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Feb 04, 2020 446volte

Gravina in Puglia (BA) - 20° Giro del Falco

Il vincitore Giuseppe Moliterni Il vincitore Giuseppe Moliterni Foto Antonia Annoscia

2 Febbraio - Incredibile, siamo giunti già alla ventesima edizione del Giro del Falco nel Bosco Comunale di Gravina: il Falco ancora non sono riuscito a vederlo, in compenso anche quest’anno abbiamo trovato un percorso tecnico e affascinante, la bellezza dei posti e gli odori della natura, tanta genuina accoglienza e il tradizionale pasto di fine gara.
La novità, oltre il ritorno al tradizionale rifugio come punto di ritrovo, la trasformazione della gara in trail, con naturale allungamento del tracciato a 15 km.

Ad organizzare la Polisportiva Dorando Pietri: anni di vecchia amicizia mi legano a questa società, a cominciare dal presidente, il baffo d’oro Vito Loglisci, passando per tutti, ma proprio tutti, e chiudendo con il sempre operativo Franco Mercede. Poi, la presenza del professor Ninni Gramegna, davvero un ritorno alle… origini.
Sette euro la tassa di iscrizione, un vero regalo per un trail, disciplina che ancora gode di normative non del tutto definite a livello di tassazioni varie; con un buon pacco gara consegnato a tutti in un utile sporta in tessuto.
Due bagni chimici sostituiscono la classica struttura fissa non agibile, ma i tanti spazi liberi regalano… libertà a tutti.
Presenta la manifestazione il volitivo Giovanni Tucci, sempre abile come ogni anno, confortato dalla precisa colonna sonora offerta dall’ispirato deejay.

452 gli iscritti, forse un record per la manifestazione, o un nuovo record, perché nei primi anni, quando le gare organizzate in regione non erano tante, la partecipazione a questa manifestazione era solitamente elevata.
Partenza prevista intelligentemente per le ore 9.00, gara da svolgersi in regime di autosufficienza, portandosi acqua, cellulare, fischietto, barrette, per ogni necessità.

Con l’avvicinarsi dell’orario di partenza, gli atleti provvedono a cambiarsi e iniziano le operazioni di riscaldamento, favoriti da una giornata dal clima più autunnale che invernale, con il vantaggio di sapere di trovare il terreno secco e non fangoso, fra l’altro ammorbidito dal tappeto di foglie delle querce, presenti un gran quantità, che ammorbidiscono l’impatto del piede sulla terra.

Linea di via collocata sull’asfalto, sotto l’arco gonfiabile; pochi metri e una svolta a sinistra, con naturale restringimento, immette nel bosco: delle griglie qualitative avrebbero favorito il deflusso degli atleti, anche perché dopo nemmeno 500 metri è presente il primo dei tre tratti di single track, fra l’altro in salita, che crea un autentico imbuto per chi è rimasto inizialmente un po’ più indietro.

Partenza ordinata ma rovinata dai soliti protagonisti dei primi metri (come l’oramai purtroppo celebre Michele Tatone), che bloccano chi fa gara un tantino più seria; per fortuna i veri protagonisti del Giro sono già testa, con il gravinese Giuseppe Moliterni, l’uomo dei trail, l’organizzatore del Trail delle 5 Querce del prossimo 24 maggio (Campionato italiano di trail corto) subito al comando.
Seguono Franco, Braico e Scarci, la lotta per il podio è affar loro.

Tra le donne, protagonista indiscussa e favorita della vigilia è la nazionale italiana Lidia Mongelli; occhio tuttavia al debutto su questa specialità di gara di Francesca Labianca (non ancora al meglio, però) e della sempre brillante Silvana Iania.

Il tracciato completamento balisato e presidiato in ogni punto critico, pericoloso o di incrocio, non permette di perdersi, le difficoltà derivano dalla tecnicità del percorso, davvero allenante.
Infatti, dopo il tratto di single track in salita, seguono tre chilometri pianeggianti o in leggera discesa che permettono di sciogliere i muscoli delle gambe dopo il primo sforzo; a seguire, salitelle di circa 100 metri, abbastanza impegnative, rompono il ritmo inframmezzandosi ai chilometri pianeggianti, soprattutto per chi ha l’ardire di tenere sempre un ritmo anche sulle ascese.

Il tracciato prosegue così regalando panorami fantastici di querce, colline, sottobosco, misti ad odori, fino ad arrivare al punto più duro, la lunga salita di circa un chilometro che porta dal 10° all’11° km, salita ingannevole perché è continua ma quasi impercettibile, che al termine “regala” fiatone e pesantezza di gambe. Fantastico qui il panorama, si vedono Altamura, Grassano, Irsina, le colline, ma in tanti vedono solo “santi e bestemmie”.

Un breve tratto di continui dislivelli, l’illusione del pianeggiante fino ad arrivare al 12° km, al cosiddetto muro, una salita ripidissima di 30-40 metri che tutti, tranne i primi, affrontano camminando. Muro ben noto a chi ha corso le prime edizioni del Giro del Falco, quando però lo si affrontava intorno al 4° km, quando le forze erano maggiori, anche se si andava a mille rispetto al passo tenuto in una gara più lunga.

Segue un tratto quasi pianeggiante, anche se non mancano (e ti pareva!) alcune salitelle, poi finalmente in discesa dal 13° al 14°, per offrire ancora un tratto in salita di 2-300 metri, seguito dalla discesa sempre di 2-300 metri, ed avviarsi verso la fine: prima il tappeto di foglie e poi il tappeto rosso che conduce al traguardo.

Fantastico insomma è il percorso, apprezzato da tutti, ricavato in parte sui tracciati originari del Giro del Falco e del Trail delle 5 Querce, tracciato di allenamento per tanti gravinesi.

E, infatti, non poteva che essere un atleta di casa ad imporsi, il buon Giuseppe Moliterni, il presidente della Gravina festina Lente! (che ringrazio per la dettagliata descrizione del tracciato), che domina ed esultante chiude i 15.680 metri (da gps) del Giro in 1h04:57, tra gli applausi di tutti i presenti.
Ancora un gravinese: il secondo posto è dell’ottimo Vittorio Braico (Podistica Carosino), abile a rimontare dopo il “muro”, sfruttando anche la conoscenza del percorso, il capace nocese Mariano Franco (Nocincorsa), giunto infine terzo.

Quarto posto per il bravo Giuseppe Scarci (Smart Runners Gravina), davanti al muscolare Marco De Marinis (Club Runners 87 Castellaneta), quinto, e al giovane Leonardo Angiulo (Running Cassano Venti18), sesto. Il deciso Antonio Rosario Pinto (Correre è salute Mottola) è settimo, a precedere il sempre determinato Carlo Cirrottola (Alteatletica Altamura), ottavo; il lucano Emanuele Lisanti (Athlos Matera), nono, e il grintoso Nicola Tucci (Top Runners Laterza), decimo.

Tra le donne, scontato successo per la specialista Lidia Mongelli (Atletica Correrepollino), sedicesima assoluta, qui per un “allenamento veloce” che precede una mentalmente rilassata Francesca Labianca (Bitonto Sportiva), seconda, e la mai doma Silvana Iania (Free Runners Molfetta), terza.
Quasi simultaneo l’arrivo di Sandra Barbieri (Manzari Casamassima), quarta, e Lavinia Orlando (DOF Turi), quinta; segue la grintosa Patrizia Carriero (I Bitlossi Monterun), sesta, a sua volta seguita dall’energica Giuseppina Mandorino (Correre è salute Mottola), settima. A chiudere il treno delle prime dieci donne, ecco Maria Rosaria Ancona (Martina Franca Running), ottava; Francesca Lubelli (Tre Casali San Cesario), nona, e Letizia Cosmai (Road Running Molfetta).

413 i finisher, fuori tempo limite (2h30’) e non in classifica, gli ultimi tre: Patrizia Losacco (Barletta Sportiva) e Teresa Marcone (I Podisti di Capitanata) al femminile; Giuseppe Caragnano (Correre è salute Mottola), SM80, tra gli uomini.

La medaglia, molto bella, in legno, è consegnata a tutti gli arrivati, unitamente alla bottiglia d’acqua… Ma il meglio arriva ora, in speciali vassoi si ritirano in rapida successione pasta e ceci, salciccia cotta alla brace, mozzarelle, dolcetti alla crema, vino e acqua, un pasto completo, da consumare con gli altri runner, in quei momenti di condivisione, di gioia, di soddisfazione, che fanno nascere nuove amicizie, amicizie vere, non virtuali.

Ma è tempo di cerimonia di premiazione, la Dorando Pietri onora con un simpatica trofeo in legno collaboratori e sponsor, per poi partire con le premiazioni vere e proprie che riguardano i primi tre arrivati di ciascuna categoria.

Dispiace che non siano celebrati con la giusta enfasi e a parte i vincitori assoluti (ma era previsto da regolamento) e che ci sia un po’ di diseguaglianza tra i premi per i meritevoli delle varie categorie: al simpatico trofeo (ricavato da una fetta di tronco di albero) e al cesto di prodotti alimentari per i primi di tutte le categorie (tranne Vittorio Braico che riceve una macchina da caffè con cialde), tra i secondi e terzi, oltre la medaglia per tutti, c’è chi porta via un tris di vini, chi una bottiglia sola, chi una maglia tecnica, chi nulla, generando scontentezza tra i premiati e lamentele varie (meglio essere uniformi con tutti).

Alla presenza del simpatico Sindaco di Gravina, Alesio Valente e della vice, Maria Nicola Matera, le premiazioni si concludono con la celebrazione delle prime tre società per numero complessivo di arrivati (vince La Gravina festina Lente! -22 - su Atletic Club Altamura -14 - e Acquamarina Palese -13) e delle prime tre gravinesi (Carmela Moliterni, Samanta Cirillo e Pina Cardascia).

La festa è finita, viva la soddisfazione degli organizzatori, soddisfatti anche i partecipanti.

Per le prossime edizioni, al fine di rendere la gara quasi perfetta, consiglierei una partenza con griglie o presentare il tratto di single track dopo almeno due chilometri, evitando il clamoroso imbuto iniziale; più uniformità nelle premiazioni dei migliori delle varie categorie e, magari, maggior enfasi per i due vincitori.

Intanto volano i complimenti per la Dorando Pietri, in attesa sempre di vedersi alzare il Falco!     

   

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