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Nov 27, 2019 Francesca Andone 793volte

3^ Ganten Milano: luci, nubi e… pioggia sulla Metropoli

Dopo un minuto e mezzo il fiume continua a partire... Dopo un minuto e mezzo il fiume continua a partire... Giancarlo Colombo

24 novembre - I giorni prima della gara passano tra discussioni infinite su whatsapp con i compagni di squadra, per capire dove parcheggiare, che tempo ci sarà, come vestirsi e che passo tenere. Optiamo per lasciare l’auto al City Life come indicato dagli organizzatori, e ci rassegniamo ad un’altra corsa sotto la pioggia. Io arrivo con grande anticipo nei parcheggi sotterranei di questo immenso distretto commerciale, situato nella zona ex Fiera di Milano, un quartiere che è diventato un gioiello dell’architettura moderna e che ti fa esclamare: “Beh, Milano è sempre Milano!” Una città affascinante, intrigante, che odi o ami e che molto spesso riesce suscitare entrambi i forti sentimenti.
Riemergo dal parcheggio e mi ritrovo nella galleria del centro commerciale. I negozi hanno le serrande abbassate, con le luci soffuse, mi guardo attorno, sono sola in questo immenso posto, vedo solo qualche addetto alle pulizie, finalmente in quel paesaggio surreale incontro qualche runner che si aggira nella galleria deserta. Avanzo di metro in metro, chiedendo indicazioni a tutti quelli che trovo con in mano il sacco gara. Attraverso la galleria ed esco all’esterno, passo di fianco ad altre decine di negozi fino a trovare l’antico Padiglione 3 della Fiera, vecchio edificio degli anni 20 che per il suo stile si distingue in mezzo a tutti gli altri edifici. Intuisco sia quello giusto dalla fila che si allunga dal palazzo fin sul piazzale. Non trovando però ancora alcuna indicazione, chiedo agli atleti in coda, che però mi indirizzano da un’altra parte per il pettorale: vedo alcuni ragazzi discutere davanti un secondo ingresso, mentre spiegano ai volontari che loro sono i pacer della gara: io mi intrufolo e riesco finalmente a vedere i banchi per i ritiri pettorali.
Davanti a me si aprono ad arco decine di banchi, ci sarà almeno un tavolo con 2 volontari ogni 500 iscritti, sono velocissimi e la consegna avviene apponendo una firma elettronica (come avviene per i corrieri o in banca). Anche il ritiro del pacco è rapido: mi consegnano subito l’ultima taglia S per la maglia, molto bella, a maniche lunghe, originale nel colore e nel design. La sacca, che servirà per il deposito borse, è traforata per permettere meglio le ispezioni per la sicurezza. Gli organizzatori mi fanno uscire dalla parte opposta dell’edificio, per un attimo riprovo il senso di smarrimento di prima, fino a quando lo sguardo è rapito dalle torri che svettano nel cielo grigio. Che spettacolo Milano!
Andando verso il punto di incontro con i miei amici Aldo e Fabio, molti chiedono a me le indicazioni che prima avevo domandato io; rispondo a tutti, ma alla domanda dove sono gli spogliatoi devo arrendermi! Sarebbe stato utile mettere qualche cartello ed indicazione all’uscita dei parcheggi o nei vari incroci di quell’immensa area commerciale, essere più precisi nell'indicare i nomi delle vie (e non solo sulla pagina facebook,  chi non è di Milano si trova spaesato): in quel posto è inevitabile perdere l’orientamento. Visti i problemi logistici, tutti ci cambiamo in auto e lasciamo lì le borse, la scelta è vincente perché quando risaliamo la fila per la consegna delle sacche, questa è diventata chilometrica e si allunga fino alle piazzette del distretto commerciale. Da comunicato facebook infatti, l'unico ingresso per il deposito borse era da piazza Burri e da quello si sarebbe dovuti passare sotto il metal detector. Un problema simile si era creato alla StraMilano: visto che ormai è risaputo che nel capoluogo lombardo il sistema sicurezza richiede certi controlli, non si possono studiare soluzioni che uniscano entrambi gli aspetti, sicurezza ed esigenze dei partecipanti alla manifestazione? Non possiamo fare un’ora di coda al freddo o addirittura rischiare di non partire!
Evitata dunque l’infinita coda, iniziamo il riscaldamento, incrociando fra i vari atleti anche il Nazionale Eyob Faniel, ed è durante la presentazione dei top runner che i partecipanti riservano per lui e Sara Dossena il boato più forte. In griglia, in attesa dello start, lo speaker scalda la folla ricordando che siamo in ben 7000 iscritti. Le formule son tante, 10 km, mezza maratona, entrambe con la corsa competitiva e no, e staffetta 2x 5 km.
Arriva puntualissimo lo sparo, i primi km scivolano via veloci, prestando attenzione alla folla di runners e alle enormi pozzanghere ai lati della strada. Il cielo è sempre grigio ma per ora non piove, anzi fa caldo. Appena la strada si apre un po’, e arriviamo in un’ampia piazza sormontata dai palazzi, mi ricordo perché mi piace correre a Milano: è emozionante poter invadere le strade di una metropoli che normalmente vede sfrecciare solo auto e passanti troppo presi dai ritmi frenetici della città, gli stessi che ora sono ai bordi delle strade a guardarci stupiti o ad applaudirci.
Senza neanche accorgermene arriviamo a Parco Sempione, in lontananza si sente una band suonare, i partecipanti della mezza vengono deviati in mezzo al Parco, mentre noi della 10 km vi giriamo attorno. Passiamo attraverso un ben organizzato punto ristoro, con tavoli da entrambi i lati, quando la pioggia iniziata da qualche minuto si fa più insistente, e il passo comincia a cedere.
Nella seconda parte di gara diventa tutto più difficile, cerco di non rallentare troppo, ma neanche la vista del Castello Sforzesco mi aiuta a sentire meno la fatica. L’ultimo km è infinito, percorriamo un lungo viale che ci porta all’ultima curva, superata questa ecco il tanto desiderato arrivo. Ad accogliermi, oltre alla pioggia incessante, ci sono i miei amici, l’entusiasmo dello speaker e i volontari che mettono al collo la colorata medaglia che richiama il simbolo della gara (FollowYour Passion). Altri volontari ci danno, nell’ordine, mantellina impermeabile, bottiglietta d’acqua e panettone.
Rientriamo nel padiglione per il ristoro finale, ma qui più di una volta ci viene chiesto di uscire: “signora, scusi ha finito? L’uscita è da quella parte”, mi dice un giovane volontario mentre ho ancora in mano il the fumante. Spero che anche in questo caso la richiesta sia venuta per motivi di sicurezza, per evitare assembramenti in vista dell’arrivo dei partecipanti alla mezza, ma penso sia d’obbligo studiare soluzioni alternative, non si può non dare il tempo per bere qualcosa e invitare all’uscita quando fuori diluvia.
Ho amato e sognato Milano quando ero ragazzina. Ho iniziato poi a detestarla negli anni da studente universitaria, quando ero costretta a muovermi tra il caos milanese e la dura vita del pendolare. Ora è per me una città affascinante, ed è questo che ogni volta mi porta a correre qui, nonostante le difficoltà, nonostante i disagi, nonostante le code. Sentirsi padroni per un paio d’ore della grande metropoli è un’emozione unica. Milano merita eventi a livello internazionale e spero che gli organizzatori sappiano migliorare le cose andate male, facendo forza invece sui numerosi lati positivi dell’evento.

Informazioni aggiuntive

Fonte Classifica: Comitato organizzatore

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