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Lug 23, 2018 1563volte

Stralivigno, bella anche se piove

da dx, Francesco Agostini e Lucien Epiney imboccano il rettilineo d'arrivo, vincerà in volata il primo da dx, Francesco Agostini e Lucien Epiney imboccano il rettilineo d'arrivo, vincerà in volata il primo Foto Stralivigno

La Stralivigno, una corsa a cui si ritorna volentieri, anche se in questa edizione il tempo è stato davvero inclemente. Quasi 1000 gli iscritti (inclusa la staffetta); non ho informazioni precise sui partenti e sui ritirati, comunque alla fine sono stati 692 i classificati sulla mezza e 92 i team sulla staffetta.

Ha vinto nuovamente Francesco Agostini, ma se nel 2017 il margine era stato di oltre due minuti, questa volta ha dovuto lottare e faticare tanto per avere ragione dello svizzero Lucien Epiney, battuto solo in volata dopo una gara avvincente; crono finale arrotondato di 1:17:34, solo 30 centesimi li dividevano sotto la finish line. Francesco è figlio ma anche nipote d’arte, papà Marco correva a buoni livelli, mentre lo zio Andrea è stato il primo vincitore della Stralivigno, correva l’anno 2000.

Al femminile è stato bello rivedere la valtellinese Marianna Longa, più volte vittoriosa in questa gara, alla fine è seconda dietro la forte svedese Malin Starfelt.

Il percorso: impegnativo ed emozionante al tempo stesso, a patto che piaccia correre in montagna, anche con i disagi del maltempo che certamente ha disturbato lo svolgimento della gara. I primi chilometri sono in leggera ma percettibile salita, si corrono sulla ciclabile del fondovalle, ideali per scaldarsi e predisporsi alle successive salite, a condizione di non farsi prendere dalla voglia di partire troppo forte. Dopo circa 7 chilometri ci si immette sul sentiero nel bosco e qui ci si resta fino al giro di boa a Tresenda (che corrispondeva anche al cambio della staffetta). Ancora un migliaio di metri di asfalto, pianeggianti, e poi …si comincia a fare sul serio: i dislivelli non sono mai eccessivi, però salite e discese si susseguono in continuazione ed il fondo scivoloso, che impone una certa attenzione, rende la fatica …più faticosa. Qui ti rendi conto di quanto sei stato giudizioso, o meno, nella prima parte di gara, in particolare nel tratto iniziale asfaltato. Al km 13 il muro: non sono più di 2-300 metri, ma impossibili da correre, credo anche per gli atleti più evoluti. Le nuvole basse non fanno godere il panorama tuttavia, anche in caso di bel tempo, è meglio tenere gli occhi ben indirizzati sul terreno, prevedendo i successivi appoggi. Percorso pericoloso? Sostanzialmente no, a condizione di avere un minimo di dimestichezza con la montagna e mantenere sempre un buon livello di attenzione. Chissà se era attento quel podista, piuttosto lento in salita, che correva con gli auricolari; di certo era difficile sorpassarlo per chi lo seguiva, un’operazione già di per sé un po’ complicata su un sentiero spesso stretto, ma lui era immerso in chissà quale play list e non poteva certo accorgersi degli altri.....

Ristori regolari con acqua e sali, ma la cosa più bella erano gli addetti, soprattutto bambini! La loro presenza alla Stralivigno ormai è diventata una costante e non si deve credere che, in quanto bambini, non siano preparati, diversi di loro sono ormai esperti. E poi, l’entusiasmo che ci mettono è pazzesco: avete mai visto un addetto corrervi dietro per darvi da bere? Beh, a me è successo, e non credo solo a me. Non avevo sete ma era impossibile non “premiare” questo bimbo che avrà avuto 6 o 7 anni.  Mi è corso dietro per un pezzo, svuotando quasi totalmente il bicchiere ma…..l’ho ringraziato di cuore e gli ho dato un bacio sulla fronte.

Dal km 12 al km 18 c’è il tratto più impegnativo di tutto il percorso, non è facile prendere il ritmo perché salite e discese si susseguono di continuo ed allora bisogna gestire bene la propria fatica, qualche volta vale anche la pena di fare qualche metro camminando, si recuperano le energie ed in fondo non si perde molto tempo. Al km 18 inizia la discesa verso l’arrivo, una vera e propria picchiata perché si perdono oltre 200 metri di dislivello in poco meno di 3 chilometri. Qui se hai salvato le gambe puoi anche “fare il tempo”, altrimenti sono guai.

All’arrivo ben fornito il ristoro, magari ci voleva qualche bevanda calda in più e l’anguria era gradita ma inevitabilmente piuttosto fredda. Per il resto ormai il centro dell’Aquagranda fornisce una logistica più che adeguata, addirittura le borse etichettate tipo imbarco in aereo. Dalle 19 tutti in piazza Placheda , per le premiazioni e un pasta party che più allargato non si può.

Stralivigno da promuovere? Direi proprio di sì, lo penso io ed anche tanti partecipanti con cui ho potuto parlare. Tra questi anche l'amica Marcella Gianna, che il giorno precedente aveva detto che si sarebbe attaccata a me perché "mi vedeva stare bene e correre anche meglio". Meno male che ho ascoltato l'amico Simone, mi ha detto che lei stava bene ed allora non ci ho neanche provato a correrle insieme. E' arrivata nona assoluta, 10 minuti prima di me. Soliti podisti, solite podiste.