Direttore: Fabio Marri

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28 settembre - 37 arrivati competitivi per la 37° edizione del “Giro delle Tre Torri”, classica notturna reggiana in occasione della sagra parrocchiale di S. Nicolò. In realtà i partecipanti, a occhio, erano un paio di centinaia, ma la maggior parte ha preferito correre in maniera non competitiva, spesso scegliendo anche di non fare tutti i tre giri (di circa 2,700 km l’uno), ma limitarsi a uno o due. È un peccato visto l’ingente spiegamento di giudici d’arrivo e cronometristi Uisp, e l’abituale presenza dello speaker d’eccezione Roberto Brighenti: ma se tu organizzatore offri la scelta tra fare le stesse cose pagando un tot (e rischiando di vincere un materasso) oppure pagando due euro che comunque ti garantiscono un barattolo di marmellata e lo stesso divertimento, è abbastanza probabile che chi non ha chances di piazzamento scelga la seconda ipotesi, e i soldini risparmiati li impieghi a comprare l’appetitoso gnocco fritto sfornato in canonica.

In effetti, i primi posti erano abbastanza scontati: tra gli uomini ha vinto il solito Abderrahim Karim, over 40 tesserato Traversetolo, con mezzo minuto netto sul secondo, il reggiano Daniele Simoncelli, e quasi un minuto sulla coppia dei terzi arrivati (dove il ‘nostro’ Gianmatteo Reverberi ha perso la volata per il cosiddetto terzo gradino del podio, ma ha ugualmente regolato il quinto, Eros ultimo della dinastia dei Baldini).

Ancor meno in dubbio la vittoria tra le donne (9 in tutto): Isabella Morlini ha dato il suo solito minuto e fischia di distacco alla seconda, Ralitsa Mihailova della Corradini, poi è corsa a casa a mangiare la torta di compleanno: il 28 settembre non è infatti solo la ricorrenza convenzionale delle 4 giornate di Napoli (su cui qualche storico revisionista avanza dubbi), ma è anche il giorno in cui la docente dell’università di Modena e Reggio (come la chiama comunemente Nerino) ha raggiunto quell’età che lo stesso nostro fotografo le attribuisce dall’inizio dell’anno solare, età  che – per quanto atleticamente ragguardevole – non le impedisce di sbaragliare le trentenni che via via le si oppongono. L'unica cosa che non le è riuscita è stata di doppiare il sottoscritto, che è riuscito a finire il secondo giro prima che lei finisse il suo terzo e ultimo. Ma non mancheranno altre occasioni...

Fra gli altri, menzione d’onore al correggese Guido Menozzi, già sul podio in una maratona di Tromso (la gara acchiappaturisti per eccellenza) sebbene gli avessero fatto sbagliare strada, e stasera primo degli over 50.

Da elogiare l’allestimento di una gara per bambini, con 15 partecipanti, tre dei quali addirittura nati nel 2013.

 

Classifiche:

http://www.podisti.net/images/icagenda/files/20180928-cavriago-pdf-compr.pdf

 

Servizio fotografico di Nerino Carri:

https://foto.podisti.net/p740039941

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Venerdì, 25 Maggio 2018 11:06

I cento scalatori del Bib-Bianello

Ormai il numero cento sembra essere una caratteristica del podismo reggiano serale di collina: eravamo cento coppie a Jano cinque giorni prima, e di nuovo cento singoli (non dirò gli stessi) a Quattro Castella, nome falso-antico al posto di denominazioni locali meno risonanti. Anche il castello di Bianello (l’unico oggi esistente dei quattro di cui si favoleggia) si chiamava “Bibbianello”, rendendo così più evidente la sua parentela con Bibbiano (come, qualche chilometro prima, si trovano Rubbianino e Ghiardello, tutti diminutivi degli agglomerato originari). Comunque, secondo gli storici, non fu a Canossa, ma proprio a Bibbianello che la duchessa Matilde radunò il papa e l’imperatore per la mitica riconciliazione; mentre secondo i folcloristi, nel castello si aggira ancora un fantasma.

Tradotto in termini podistici, il fantasma odierno di Bianello era Stefano Morselli, già tradizionale microfonista in costume al traguardo, e ora costretto nella Bassa da altri doveri meno piacevoli ma più necessari. Riguardando vecchie foto, rivedo Morselli in piena funzione nell’edizione del 2015, dove io venni con un braccio al collo (trasportato sull’auto degli immancabili Cuoghi e Giaroli, siccome non potevo guidare) e poi, tolta la valva gessata e indossato il tutore, mi buttai io pure su quelle rampe badando soprattutto a non rompermi anche l’altro braccio.

La gara da otto anni sostituisce (con altri organizzatori) la cronoscalata delle Tre Croci di Scandiano, su una lunghezza ufficialmente identica di 4100 metri, abbandonata da alcuni anni; a garantire la continuità e la “certezza della pena” è il solito staff dei giudici Uisp, da Mainini junior ai fratelli Iotti (mentre i cugini Giaroli corrono, almeno in parte); e ci aggiungo la signora Flora che provvede a gestire la palestra con docce e custodia borse. Rispetto a Scandiano, qui il percorso è più vario, per quasi due km su sentiero nel bosco, che ti riconcilia con la vita dopo un primo tratto di 650 metri nei quali l’asfalto ti aveva indotto a spingere per ritrovarti sfiatato e pieno di pensieri su “chi me l’ha fatto fare?” alla svolta boschiva a destra, dove forse la metà di noi (la seconda metà, ovviamente) è costretta a camminare sui primi tornanti sterrati. Poi il sentiero spiana e anzi discende leggermente, tra chiazze di fango: i circa 200 metri misurati di salita corrispondono ai circa 120 metri di dislivello tra il municipio di Quattro Castella e il Bianello, più la discesa intermedia di una settantina di metri, infine l’ultima erta micidiale, tra le foto di Nerino al rientro sulla stradina

http://foto.podisti.net/f215646276

e quelle di Italo al sommo della scalinata, dopo che abbiamo superato un tratto di prato, in salita-discesa appena dentro le mura del castello, che non ricordavo, e infatti prolunga la lunghezza effettiva del tracciato dai 3,550 che il mio Gps misurò tre anni fa ai 3,850 di stavolta.

Qui noi partiti nelle retrovie profonde (e do atto all’organizzazione di aver accettato iscrizioni fino all’ultimo minuto, senza nemmeno l’odioso sovrapprezzo che a molti piace imporre per i ritardatari) incrociamo quelli già arrivati, che stanno discendendo a piedi verso la partenza, la consegna del premio di partecipazione (mezz’ora prima di noi c’era stata anche una non competitiva), il ristoro finale dove appaiono due varietà di ottimo lambrusco reggiano, le classifiche esposte con velocità prodigiosa e le premiazioni.

Noi peones guardiamo veramente dal basso in alto i primi tre che ci hanno messo meno di 18 minuti, incluso Gian Matteo Reverberi che vent’anni fa scalzò Morselli dal trono dei retrorunner; e la prof Morlini che, dovendo risparmiarsi per un chilometro verticale in Svizzera fra due giorni, impiega 19:18 arrivando comunque 14° assoluta.

http://www.podisti.net/index.php/cronache/item/1571-quattro-castella-re-viii-cronoscalata-del-bianello.html#!DSC03239

Ci restano i confronti curiosi tra non-piazzati: mi accorgo di essere immediatamente dietro a una ragazza  Fabia da Rubiera (faremmo una squadra equilibrata per un eventuale trail a coppie…), e un minutino dietro pure al mio già-compagno di squadra alla Abbotts, Maurizio Pivetti. Gelo Giaroli invece deve arrendersi, peraltro evitando largamente la “gogna”, scherzosamente ma ingiustamente riservata all’ultimo. Cui invece io darei un premio uguale che per i primi, tanto più che oggi se lo aggiudicherebbe una mia antica e affettuosa scolara di quando l’università era una cosa seria e formava insegnanti di alto livello, che rispettavano e si facevano rispettare.

Abbiamo vissuto, abbiamo dato, ci siamo ancora e non abbiamo perso la fede nel podismo: chissà se il nostro sport vivrà ancora, e fra trent’anni la prof “Matilde” Morlini potrà incoronare al Bianello una propria allieva.

 

VIDEO

 

 

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Martedì, 12 Dicembre 2017 14:46

Cicloturismo sui generis a Reggio (e non solo)

 

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Daniele Cavazza, che ci segnala un’irregolarità. Il contesto è la maratona di Reggio Emilia ma in realtà è un qualcosa che accade in molte manifestazioni; si tratta quindi, come Cavazza giustamente rileva, di un problema ben più ampio e diffuso. Prima ancora di richiamare i regolamenti federali, dei quali comunque trovate evidenza in coda all’articolo, basterebbe leggere quanto scritto in quello specifico della maratona di Reggio Emilia ……. Non è consentito il transito, sul percorso di gara, di mezzi non autorizzati dall’organizzazione (biciclette, ecc.). Si tratta di una questione di sicurezza degli atleti, prima ancora che di regolarità nello svolgimento della gara.

Cara Redazione di Podisti.net,
mi rivolgo a voi che cercate sempre di richiamare il rispetto delle regole nelle competizioni di atletica leggera su strada.In diverse competizioni e da diversi anni vedo podisti che si fanno seguire in bicicletta durante le manifestazioni FIDAL: mi risulta che questo non sia ammesso da regolamento, ma mi sembra che non si faccia molto per fare rispettare questa regola e chiedo a voi se questa regola effettivamente esiste ed è stata ben interpretata da me.
Le biciclette sul percorso mi danno molto fastidio: dato che seguono i podisti che vanno alla mia velocità, me le ritrovo di fianco a volte per tutta la gara, qualche volta ostacolano nei rifornimenti e comunque sono pericolose perché andando ad una velocità "da passeggiata " per loro, non hanno attenzione nella guida, soprattutto considerando che i podisti che invece stanno dando il massimo sono meno lucidi.
Dopo quest'osservazione generale, mi sento di far un'osservazione particolare. Il mio passo in mezza e in maratona e molto simile a quello di Ilaria Aicardi, nota podista reggiana, anche da me ammirata per i suoi risultati. Non posso fare a meno di testimoniare però l'immancabile presenza del padre che la segue in bicicletta durante le gare FIDAL, con la sua mountain bike il suo completino "Oliviero" anni '80, sempre lo stesso, che lo rende facilmente riconoscibile. Ora, questo non toglie nulla al mio risultato, però considerando che la Aicardi lotta sempre per le prime posizioni femminile, non mi sembra corretto nel confronto delle avversarie, sia perché ha un accompagnatore in bicicletta (prima infrazione al regolamento), sia perché dallo stesso riceve rifornimenti al di fuori di quelli dell'organizzazione. Oggi alla maratona di Reggio Emilia ho notato un fatto alquanto antipatico però: il padre, per mimetizzarsi, aveva indossato, sempre sul completo "Oliviero", un giubbetto arancio ad alta visibilità con la scritta "Servizio Viabilità", credo per farsi passare come addetto dall'organizzazione alla viabilità. Proprio lui che non rispetta i regolamenti e che invece è di intralcio agli altri podisti. Il tutto può essere provato dalle foto della gara, a meno che non abbia avuto l'accortezza di nascondersi ben bene ai fotografi.
Quest'episodio di oggi mi è stato particolarmente antipatico e mi ha spinto a scrivervi, sperando che possiamo fare un richiamo dal vostro sito al rispetto delle regole succitate.

Daniele Cavazza

Le regole esistono, eccome, ecco alcuni passaggi:

regola 144: La zona di gara… il cui accesso è limitato, ai sensi delle Regole e dei Regolamenti, agli atleti partecipanti ed al personale autorizzato. 2. Ogni atleta, che dà o riceve assistenza all’interno della zona della competizione durante una gara, deve essere ammonito dall’Arbitro ed avvertito che, in caso di seconda ammonizione, sarà squalificato…

….pertanto non sono permessi: Fornire consigli o altre forme di supporto da parte di qualsiasi addetto non coinvolto nella competizione…

regola 240… Un concorrente, che riceve o si rifornisce o prende acqua in un posto diverso da quelli stabiliti dagli organizzatori… o prende il rifornimento di un altro atleta, dovrebbe essere normalmente ammonito dall’Arbitro, per questa prima infrazione, mostrandogli un cartellino giallo. Per una seconda infrazione l’Arbitro deve squalificare l’atleta…

Più in generale, leggendo queste ed altre regole, è vietato: accompagnare gli atleti con mezzi meccanici, fornire loro indicazioni (ad esempio sulla posizione di altri concorrenti), il rifornimento fuori settore, lo sfruttamento della scia da bicicletta, etc etc. Insomma, ogni comportamento che favorisce in modo illecito, alterando la prestazione.
Se poi un’atleta, abitualmente, attua questi comportamenti e l’accompagnatore si traveste da “servizio viabilità”, non c’è molto altro da aggiungere.
Come anticipato dal titolo, il fenomeno (seppur non generalizzato) è abbastanza diffuso, specie nelle maratone non di primissimo piano internazionale: un salto di qualità ulteriore per l’ottima Reggio potrebbe essere quello di far rispettare il regolamento dall’A alla Z.

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SERVIZIO FOTOGRAFICO (in lavorazione) - CLASSIFICA GENERALE - Due prime volte e due record per la 22esima edizione della Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore: vincono il ruandese Simukeka e l’etiope Tsehai. Iscritti: 2650 alla maratona- Vito Intini firma il record mondiale di 24 ore su un tapis roulant.

E alla fine ci scappano due prime volte e due primati nell’edizione numero 22 della Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore, griffata Tricolore Sport Marathon.
Prima volta di un vincitore ruandese (Jean Baptiste Simukeka, 2h16’30), prima volta di una vincitrice etiope (Maru Alemu Tsehai, 2h33’41, nuovo primato del percorso).
Il secondo primato invece lo firma Vito Intini a due passi dal traguardo, su un tapis roulant, nel Centro Maratona PalaBigi, ed è addirittura un record del mondo.

Alle ore 9, preceduta dall’inno nazionale eseguito dalla Fanfara dei Bersaglieri di Scandiano, la partenza da Corso Garibaldi; starter Danilo Morini, assessore allo sport di Quattro Castella, Comune che ospita il giro di boa del tracciato. Iscritti 2650, partenti 2400, gi arrivati entro le 6h19 sono stati 2302.

Sulla linea di partenza il pacer di lusso Michele Palamini e pure il campione olimpico Gelindo Bordin, ormai di casa alla Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore, per una sgambata e per le immancabili foto ricordo.

Speaker Roberto Brighenti accompagnato da Michele Marescalchi dalle battute finali della gara maschile in poi.

Alle 11 l’ “arrivo” di Vito Intini, dopo 24 ore su un tapis roulant: assistito dal dottor Roberto Citarella e dallo staff medico del CTR, l’ultramaratoneta dell’Amatori Putignano percorre 253,83 chilometri, sgretolando il record italiano (234,20 km sempre dello stesso Intini) e pure quello mondiale, detenuto dall’australiano Luca Turrini (248,12 km).

Poco dopo le 11.15 fari puntati di nuovo su Corso Garibaldi per il gran finale: vince il ruandese Jean Baptiste Simukeka – ritoccando di un paio di secondi il personale in 2h16'30" dopo due apparizioni e due secondi posti a Reggio Emilia. Alle sue spalle il marocchino  Youness Zitouni in 2h17'06, terzo lo sloveno Puhar Rok in 2h17'49, quarto e primo degli italiani Yassine El Fathaoui del Casone Noceto in 2h19'18, quinto Ahmed Nasef dell'Atletica Desio in 2h21'32.
Alla prima volta in Italia lo imita l’etiope Maru Alemu Tsehai, che come detto firma il nuovo primato della gara femminile in 2h33'41", migliorando il personale di oltre tre minuti, ottima prova per Laura Gotti della Runners Capriolese che ha chiuso in 2h38'22, terza la croata Nikolina Sustic in 2h46'28", quarta Silvia Tamburi dell'Avis Perugia in 2h27'23.

Temperatura di poco sopra gli zero gradi ma precipitazioni assenti, ancora una volta il meteo ha fatto la sua parte, così come l’esercito dei volontari, mai troppo celebrato per l’imprescindibile apporto.

Classifica maschile

1 Jean Baptiste Simukeka (Ruanda) - Vini Fantini 2h16’30

2 Youness Zitouni (Marocco) - Il Laghetto 2h17’06

3 Puhar Rok (Slovenia) 2h17’49

4 Yassine El Fathaoui - Casone Noceto 2h19’18

5 Ahmed Nasef - Atl. Desio 2h21’32

6 Giovanni Grano - Atl. Isernia 2h21’58

7 Tariq Bamaarouf (Marocco) - Team Marathon SSD 2h22’04

8 Lahcen Mokraji (Marocco) - Atl. Desio 2h25’57

9 Giuseppe Molteni - Carate Brianza 2h27’13

10 Luca De Francesco - MDS Panariagroup 2h28’01

Classifica femminile

1 Maru Alemu Tsehai (Etiopia) 2h33’41

2 Laura Gotti - Runners Capriolese 2h38’22

3 Nikolina Sustic (Croazia) 2h46’28

4 Silvia Tamburi - Avis Perugia 2h47’23

5 Marija Vrajic (Croazia) 2h52’15

6 Mina El Kannoussi (Marocco) - Atl. Saluzzo 2h53’22

7 Sarah Martinelli - Quadrifoglio 2h54’22

8 Laura Ricci - Corradini Rubiera 2h54’44

9 Manuela Marcolini - 3,30 km 2h57’17

10 Ilaria Aicardi - Atl. Reggio 2h58’22

Migliori prestazioni di sempre

Maschile:
1 Lahcen Mokraji (Marocco) 2h12’29 nel 2011

2 Teklu Geto Metaferia (Etiopia) 2h13’46 nel 2010

3 Denis Curzi 2h13’49 nel 2010

Femminile:
1
Maru Alemu Tsehai 2h33’41 nel 2017

2 Catherine Bertone 2h34’54 nel 2015

2 Stefania Benedetti 2h35’28 nel 2007

 

Albo d’oro

Nell’albo d’oro maschile della Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore comandano gli atleti marocchini con 9 vittorie, seguiti da Italia (7), Kenia (3), Etiopia, Slovenia e Ruanda (1): 1996 Walter Merlo, 1997 Nicola Ciavarella, 1998 Nicola Ciavarella, 1999 Sergio Chiesa, 2000 Emanuele Zenucchi, 2001 Farid El Marrafe, 2002 Roman Kejzar, 2003 Philemon Kipkering, 2004 Paul Lokira, 2005 Mohamed Hajjy, 2006 Philemon Kipkering, 2007 Slimani Benazzouz, 2008 Hamed Nasef, 2009 Teklu Geto Metaferia, 2010 Taoufike El Barhoumi, 2011 Lahcen Mokraji, 2012 Jaouad Zain, 2013 Michele Palamini, 2014 Lahcen Mokraji, 2015 Jaouad Zain, 2016 Francesco Bona, 2017 Jean Baptiste Simukeka.

Nell’albo d’oro femminile dominio italiano assoluto con 17 vittorie; solo briciole per Russia (2), Ungheria (2) ed Etiopia (1): 1996 Daniela Spilotti, 1997 Daniela Spilotti, 1998 Vera Soukhova, 1999 Ludmilla Smirnova, 2000 Ida Kovacs, 2001 Ida Kovacs, 2002, Marcella Mancini, 2003 Francesca Zanusso, 2004 Ivana Iozzia, 2005 Silvia Sommaggio, 2006 Gloria Marconi, 2007 Stefania Benedetti, 2008 Giustina Menna, 2009 Ivana Iozzia, 2010 Ilaria Bianchi, 2011 Eliana Patelli, 2012 Elisa Stefani, 2013 Eliana Patelli, 2014 Laura Giordano, 2015 Catherine Bertone, 2016 Catherine Bertone, 2017 Maru Alemu Tsehai.

 
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Venerdì, 08 Dicembre 2017 20:13

Maratona di Reggio Emilia, 2600 partecipanti

Sono 2600 gli iscritti alla 22esima Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore, con un atteso ritocco al rialzo visto che i conteggi sono ancora in corso e che sabato 9 dicembre verrà aperta una “finestra” per i ritardatari, presso l’Expo-Centro Maratona.

La mission possible è raggiungere i 2700 iscritti del 2016, cifra di valore assoluto tenendo conto di un ponte festivo che può aver giocato a favore...ma anche contro, e di un calendario sempre molto fitto, che quest’anno ha incluso anche con il campionato italiano di maratona nelle vicinanze (Verona, 19 novembre).

Dati alla mano Reggio Emilia si conferma ampiamente nella Top Ten delle Maratone italiane, con la concreta possibilità di piazzarsi al quinto posto. Nella classifica di Marathon World (per numero di arrivati e non di iscritti, nota bene), nel 2017 comanda Roma (13.318), seguita da Firenze (8.391), Venezia (5.961), Milano (5.303) e Verona (2.235). Tutte sotto quota 2mila le altre 44 maratone classificate.

 
Anteprima maschile:

Storicamente la Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore, versione maschile, è un affare Marocco-Italia; nell’albo d’oro comandano infatti gli atleti marocchini con 9 vittorie, seguiti da italiani (7), keniani (3), etiopi e sloveni (1). Sarà una partita a due anche quest’anno?

La sentenza ai top runner, in rigoroso ordine sparso: al via il campione italiano in carica Ahmed Nasef, un personale di 2h10’59 e già vincitore a Reggio Emilia nel 2008, il keniano Paul Tiongik, esordiente a Reggio Emilia, specialista della mezza distanza e recordman della Cortina-Dobbiaco, il ruandese Jean Baptiste Simukeka (due partecipazioni e due secondi posti, quest’anno primo a Lucca e all’Abetone), i marocchini Younnes Zitouni (vincitore quest’anno al Mugello), Tarik Marhnaoui (a caccia del riscatto dopo il ritiro di un anno fa), Tariq Bamaarouf (nel 2017 primo alla Collemarathon, alla Terre Verdiane, a Bressanone, a Salsomaggiore, alla 50 km di Romagna), gli sloveni Rok Puhar (nazionale per i mondiali 2016) e Denis Sketako (nel 2016 campione europeo di triathlon long distance), Luca De Francesco, campione italiano Master di categoria, Yassine El Fathaoui (campione italiano M35 sui 10 km), Silvio Trivelloni, Giovanni Grano (all’esordio reggiano ma col biglietto da visita di un personale di 2h17’24), Alexander Stuffer, Alessandro Donati.

Uno sguardo anche ai pacer di lusso: l’azzurro Marco Najibe Salami, campione italiano sui 5mila e di casa sulle strade reggiane (vive a Reggiolo), e Michele Palamini, primo a Reggio Emilia nel 2013 all’esordio assoluto in maratona.


Record e albo d’oro

Così un anno fa: 1 Francesco Bona-Aeronautica 2h14’59, 2 Jean Baptiste Simukeka-Roma Sud (Ruanda) 2h16’32, 3 Said Douirmi-LBM Sport Team (Marocco) 2h17’04.

Queste le migliori prestazioni fatte registrare nelle 21 edizioni della Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore:
1 Lahcen Mokraji (Marocco) 2h12’29 nel 2011;
2 Teklu Geto Metaferia (Etiopia) 2h13’46 nel 2010;
3 Denis Curzi 2h13’49 nel 2010.

Albo d’oro: 1996 Walter Merlo, 1997 Nicola Ciavarella, 1998 Nicola Ciavarella, 1999 Sergio Chiesa, 2000 Emanuele Zenucchi, 2001 Farid El Marrafe, 2002 Roman Kejzar, 2003 Philemon Kipkering, 2004 Paul Lokira, 2005 Mohamed Hajjy, 2006 Philemon Kipkering, 2007 Slimani Benazzouz, 2008 Hamed Nasef, 2009 Teklu Geto Metaferia, 2010 Taoufike El Barhoumi, 2011 Lahcen Mokraji, 2012 Jaouad Zain, 2013 Michele Palamini, 2014 Lahcen Mokraji, 2015 Jaouad Zain, 2016 Francesco Bona.

 

Anteprima femminile 

Chi sarà a succedere nell’albo d’oro femminile della Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore alla vincitrice del 2015 e 2016, Catherine Bertone, quest’anno assente?

In ordine sparso si accettano scommesse su: Mina El Kannoussi (ottimo esordio un anno fa con un quinto posto), la padrona di casa Laura Ricci (Corradini Rubiera), per la quinta volta al via e da 4 anni campionessa d’Italia di corsa su strada a squadre, la quasi padrona di casa Manuela Marcolini (Sportinsieme Castellarano, 7 trail vinti nel 2017, campionessa italiana Uisp trail), Mirella Bergamo (terza partecipazione), Laura Gotti, esordiente a Reggio Emilia ma con un biglietto da visita su cui ci sono un personale di 2h39’20, le vittorie quest’anno a Russi e alla 50 km di Romagna e il secondo posto alla 100 km del Passatore, Anna Zilio (prima volta a Reggio Emilia, vinta quest’anno la 30 km delle Piccole Dolomiti), Silvia Tamburi (prima partecipazione, quest’anno ha vinto le maratone di Terni e Livorno, e la 58 km del Trasimeno), l’etiope classe ‘94 Maru Tsehay Alemu, alla prima assoluta in Italia (personale di 2h37’02), le croate Marija Vrajic (olimpionica, personale di 2h40’41, decima volta a Reggio Emilia, quattro volte sul podio ma mai sul gradino più alto, quest’anno prima a Ravenna) e Nikolina Sustic, terza volta a Reggio Emilia, quest’anno vincitrice per la terza volta consecutiva della 100 km del Passatore con record del percorso.

Record e albo d’oro

Podio 2016: 1 Catherine Bertone-Atletica Calvesi 2h37’10

2 Sara Galimberti-Bracco Atletica 2h39’16

3 Maija Vrajic-Maksimir (Corazia) 2h52’30

I migliori tempi della gara: 1 Catherine Bertone 2h34’54 nel 2015

2 Stefania Benedetti 2h35’28 nel 2007

3 Gloria Marconi 2h35’31 nel 2006

Nell’albo d’oro femminile dominio italiano assoluto con 17 vittorie; solo briciole per Russia (2) e Ungheria (2). Le vincitrici. 1996: Daniela Spilotti. 1997: Daniela Spilotti. 1998: Vera Soukhova. 1999: Ludmilla Smirnova. 2000: Ida Kovacs. 2001: Ida Kovacs. 2002: Marcella Mancini. 2003: Francesca Zanusso. 2004: Ivana Iozzia. 2005: Silvia Sommaggio. 2006: Gloria Marconi. 2007: Stefania Benedetti. 2008: Giustina Menna. 2009: Ivana Iozzia. 2010: Ilaria Bianchi. 2011: Eliana Patelli. 2012: Elisa Stefani. 2013: Eliana Patelli. 2014: Laura Giordano. 2015: Catherine Bertone. 2016: Catherine Bertone.

La 22esima edizione della Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore è in programma domenica 10 dicembre con partenza alle ore 9 da Corso Garibaldi. Confermato in toto il percorso 2016, con giro di boa a Montecavolo e arrivo di nuovo in Corso Garibaldi.

Per iscriversi una “finestra” per i ritardatari verrà aperta sabato 9 dicembre (a prezzo maggiorato e salvo esaurimento pettorali), presso l’EXPO-Centro Maratona, allestito presso il PalaBigi di Via Guasco.


Parcheggi e navette

In occasione della Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore, saranno predisposti i seguenti servizi navetta:

dalla stazione medio-padana: ore 7.10; ore 7.30;

dalla stazione centrale: ore 7.05; ore 7.25; ore 7.55.

Per chi arriva con la propria automobile, invece, i parcheggi che potranno essere utilizzati nelle giornate di sabato 9 e domenica 10 dicembre per raggiungere l’EXPO-Centro Maratona (PalaBigi di via Guasco) saranno:

parcheggio via Cecati;

parcheggio ex Foro Boario (via Fratelli Manfredi), attrezzato per la sosta camper.

Nella giornata di domenica, inoltre, i parcheggi negli stalli blu dei controviali interni alla circonvallazione saranno gratuiti, mentre quelli del parcheggio Zucchi a pagamento.

Info e approfondimenti: http://www.maratonadireggioemilia.it


PODISTI.NET sarà presente con i propri fotografi alla partenza, al 3° km. al 16 km. ed al 32° km.

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Andata e ritorno da Montecavolo, con partenza e traguardo nel pieno centro storico di Reggio Emilia: questo in supersintesi il tracciato della 22esima edizione della Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore, confermato in toto rispetto al 2016. Percorso panoramico ma niente affatto semplice, in costante salita nella prima parte e con un paio di “picchi” – dando uno sguardo al profilo altimetrico - attorno al 17 e al 28 chilometro.
Podisti.Net sarà presente con i suoi fotografi alla partenza, al 14° ed al 32° km.

Scarica la mappa in alta risoluzione (PDF) CLICCA QUI

Questi i passaggi della Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore, che scatterà domenica 10 dicembre, alle ore 9, da Corso Garibaldi.

Km. 0 Corso Giuseppe Garibaldi

Km. 1 Via Emilia San Pietro

Km. 2 Viale Montegrappa

Km. 3 Corso Giuseppe Garibaldi

Km. 4 Via Emilia Santo Stefano

Km. 5 Via Dante Zanichelli

Km. 6 Viale Unione Sovietica

Km. 7 Via Sormani Moretti

Km. 8 Via Fratelli Rosselli

Km. 9 Parco Villa Levi

Km. 10 Via Olivero Ruozzi

Km. 11 Via San Rigo

Km. 12 Via Orlando Strozzi

Km. 13 Via Orlando Strozzi

Km. 14 Via Orlando Strozzi

Km. 15 Via Montegrappa (Montecavolo)

Km. 16 Via Montegrappa (Montecavolo)

Km. 17 Via Montegrappa (Montecavolo)

Km. 18 Via Fratelli Cervi (Montecavolo)

Km. 19 Provinciale 23 (Montecavolo)

Km. 20 Via Piave

Km. 21,1 Via Piave
Km. 22 Via Dante Freddi
Km. 23 Via Dante Freddi

Km. 24 Via Dante Freddi

Km. 25 Via Adelmo Tirabassi

Km. 26 Via Walter Giovanardi

Km. 27 Via Walter Giovanardi

Km. 28 Via della Polita

Km. 29 Via Orlando Strozzi

Km. 30 Via Livio Francia

Km. 31 Via Oscar Zanichelli

Km. 32 Via Gino Gambini

Km. 33 Via Ghiarda

Km. 34 Via San Rigo

Km. 35 Via Fratelli Rosselli

Km. 36 Via Guittone d' Arezzo

Km. 37 Via Martiri della Bettola

Km. 38 Parco Lungo Crostolo

Km. 39 Parco Lungo Crostolo

Km. 40 Parco Lungo Crostolo

Km. 41 Viale Umberto I

Km. 42 Corso Giuseppe Garibaldi

Km. 42,195 Piazza Gioberti

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La colonna sonora della Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore non è una canzone, ma una voce, inconfondibile, quella del top speaker Roberto Brighenti, “in onda” ben prima dello start e ben dopo l’ultimo arrivato, per raccontare al pubblico l’evolversi della gara e le immancabili note di colore.
E a proposito di colore: una macchia nel curriculum ce l’ha, aver saltato una Maratona di Reggio Emilia, l’edizione numero 3 del 1988. Ma la giustificazione (chiamata federale per commentare gli europei di cross a Ferrara) regge.

Brighenti, dovesse indicare l’edizione più bella della Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore?

“Scelgo l’ultima per la doppietta italiana Francesco Bona-Catherine Bertone, e per aver tenuto a battesimo Sara Galimberti e Alessandro Giacobazzi, senza dimenticare la raffica di primati personali conquistati in una domenica ideale”.

Come ci si prepara a una maratona… vocale come la sua?

“Si comincia almeno un mese prima, con un piano di lavoro che tiene conto di novità e conferme: sponsor, iniziative collaterali, personaggi, favoriti... Ci si confronta con lo staff, Paolo Manelli in primis. L’improvvisazione è sempre da mettere in preventivo però, l’anno scorso ad esempio l’americano Chistopher Zablocki, sfuggito all’accurata analisi della startlist, comandò per larghi tratti la gara, costringendomi a un’affannosa ricerca di documentazione… in diretta”.

Qual è l’episodio (o il personaggio) più curioso che le viene in mente?

“Da Alfio Polidori che sulla linea del traguardo si esibisce in acrobazie circensi tra lo stupore dei presenti, a Gianni Morandi, che festeggia i suoi 60 anni sul traguardo di Reggio, con tanta gente, soprattutto donne di ogni età, ad applaudirlo, oppure Giovanni Storti (del celebre trio Aldo, Giovanni e Giacomo), che corre la seconda metà di gara, e si presta a ripetere per fotografi e cronisti distratti l’arrivo sul traguardo”.

Cos’è, se c’è, che rende particolare la Maratona di Reggio?

“Passione, disponibilità e cortesia dispensati a tutti, dal top runner al maratoneta senza ambizioni se non quella di arrivare al traguardo e godere di tutti quei servizi elargiti da organizzatori e volontari col sorriso sulle labbra”.

Ricordiamo che la 22esima edizione della Maratona di Reggio Emilia-Città del Tricolore è in programma domenica 10 dicembre con partenza alle ore 9 da Corso Garibaldi. Confermato in toto il percorso 2016, con giro di boa a Montecavolo e arrivo di nuovo in Corso Garibaldi.

La grande novità riguarda il TTT-Tricolore Team Trophy, ovvero una competizione nella competizione per team formati da quattro persone, anche di società sportive diverse, suddivisi in diverse categorie per somma d’anni.

Per iscriversi alla maratona c’è tempo fino al 4 dicembre, ma una “finestra” per i ritardatari verrà aperta sabato 9 dicembre (a prezzo maggiorato e salvo esaurimento pettorali), presso l’EXPO-Centro Maratona.

Prevista anche una non competitiva (4 km in centro storico) a scopo benefico, la Run 4 Charity Coop Alleanza 3.0; lo start alle ore 10 dallo stesso punto di partenza della maratona. In questo caso iscrizioni (5 euro) presso Decathlon, Uisp (ma non mercoledì mattina e venerdì pomeriggio), le 9 Onlus cui è destinato il ricavato, o direttamente all’EXPO-Centro Maratona nella giornata di sabato 9 dicembre e nella mattina di domenica 10 dicembre (dalle ore 8.30 alle 9.30).

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