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Mag 23, 2018 Alexio D'Alessio 276volte

Vicovaro (RM) –37^ Mezza maratona dei Monti Lucretili

La partenza La partenza Foto Atletica Vicovaro

Partecipo per la prima volta a questa longeva manifestazione, davvero difficile, anche più dura di quanto pensassi dopo la descrizione di un amico che l’aveva corsa l’anno scorso.

Vicovaro è un paesino in provincia di Roma, ad est della Capitale, sita ad un’altezza di 320m sul livello del mare: il percorso di questo trail, circa al 10° km , arriverà ad una altezza massima di 895 metri.

Arrivo sul luogo del ritrovo a circa un’ora dalla partenza; ritrovo fissato in una piazza nel borgo del paese.

Ritiro il pettorale e mi dirigo in macchina a cambiarmi, per tornare verso il punto di partenza ad un quarto d’ora dallo start: sono previste due distanze, 21 e 8 km, ed un giro di un km nel centro per i bambini.

Dopo un minuto di raccoglimento è dato lo start, per fortuna le temperature non sono elevate e soprattutto negli ultimi 12-13 km si va nei boschi ed i tratti assolati sono ben pochi.

Il primo terzo di gara è quasi tutto in salita, si comincia sull’asfalto per circa 1,5km, in cui riesco a corricchiare, per proseguire su strade bianche sassose, che sono incorribili per me: difatti, dopo i primi due km sotto i 6’ di media, tra il terzo ed il quinto la mia media è salita a circa 10’/km, dato che li ho percorsi camminando.

Poco prima del quarto km, c’è un punto di ristoro e di controllo, seguito dalla biforcazione per le due distanze: chi fa gli 8 km deve scendere, chi fa i 21km deve continuare a salire. Così ci si inerpica sulla montagna, in un tratto dove riesco ad orientarmi solo tramite nastro bianco/rosso, con cui è segnalato il percorso.

Ogni tanto, mentre mi arrampico, mi devo fermare a rifiatare, problema comune a chi mi precede e  mi segue:  praticamente per 3-4 km non ho quasi mai corso.

Allo scoccare dell’”ora di corsa” sono riuscito a percorrere appena 5,5km, la situazione migliora dal 7° all’11° km, dove nonostante i tanti tratti sassosi in single track e l’attraversamento di due-tre ruscelli, riesco a mantenere un passo intorno ai 6’ al km.

In questi km riesco a superare in sicurezza una decina di persone, anche se bisogna stare ben attenti a dove si mettono i piedi, poiché c’e’ molto fango e ci sono molte asperità naturali del terreno.

Intorno a metà gara incontro una runner che avevo conosciuto in una gara precedente,  decido di farla insieme a lei, che torna da infortunio, e chiacchierando è molto più piacevole correre.

La seconda metà del percorso è quasi sempre nel bosco ed è un susseguirsi di saliscendi, con salite brevi ma ripide.

A circa due km dalla fine, usciamo dallo sterrato ed affrontiamo due “muri” asfaltati quasi consecutivi di circa 3-400 metri l’uno, in cui siamo costretti a camminare: nonostante ciò, veniamo avvicinati, ma non superati, da altri due runners.

Dopo il secondo “muro”, si affronta un tratto di strada bianca in leggera discesa di circa 3-400 metri  in cui riusciamo a distanziare nuovamente  i due suddetti runners; appena si ritorna su asfalto, dopo una curva a gomito a sinistra, affrontiamo un altro breve tratto asfaltato in salita, seguito da una breve discesa sui sanpietrini che ci riporta nel borgo da dove siamo partiti.

Io e la mia compagna di avventura tagliamo il traguardo insieme, concludendo i 21km del percorso in 2h40’39”,  ad una media di 7’39” al km.

I vincitori risultano essere:  tra gli uomini Davide Maugliani (Atletica Vicovaro) in 1h37’12”; tra le donne , classificandosi anche 24^ assoluta, Maria Teresa Cannuccia (Romaecomaratona), in 2h05’47”.

Una gara molto ben organizzata, con un percorso ben segnalato, con tanto addetti a controllare il  tracciato ed un ottimo pasta party finale.

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