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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Mercoledì, 22 Maggio 2019 22:43

Doppietta etiope nella Tet Riga Marathon

19 Maggio - Doppietta etiope nella Tet Riga Marathon, evento IAAF Gold Label road race, in Lituania: Andualem Belay e Beyene Debele si sono infatti imposti stabilendo i nuovi record del tracciato.

Belay ha vinto nettamente in 2:08:51, seconda miglior prestazione della sua carriera, migliorando di poco più di due minuti il precedente limite del percorso, stabilito un anno fa dal keniano Ayana in 2:11:00. Il keniano Silas Kiprono Too è giunto secondo in 2:12:27, seguito dal connazionale Julius Tuwei, terzo in 2:14:04. Quarto il keniano Hosea Kipkemboi in 2:15:34 sul connazionale Samwel Kiptanui Maswai, quinto in 2:18:08.

Altrettanto netta, in campo femminile, la vittoria di Debele che si è imposta in 2:26:18, migliorando di due minuti il record della gara (2:28:22 nel 2018 della keniana Rono). Secondo posto per Worknesh Alemu in 2:27:38, su Kumeshi Sichala, terza in 2:29:44, per un podio interamente etiope.

 

19 maggio - Il 20enne etiope Andamlak Belihu ha vinto in 27:56 la 12^ TCS World 10K Bengaluru, in India, IAAF Gold Label road race event, bissando il successo alla Delhi Half Marathon di sette mesi fa.

Nonostante l’elevato tasso di umidità e la temperatura intorno ai 26°, un gruppo di otto uomini ha preso subito il comando della gara con passaggio ai 10km in 14:11.

Poco dopo, l’ugandese Mande Bushendich si è prodotto in un allungo che ha avuto il potere di scindere il gruppo di testa, con il solo Belihu a rimanergli attaccato, nonostante il dolore al ginocchio.

Ma a due chilometri dall’arrivo Belihu ha preso il comando avanzando convinto fino ad entrare sulla pista dello Sree Kanteerava Stadium e concludere vittorioso in 27:56, a soli otto secondi dal suo record personale e a 12 dal record della gara (27:44 del keniano Geoffrey Kipsang nel 2014).

Bushendich ha concluso in seconda posizione in 28:03, con l’etiope Birhanu Legese, terzo in 28:23, e il keniano Geoffrey Koech, quarto in 33:55.

Contento ma non troppo il vincitore, che ha dichiarato nel post gara di aver sperato anche in un crono migliore, data l’elevata concorrenza.

In campo femminile, la keniana Agnes Tirop ha vinto il titolo in 33:55, bissando il successo del 2018, pur più lenta di oltre due minuti rispetto al 31:19 di dodici mesi fa, record del tracciato.

Nove donne hanno superato il 5° km in 18:06, ma nessuna ha cambiato ritmo, rimanendo compatte, con la sola Rose Chelimo, campionessa mondiale di maratona, costretta a fermarsi.

Così otto atlete sono entrate in gruppo nello stadio per il giro finale: solo allora l’etiope Letsenbet Gidey ha provato l’allungo, ma a 50 metri dal traguardo è stato ripresa, con Tirop che si è imposta nella volata a cinque sulle etiopi Senbere Teferi, seconda, e Gidey terza, entrambe in 33:55. Quarta un’altra etiope, Netsanet Gudeta in 33:56. 

Martedì, 21 Maggio 2019 23:21

Eunice Jepkirui Kirwa sospesa per EPO

La maratoneta del Bahrein (nata keniana) Eunice Jepkirui Kirwa è stata provvisoriamente sospesa dopo un test antidoping positivo per EPO: a comunicarlo l’Athletics Integrity Unit, l’agenzia antidoping della IAAF, sul proprio sito.

Kirwa, bronzo ai mondiali di Pechino nel 2015 in 2:27.39, aveva poi vinto l’argento ai Giochi Olimpici di Rio 2016 chiudendo in 2:24.13 alle spalle di Jemima Sumgong, a sua volta poi risultata positiva all’EPO, fino ad essere squalificata per otto anni; entrambe conserveranno però le loro medaglie poiché la loro positività si è manifestata dopo i Giochi.

 

Martedì, 21 Maggio 2019 15:57

Trinitapoli (BT) - 10^ Trinitapoli in Corsa

19 maggio - Positivamente colpito un anno fa, ho colto con molto piacere l’invito di Savino Nanula di tornare a Trinitapoli per festeggiare insieme il decimo compleanno della sua gara, la Trinitapoli in Corsa.

Davvero bravi tutti i soci della locale Atletica, che non sono tanti, ma sono apparsi tantissimi gestendo al meglio questa manifestazione, all’apparenza semplice, ma che non ha fatto mancare nulla ai partecipanti.

Ottima la location, il Palazzetto dello Sport “Sandro Pertini”, che permette di usufruire di larghi spazi per parcheggiare e cambiarsi in tutta tranquillità. A disposizione degli atleti la vicinissima struttura dei bagni pubblici che consente di risolvere le naturali esigenze.

Nella struttura dello stesso Palazzetto avviene in grande rapidità la consegna dei pettorali (il chip monouso lo ritira – con sopratassa di un euro - chi non dispone del chip annuale di colore giallo del gruppo Icron, che gestisce gli odierni rilevamenti e redige le classifiche, chiaramente sotto il controllo dei Giudici della sezione di Foggia) e dei pacchi gara, consistenti in una canotta tecnica celebrativa di colore rosso e un chilo di sale marino (6 euro il costo dell’iscrizione).

La giornata è ideale per correre, il sole è coperto dalle nuvole, la temperatura è primaverile e finalmente non piove e non tira vento, caratteristiche finora di questa falsa primavera 2019.

Presenta la manifestazione il professor Giuseppe Acquafredda, storico staffettista dell’Avis Barletta insieme al grandioso ed unico Pietro Mennea, che stabilisce il record di essere al microfono della Trinitapoli in corsa per la decima volta consecutiva: se l’anno scorso gli avevo assegnato la piena sufficienza, questa volta merita un bel sette, pronto com'è a sottolineare tutti gli aspetti e i protagonisti della gara e a dettare i tempi della cerimonia di premiazione.

Partenza prevista per le ore 9,30 sull’attigua e spaziosa Via Mandriglia: sotto l‘arco gonfiabile, gli addetti della segreteria, Onofrio e Rosa Quotadamo, provvedono a sistemare tappeti ed antenne per i rilievi chip.

Viceversa, gli atleti, indossati i completi sociali, cominciano le operazioni di preparazione dei muscoli, con corsette, allunghi ed esercizi di stretching.

E, davvero gradita, ecco spuntare Veronica Inglese, la barlettana della Nazionale Italiana, alla terza gara stagionale dopo il lungo stop per problemi fisici: grande davvero il piacere di rivedere Veronica, semplice e gentilissima con tutti, che non rifiuta mai il saluto ed un selfie con nessuno, senza seccarsi mai. E il suo sorriso pieno di vita lo mostra anche nella breve intervista prima della partenza, manifestando la sua soddisfazione per essere finalmente a Trinitapoli, dopo anni di impossibili concomitanze, pronta ad impegnarsi per un altro passo nel suo cammino di totale recupero.

E sorride anche il primo cittadino di Trinitapoli, Francesco Di Feo, che parteciperà da libero alla corsa, e ringrazia tutti i partecipanti.

A proposito: 511 sono gli iscritti Fidal, ai quali si sommano una cinquantina di liberi: non tantissimi i foggiani presenti, nonostante la manifestazione sia valevole come prova unica del campionato provinciale di Foggia (per la Fidal non esiste la provincia Barletta-Andria-Trani, di cui Trinitapoli fa politicamente parte…).  

Sistemati al meglio gli atleti dietro la linea di via, ottenuto il permesso dal Comandante dei Vigili relativamente al percorso, ecco lo sparo del Giudice che libera gli atleti che invadono e colorano la strada.

Percorso veloce e pianeggiante, con iniziale giro di circa tre chilometri in Trinitapoli, nella zona più periferica della 167, con nuovo passaggio sul punto di partenza e via, con il passare dei chilometri a raggiungere ed attraversare la splendida e caratteristica zona umida, la cosiddetta Casa di Ramsar, il centro di educazione ambientale, che sorge in una antica masseria, fondamentale per la difesa, la conservazione e  l’utilizzo “prudente” delle zone umide e delle loro risorse, per uno sviluppo sostenibile che non ne comprometta le caratteristiche ecologiche.

Bellissima zona (quest’anno un po’ fangosa dopo le tante piogge del periodo), dove è ancora possibile vedere i fenicotteri rosa e tutta una serie di uccelli introvabili in altre zone e la vegetazione unica, un paradiso da visitare, oltre la corsa.

Ma tornando alla corsa, finito il tour della zona umida, gli atleti riprendono la strada per avviarsi man mano verso il Palazzetto, il traguardo, nello stesso punto di via, arrivando però in senso opposto; copio-incollo dalla cronaca dello scorso anno, anche perché il tracciato, blindato al traffico e continuamente sorvegliato, omologato e certificato Fidal di 10 km (anche se la maggior parte dei gps rileverà circa 400 metri in più), è lo stesso.   

Diversi chiaramente i protagonisti rispetto a dodici mesi fa: Giuliano Gaeta, reduce dal successo nella Mezza maratona di Pescara della settimana prima, al termine di una gara condotta in testa sin dal primo metro, s’impone nettamente in 32:59, scrivendo il suo nome e quello della sua società, la Montedoro Noci, nell’albo d’oro della manifestazione.  Ottima gara anche per Giuseppe Bonavita (Runners Cerignola Asd) che chiude in seconda posizione in 34:27, con il sempre più determinato Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa), terzo in 34:51.

Il potente Giuseppe Rinaldi (Daunia Running San Severo) è quarto in 35:01, seguito dal caparbio Giuseppe Marinelli (Sporting Club Petrella), quinto in 35:26, e dal “padrone di casa” Raffaele Nanula, primo atleta della società organizzatrice, sesto in 35:37. Già più volte qui vincitore, Giuseppe Dedonato (Atletica Sprint Barletta) è settimo in 35:38, stesso tempo di Francesco Minischetti (Running People Noicattaro), in continua evoluzione, ottavo; bella prova anche di Cosimo Damiano Gemiti (Trani Marathon), nono in 36:20, un secondo prima del tenace Giuseppe Matarrese (Maratoneti Andriesi), decimo in 36:21.

In campo femminile, inutile dirlo, pur non ancora al meglio, domina Veronica Inglese (Esercito Italiano) che chiude in 36:30, tagliando il traguardo con il suo radioso sorriso che tanto bene fa a tutto il movimento; brilla anche Francesca Riti (Montedoro Noci), che chiude seconda in 40:03, davanti alla caparbia Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta), terza in 40:57.

Quarto posto per Teresa Landriscina (Trani Marathon), sempre generosa, in 44:38, seguita dalla brava Marilena Piccirilli (I Podisti di Capitanata), quinta in 44:56, e dalla decisa Valeria Cirielli (Amatori Atletica Acquaviva), sesta in 45:18. Settimo e ottavo posto per il valido duo de I Podisti di Capitanata, con Carmela Santoro, in 47:33, e Luisa Rinaldi, in 47:37; seguono le determinate Maria Pia Lastella (Atl. Amatori Corato), nona in 48:02, e Rosanna D’Ambra (Atletica Pro Canosa), decima in 48:13.

467 i finisher: tra i 395 uomini chiude la graduatoria Eligio Lomuscio (Barletta Sportiva) in 1:32:45; tra le donne, 72 al traguardo, chiude l’esemplare Antonietta Urbano (Atletica Padre Pio San Giovanni Rotondo) in 1h45:14.

Il ristoro finale che consegna agli affaticati atleti una bustina contenente un succo di frutta, mela ed acqua, consente di riprendere le forze in attesa di classifiche e premiazioni.

Ben presto affisse le classifiche, non è ancora arrivata l’ultima atleta mentre si parte con la cerimonia di premiazione, alla presenza del locale Sindaco (che ha regolarmente tagliato il traguardo) e di alcuni assessori, del Presidente della Fidal Foggia, Carmine Ricci, e del consigliere Raffaele Luciano.

Si comincia con il podio femminile, Inglese, Redi e Filannino, giovani, belle e brave, augurando a Veronica di darci subito quelle soddisfazioni che merita e meritiamo: ricchi premi per tutti, subissata chiaramente Veronica, ma soddisfazione per tutte.

Gloria chiaramente anche per i primi tre uomini, Gaeta, Bonavita e Di Nunno, magri e veloci, che ritirano a loro volta ricchi premi.  

Una cassettina di carciofi si aggiunge al bottino per ciascun premiato, anche per i protagonisti delle varie categorie per fascia di età, i primi cinque, tutti soddisfatti per i premi ricevuti.

Ultimo atto, la premiazione riservata ai team, con la Barletta Sportiva a vincere con 43 arrivati, su I Podisti di Capitanata (31) e A.S. Culturale Santo Stefano Cerignola con 30.

I saluti del professore-speaker, Savino Nanula, e i soci organizzatori tornano a respirare, la decima edizione si conclude più che positivamente.

Gare piacevole e a misura di podista, davvero ben organizzata, la dimostrazione che volontà e competenza possono davvero tanto anche senza eccessivi fondi…

Domenica, 19 Maggio 2019 22:24

Manchester: Faniel secondo, Dossena sesta

19 maggio - Ottimo secondo posto per Eyob Faniel nella Simplyhealth Great Manchester Run in 28:24, record personale sulla 10 km che migliora il 28:45 ottenuto a Torino lo scorso anno. Il 26enne delle Fiamme Oro prosegue dunque nel suo ottimo momento, tre settimane dopo aver stabilito anche il PB sulla mezza a Padova in 1h00:53, risultando il quinto italiano di sempre e il miglior crono  nazionale degli ultimi diciassette anni.                              

Eyob ha chiuso alle spalle dell’ugandese Jacob Kiplimo (Atl. Casone Noceto), argento mondiale di cross, vittorioso in 27:31, da subito in testa, con passaggio al 5° km in 13:45. Faniel è passato 25 secondi dopo, allungando nella seconda parte di gara e concludendo davanti allo spagnolo Antonio Abadia, terzo in 28:39, al britannico Nick Goolab, quarto in 28:42, e allo spagnolo Juan Perez, quinto in 29:08.

Tra le donne, la 34enne bergamasca Sara Dossena è sesta in 33:15, quasi un minuto in più rispetto al 32:16 di un mese fa a Torino.

Vince la keniana Hellen Obiri, campionessa mondiale di corsa campestre, in 31:23, davanti all’etiope Ruti Aga, seconda in 31:44, e alla connazionale Edna Kiplagat, terza in 32:34. La volata per il quarto posto è vinta dalla britannica Steph Twell in 32:41 sull’irlandese Fionnuala McCormack, quinta in 32:43.

18 maggio - Lorenzo Dini e Isabel Mattuzzi sono i nuovi campioni italiani assoluti dei 10.000 metri in pista, che si sono svolti in serata nello stadio Kennedy di Monselice, in provincia di Padova, organizzati dalle Fiamme Oro, in una giornata dal clima invernale con freddo, pioggia e vento. 

La gara femminile si dimostra subito un duello tra la trentina Isabel Mattuzzi (Us Quercia Trentingrana), che tallona la keniana Lena Jerotich (Atletica 2005) e la veneziana Giovanna Epis (Carabinieri), al rientro in pista dopo il 2h29:11 nella maratona di Rotterdam. Segue il gruppo formato dalla siciliana Federica Sugamiele (Caivano Runners), dalle piemontesi Sara Brogiato (Aeronautica) e Michela Cesarò (Carabinieri), e dalla trentina Federica Dal Ri (Esercito). 
Al 5° km la Epis perde terreno, Mattuzzi è sempre vicinissima alla Jerotich, e al 7° km la trentina di Rovereto stacca l’avversaria e va a vincere nettamente in 32:36.50. Giovanna Epis, pur calata nel finale, è seconda in 33:28.75, davanti alla pugliese Maria Chiara Cascavilla (La Fratellanza 1874 Modena, 34:09.53). Titolo promesse alla piemontese Michela Cesarò (Carabinieri) in 35:23.27. 

Ancor peggiori le condizioni meteo alla partenza del 10.000 uomini, con il livornese Lorenzo Dini (Fiamme Gialle), che tallona inizialmente il keniano Paul Tiongik (Parco Alpi Apuane), con passaggio al 5° km in 14:20. Ma una volta preso il comando della corsa, con pioggia e vento sempre più forti a infastidire gli atleti, i passaggi sono nettamente più lenti, fino alla chiusura in 28:51.99 per Dini, davanti a Nekagenet Crippa (Trieste Atletica), secondo in 29:24.47, e ad Italo Quazzola (Atl. Casone Noceto), terzo in 29:38.56. Campione promesse si laurea Dario De Caro (Cus Torino) in 29:41.42.

 

 

 

18 Maggio - Vittoria azzurra nella Mattoni Karlovy Vary Half Marathon, in Repubblica Ceca, con Yassine Rachik che si è imposto in 1h02:59, a tre settimane dal 2h08:05 nella maratona di Londra, quarto italiano di sempre e miglior risultato nazionale negli ultimi tredici anni.

Il 25enne bergamasco, tesserato per l’Atletica Casone Noceto, ha vinto nettamente al termine di una gara condotta per più di metà in solitaria, staccando nettamente gli ucraini Roman Romanenko, campione uscente, secondo in 1h04:39, e Mykola Iukhymchuk, terzo in 1h04:58.

Per Yassine si tratta della sua quarta prestazione in carriera sulla mezza, con il PB fermo all’1h02:13 ottenuto nel 2017 ad Agropoli.

“Sono davvero contento per quello che sono riuscito a fare. Pensavo di non stare troppo bene, dopo la maratona, invece ho realizzato un buon tempo correndo a sensazione. Mi sono trovato in testa dal settimo chilometro, con un allungo, poi ho cercato di andare avanti da solo e non ho perso niente sul ritmo”, le parole dell’azzurro.

In campo femminile vittoria della moldava Lilia Fisikovici in 1h12:34 sulle ucraine Olha Kotovska, seconda in 1h14:32, e Viktoria Kalyuzhna, terza in 1h14:45.

2787 i finisher.

17 maggio - Weekend di gare internazionali per i nostri nazionali, Rachik, Faniel e Dossena. 

Yassine Rachik, tre settimane dopo aver corso la maratona di Londra, dove in 2h08:05 ha ottenuto il quarto crono italiano di sempre e il miglior risultato di un italiano negli ultimi tredici anni, domani pomeriggio, sabato, alle 18:00, sarà al via della Mattoni Karlovy Vary Half Marathon, in Repubblica Ceca.

Il 25enne bergamasco, tesserato per l’Atletica Casone Noceto, cercherà di migliorare il PB di 1h02:13, stabilito ad Agropoli nel 2017; suoi principali avversari, tranne sorprese, l’ucraino Roman Romanenko, campione uscente, e lo spagnolo El Hassan Oubaddi. 

Domenica pomeriggio (alle 13.40 le donne, alle 14:02 gli uomini), a Manchester, saranno al via della 10 chilometri, la Simplyhealth Great Manchester Run, Eyob Faniel e Sara Dossena. 

Il 26enne vicentino, tesserato per le Fiamme Oro, tre settimane fa ha corso la mezza maratona in 1h00:53,  quinto italiano di sempre sulla distanza, miglior crono di un italiano dal 2002, a soli 33 secondi dal record nazionale. In Inghilterra cercherà il migliorare il PB di 28:45 stabilito a Torino nel 2018 e magari di avvicinarsi al record italiano che appartiene a Stefano Baldini (28:10 ad Arco nel 2002). Tra i favoriti, l’ugandese Jacob Kiplimo, argento mondiale di cross, e il keniano Stanley Biwott, vincitore della New York City Marathon nel 2015. Al via anche il 22enne azzurrino Ahmed Ouhda (Atl. Casone Noceto). 

La 34enne bergamasca tesserata per il Laguna Running, reduce anche lei dalla mezza maratona di Padova di tre settimane fa dove ha chiuso in 1h10:56, è in preparazione per i 10.000 in pista della Coppa Europa, in programma il 6 luglio a Londra; magari su strada cercherà di migliorare il PB di 32:16 stabilito a Torino ad aprile, con un occhio al primato nazionale (31:52 di Nadia Ejjafini nel 2012 guarda caso a Manchester). Favorite la keniana Hellen Obiri, campione mondiale di cross, e l’etiope Genzebe Dibaba.

 

 

 

11 maggio - Il cinque volte campione del mondo - tre in mezza maratona e due volte nel cross - il keniano Geoffrey Kipsang Kamworor, ha vinto la dieci miglia del Grand Prix di Berna in 44:57, realizzando il primato del percorso, a soli 33 secondi dal crono più veloce sulla distanza stabilito da Haile Gebrselassie (44:24 a Tilburg, in Olanda, nel 2005).

Il vecchio primato del tracciato resisteva da 15 anni, quando nel 2004 lo stabilì l’eritreo Zersenay Tadesse in 46:04.9, e su questo difficile percorso non erano stati capaci di batterlo neanche mostri sacri come il suddetto Haile Gebrselassie (2013) e Kenesisa Bekele (2018). 

Il 26enne keniano, vincitore anche della Maratona di New York nel 2017, si è subito posto in testa, passando i primi 10 chilometri in 27:48, per chiudere esattamente in 44:56.2, precedendo di oltre 4 minuti lo svizzero Tadesse Abraham (campione europeo di mezza maratona nel 2016), secondo in 49:05. Terzo l’eritreo Simon Tesfay in 49:29, sull’etiope Teshome Daba Bulesa, quarto in 49:47, e sul keniano Sylvester Kipchirchir, quinto in 50:17.

Da segnalare la presenza in gara del campione olimpico e mondiale di sci di fondo, lo svizzero Dario Cologna che ha concluso in 33^ posizione in 55:13.

Da considerare anche che, pur essendo la temperatura ideale per correre, un forte vento ha infastidito la corsa dei protagonisti.  

Tra le donne il successo è andato all’etiope Meseret Gezahegn Merine in 57:46, sulle svizzere Nicole Egger, seconda in 58:03 (PB),  e la terza  Andrea Meier in 58:55. Quarta la etiope Israel Silass Geletu in 59:31, quinta l’altra svizzera Laura Hrebec in 59:48.

28820 i partecipanti totali all'evento, con 12777 finisher sulla dieci miglia e 8613 sulla 4,7 km. 

12 maggio - La 15^ edizione della Harmony Genève Marathon for Unicef ha visto realizzare i nuovi record del tracciato, sia in campo maschile che femminile, con doppietta keniana. 

Tra gli uomini si è infatti imposto Bernard Too che in 2:09:45 ha migliorato il precedente primato di 47 secondi; al femminile successo per Josephine Chepkoech in 2h29:11. 

Shumi Dechasa (Bahrain) è giunto secondo in 2h09:55, precedendo ancora un keniano, Luke Kibet, terzo in 2:11:52. 

Tra le donne è seconda l’altra keniana Rodah Jepkorir in 2:29:15, sulla etiope Bashanke Bilo, terza in 2h31’:26". 

La mezza maratona ha registrato il successo dell’eritreo Tesfay Felfele in 1:06:12 che preceduto il francese Aloïs Moutardier, secondo in 1:07:48, e il connazionale Kidane Solomon, terzo in 1:08:09. 

Tra le donne, successo della svizzera Imogen Simmonds in 1:20:33 davanti alla francese Aline Camboulive, seconda in 1:23:00, e alla britannica Victoria Crawford, terza in 1:23:58. 

Due record del percorso anche nella 10 km, che in campo maschile registra il successo del rappresentante del “Refugee Team” Domnic Lokinyomo Lobalu in 29:14 davanti all’altro rifugiato Paulo Amotun Lokoro (30:32) e allo svizzero Morgan Le Guen (30:44); mentre tra le donne successo della francese Virginie Lemay in 36:07 sulla svizzera Charlene Delhorme (39:43) e sulla brasiliana Telma Martins Caillon (40:31). 

Record anche per il numero dei partecipanti, 18.000 iscritti alle varie manifestazioni, dalla corsa padre/figlio, alle staffette, alle gare per beneficenza, che si sono svolte tra il sabato pomeriggio e la domenica mattina.

 

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12 Maggio - Doppietta etiope nella the ICBC Cup Dalian International Marathon, in Cina, evento IAAF Silver Label road race: in campo femminile, Mulu Seboka bissa il successo del 2018, mentre tra gli uomini vince Tsegaye Getachew. 

La 34enne Seboka ha rispettato i pronostici che la vedevano strafavorita, dominando interamente la gara, fino ad imporsi in 2:27:19, migliorando di 1:40 il crono di un anno fa, ma notevolmente sotto il PB (2:21:56 stabilito nel 2015). Si tratta della sua terza vittoria sul suolo cinese, avendo vinto nel dicembre scorso la Shenzhen Marathon in 2:27:12.

Seboka si è subito posta al comando della gara guidando il gruppo di testa composto da cinque atlete; al 10° km, passato in 34:32, solo quattro le atlete in testa, per ridursi a due al passaggio del 18° km, Seboka e la connazionale Bedada Tigist Tadese.

Le due etiopi hanno proseguito appaiate fino al 20° km, quando Seboka ha allungato avviandosi solitaria verso il successo.

Tadese ha tagliato il traguardo seconda in 2:29:02, con Almaz Negede terza in 2:31:24 per comporre il podio interamente etiope.

Primo successo in carriera sulla distanza per il 22enne Getachew che solo allo sprint negli ultimi 200 metri, ha ragione del connazionale Mekuant Ayenew (vincitore nel 2018 della Venice Marathon e nel 2016 della Beijing Marathon), affermandosi in 2:11:25 (Getachew ha un PB di 2:09:24 stabilito a  Shanghai lo scorso anno).

Folto il gruppo di testa, composto da 18 atleti, nelle prime fasi di gara, con passaggio al 5° km in 15:45,  al 10° in 31:24 e al 15° in 46:44, per poi andare a ridursi, con gli atleti preoccupati più del successo che del risultato cronometrico, tanto che al passaggio al 35° in 1:49:53, vi sono ancora dieci atleti a condurre la gara.

Solo al 37° il tentativo di fuga del 24enne keniano Ernest Ngeno (PB di 2:06:41 ad aprile a Parigi), presto vanificato, ma che ha l’effetto di ridurre il gruppo di testa a sei atleti.

Al 39° km nuovo allungo, questa volta di Ayenew, con il solo Getachew ad affiancarlo: i due proseguono insieme, fino alla decisiva volata, con Ayenew staccato sul traguardo di soli tre secondi.

Terzo posto per il keniano Mathew Kiptoo in 2:11:45, che migliora il PB di quasi tre minuti.

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Martedì, 14 Maggio 2019 16:11

Gioia del Colle (BA) - 7^ CorriconGioia

12 Maggio - La CorriconGioia più difficile, più dura, più epica, ma alla fine forse la più bella, perché non è stato facile organizzare, cambiare, gestire, in quelle condizioni problematiche.

Promessa ed annunciata la pioggia è arrivata, ed è stato un crescendo dalla partenza all’arrivo di una buona parte di atleti, per poi finalmente dare un attimo di tregua, e riprendere durante le premiazioni, opportunamente spostate al coperto.    

Ed è qui che va evidenziata la bravura organizzativa di tutti soci della Gioia Running che, notoriamente eccelsi in condizioni ottimali, hanno saputo rendere alla grande anche nel diluvio di una giornata più invernale che di metà maggio.

La oramai collaudata location nella zona del Palazzetto dello Sport ci accoglie come oramai tradizione con larghi spazi per parcheggiare comodamente; spicca subito la serie di dieci bagni chimici a disposizione degli atleti, oltre quelli del suddetto Palazzetto.

Qualche sparuta goccia di pioggia e il cielo grigio davvero minaccioso ad impaurire gli atleti, impegnati a pregare e a gesti scaramantici nella speranza di rimanere all’asciutto.

Speranza vana, perché mentre arriva la maggioranza dei partecipanti, la pioggia aumenta, davvero passa la voglia di correre.

Il simpatico deejay Piero, diffonde brani in tema, da “Scende la pioggia”, a “Piove” o “Nel sole”, gli atleti sorridono, alcuni cantono o ballano, ma cercano il giusto riparo.

E’ un crescendo di ombrelli aperti, di imprecazioni, ma cresce la convinzione che si correrà sotto l’acqua.

E sotto l‘acqua gli organizzatori sistemano le ultime transenne, gli ultimi nastri, il “grosso” del lavoro è già completato, si cura ancor con maggiore attenzione la sicurezza degli atleti.

Atleti che, espletate le operazioni burocratiche di perfezionamento iscrizioni e ritiro dei pacchi gara prettamente a base di prodotti alimentari, possono dedicarsi alle operazioni propedeutiche per correre.

Otto euro il costo dell’iscrizione per questa gara dal tracciato certificato, e da quest’anno di livello nazionale.

A disposizione degli atleti anche i capienti spogliatoi del Palazzetto, dove nel finale sarà possibile anche fare la doccia, opzione quasi introvabile nelle gare regionali sulla distanza.

Bello vedere, tra gli altri, al lavoro il presidente attuale Gianni Gemmati e il suo predecessore Donato Angelillo, ma tutti i soci collaborano attivamente, con le donne all’interno a preparare le bustine ristoro.

Già il ristoro, spostato al coperto, per proteggere gli atleti, anche le tradizionali stazioni musicali sul percorso sono state annullate, per evitare guai ai musicisti, tanta programmazione e tanto lavoro vanno in fumo.

Neanche speaker Paolo Liuzzi, nonostante il suo carisma, i tanti tentativi verbali e la sua calda voce, riesce a far tornare il sole, la pioggia impera.

Partenza intelligentemente prevista per le ore 9.00, gli atleti provano a riscaldare i muscoli, è divertente notare la differenza di abbigliamento, si va dal solo tradizionale completino di alcuni a cerate legate con tanto di cappuccio di altri.

La partenza vede come da dispositivo Corripuglia (di cui questa manifestazione rappresenta la sesta prova) la zona pole riservata agli atleti preventivamente selezionati dalla Commissione master della Fidal Puglia e provvisti di bollini distintivo; l’organizzazione odierna, come da propria consuetudine, ha predisposto altre nove griglie dove gli atleti, secondo coscienza, si dovrebbero posizionare in base al ritmo di corsa tenuto sulla distanza (si va dai 4’ ai 6’ al km).

Mentre un anno fa l’esperimento aveva sostanzialmente funzionato, sarà per la pioggia, sarà per una mancanza di modestia crescente, gli atleti si posizionano (quasi) tutti nelle prime griglie; anzi, non blindata alla perfezione la zona pole riservata ai più forti, viene meno la selezione effettuata, davanti si posizionano atleti di tutti i ritmi, modestia e consapevolezza dei propri limiti non sono di questo mondo.

Da segnalare la presenza del servizio pacer che guida gli atleti a raggiungere il crono finale desiderato: sempre efficienti, ecco i palloncini di Running Zen, a condurre i podisti al raggiungimento del proprio obiettivo.

Riusciti almeno a far indietreggiare gli atleti sul punto esatto di partenza, si attende il lasciapassare dei Vigili sul percorso per dare il colpo di via. Un piccolo incidente al Giudice starter, a causa di un colpo sparato improvvisamente, aumenta le difficoltà di questa fase, ma ben presto, si provvede a sparare il colpo decisivo che libera gli scalpitanti protagonisti.  

1536 gli iscritti della vigilia, oltre 300 i cosiddetti liberi, il lungo fiume umano invade le strade di Gioia.

Il fiume umano avanza bagnato dalla pioggia che cade incessante, immerso nel fiume di acqua che invade le strade creando pozzanghere: davvero non è il massimo, anche scattare foto diventa un problema, un sentito grazie a Fabio Daresta che si immola con il suo ombrello coprendo il sottoscritto durante il passaggio degli atleti al secondo chilometro, sul punto di via ma in senso contrario.

Il tracciato, dopo il suddetto passaggio, porta gli atleti nel centro di Gioia, tangendo anche il Castello Normanno Svevo, risultando sostanzialmente veloce e piatto se si esclude qualche naturale saliscendi, certamente non monotono, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, continuamente sorvegliato dagli addetti e blindato al traffico; manca chiaramente il pubblico, mancano come accennato le bande musicali, tranne il mittico “pulmino Ford”, ma nelle orecchie degli atleti non manca il ritornello: “Piove, senti come piove…”, dettato dall’incessante pioggia.

Un favorito d’obbligo in campo maschile, Giovanni Auciello, per diversi chilometri tallonato da Mino Albanese, ma poi giunto in solitaria, bissando il successo di una anno fa. 32:01 il crono di Giovanni, l’atleta di Palo del Colle, tesserato per l’Atletica Casone Noceto, sempre brillante. Ottima prestazione anche per il suddetto Mino Albanese: l’atleta massafrese tesserato per l’Atletica Crispiano, si difende ottimamente e va a concludere in 32:43, lasciando il terzo posto al muscolare Vito Perta (GS Paolotti Martina Franca), che completa il podio in 34:08.

Dalla Calabria con furore, ecco il duo d’assi composto da Antonio Amodeo e Marco Barbuscio (entrambi Marathon CS), tutti e due in 34:15, rispettivamente quarto e quinto. Continua la scalata alle prime di posizioni di Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), sesto in 34:16, davanti al combattivo Mimmo Tedone, il capitano della Dynamyk Fitness Palo del Colle, settimo in 34:17, seguito dal compagno di squadra nonché direttore generale, Enzo Trentadue, ottavo in 34:26. Brilla anche Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa), nono in 34:31, a precedere il sempre bravo Denis Greco (Atletica Assi Trani), decimo in 34:35.

Continua il magic moment di Daniela Tropiano (Atletica Monopoli) che bissa il successo dell’anno scorso: una vittoria che conferma le capacità di questa atleta un po’ fuori dagli schemi, semplice e brava e benvoluta da tutti, anche dalle “rivali”. 38:51 il suo crono, giunge staccata la “termolese di Puglia” Francesca De Sanctis (Atletica Casone Noceto), seconda in 40:02, a precedere Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva), riapparsa reattiva, terza in 40:08.

Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), sempre grintosa, è quarta in 40:59, seguita dall’irriducibile Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), quinta in 41:20, stesso tempo della lucida Francesca Riti (Montedoro Noci), sesta. Segue Mara Lavarra (Amatori Putignano), sempre ottima, settima in 41:48, davanti alla mai doma Marilena Brudaglio (Assi Trani), ottava in 42:42, e alle splendida Annarita Cazzolla (Bitonto Runners), nona in 42:43. Giampaolo Stella (Atletica Monopoli), sempre generosa, chiude il treno delle prime dieci donne in 43:12.

Tanta l’acqua, tanta la bravura e l’impegno dei protagonisti, dal primo all’ultimo, dai Fidal ai liberi.

1366 risulteranno gli atleti in graduatoria, con Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto), sempre sorridente e costante, a chiudere gli arrivi in 1:28:39; il mitico Giuseppe Caragnano (Correre è salute Mottola), aveva chiuso in precedenza la lista maschile in 1:21:30.

Da segnalare anche che in precedenza, e in tono minore causa clima, si è svolta anche la passeggiata dei diversamente abili, organizzata in collaborazione con alcune associazioni locali di volontariato.

Ricco il ristoro finale con bustina contenente acqua, mozzarella, banana; a parte, si riceve un bicchiere di integratore salino e un gelato a ricordarci che ci sarebbe dovuto essere il sole!

Purtroppo, nel momento di maggiore afflusso, si genera una rilevante coda, ma il tutto è addebitabile allo spostamento causa pioggia: i ristori di Gioia sono sempre stati ottimamente gestiti, divenendo quasi una ulteriore festa.  

Nonostante la pioggia e conseguenti difficoltà anche nelle rilevazioni elettroniche per mezzo dei chip, addetti e Giudici redigono con relativa rapidità le classifiche.

All’interno del Palazzetto (dove è possibile anche godere di un massaggio rigenerante gratuito, con tre validissimi operatori in azione), sfruttando un improvvisato podio e rinunciando – purtroppo - all’ampio palco all’aperto che resta desolatamente vuoto sotto la pioggia, comincia la cerimonia di premiazione.

Si parte con i due podi, per i sei protagonisti cesto di prodotti alimentari locali, premi tecnici e trofeo; si passa, poi, ai primi cinque di ciascuna categoria per fascia di età premiati con confezioni di prodotti alimentari di varia entità secondo la posizione.

Premiati anche tutte le associazioni ed enti collaboratori con simpatiche targhe; il primo e la prima libera della non competitiva.     

Ultimo atto ufficiale, la premiazione delle prime cinque società per numero di complessivo di arrivati: vince la Nadir on the road Putignano con 62 arrivati, stesso numero dei “cugini” concittadini dell’Amatori, secondi; terza la Montedoro Noci (59), quarta la società organizzatrice, la Gioia Running (57) – che si autoesclude sportivamente ed ospitalmente -, quindi quarta l’Atletica Monopoli (49), quinta Atletica Tommaso Assi Trani (47).      

I saluti di Paolo, la foto di gruppo, le luci del Palazzetto di spengono, occorre intanto smontare tutto e ripristinare la città al suo solito aspetto, mentre è ripreso a piovere…

La Corriconpioggia, pardon la CorriconGioia, ha superato anche quest’anno l’esame: ottenere i complimenti di tutti i partecipanti in queste difficili condizioni significa saper fare le cose per bene, significa saper organizzare, significa tenere agli atleti.  

Domenica, 12 Maggio 2019 22:59

Bibione (VE) - 4^ Bibione Half Marathon

12 Maggio -  Tempo inclemente alla quarta edizione della Bibione Half Marathon con pioggia battente e forte vento, ma che non ha impedito ai protagonisti di realizzare i nuovi record del tracciato, peraltro fangoso nei tratti di sterrato.   

Organizzata da Running Factory, la gara è partita alle 9.15 da piazzale Zenith, per terminare nella stessa piazza, dove, dopo 1h03’40” è giunto vincitore il keniano Paul Tiongik, tesserato peri il G.P. Parco Apuane, che ha bissato il successo del 2017 e ha migliorato l’1h04’06 che finora rappresentava il record del percorso. Per Tiongik, un altro successo dopo quello di due settimane fa alla Sarnico Lovere Run, anche lì con record del percorso.

Secondo posto per l’altro keniano Roncer Kipkorir Konga (Run2gether) in 1h04’37, un anno fa vincitore;  terzo il connazionale Gideon Kiplagat Kurgat in 1h05’25”.

Ottavo il primo italiano, l’ex campione italiano di maratona, oggi oramai master, il bergamasco Giovanni Gualdi in  1h08’30”.

Record, come detto, anche al femminile, con vittoria della keniana Mary Wangari Wanjohi (Run2gether) in 1h14’51” che precede la connazionale Ivyne Jeruto Lagat (#Iloverun Athletic Terni), gran favorita della vigilia, seconda in 1h16’36”, e la etiope Meseret Engidu Ayele (Atletica Saluzzo), terza in 1h20’08”. Quarta la prima italiana, Loretta Bettin (Atl. Paratico), in 1h22’35”.

1277 i finisher.

Martedì, 07 Maggio 2019 16:17

Barletta - 11^ Vivi Barletta

5 Maggio - “Non tutte le ciambelle riescono con il buco”, ma non spariamo troppo sul maestro fornaio. perché ne sforna  tante e ci mette tanta passione…

La ciambella è l’11^ edizione della ViviBarletta, il fornaio è il buon Vincenzo Cascella, presidente della Barletta Sportiva, che con i suoi tanti soci dà vita ad un’intensa attività sportiva nella città di Pietro Mennea; e anche quando non tutto riesce alla perfezione, si “deve” assolverlo.    

Barletta ci ha accolto con una giornata soleggiata,  un fastidioso vento soprattutto nel finale di gara, con il ritrovo fissato in Piazza Castello. Pregevole l’iniziativa di creare una vicina area parcheggio per lasciare e ritrovare l’auto con comodità, anche se tanti sono gli spazi a disposizione degli atleti, compreso il parcheggio del noto ipermercato.

Come da tradizione, nella sala all’aperto del vicinissimo bar avviene il disbrigo delle pratiche di iscrizione, con accurata suddivisione delle società per province per non creare intasamenti; poco distante, presso un apposito furgone, si ritirano i premi i partecipazione: la tassa d’iscrizione è pari a 8 euro, trattandosi di gara nazionale.

A disposizione degli atleti una serie di bagni chimici, da usufruire unitamente ai partecipanti alla Maratona delle Cattedrali, evento che partirà mezzora prima della Vivibarletta, sempre dal retro Cattedrale, per poi dirigersi verso gli altri Comuni fino a giungere a Giovinazzo.

Assente Paolo Liuzzi, per impegni personali, la presentazione della manifestazione è affidata al volitivo Savino Barbaro, coadiuvato dalla continua ironia di un dj da una radio locale: rimpiazzare Liuzzi non è compito facile per nessuno e i partecipanti manifesteranno a più riprese di avvertirne la mancanza.  

Valevole come 5^ tappa del Corripuglia, il Campionato regionale a tappe di corsa su strada, la Vivibarletta registra l’iscrizione di 1172 atleti Fidal, ai quali si sommano alcune centinaia di cosiddetti liberi, per giungere a circa 1500 partecipanti totali (troppe le concomitanze a cominciare dalla suddetta Maratona e Mezza… in casa alla stracittadina di Brindisi, dai due trail importanti alle gare di contorno ai Cds allievi in pista a Molfetta).

Sempre spettacolare l’abilità degli sbandieratori in abito medioevale che muovono i drappi al ritmo dettato dai tamburi, il cui suono riecheggia in piazza.

Partita in ordine e senza problemi la Maratona (circa 400 i partecipanti), si allestisce la zona start per la 10km, con l’area pole riservata ai possessori di speciale bollino consegnato agli atleti preventivamente selezionati dalla Commissione Master in base ai tempi di percorrenza sulla distanza, onde favorire un deflusso senza incidenti. Reti alti metalliche impediscono l’ingresso laterale ai furbetti, positivo anche il filtro per permettere l’accesso in testa solo ai selezionati; gli altri atleti possono accedere solo posteriormente, con una fila di transenne a bloccarli alcuni metri prima della linea di via.

Tutto procede ottimamente, ma l’improvvisa decisione di alcuni addetti di togliere le transenne che delimitavano gli atleti, porta all’invasione di tutta la zona iniziale e ad oltrepassare la linea di via, con l’impossibilità di selezionare gli atleti di prima fascia e, soprattutto, di poterli riportare dietro il punto esatto di via.

Si cerca di spingerli dietro con un cordone umano formato dai soci organizzatori, ma è oramai inutile e la partenza avverrà in questa maniera, tra le lamentele generali.

Prima del via, ecco il minuto di raccoglimento a ricordare Antonio Ferrante, nobiluomo e atleta della Pedone Riccardi Bisceglie, deceduto in settimana, vittima in un incidente automobilistico.

Alla presenza del presidente della Fidal Puglia, Giacomo Leone, al terzo sparo, ecco gli atleti scattare rapidamente ed occupare la sede stradale; tra i veloci, tanti furbetti, favoriti dal caos iniziale, che si ostinano a partire in testa ma faranno fatica ad arrivare al traguardo!

Il percorso, sostanzialmente piatto e veloce, con numerose pozzanghere da evitare a causa dell’abbondante pioggia della serata del sabato, ha riguardato inizialmente la litoranea di Levante, con giro di boa all'ANMI, e successivamente quella di Ponente, per giungere ed attraversare il caratteristico fossato del Castello, per proseguire finalmente verso il traguardo, sul tappeto rosso, osservando frontalmente il Castello.

Tracciato chiuso al traffico veicolare, con ristoro a metà distanza, definito da alcuni atleti un po’ monotono, ma soprattutto - nella seconda parte - tormentato dal vento che ha creato problemi anche di gestione, con le transenne delimitative più volte cadute. Percorso che i gps hanno rilevato lungo circa 10400 metri.

Leggendo alla vigilia i nomi degli atleti iscritti due erano i naturali favoriti in campo maschile e femminile: la barlettana Veronica Inglese, che finalmente ci auguriamo possa aver superato i maledetti problemi fisici che finora le hanno sottratto l’ulteriore e naturale balzo di qualità, reduce dal ritorno agonistico della domenica prima alla Appia Run di Roma; l’andriese Pasquale Selvarolo, reduce dal PB sui 10000 a Milano, già mentalmente al Campionato Italiano Individuale Assoluto 10 km su pista di Monselice, il prossimo 18 maggio, per ottenere il minimo per i Campionati Europei.

E, in effetti, il ventenne Selvarolo (Atletica Casone Noceto) stravince la gara maschile in 32:46, dominando in solitaria; brillante prestazione di Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), apparso più sereno mentalmente tanto da correre meglio, secondo in 34:25, con il caro Vincenzino Grieco (Atletica Castello Firenze), forse non al meglio o con il freno un po’ tirato, terzo in 34:48.

Bravissimo, Silvio Furio (Daunia Runnng San Severo) è quarto in 35:46, stesso tempo del ritrovato Denis Greco (Atl. Assi Trani), quinto; segue Luigi Catalano (Amatori Atletica Acquaviva), il più giovane del lotto, sesto in 35:52, Continua la scalata alle prime posizioni e Antonio Di Giulio (Atletica Pro cCanosa) è settimo in 35:58, davanti al positivo Antonio Tamborra (Free Runners Molfetta), ottavo in 36:19, e al grintoso Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa), nono in 36:44. Immancabile, ecco Giuseppe Mele (Dynamyk Palo Del Colle), il più “vecchio” nell top ten, decimo in 37:08.

Ancor più netto il domino della 28enne Veronica Inglese (CS Esercito Roma), che chiude 17^ assoluta in 37:49, pur non dando l’impressione di spingere a tutta, forse ancora rallentata mentalmente dalle tante sofferenze passate. Secondo posto per Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), che non si tira mai indietro, e va a concludere in 40:37, a sua volta in netto vantaggio su Francesca De Sanctis (Atletica Casone Noceto), sicuramente meno in spinta per qualche problemino, terza in 42:16.

Quarta, altra barlettana doc, l’ottima Raffella Filannino (Disfida di Barletta), in 42:16, sulla leggiadra Francesca Riti (Montedoro Noci), quinta in 42:16, e sulla caparbia Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), sesta in 42:48. La brava Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano) è settima in 43:21, davanti alla costante Mara Lavarra (Amatori Putignano), ottava in 43:28, alla combattiva Maddalena Carella (La Fenice Casamassima), nona in 43:46, e alla capace Rosa Di Tacchio (Maratoneti Andriesi), decima in 43:47.

1106 i finisher, con arrivi chiusi dai più applauditi, Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto) in 1:36:23 (al femminile), e Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto), 86 anni, in 1:42:55 (al maschile).

Gelati a iosa e una bustina contenente bottiglia di acqua, tarallini e un’arancia costituiscono il ristoro finale (nel finale i gelati saranno offerti più volte a tutti presenti).

Da migliorare decisamente la gestione della zona arrivo, dove dovrà essere necessariamente impedito l’accesso ai non addetti ai lavori, e con i liberi che dovranno essere incanalati in un’uscita loro riservata con netto anticipo rispetto al traguardo dei competitivi, evitando le antipatiche sovrapposizioni e improvvisi cambi di direzione di questi spauriti ed inesperti partecipanti bloccati all’ultimo istante.

Classifiche presto pronte, con cerimonia di premiazione che comincia con i sei protagonisti che compongono i due podi assoluti, pronti a ritirare il trofeo e vari premi in natura.

A seguire è il turno dei primi cinque di ciascuna categoria, sia maschili che femminili: al primo in più la targa, a tutti un cartone che contiene una maglia a maniche lunghe della mezza di febbraio ma di misura decisamente grande, una bandana, due bottiglie di integratore, due brik di succo di frutta e quattro confezioni di gnocchi (che genera lamentele di chi “non gradisce premi riciclati e inutilizzabili come la maglia di una precedente manifestazione e per giunta troppo grande”…).  

A seguire la premiazione della gara (nella gara) riservata agli Avvocati, con speciale graduatoria loro riservata: non avendo l’elenco completo, cito a memoria solo il primo, Antonio Saracino della Bitonto Sportiva.

Ultimo atto ufficiale, la premiazione delle prime cinque società per numero di arrivati complessivi: è prima la Barletta Sportiva (87 finisher), che… sportivamente si fa da parte. Così vince l’Atletica Tommaso Assi Trani con 69 arrivati su Bitonto Sportiva (57), Atletica Pro Canosa (50), Montedoro Noci (48), Nadir on the road Putignano (47).

La foto di gruppo degli organizzatori, le parole di ringraziamento di Cascella a tutti i collaboratori e anche l’undicesima edizione è finita.     

Evidenziati i “mancati buchi della ciambella”, non posso che – conoscendo le capacità e la voglia di fare della Barletta Sportiva - aspettarmi il pronto riscatto sin dalla prossima edizione; l’organizzazione è rodata, basterà porre un po’ più di attenzione e, magari, lavorare meglio in team, per tornare alla positiva tradizione che da sempre caratterizza le gare di Barletta.  

28 Aprile - La keniana Ruth Chepngetich ha vinto la 9^ Gifu Seiryu Half Marathon, in 1:06:06, il crono più veloce mai realizzato in una mezza maratona giapponese, migliorando il record della corsa di 98 secondi stabilito nel 2017 da Joyciline Jepkosgei, primatista mondiale sulla distanza.

Chepngetich, che ha vinto quest’anno la Dubai Marathon in 2:17:08, è passata al 5° km in 15:10, in compagnia di Joan Melly Chelimo e Evaline Chirchir, le tre che componevano il gruppo di testa.

Ma al 10° km, superato in 30:45, Chepngetich ha già abbandonato Chirchir e Melly, proseguendo in solitudine al 15° km in 46:44 e al 20° km in 1:02:41, per tagliare il traguardo in 1:06:06.

Melly Chelimo conclude seconda in 1:08:01 davanti a Chirchir, terza in 1:08:07 (PB migliorato di 4 minuti), con il Kenia ad occupare l’intero podio femminile.. Rose Chelimo, iridata di maratona, delude e chiude in settima posizione in 1:12:58.

Grande bagarre, viceversa, in campo maschile, con il gruppo di testa composto da dieci atleti che passa il 5° km in 14:18 per ridursi intorno al ventesimo minuto di gara a cinque atleti, in base all’azione di Bedan Karoki, il detentore del record della corsa (1:00:02 nel 2014).

Ma ben presto, il ritmo scende nuovamente e al passaggio al 10° km, in 28:42, il gruppo di testa è di sette atleti, compreso il primatista giapponese sulla distanza, Yuta Shitara. Nuovo aumento di ritmo intorno al 37° minuto di gara, con Nicholas Kosimbei a condurre e i soli Karoki e Amos Kurgat a rimanere attaccati.

Ma tre minuti dopo allunga Kurgat, con Karoki pronto a reagire: anche Karoki però dura poco, Kurgat al 15° km (passaggio in 43:05) ha due secondi di vantaggio, saliti a trenta al passaggio del 20° in 57:29: Kurgat vince in 1:00:34, stabilendo il PB.

Karoki, qui vincitore nel 2014, è secondo in 1:01:07, con il connazionale Kipyatich, terzo in 1:01:30, per un podio, anche al maschile, interamente keniano.  .

Classifiche:

Uomini
1 Amos Kurgat (KEN) 1:00:34
2 Bedan Karoki (KEN) 1:01:07
3 Abraham Kipyatich (KEN) 1:01:30
4 Silas Kingori (KEN) 1:01:31
5 Yuta Shitara (JPN) 1:01:36
6 Nicholas Kosimbei (KEN) 1:01:43
7 Jonathan Ndiku (KEN) 1:01:55
8 Ezekiel Chebotibin (KEN) 1:02:29

Donne
1 Ruth Chepngetich (KEN) 1:06:06
2 Joan Melly Chelimo (KEN) 1:08:01
3 Evaline Chirchir (KEN) 1:08:07
4 Mimi Belete (BRN) 1:08:16
5 Gotytom Gebreslase (ETH) 1:10:16
6 Miyuki Uehara (JPN) 1:11:03
7 Rose Chelimo (BRN) 1:12:58
8 Ana Dulce Felix (POR) 1:14:14

Mercoledì, 01 Maggio 2019 17:12

Il TAS respinge il ricorso di Caster Semenya

Il Tas, Tribunale di Arbitrato Sportivo di Losanna,  ha dichiarato la sua incompetenza e conseguentemente respinto il ricorso di Caster Semenya contro le nuove regole della Iaaf, nello specifico la regola 141, che prevede la riduzione dei livelli di testosterone per le donne, tra cui la campionessa sudafricana, che ne producono troppo (le cosiddette atlete 'Dsd' o iperandrogene), al fine di assicurare una competizione equa con le altre concorrenti.

La 28enne sudafricana si era opposta al nuovo regolamento con l'appoggio della propria Federazione: in base alla decisione del Tas, dovrà quindi sottoporsi ad una terapia ormonale per poter gareggiare nella categoria femminile. 

Il gruppo dei Giudici del TAS, che ha definito la regola "di difficilissima applicazione” e “certamente discriminatoria”, ha però anche rilevato che: “tale discriminazione è un mezzo necessario, ragionevole e proporzionato per raggiungere l’obiettivo della Iaaf di preservare l’integrità dell’atletica femminile”. Il Tas anche spiegato che mentre la regola Iaaf può avere senso scientifico sulle distanze di 400 e 800 metri, lo stesso non è dimostrato nei 1500 metri e nel miglio, di fatto invitando la federazione a un modifica immediata ma non vincolante della regola.

Non si è fatta attendere la reazione della Semenya che ha dichiarato: “La Iaaf mi ha sempre preso di mira, per un decennio ha cercato di rallentarmi, ma questo mi ha reso più forte: la decisione del Tas non mi fermerà. Ancora una volta salirò nelle mie imprese e continuerò a ispirare giovani donne e atleti in Sud Africa e in tutto il mondo”.

Martedì, 30 Aprile 2019 21:53

Taranto - 10^ Taranto nel Cuore

SERVIZIO FOTOGRAFICO - 28 Aprile - Il sole ad illuminare la città, il venticello di tramontana a muovere l’aria, il mare di un colore azzurro limpido, Taranto è apparsa ancora più bella nella mattinata che ha celebrato la decima edizione della “Taranto nel cuore”, la manifestazione podistica inserita nel ristretto novero delle prove del Campionato Corripuglia 2019.

L’omologazione del tracciato, dieci chilometri esatti, ha conferito maggior prestigio ad un tracciato davvero di grande fascino, attraversando la parte più bella e caratteristica del capoluogo jonico, dal ponte Girevole alla città vecchia, dal ponte di pietra al centro cittadino.   

Bloccata davvero la città e devo dire che i cittadini hanno, tranne poche eccezioni, atteso con pazienza di poter riprendere il consueto transito con le auto, dando una bella dimostrazione di civiltà confermata peraltro dagli applausi per gli atleti lungo il tracciato.

Più difficoltoso per i ritardatari trovare un parcheggio comodo, nonostante le due aree predisposte dall’organizzazione e pubblicizzate sugli allegati al regolamento, oltre alla lodevole iniziativa di far parcheggiare gratuitamente anche nelle zone “blu”.

Già l’organizzazione, curata dalla Taranto Sportiva del presidente Leonardo Nota, di Beppe Bucci, di Antonello Cancellieri, di Giovani Pignatelli, di Silvano Sportelli, di tutti gli altri soci: gente dinamica, seria, disponibile, in giro ogni domenica per correre e per studiare, che cura ogni particolare e poi se qualcosa non è perfetto… si migliora l’anno dopo.

Il ritrovo come da tradizione è fissato in Piazza Kennedy, ai piedi di Villa Peripato: si definiscono rapidamente le operazioni burocratiche di iscrizione e si provvede a ritirare i soddisfacenti pacchi gara, a cominciare dalla maglia tecnica celebrativa per il decennale. Otto euro la tassa di partecipazione, trattandosi di gara nazionale.

Nel suddetto giardino, che sarà sede di ristoro post gara, numerosi i bagni chimici a disposizione degli atleti, oltre alle tante fontanine; predisposta la distribuzione gratuita di caffè da parte di uno degli sponsor della manifestazione.

Presenta la manifestazione Michele Cuoco: lo ritrovo con piacere, il suo commento è pulito, lineare, sempre vivo, sempre attento al gesto atletico.

Giornata splendida e davvero fa piacere stare al sole a discutere, scherzare, rilassarsi; ma il tempo non si ferma mai e gli atleti abbandonano temporaneamente la piazza per tornare… pronti per correre.

Cominciano le tradizionali operazioni di riscaldamento su Via Pitagora; su Via Roma, punto di partenza e arrivo è tutto transennato, nelle prime fila partiranno gli atleti provvisti di bollino distintivo in precedenza selezionati dalla Commissione Master della Fidal Puglia in base alle precedenti prestazioni e ai tempi di percorrenza; gli altri dovranno accodarsi da Viale Kennedy.

1455 gli scritti Fidal, oltre 600 i liberi, peccato che la partenza avvenga unitamente, con tanti camminatori a far da tappo iniziale ad atleti abituati a correre…

Ma proseguiamo con ordine, ricordando che al via assiste anche il presidente della Fidal Puglia, il celeberrimo Giacomo Leone, maratoneta di valore mondiale, che onora questa manifestazione prima di recarsi ad Acquaviva delle Fonti per la contemporanea gara nazionale di marcia.

Sistemati gli atleti correttamente dietro la linea di partenza, si attende solo il via libera dai vigili sul tracciato. Mentre giunge l’ok, spunta un simpatico cane, di buona taglia, non sembra un randagio perché pulito, si pone davanti agli atleti, cerco di gridare dal punto in cui sono posizionato per le foto, il cane sembra capire, ma purtroppo invade la sede stradale un attimo dopo che il colpo di pistola ha decretato il via libera per gli atleti.

E, come naturale che sia, alcuni podisti cadono inciampando nella spaurito animale, per fortuna non sembra ci siano infortuni particolarmente gravi, tante le escoriazioni e i lividi, si riprende a correre tutti.

Il tracciato, veloce ma non troppo, apparentemente facile ma con diversi cambi di direzione e di pendenza, che anche se non rilevanti influiscono sul ritmo,  si fa sentire nelle gambe; fortuna vuole che il cielo soleggiato infonda buonumore, il vento spazzi la tradizionale afa e che si viaggi bene, anche se in tanti confesseranno di aver un po’ sofferto, pur godendo della bellezza del percorso.

Purtroppo si verificano alcuni episodi di scarso fair play con donne spinte da “fuoriclasse” che devono passare ad ogni costo: ricordo che il rispetto reciproco vale più di un secondo guadagnato e di un posto in classifica.

Purtroppo, ribadisco, alcuni problemi si sono verficati per la presenza sul tracciato dei non competitivi, che per le prossime edizioni dovranno partire in coda e ancor meglio con qualche minuto di ritardo, gestendoli meglio ed evitando di far da pericoloso blocco per chi è più veloce; inoltre, se per loro la distanza prevista è di 3,3 km dovranno necessariamente fermarsi e non proseguire giungendo al traguardo dei competitivi senza che sia stata creta una preventiva uscita per loro, creando problemi di gestione ai giudici e rovinando anche la spettacolarità degli arrivi dei Fidal con sprint e foto in campo libero.

Per il resto, tracciato inibito al traffico veicolare, con le strade interessate sgombre da automezzi, addetti a controllare il buon svolgimento, ristoro a metà distanza. Da evidenziare anche la presenza dei pacemakers “Runningzen” di Ignazio Antonacci, che si sono ben distinti nella loro funzione.

Passando alla cronaca della gara, in campo maschile, tre erano i favoriti della vigilia e loro tre combattono per la vittoria, con Albanese subito in testa tallonato da Redi, seguiti da Gaeta. E appare subito chiaro che il successo è affar loro, da capire solo l’ordine di arrivo. In campo femminile, in testa da subito Tropiano, a seguire le altre, in lotta per la seconda piazza.

Osserviamo gli atleti al terzo chilometro, speaker Michele li cita quasi tutti, vediamo questo lungo plotone passare, con un occhio rivolto all’orologio per calcolare quanto manchi all’arrivo del primo e spostarci in zona arrivo.

Attendo fino al passaggio di Gaetano Milone, il mitico baffo di Molfetta, e poi mi reco in zona arrivo, dove i giudici hanno predisposto gli imbuti di incanalamento degli atleti per rilevare i pettorali; c’è il chip, speriamo tutti funzioni a puntino.

Ma ecco l’auto apripista, l’auto dei vigili locali, ed ecco il classico incedere di Mino Albanese: il portacolori dell’Atletica Crispiano va a vincere la gara in 31:51 bissando il fresco successo in pista di giovedì 25 dove si era laureato campione regionale assoluto dei 10000 metri! Una gran bella soddisfazione per questo gran lavoratore, che passa dal preparare e servire pizze alle corse con una facilità unica, senza fermarsi mai.

Secondo posto per il bravissimo Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), che chiude in rimonta in 32:33, finalmente gestendo meglio le forze, con un avvio più controllato. Terzo posto per Antonio Redi (Dynamyk Palo del Colle), in leggera crisi nel finale, qualche problema lo ha rallentato, al traguardo in 32:58. Quarto posto per il positivissimo Michele Uva (Free Runners Molfetta) che conclude in 33:24, precedendo i compagni di squadra, i “gemelli diversi”, Michele La Vista, quinto in 33:58, e Pietro Antonio Tamborra, sesto in 34:18. Il caparbio Pietro Torroni (Futurathletic Team Apulia Barletta) è settimo in 34:34, davanti al generosissimo Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), ottavo in 34:50, al mai domo Sebastiano Di Masi (Atletica Castellana), nono in 34:56, e al bravissimo Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle), che reduce dalla vittoria di giovedì a Ginosa Marina, è decimo in 35:00.

Partita in testa… giunge in testa: Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), l’antidiva per eccellenza, si afferma in 38:51, sempre solare con il suo unico sorriso. Ottimo secondo posto per Francesca Riti (Montedoro Noci) che conclude in 40:11, davanti alla decisa Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), terza in 40:25.

Ilenia Colucci (Alteratletica Locorotondo), comunque sempre determinata, è quarta in 41:19, a precedere di un secondo la “mamma volante” Mara Lavarra (Amatori Putignano), quinta in 41:20. Davvero vogliosa di migliorarsi continuamente, Delia Mastorosa è sesta in 41:23, seguita dalla sempre più forte Annarita Cazzolla (Bitonto Runners), settima in 41:30, e dalla capace Luana Chiara Piscopo (Dream Team Bari), ottava in 41:36. Altra emergente, Annamaria Tagarelli (Quelli della Pineta Bari), è nona in 41:42, con la tenace Maddalena Carella (La Fenice Casamassima), decima in 42:09.

1349 gli atleti classificati, con gli arrivi conclusi da Tiziana Catella (Podistica Taras), al femminile, in 1:17:23, e da Vincenzo Mirizzi - classe 1933 - (Atletica Bitritto), al maschile, in 1:21:39, complimenti per la vostra forza interiore!

Da segnalare anche l’arrivo di Cosimo Girolamom, l’atleta diversamente abile che corre su due stampelle, sempre un esempio per chi molla.

Un ottimo ristoro finale rinfranca gli stanchi atleti: piatto con cozze aperte, mozzarelle, busta contenente una merendina, acqua e una mela, oltre al già citato caffè, ce n’è per tutti anche per chi non ha corso!

Non passa troppo tempo che il buon Michele Cuoco richiama l’attenzione gnerale per dar inizio alla cerimonia di premiazione alla presenza della Delegata allo Sport del Comune di Taranto, Carmen Casula, che si complimenta con gli atleti e gli organizzatori, e dell’amica di sempre di questa manifestazione, Gabriella Casavola.

Si comincia con i due vincitori, Albanese e Tropiano, che ricevono i meritatissimi applausi, bottiglie di vino, una cassetta colma di prodotti alimentari, il buono del valore di 100 euro e soprattutto, rispettivamente, il Trofeo Roberto Santini e il Trofeo Rossella Sardiello, a ricordare i due cari e onesti amici che non ci sono più.

A seguire è il turno dei primi cinque di ciascuna categoria, tutti premiati con bottiglie di vino e articoli tecnici, secondo la posizione.  Da segnalare che il primo della categoria SM55, l’ottimo Massimo Pellegrino (Taranto Sportiva) riceve il premio Alberto Casile, nel ricordo di un altro atleta passato a miglior vita.  

Purtroppo, alcune difficoltà nel rilievo degli arrivi in un imbuto determinano un ritardo nella compilazione di alcune classifiche, tanto che le premiazioni dei primi cinque donatori maschili e femminili avvengono quasi “in solitudine”: per fortuna tanti dei premiati sono della società locale.

Infine, sempre nel deserto, la premiazione delle prime cinque società per numero di arrivati: vince la Nadir on the road Putignano con 59 atleti, su, nell’ordine, Montedoro Noci (58), Amatori Putignano (55), Atletica Tommaso Assi Trani (53), Atletica Monopoli (52). Tra le extraregionali vince la Nova Siri Marathon, l’unica presente!

La foto di gruppo della Taranto Sportiva, il discorso di Beppe Bucci, i saluti di Michele Cuoco, e la decima “Taranto nel cuore” è conclusa.

Manifestazione senz’altro positiva e promossa, per le prossime edizioni andranno solo gestiti meglio e controllati i liberi, per il resto gara da correre e da godere, gustandosi la bella Taranto.

 

28 Aprile - L’Etiopia domina la 34^ Haspa Marathon Hamburg: tra gli uomini si afferma Tadu Abete in 2:08:25 che supera di un solo secondo in volata il connazionale Ayele Abshero. Terzo l’ugandese, campione olimpico di maratona nel 2012, Stephen Kiprotich in 2:08:31. E’ la quarta volta nella storia che un etiope vince questa maratona, ma mai, sinora, i primi tre erano giunti in appena sei secondi.

Da segnalare che il 33enne ingegnere pisano dell’Esercito Daniele Meucci ha concluso al quindicesimo posto in 2:12:00, che gli conferma la partecipazione ai Mondiali di Doha (27 settembre-6 ottobre), nonostante il calo negli ultimi chilometri per alcuni problemi di stomaco. Meucci è il secondo degli europei considerando il decimo posto del turco di origine etiope Mert Girmalegesse (2h11:07).  I passaggi di Meucci: 5km 15:25 - 10km 30:19 (14:54) - 15km 45:33 (15:14) - 20km 1h00:39 (15:06) - 21,097km 1h04:08 - 25km 1h16:03 (15:24) -30km 1h31:40 (15:37) - 35km 1h47:30 (15:50) - 40km 2h04:13 (16:43) - 42,195km 2h12:00.

Anche in campo femminile successo etiope con Dibabe Kuma in fuga solitaria già poco dopo metà gara; nonostante il rallentamento nei successivi chilometri, la etiope chiude in 2:24:41, sesto crono di sempre ad Amburgo. La keniana Magdalyne Masai è seconda in 2:26:02, davanti alla tanzaniana Failuna Matanga, terza in 2:27:55.

La manifestazione, che si è svolta in una giornata fredda e piovosa, ha visto l’adesione totale di 35.000 partecipanti sulle varie distanze (27.585 i finisher complessivi), con 14.000 iscritti  solo sulla maratona (10.497 i partenti, 10.096 i finisher).  Numerosi (oltre 200) i ricorsi alle cure mediche a causa dele condizioni climatiche avverse.   

Gara maschile

Sotto una forte pioggia gelida, il gruppo di testa non ha mantenuto un ritmo costante nei primi chilometri, alternando 2:55 a 3:05/km, con passaggio al 15 km in 44:53, con 20 uomini al comando.

Già staccato a sorpresa uno dei favoriti, Abel Kirui, due volte iridato sulla distanza, che si è poi ritirato prima del 20° km; e dire che aveva annunciato alla vigilia di essere pronto per battere il record della gara, stabilito nel 2013 da Eliud Kipchoge in 2:05:30.

L’altro keniano Ezekiel Kemboi, campione olimpico sui 3000 siepi, al debutto sulla distanza, ha perso il contatto dal gruppo di testa poco prima del passaggio alla mezza, avvenuto in 1:03:29; ma non si è ritirato, tagliando il traguardo in 2:17:39, in 30^ posizione, deludendo le aspettative sia pure con una manifestazione di carattere che non tanti atleti di prima fascia sanno mostrare.   

Il gruppo di testa al 30° km è già ridotto a nove atleti, per ridursi al 35° a soli cinque atleti: ma l'etiope Jiksa Tolosa e il keniano Jonathan Korir rallentano poco dopo, lasciando gli etiopi Abatu e Abshero e il kenaino Kiprotich a contendersi la vittoria.  

Il keniano si staccherà dagli etiopi solo a 400 metri dal traguardo, con il 21enne Abete ad imporsi su Abshero, terzo un anno fa.

"Sono chiaramente felice per la mia prima vittoria in una maratona; ho dovuto adattarmi a questo improvviso cambio del clima rispetto agli ultimi giorni, anche se la pioggia non è stata un problema. Io e Ayele ci siamo aiutati a vicenda ", ha dichiarato il vincitore.

Gara femminile

La gara femminile ha visto da subito in testa la 22enne Dibabe Kuma, tallonata dalle keniane  Veronica Nyaruai e Jackline Chepngeno. Ma, dopo il passaggio alla mezza, in 1:11:25, la  Kuma ha aumentato il suo vantaggio arrivato a 32 secondi al 25 km e a 1:19 al 30°.

Da evidenziare che non c’erano pacemaker e che le cattive condizioni ambientali hanno notevolmente influito tanto che la stessa Dibabe Kuma ha rallentato negli ultimi dieci chilometri, concludendo comunque nell’ottimo 2:24:42, seppur non riuscendo nemmeno a migliorare il PB (2:23:34 a Lubiana nel 2018).

Come già detto, in rimonta, hanno completato il podio Magdalyne Masai (Kenya) in 2:26:02, e Failuna Matanga (Tanzania), in 2:27:55.

Delusione per la portoghese Jessica Augusto, qui vincitrice nel 2017, costretta al ritiro al 27° km per problemi muscolari.

Classifiche

Uomini:

  1. Tadu Abate ETH 2:08:25
  2. Ayele Abshero ETH 2:08:26
  3. Stephen Kiprotich UGA 2:08:31
  4. Jiksa Tolosa ETH 2:08:51
  5. Lucas Rotich KEN 2:09:48
  6. Robert Chemonges UGA 2:09:59
  7. Ryu Takaku JPN 2:10:02
  8. Jonathan Korir KEN 2:10:08
  9. Kohei Ogino JPN 2:10:15
  10. Mert Girmalegesse TUR 2:11:07

Donne:

  1. Dibabe Kuma ETH 2:24:41
  2. Magdalyne Masai KEN 2:26:02
  3. Failuna Matanga TAN 2:27:55
  4. Veronica Nyaruai KEN 2:29:14
  5. Hanna Lindholm SWE 2:29:34
  6. Madai Perez MEX 2:30:04
  7. Elena Loyo ESP 2:31:13
  8. Linet Toroitich UGA 2:32:52

Aggiungiamo il comunicato della Nuova Atletica Isernia.

Dopo la sfortunata gara di Rotterdam, Giovanni Grano, portacolori della Nuova Atletica Isernia, ottiene una straordinaria rivincita in Germania alla Amburgo Haspa Marathon, una delle maratone più qualificate del vecchio continente e non solo, portandosi a casa, tra l’altro, il nuovo record regionale molisano sulla distanza dei 42,195 km.
Il primato resisteva dal 1995 ed oggi Giovanni Grano scrive il suo nome nella più prestigiosa delle distanze, aggiornando gli annali Fidal con il nuovo crono di 2.17.00. L’atleta molisano ha conquistato la 27ma posizione assoluta alla media di 3,15 min/km: davanti a lui, tra gli italiani, solo l'elite dell'atletica nazionale rappresentata da Daniele Meucci.

Sono molto contento di questo risultato – afferma Granodopo la gara – perché maturato nonostante le avverse condizioni climatiche e soprattutto con la delusione della maratona di Rotterdam ancora da smaltire. Sono felice anche di aver centrato il record regionale che inseguivo da tanto tempo, ma mi resta il rammarico perché sono convinto che con la condizione che ho avuto tutto l’inverno avrei potuto correre circa due minuti più velocemente. Ci riproverò in autunno!”

Chiosa che è tutta un programma e che non può che aumentare la soddisfazione del team della NAI e in particolare del presidente Agostino Caputo: “Siamo assai orgogliosi di questo risultato sia per il record regionale battuto, sia a livello personale per Giovanni che è davvero un grande atleta: in questo traguardo lui ha sempre creduto e non ha mai mollato anche quando fattori esterni hanno influito sulle sue prestazioni. Da parte mia e di tutta la società i più vivi complimenti”.

28 aprile - La nona edizione della Sarnico Lovere Run, disputata in una giornata soleggiata mitigata dal piacevole venticello proveniente da nord, registra il successo e il nuovo record del tracciato del keniano Paul Tiongik (G.P. Parco Alpi Apuane) che si è affermato in 1h15:20, migliorando il precedente primato stabilito un anno fa da James Murithi Mburugu in 1h15:54.

Sui 25,250 km del percorso, che da Sarnico conducono a Lovere lungo il lago d’Iseo, si è assistito al grande duello appunto tra  Paul Tiongik e il ruandese Joel Maina Mwangi (ASD Dinano Sport), risolto solo nel finale, con Mwangi secondo in 1h15:30, anch’egli sotto il precedente record della gara.

Terzo il keniano Dikson Simba Nyakundi (Run2gether) in 1h15:57, seguito dal connazionale e compagno di squadra Kipkorir Birir, quarto in 1h17:23, dal ruandese Jean Baptiste (GS Orecchiella Garfagnana), quinto in 1h19:06, e da altri due keniani Kimosop Kiprono (Run’n Live), sesto in 1h19:11, ed Evans Kiprop Kiptum (Run2gether), settimo in 1h19:45.

Ottavo il primo italiano, Michele Palamini (G. Alpinistico Vertovese), in 1h21:52.

In campo femminile, netto successo della keniana Lenah Jerotich (Atletica 2005) in 1h27:06, che precede la connazionale Caroline Cherono (Athletics Kenya) seconda in 1h29:37. Per Cherono, più volte vincitrice di questa gara, la consolazione di mantenere il record della corsa in 1h26:56 fissato nel 2015 (per Jerotich il miglior secondo tempo di sempre).

Podio interamente keniano con il terzo posto completato da Mary Wangari Wanjohi (Run2geter) in 1h34:12. Quarta la prima italiana, Elisabetta Manenti (Abc Progetto Azzurri) in 1h36:19.

3043 i classificati nella competitiva, mentre 1103 liberi hanno corso la 6 km da Riva di Solto a Lovere.  

27 Aprile - Edizione insolita, la quarantaduesima, per la Rock ’n’ Roll Madrid Marathon, che per la prima volta nella storia si è corsa nella giornata di sabato per non sovrapporsi alle elezioni spagnole. 

Il 25enne keniano Reuben Kerio e la 26enne etiope Shasho Insermu sono i vincitori, rispettivamente in 2:08:18 e 2:26:24, che rappresentano i nuovi record del tracciato, facilitati anche da una giornata climaticamente perfetta (10 gradi alla partenza), che ha accolto l’evento IAAF Gold Label road race.

La gara maschile ha visto il gruppo di testa, guidato dai pacemakers – il keniano Emmanuel Bett e l’ugandese Timothy Toroitich (specialista sui cross) – condurre un ritmo costante di 3:03/km che li ha portati a superare il 10° in 30:39, con sedici atleti a condurre.
Ritmo che è aumentato nei successivi cinque chilometri, con passaggio al 15° in 45:33 e alla mezza in 1:03:54,  con Toroitich sempre a guidarli, seguito da vicino dai keniani Bernard Kiprop Koech, Kiprotich Kirui, Kipkemoi Kipsang e dall’etiope Sisay Jisa.

Quando il cronometro segna 1 ora e 19 minuti di gara, l’improvviso ritiro di Jisa, verosimilmente infortunato; successivamente, circa al 29° km, perde contatto con il gruppo di testa Eliud Barngetuny.

Ritiratosi il pacer Toroitich, Kirui prende il comando delle operazioni e i soli Kerio, Kipsang e Kiptoo riescono a reggere il suo ritmo; seguono, appaiati, lo spagnolo Javier Guerra e Nicholas Kirwa.

Il passaggio al 30° km avviene in 1:31:08, in testa sempre i suddetti quattro keniani, con la concreta possibilità di battere il record del tracciato (2:09:15 stabilito dal keniano Ezekiel Chebii nel 2014).

Al 36° km la svolta della gara: Kerio allunga deciso sui compagni di fuga, tanto che al 40° km – passaggio in 2:01:35 - ha un vantaggio di 22 secondi su Kipsang e 24 su Kirui; più staccato segue Kiptoo.

Kerio taglia trionfante il traguardo in 2:08:18, migliorando di quasi un minuto il precedente record della gara; Kipsang è secondo in 2:08:48, Kirui è terzo in 2:09:05, anche loro sotto il precedente limite, con podio tutto keniano. Quarto posto per Kiptoo in 2:10:17,  ma il pubblico spagnolo esulta per il quinto posto di Guerra, in 2:10:19.

"Sono al settimo cielo, questa è la mia prima vittoria in un evento Gold Label IAAF; se ho corso in 2.08 a Madrid, al livello del mare potrò senz’altro migliorare, spero di poter chiudere a breve una maratona in 2:05”, le parole del vincitore.

In campo femminile, guidata dal connazionale pacer Fikadu Kebede, l’etiope Shasho Insermu (PB di 2:23:28) è partita con l’obiettivo di battere il precedente limite della gara, 2:30:40 stabilito dalla keniana Valentine Kipketer un anno fa. Il passaggio al 10° km è avvenuto però in 35:41, un po’ lento, in compagnia delle connazionali Tsegaye Dejene, Beshadu Bekele, Gebeyanesh Ayele e Hemila Wortessa.

Deciso il cambio di ritmo nei successivi cinque chilometri con passaggio al 15° in 52:24 e gran vantaggio sulle tre connazionali, accompagnate da Jesús España, nel 2006 campione europeo sui 5000 metri, oramai un atleta master.

Insermu, all’11^ maratona della carriera, è passata alla mezza in 1:13:00, in ritardo di 1:15 rispetto al record ma con 20 secondi di vantaggio su Tesfaye, Bekele e Ayele.

Sempre aiutata dal pacer Kebede, Insermu ha mantenuto il proprio ritmo anche nella seconda parte di gara, notevolmente più difficile: è passata al 30° in 1:43:28, con 20 secondi di vantaggio sulla debuttante Tesfaye, mentre Bekele e Ayele finivano a 1:48.

Man mano, il distacco tra Insermu e Tesfaye è aumentato, tanto che Insermu si è imposta in 2:26:24 con un vantaggio di 41 secondi su Tesfaye (2:27:06) e miglioramento del precedente record di oltre quattro minuti. Terza Bekele, per un podio interamente etiope, in 2:32:16.

Nella Mezza Maratona vittorie per Carles Castillejo in 1:06:17 e Nuria Lugueros in 1:15:10. 

Risultati

Uomini
1 Reuben Kerio (KEN) 2:08:18
2 Kipkemoi Kipsang (KEN) 2:08:48
3 Kiprotich Kirui (KEN) 2:09:05
4 Edwin Kiptoo (KEN) 2:10:17
5 Javier Guerra (ESP) 2:10:19

Donne
1 Shaso Insermu (ETH) 2:26:24
2Fetale DejenTsegaye (ETH) 2:27:06
3 Beshadu Bekele (ETH) 2:32:16
4 Gebeyanesh Ayele (ETH) 2:35:11
5 Pauline Thitu (KEN) 2:39:08

Venerdì, 26 Aprile 2019 22:47

Conversano (BA) - 4° Castiglione Ecorun

SERVIZIO FOTOGRAFICO - 25 Aprile - Quarta edizione del Castiglione EcoRun ed ennesima differente masseria a fare da punto di ritrovo, partenza, arrivo e post gara, in una zona purtroppo sconosciuta ai più, ma rilevante dal punto di vista naturalistico e storico.

Siamo alla porte di Conversano, la Torre di Castiglione domina in tanto verde e sul lago carsico, qualcuno mi racconta che tanti segreti di natura storica nasconde questo posto, ad occhio è uno spettacolo naturale da vedere, attraversare, correre.

Ci ospita quest’anno la Masseria di Torre Castiglione, ottima l’idea di far parcheggiare le auto all’interno della struttura, certo se il terreno fosse stato meglio spianato e liberato dalle pietre, l’operazione sarebbe stata più facile e senza danni.

Nella stupenda masseria, presso i sempre caratteristici trulli, avviene il rapido disbrigo di definizione delle pratiche di iscrizione e la consegna dei premi di partecipazione. 12 euro il costo dell’iscrizione con ritiro di maglia tecnica, 8 quella senza: per chi è alla prima partecipazione ad una manifestazione del circuito regionale trail, occorre dotarsi del pettorale e chip unici per tutte le gare, al costo di 8 euro aggiuntivi.

10 euro viceversa il costo per la partecipazione alla camminata non agonistica.

Organizza la Avis in corsa Conversano, dove si fondono donazioni del sangue e sport, due ricette per vivere a lungo, come ci ricordano le simpatiche “Goccine” che cercano di sensibilizzare i più restii…

Tutti al lavoro gli organizzatori, con in testa il presidente Marino Daniele, per cercare di dare il meglio sul tracciato di 6 chilometri da ripetere due volte, con dislivello medio del 4% e dislivello positivo di 250m, tracciato che mi descriveranno davvero bello dal punto di vista paesaggistico, ma pieno di insidie, tanto che numerose sono state le cadute, con qualcuno che ha riportato contusioni e punti di sutura.

Solo due i bagni chimici posti nell’area parcheggio a fronte dei 403 iscritti Fidal, ai quali si aggiungono i tantissimi partecipanti alla non competitiva, almeno cinquecento.

Di gran livello il commento della manifestazione, affidato al sagace Paolo Liuzzi, che ha letteralmente accompagnato gli atleti per tutti i 12km del percorso.

Giornata più che primaverile, per fortuna spira un venticello che allevia questo caldo troppo improvviso ed afoso, con il corpo che ancora deve metabolizzarlo; si spera che, come da regolamento, ciascun atleta abbia provveduto alle riserve idriche, il trail si svolge in regime di autosufficienza.

Con il passare dei minuti, i partecipanti sono oramai già abbigliati per correre e provvedono al riscaldamento, in un mare di erba, papaveri e margheritine, in una sorta di stupenda tavolozza colorata. Alle 9.20 sono tutti invitati a schierarsi dietro l’arco di avvio, i giudici si prodigano per mandare gli atleti dietro la linea di via, affinché tutto avvenga nel rispetto delle regole.

Colpo di pistola di via affidato al Sindaco di Conversano, Pasquale Loiacono, qui presente in compagnia del Comandante della Polizia Urbana, Vincenzo Teofilo, e dell’assessore allo sport, Ciccio Magistà.

Il via e subito la curva a sinistra, per fortuna molto ampia, e gli atleti piano piano spariscono nel verde, riappariranno al termine del 1° giro, quando fa spavento la presenza di troppo imbucati sul percorso, come gli stessi non competitivi, con questi lenti camminatori che sfruttano la stesso tracciato e chiaramente danneggeranno e rallenteranno gli atleti più forti, già alle prese con il doppiaggio degli ultimi competitivi.

E, infatti, i più esperti di gare trail, lamenteranno innanzitutto il doppio giro, evento raro in una gara trail e per giunta nazionale e di livello trail bronze; poi, la suddetta presenza dei gruppi di camminatori sullo stesso percorso e, infine, il passaggio nella masseria, al termine del primo giro, con troppe curve pericolose, aggiungendo questo ulteriore stress a quello già tipico dei tracciati naturali.

Tracciato ottimamente segnato e segnalato, con la presenza di numerosi addetti ad indirizzare i meno lucidi; peccato per i suddetti infortuni, in una manifestazione da correre comunque sempre con gran piacere e sollievo fisico e spirituale, respirando i profumi della natura.

E i profumi e sapori sono nel gran ristoro finale: panino con salsiccia cotta alla brace, spiedino con ”bombette” cotte alla griglia, mortadella e formaggio a pezzi, vino, dolci di varia fattura; insomma, si recupera più di                 quanto si sia speso nei dodici chilometri di fatica. Ma il bello è lo stare con gli altri, mangiare in compagnia, socializzare e conoscersi di persona, quello che rende piacevolissime le domeniche dei runner.

Ma dobbiamo tornare indietro e riportare la cronaca della gara che ha visto in testa da subito Denis Greco (Atletica Tommaso Assi Trani), un atleta sempre di poche parole ma di grandi fatti, bloccato a lungo da diversi infortuni che finalmente sembrano essere alle spalle. Denis va ad imporsi nel crono finale di 43:37, precedendo il determinato Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie), secondo in 44:32, e il capace, dalla pista al trail, Antonio “Toni” Esposito (Amatori Atletica Acquaviva), terzo in 45:09.

Quarta posizione per il combattivo Giuseppe Matarrese (Maratoneti Andriesi) in 46:49, seguito dal deciso Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia), che festeggia il compleanno di tre giorni primi con il quinto posto in 47:53. Bravissimo, Francesco Uva (Pedone Riccardi Bisceglie) è sesto in 48:17, seguito dal primo atleta della società organizzatrice, Vito Locaputo, settino in 48:18, e dal “pirata” Gianni Gratton (Montedoro Noci), ottavo in 48:29. Nonostante la caduta, Francesco Massari (Fiamma Olimpia Palo) è nono in 48:57, con il distinto Pierpaolo Volza (La Fenice Casamassima), decimo in 49:06.

In campo femminile, splendida gara di Marilena Brudaglio, per una doppietta tutto Tommaso Assi Trani, vittoriosa in 56:23. Da sottolineare che Greco è il tecnico di Marilena, penso non ci sia cosa più bella dell’imporsi nella stessa gara.  

Inarrestabile, partita piano, ma poi progressivamente in rimonta, Emma Delfine (Nadir on the road Putignano) è seconda in 58:28, con la risoluta Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato), terza in 58:33. Sempre generosa, Valeria Cirielli (Amatori Atletica Acquaviva) è quarta in 1:00:08, davanti all’ottima Stefania Antonaci (Bio Ambra New Age Capurso), quinta in 1:01:31, e alla decisa Claudia Cherubini (Atletica Corriferrara), sesta in 1:02:18. Sempre grintosa, Lorenza Verdura (Gravina festina lente!), è settima in 1:03:02, seguita dalla  tenace Anna Gigante (Atletica Adelfia), ottava in 1:03:48, dall’ultramaratoneta Erica Delfine (Amatori Putignano), nona in 1:03:51, e dalla aitante Carmen Albani (Atletica Polignano), decima in 1:04:01.

338 gli arrivati, 309 gli uomini (chiude Vito Cimarrusti – Runners del Levante), 79 le donne (chiude Anna Colacicco – Atletica Polignano).

E, per una volta, mentre continuano ad arrivare i non competitivi, cominciano troppo presto le premiazioni, troppo presto perché si sta benissimo in compagnia, la giornata è fin troppo calda e da mangiare non manca!

La solita maestria di Paolo Liuzzi nel gestirle e si comincia: il palco naturale ricavato sul balconcino della masseria vede salire per primi… i due vincitori, Greco e Brudaglio, stessa società, premiati con trofeo e la canotta celebrativa (sicuramente si sarebbero aspettati anche il tradizionale cesto!)

A seguire, ecco il premio per i primi tre di ciascuna categoria: un cesto con tre vasetti di marmellate e miele e quattro succi di frutta, tutti prodotti biologici, al primo; confezione con tre vasetti di marmellate agli altri due protagonisti.

Tra le società, trionfa la Fenice Casamasima con 20 finisher, su Dof Amatori Turi (18) e Amici Strada del Tesoro Bari (17), premiati con trofeo.

Ultimo atto ufficiabile, la speciale classifica per donatori vede premiare Francesco Uva e Alessandra Ferrucci, che ritirano la coppa.

Mentre hanno luogo le estrazioni della abbinata lotteria, saluto e decido di rientrare, abbandonando un po’ a malincuore questa bella location.

Giudizio finale, tutto sommato positivo, fantastico il posto, organizzazione curata, vanno solo da definire i dettagli esposti nella narrazione, per ottimizzare il tutto.

Il keniano Abraham Kiptum, detentore del record mondiale di mezza maratona, è stato sospeso per doping, come riportato in data odierna sul sito dellla AIU (Athletics Integrity Unit), l’agenzia mondiale antidoping della IAAF, per “Use of a Prohibited Substance / Method (Article 2.2) – ABP case”. 

Al momento si deduce quindi trattarsi di irregolarità emerse dal passaporto biologico del 29enne keniano. 

Kiptum aveva migliorato il record del mondo della mezza a Valencia 2018, concludendo in 58:18 e migliorando così il 58:23 di Zersenay Tadese (nel 2010 a Lisbona). Il record mondiale era stato ratificato dalla IAAF il 6 dicembre 2018. 

Quest’anno aveva vinto la mezza di Granollers il 24 febbraio in 59:58. 

A questo punto salta anche la prevista partecipazione alla Maratona di Londra di domenica prossima, dove sperava di migliorare il suo PB, 2:05:26 nella Maratona di Amsterdam 2017 (il 2:04.16 ottenuto nell’ultima Dubai non è stato omologato, in quanto il tracciato è risultato più corto della tradizionale distanza).

21 Aprile - Jackson Kiprop scrive la storia divenendo il primo ugandese a vincere la Nagano Marathon, in Giappone, evento IAAF Bronze Label: Kiprop si afferma in 2:10:39, per soli due secondi su Deresa Geleta, ottenendo la seconda vittoria della sua carriera, dopo quella a Mumbai nel 2013 dove ottenne il PB in 2:09:32.  

Tra le donne s’impone la etiope Meskerem Hunde in 2:33:32 (PB) che precede di 14 secondi la connazionale Chala.

La gara maschile, dopo l’avvio con al comando un folto gruppo di atleti, vede notevolmente ridursi il gruppo di testa a sole sette unità al passaggio alla mezza in 1:04:59. Ulteriore riduzione a quattro atleti al passaggio al 30km, per poi divenire, superato il 35°, un duello tra Kiprorp e Geleta.  

Allo sprint, Kiprop ha la meglio su Geleta precedendolo di soli tre secondi; terzo posto per il giapponese Naoya Sakuta in 2:11:21 (PB). Kering,che vanta un PB di 2:07:11 a Parigi nel 2010, è solo quarto in 2:12:45.

La corsa femminile vede sette atlete in testa fino a metà distanza, poi ridotte a tre al 25° km: la keniana Valentine Kipketer e le due etiopi, Kebene Chala e Meskerem Hunde.

Le tre proseguono insieme fino al 35° quando Kipketer (PB di 2:23:02 ad Amsterdam nel 2013), rallenta e lascia il duo etiope che si avvia verso il successo. Negli ultimi due chilometri, Hunde comincia a staccare Chala, precedendola sul traguardo di 14 secondi. Terzo posto per Kipketer in 2:35:03.

Classifiche:

Uomini
1 Jackson Kiprop (UGA) 2:10:39
2 Deresa Geleta (ETH) 2:10:42
3 Naoya Sakuta (JPN) 2:11:21
4 Alfred Kering (KEN) 2:12:45
5 Asuka Tanaka (JPN) 2:14:35

Donne
1 Meskerem Hunde (ETH) 2:33:32
2 Kebene Chala (ETH) 2:33:46
3 Valentine Kipketer (KEN) 2:35:03
4 Pauline Wangui (KEN) 2:36:02
5 Yumiko Kinoshita (JPN) 2:36:28

Mercoledì, 24 Aprile 2019 14:42

Prato - 31^ Maratonina Città di Prato

22 aprile - Come da tradizione, il lunedì di Pasquetta si è corsa la Maratonina Città di Prato, giunta alla 31^ edizione, organizzata dall’ASD Prato Promozione. 

Giornata climaticamente soleggiata, solo il vento si è dimostrato piuttosto fastidioso in alcuni tratti, con Piazza delle Carceri completamente invasa dagli atleti, e il Castello dell’Imperatore a far da sfondo.     

E, come tradizione oramai consolidata, a farla da padroni sono stati gli atleti africani, che si sono imposti sui 717 finisher. 

Tra gli uomini, vittoria del keniano Sammy Kipngetich (Atletica Saluzzo) in 1h03’54’’, che ha preceduto i ruandesi John Hakazimana (Atletica Castello), secondo in 1h05’06’’, e Felicien Muthira (Italia Marathon Club), terzo in 1h05’45’’. Quarto l’altro keniano Philemon Kipchumba (Atl. Recanati) in 1h07’03”, sul connazionale Dennis Bosire (Atl. Dolomiti Belluno), quinto in 1h10’18”.

Primo italiano, ottavo (settimo uomo), Andi Dibra (GS Il Fiorino) in 1h13’04”.   

Tra le donne, podio interamente keniano con netto successo di Lenah Jerotich (Atletica 2005), in 1h13’02’’, settima assoluta. Seconda Caroline Cherono in 1h15’20’’, terza Vivian Jerop Kemboi (Atletica Castello) in 1h17’48’’. Quarta l’ugandese Adha Munguleya (Atl. Lammari) in 1h20’29”. 

Prima italiana Veronica Vannucci (Atl. Vinci), quinta in 1h20’49”, che si è aggiudicata anche il Trofeo Cna memorial Daniele Biffoni riservato ai primi pratesi (tra gli uomini ha vinto Andrea Brachi, de I Bradipi, 17° in 1h18'12). 

Tra i partecipanti anche il locale Sindaco, Matteo Biffoni, che ha concluso in 2h01’07”, al 557° posto. 

2500 i partecipanti totali alla manifestazione, comprese le varie non competitive e la corsa con il cane.  

 

 

20 aprile - La etiope Afera Godfay e il keniano Felix Kimutai sono i vincitori della 13^ Yellow River Estuary International Marathon (maratona dell'Estuario del Fiume Giallo), evento IAAF Gold Label road race, che si è corsa sabato scorso a Dongying, in Cina. Entrambi i vincitori hanno stabilito i nuovi record della corsa.

La maratona, che solitamente si corre a maggio, ha incontrato condizioni climatiche favorevoli, con temperatura fra i 13 e i 19 gradi ed umidità pari al 50%.

In campo femminile, la 27enne Godfay, che si è imposta in 2:22:41, ha avuto la meglio sulla favorita della vigilia, la connazionale Waganesh Mekasha, ottenendo il primo successo sulla distanza della sua carriera, migliorando il PB (di 2:23:45 stabilito a Shanghai nel 2018) e soprattutto il record del tracciato sinora appartenente a Letebrhan Haylay, qui vincitrice per due volte (con 2:24:45 nel 2018).

La corsa si è sviluppata con il gruppo di testa composto da sette atlete che è passato al 10° km in 34:05 e al 15° in 51:01. Solo dopo il passaggio alla mezza, la 27enne Mekasha, che vanta un PB di 2:22:45 stabilito a Dubai nel mese di gennaio, ha cominciato ad aumentare il ritmo, con la sola Godfay capace di rimanere con lei.  Il duo etiope ha proseguito appaiato per una decina di chilometri, ma la Godfay, in gran forma, è presto rimasta sola, andando a tagliare in traguardo in 2:22:41. Mekasha ha concluso in 2:23:19, anche lei sotto il precedente record della corsa, con la keniana Truphena Chepchirchir a completare il podio, terza in 2:27:52 (PB migliorato di 19 secondi).

Alla sua prima gara in terra cinese, il 30enne Kimutai, in fuga solitaria negli ultimi sei chilometri, si è imposto nettamente in 2:09:23, migliorando il precedente record del percorso stabilito dal connazionale Dickson Kipsang Tuwei nel 2016 con 2:09:27, e anche il PB (2:09:57, ottenuto vincendo ad Istanbul nel 2018).

Il gruppo di testa, composto da 15 uomini, è passato al 10° km in 30:49; progressivamente è andato riducendosi con 11 uomini al comando al 25°. Ma, al 31° km circa, l’allungo del marocchino Hicham Laqouahi (PB di 2:08:35 vincendo alla Oita Mainichi Marathon di Beppu in Giappone due mesi fa), riduce il gruppo di testa di altri quattro atleti. Al 35°, superato in 1:47:56, sono oramai solo quattro a comandare: Laqouahi, Kimutai, l’etiope Fikadu Kebede e l’altro keniano Dominic Ruto.

Un chilometro e mezzo e parte solitario Kimutai, che passato al 40° in 2:02:50, va a vincere esultando con l’indice puntato verso il cielo.  

Kebede (PB di 2:08:27 a Dubai a gennaio scorso) è secondo in 2:09:38, con il 28enne Ruto, terzo in 2:09:43, a soli 35 secondi dal suo PB ottenuto a Roma due anni fa.

Si gareggia anche da squalificati per doping e si vincono premi in danaro?

Sembrerebbe proprio di sì, leggendo i quotidiani keniani che hanno pubblicato una nuova incredibile notizia riguardante  Irene Jeptoo Kipchumba.

Ebbene, la Jeptoo, squalificata fino al prossimo 22 settembre (due anni) per la positività al prednisolone (un glucocorticoide appartenente alla famiglia degli ormoni steroidei molto usato per la sua ampia e potente attività antinfiammatoria), assunto per la maratona di Yuanan (Cina, 19 marzo 2017), questo  giorno di Pasqua ha gareggiato a Kuala Lumpur, nel torneo internazionale KT Tower di Turkish Airlines.

La keniana ha concluso in terza posizione in 13:05 alle spalle della connazionale Ann Njihia, prima in 12:36, e della neozelandese Danielle Nanty, seconda in 12:37, guadagnando un seppur modesto premio in danaro  (2000 ringgit, che dovrebbero essere poco meno di 500 euro).

Il caso è emerso dopo la denuncia su Facebook del manager Aman Yusof, che si è chiesto come una atleta squalificata potesse così liberamente gareggiare ed essere premiata.

A questo punto si sono interessate del caso la Federazione di Atletica keniana (AK) e l’Agenzia Antidoping (ADAK) che stanno indagando sull’accaduto.   

In particolare, il responsabile dell’Agenzia antidoping keniana, Japhter Rugut, ha ribadito che l’atleta fa parte degli atleti squalificati, imputando agli organizzatori il mancato rispetto del protocollo inerente le squalifiche internazionali per doping.

Il presidente della Federazione, Jackson Tuwei, ha promesso che seguirà personalmente il caso, anche per evitare il ripetersi di casi simili.  

 

21 aprile - Brillante vittoria per il 19enne etiope Berehanu Tsegu, con una potente volata finale, nella 14^ Yangzhou Jianzhen International Half Marathon, IAAF Gold Label road race, che si è svolta la Domenica di Pasqua nella città cinese; tra le donne si è invece imposta la 29enne keniana Perine Nengampi, con ampio distacco.  

Il diciannovenne Tsegu, nella seconda mezza maratona internazionale della sua carriera, ha staccato il keniano Moses Kibet negli ultimi 500 metri, tagliando il traguardo in 59:56, a soli quattro secondi dal record della corsa, stabilito nel 2015 dall’etiope Mosinet Geremew, qui per quattro volte vincitore, e a 15” dal suo PB, stabilito a Lisbona, dove terminò secondo, il 17 dello scorso marzo.   

La gara ha visto passare il gruppo di testa composto da venti atleti al 5° km in 14:08, per ridursi a dieci unità al passaggio al 10° km, avvenuto in 28:21. Ulteriore riduzione al 15° km, superato in 43:01, con sette corridori al comando. 

Al 17° km, il keniano John Lotiang (PB di 1:00:09 sempre a Lisbona il mese scorso) il mese scorso, ha aumentato improvvisamente il ritmo, con i soli Tsegu e Kibet che sono rimasti con lui, ottenendo presto un vantaggio di dieci secondi sugli inseguitori.

Ma proprio Lotiang ha ceduto al 19° km, lasciando i due compagni di fuga a contendersi il successo: nell’ultimo chilometro l’azione decisiva di Tsegu, con Kibet che ha chiuso a soli due secondi in 59:58, con Lotiang terzo in 1:00:22.

In campo femminile, Nengampi è riuscita ad imporsi nonostante la grande concorrenza di tante atlete con un personale al di sotto di un’ora e otto minuti, affermandosi in 1:08:04, personal best, ma soprattutto il secondo miglior tempo di sempre in questa mezza, dietro l’1:07:21 stabilito dalla connazionale Peres Jepchirchir nel 2016.

Dopo la prima parte “nascosta” in un gruppo composto da altre sette fuggitive, superata la mezza, Nengampi ha cominciato a staccarsi dalle avversarie, fino ad ottenere il vantaggio finale di quasi un minuto e mezzo.  

Secondo posto per la etiope Birhan Mhretu in 1:09:33 (PB migliorato di 53 secondi), terza ancora una etiope, Bekelech Gudeta dell'Etiopia (ottava ai Mondiali di mezza nel 2018) in 1:09:45.

20 aprile – Il 29enne keniota Asbel Kiprop, campione olimpico e tre volte iridato dei 1500, è stato squalificato per 4 anni per doping in seguito alla positività all’EPO riscontrata in un controllo a sorpresa, fuori competizione, il 27 novembre 2017 a Iten, poi confermata anche dal secondo campione.

Kiprop si è sempre professato innocente, adducendo svariate scuse, dalla produzione di un EPO naturale, dovuta agli intensi allenamenti in altura, all’accusa che i campioni prelevati fossero stati manipolati, ma la AIU (Athletics Integrity Unit) ha respinto le tesi difensive, squalificando l’atleta fino a febbraio 2022. Si attende ora il ricorso al TAS.

Asbel Kiprop aveva vinto l’oro ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 sui 1500 dopo la squalifica per doping di Rachid Ramzi. In più vanta tre titoli iridati, sempre sui 1500, nel 2011, nel 2013 e nel 2015.
   

Nuovo caso di doping nel mondo amatoriale: è stata, infatti, sospesa l’atleta Tania Caldarella, classe 1987, siciliana tesserata per l’Atletica Palombella, per positività al betametasone al termine del 6° Trofeo Avis Rosolini, in provincia di Siracusa. 

La novità è che non si tratta di un’atleta di punta: stiamo parlando di un’atleta che ha un personale di 1h00:39 sulla 10km (da sito FIDAL), che ha concluso i 4,4 km della gara in questione in 22:05, 21^ donna, 4^ SF, 69^ nella classifica generale donne + uomini over SM55.

Il betametasone è definito su internet un corticosteroide, molto usato, che agisce riducendo l'infiammazione e modificando la risposta immunitaria dell'organismo, che nella pratica sportiva senza necessità terapeutica costituisce doping.

Vedremo come andrà la questione in sede di successivo dibattimento: il dubbio è se sia doping o disinformazione (compresa la mancata richiesta di esenzioni a fini terapeutici), per intanto l’atleta è sospesa in via cautelare. Di seguito la delibera NADO:

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell'istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare la sig.ra Tania Caldarella (tesserata FIDAL) riscontrata positiva alla sostanza Betametasone a seguito di un controllo disposto dal Ministero della Salute (SVD) ex lege 376/2000 al termine della gara “6^ Trofeo Avis Rosolini” svoltasi a Rosolini il 17 marzo 2019.

 

Nella foto si documenta la partenza della gara al cui termine è stato svolto il controllo antidoping alla base della presente sospensione. Ci scusiamo con l'atleta Linda Di Maio, una cui immagine era apparsa in un primo momento, e che è del tutto estranea alla vicenda.

   

14 aprile - La 7^ edizione della Orlen Warsaw Marathon, IAAF Silver Label road race, registra i successi dell’etiope Regasa Mindaye e della keniota Sheila Jerotich.

La gara maschile si è decisa allo sprint con Mindaye che ha prevalso sul keniota Ezekiel Omullo, affermandosi in 2:09:42; in campo femminile, netto il dominio di Jerotich che ottiene il record della corsa in 2:26:06, aumentando decisamente nella seconda parte della gara (negative split) ed infliggendo più di un minuto e mezzo di distacco alla connazionale Antonina Kwambai.

Tra gli uomini, il passaggio al 10° km è avvenuto in 30:28, mentre alla mezza, con il gruppo di testa già ridotto a tre atleti (il campione uscente Omullo, Mindaye e l’etiope Werkunesh Seyoum), si è transitati in 1:04:05, con già mezzo minuto di vantaggio sugli inseguitori tra cui l’eritreo Berhane Tsegay e il polacco Marcin Chabowski.

Nonostante il ritmo si sia un pochino rallentato nella seconda parte, il vantaggio del trio di testa al 30° km è salito ad un minuto, per arrivare ad oltre un minuto e mezzo al passaggio del 35° km, avvenuto in 1:47:31.

Ma Seyoum ha ben presto rallentato, lasciando Mindaye e Omullo a contendersi il successo: i due sono rimasti insieme fino a 300 metri dal traguardo, quando lo sprint dell’etiope ha lasciato dietro il campione uscente.

Mindaye ha così inflitto un distacco di 7 secondi ad Omullo, secondo in 2:09:49, realizzando il nuovo personale (migliorato nettamente il precedente di 2:10:51). Seyoum è giunto terzo, esattamente ad un minuto dal vincitore, in 2:10:42. Quarto posto e titolo nazionale per Chabowski, che ha tagliato il traguardo in 2:13:10.

La gara femminile ha visto da subito condurre un gruppo formato da cinque atlete: le keniote Jerotich, Kwambai e Gladys Yator, le etiopi Fantu Zewude Jifar e Hemila Wortessa; il passaggio alla mezza, in 1:13:09, le vedeva in vantaggio di oltre un minuto sulle inseguitrici.  
Yator e Zewude hanno presto rallentato, imitate da Wortesa: rimaste sole in testa, Jerotich e Kwambai sono transitate al 30°km in 1:44:15, con 42 secondi di vantaggio sulle dirette rivali.

Poco prima del cartello del 35° km, si decide la gara: Jerotich allunga decisa correndo la frazione tra il 35° e il 40° in 17:06. Ormai sicura della vittoria, Jerotich continua a spingere fino a tagliare il traguardo in 2:26:06, che migliora di 19 secondi il precedente limite della corsa, stabilito da Fatuma Sado nel 2015, e il PB (precedente 2:27:34).

Kwambai chiude seconda nell’ottimo 2:27:43, terza è la bielorussa Nina Savina in 2:29:06 (PB), con la ucraina Viktoriya Kalyuzhna, anch’essa al debutto, quarta in 2:30:04. Ritirata la Wortesa.

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