 35’59” e Michela Ciprietti, tra le donne, in 40’09”, 17esima assoluta.

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