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Ago 08, 2021 951volte

Sapporo: Eliud Kipchoge in maratona con distacco; Eyob Faniel ventesimo

Eliud Kipchoge trionfa Eliud Kipchoge trionfa Foto di FIDAL COLOMBO/FIDAL

8 Agosto - Il programma olimpico di Tokyo si chiude come da tradizione con la maratona maschile: il keniano Eliud Kipchoge, grande favorito della vigilia, vince in 2h08:38, bissando il successo di Rio 2016. Nella storia dei Giochi Olimpici solo altri due atleti erano riusciti a fare doppietta: l’etiope Abebe Bikila (Roma 1960 e Tokyo 1964) e il tedesco dell’est Waldemar Cierpinski  (Montreal 1976 e Mosca 1980).

Netto il distacco sugli avversari (era dal successo di Frank Shorter a Monaco 1972 che non si registrava un vantaggio così notevole): l’olandese di origine somala Abdi Nageeye è secondo in 2h09:58 superando in una volata a tre il belga (pure lui nato in Somalia)  Bashir Abdi, bronzo in 2h10:00, e l’altro keniano Lawrence Cherono, quarto in 2h10:02.  

Per gli azzurri, ventesimo Eyob Faniel in 2h15:11, quarantasettesimo Yassine El Fathaoui in 2h19:44; ritirato Yassine Rachik.

La gara, con partenza alle ore 7.00 (mezzanotte in Italia) sulle strade di Sapporo, registra 26 gradi e un forte tasso di umidità (80%) e vede al via 106 maratoneti in rappresentanza di 45 Paesi.

Passaggio al 5° km in 15:17 per il gruppone (53 atleti) guidato dal tedesco Petros e dal colombiano Suarez, nel quale sono presenti gli azzurri Rachik e Faniel, più dietro segue El Fathaoui.

Al 9° km la prima sorpresa, si ritira per problemi fisici il vincitore dell’ultima maratona di Londra, l’etiope Shura Kitata.

Al 10° km  passaggio del gruppo di testa (47 gli atleti) in 30:53, compresi  Faniel (17°) e Rachik (18°); El Fathaoui segue in 31:25.  

All’11° si ritira l’ugandese Stephen Kiprotich, oro olimpico del 2012.

Al 15° km (46:03) il gruppo di testa è formato da 43 atleti tra cui il trio keniano Kipchoge, Amos Kipruto e Lawrence Cherono, gli etiopi Lelisa Desisa e Sisay Lemma, lo statunitense Galen Rupp; tra loro resiste l’azzurro Faniel, mentre al 17° km perde contatto Rachik.

Al 20° km il gruppo (33 atleti) transita in 1h01:47, Faniel resiste.

A metà gara, passaggio in 1h05:13, il gruppo di testa guidato dal sudafricano Stephen Mokoka, si è ridotto a trentuno atleti, tra cui Faniel, ventiduesimo in 1h05:16; a breve distanza segue Rachik, trentaquattresimo in 1h05:31, staccato segue El Fathaoui, sessantaduesimo in 1h07:04.

Al 23° km altro ritiro etiope, è la volta di Sisay Lemma.

Al 25° passaggio in 1h17:24, con 28 atleti nel gruppo do testa.

Al 27° comincia la vera gara: Kipchoge cambia ritmo e in diversi perdono contatto dalla testa, compresi Desisa e il nostro Eyob Faniel. Restano al comando in 15.

Al 30°  km, con Kipchoge che guida il gruppo di 11 atleti in 1h32:31, ci sono gli altri due keniani (Amos Kipruto e Lawrence Cherono), l’olandese Nageeye, lo spagnolo Lamdassem, il belga Abdi, il tanzaniano Simbu, lo statunitense Rupp, il giapponese Osako, il marocchino El Goumri, il francese Amdouni. Faniel è 17° in  1h33:12, El Fathaoui è 56° in 1h36:36, mentre si è ritirato  Yassine Rachik.

http://podisti.net/index.php/in-evidenza/item/7551-yassine-rachik-un-miracolo-olimpico-malgrado-tutto.html#!Alberto_Colli_Rodolfo_Malberti_Yassine_Rachik_920x460

 

Appena superato il trentesimo, altra accelerata di  Eliud Kipchoge che correndo ciascun 5 km fino al 35° in 2:54 di media (14:28 il parziale: passaggio al 35° in 1h46:59), se ne va in solitudine, ricavando il vantaggio di 27 secondi sugli inseguitori Cherono, Lamdassem e Abdi.

Vantaggio che cresce ancor più nei successivi 5 chilometri, dal 35° al 40°, correndo in 2:59 al km di media (parziale di 14:56, passaggio al 40° in 2h01:55), sino a chiudere con il vantaggio di 1:20 sul secondo arrivato, tra gli applausi della gente per quest’uomo, autentico fuoriclasse, primatista mondiale (2h01:39 a Berlino nel 2018), unico uomo sotto le due ore in maratona nell’esperimento di Vienna del 2019.

Quinto lo spagnolo Lamdassem in 2h10:16, sesto il giapponese Suguro Osako in 2h10:41, settimo il tanzaniano Simbu in 2h 11:35; ottavo lo statunitense Rupp in 2h11:41.

76 i finisher. Tra chi non è arrivato, ci permettiamo ugualmente di stringerci attorno a Yassine Rachik, attingendo alla mailing list del suo 'scopritore' in Brianza, il dottor Rodolfo Malberti, il quale ha voluto rilanciare al 'suo' atleta un toccante messaggio del suo allenatore Alberto Colli: Caro Yass, da marzo al 14 luglio, giorno dell'ok del Comitato Olimpico di Roma, hai corso di più tra Padova, Roma, Monza etc..., per riuscire a distruggere l'atteggiamento ostativo delle Fiammeoro. Allenamenti in ore proibitive, poiché sottoposto a controlli fiscali quale soggetto in malattia.  Fisicamente c'eri ugualmente. Ma lo stress e la tensione non le hai allenate. Questa Olimpiade ti ha allenato. Ora i nuovi traguardi.

Colli ha ulteriormente disteso il suo pensiero così: Quello che è passato nella testa in questi 4 mesi è stato unico, difficile da controbattere. Lui oggettivamente nella prima quindicina di luglio, nel periodo caldissimo, da solo e alla mattina prestissimo ha fatto degli allenamenti che valgono ampiamente il suo personale. Forse sono mancate altre cose cioè il contorno che serve a cementare il tutto e cioè: serenità e tranquillità, tanto lavoro di quantità in quota, ha avuto picchi di stress altissimi, giornate e giornate di allenamento perse. Ha fatto tanto, fino al 14 luglio non era neanche sicuro di esserci! Tantissimi ritiri eccellenti o arrivi strascicati, condizioni tostissime ma ha fatto la sua gara ( 1h05’30” a metà ).
Oggi mi sento di dire che ha messo le basi per grandi maratone future. Bravo Yass e bravo Rudy.

Il quale "Rudy" così ha sintetizzato: Gara dura, rientro non semplice. Acquisirà il passo. Parigi è a tre anni da oggi. Molti ritiri importanti. È stato grande già ad esserci. Ciao, siamo tutti con te. È solo l'inizio.  Sei giovane e l'allenamento è una cosa, la competizione un altro.



 

 

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