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Feb 12, 2018 1151volte

Pratissolo, giornata ‘vuota’, 800 ‘liberi corridori’ e tante foto

Pratissolo, giornata ‘vuota’, 800 ‘liberi corridori’ e tante foto Foto di Domenico Petti

Il “1° Raduno Podistico Scandianese” andato in scena a Pratissolo (piccola frazione separata dal capoluogo Scandiano solo dal torrente Tresinaro, su cui passa il ponticello pedonale ritratto nelle foto di Nerino Carri dalla 119), sotto l’insegna del locale negozio Free Run messo in piedi dalla signora Francesca già segretaria della maratona di Reggio (vedila con parte del suo staff nella foto di Domenico Petti n. 416), e dunque coll’appropriato titolo “Corri Libero”, si è inserito in una giornata vuota del calendario podistico reggiano, e che anche da parte modenese non offriva granché.
Malgrado la pubblicizzazione molto tardiva, sono tuttavia stati censiti ben 606 podisti iscritti alle camminate su strada, di 5 e 11 km, partite alle 9,30 (vedi foto Petti dalla 153) con l’anteprima di un Nordic Walking di 6 km partito alle 9,15 (foto Petti 120, Carri dalla 49); ma a questi si aggiungono circa 150-200 atleti che, con partenze scaglionate tra le 8 e le 8,30, si sono misurati con una “Randonnée” di 28 km (cfr. foto Petti dalla 26) e due trail di 12 e 22 km (ancora Petti dalla foto 79, Carri dalla 21): il più lungo, con un dislivello dichiarato di circa 670 metri. Questa almeno la versione ufficiale: ma il mio Gps, che ho portato lungo i 22 km, ha misurato alla fine 23,800 km e 810 metri di salita/discesa.
Ufficialmente si trattava di trail “autogestiti”: alla partenza venivamo riforniti di due barrette energetiche (lo stand è nella foto Petti n. 5); la consegna delle barrette e delle calze in premio avveniva tramite consegna del pettorale: ciò spiega perché dalle foto nessuno di noi appare con un numero attaccato. Sul tracciato c’erano due ristori di tè, gestiti entrambi da Paolo Manelli che una ne fa e dieci ne inventa, e ‘obbliga’ anche la moglie Cinzia a prestare servizio (foto Petti n. 57); alcuni addetti con la blusa arancio del Free Run fungevano da “guide differenziate per velocità”, un po’ pochine però, e le segnalazioni sul percorso erano piuttosto risparmiose, tanto che è difficile trovare due che abbiano fatto lo stesso percorso…
La prima parte del tracciato, grosso modo 6 km con la salita più brutta, coincideva col Furnasoun trail della primavera (e in effetti, le ciminiere coniche del Furnasoun appaiono a circa 2 km dalla partenza e arrivo), portandoci dai 90 metri circa di Pratissolo ai 380 del crinale; poi si cambiava, scendendo verso Rondinara (teatro di un’antichissima gara di Sant’Anna, organizzata – guarda un po’ – da Manelli), a 140 metri. Qui il percorso dei 12 km tornava verso l’arrivo, mentre quelli del giro lungo salivano al bellissimo castello di Viano, splendidamente restaurato e in posizione panoramica, a quota 370 circa, dopo 17 km (purtroppo nessun fotografo si è spinto fin lassù). Nuova discesa, e infine ultima salita, micidiale perché non segnata (le istruzioni dicevano solo che bisognava andare a una quercia…) e spesso attraverso campi molli, quasi sabbie mobili, nelle quali si affondava: al km 19,5 il Gps segnava il culmine di quota 281, dopo di che cominciava la discesa, quasi tutta su asfalto negli ultimi 4 km.
Nessuna classifica (e certo ci sarebbe stato da discutere relativamente alle distanze percorse da ciascuno, in mancanza di frecce direzionali), ma lo scopo era soprattutto quello di riempire una domenica altrimenti vuota; il tempo ci ha aiutato, nel senso che ha portato il sereno e un orizzonte abbastanza sgombro, e una temperatura sempre sopra lo zero (seppur di poco: chiazze di neve ci hanno accompagnato in quota).
Non so niente della corsa su strada, partita tre quarti d’ora dopo il trail e ampiamente esaurita quando siamo arrivati, in tre ore abbondanti, noi trailer medio-scarsi, guidati dalla esuberante Alessandra modenese che non disdegna di correre da queste parti dispensando sorrisi e foto di coppia: ma che i podisti ‘normali’ fossero in centinaia (successo credo inaspettato), anche senza modenesi e perfino senza sassolesi, lo dimostrano le foto.
Nonostante questi numeri, l’organizzazione ha retto bene (a parte il già citato ‘risparmio preventivo’ nel tracciare il percorso trail), nel senso che al nostro arrivo c’erano ancora tè tiepido e ristori in abbondanza, da cui la boss Francesca alla fine ha prelevato qualche torta intera per gli ultimi. Egregia la custodia dei bagagli, e a quanto pare i tunisini e compari già attivi nel reggiano le settimane scorse hanno girato alla larga.
Seguiva un pranzo del podista inclusivo di premiazioni dei campionati provinciali reggiani: pure su questo c'è la documentazione fotografica, a parte, di Petti.

1 commento

  • Link al commento Martedì, 13 Febbraio 2018 09:05 inviato da Alessandra

    Grazie mille Fabio, hai perfettamente descritto la mattina di domenica...ci siamo divertiti anche a perderci tra i monti ...ogni tanto vedevamo una bandella e tutto il gruppo si dirigeva nella giusta direzione.Giornata divertente e tu sempre generoso di complimenti.Alla prossima sfida.!

    Rapporto

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