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Giu 22, 2024 546volte

Francesco Canali non c’è più: eppure vogliamo “pensare che ancora vivi e sorridi”

Due momenti di Francesco, alpino di Palm Beach Due momenti di Francesco, alpino di Palm Beach Roberto Mandelli, da originali di A. Fanfoni e Coro Rosa Camuna

21 giugno – Ci ha lasciati Francesco Canali, 56 anni di cui quasi venti trascorsi a lottare con la SLA. La notizia arriva da Parma, e in particolare da amici cari, nostri e di Francesco, che ci promettono (quasi tra le lacrime) un pezzo apposito. Noi nel frattempo rimandiamo alla “Gazzetta di Parma”, dando qui sotto i link per la lettura (c’è anche un pezzo del vescovo di Parma mons. Enrico Solmi), e anticipando solo che le esequie si terranno lunedì 24 a Parma, nella chiesa della Trasfigurazione alle 11.30.

Su Francesco si è confidato con noi anche Giancarlo Chittolini, premettendo “nulla potrei scrivere, meglio di cosa e come ha scritto Claudio Rinaldi”. Si riferisce al commosso ricordo che il direttore della “Gazzetta di Parma”, e compagno di Francesco nelle estreme avventure sportive, ha scritto sul suo giornale nelle edizioni online del 21 giugno e cartacea del 22, in massima parte dedicate alla vicenda umana di Francesco. Da leggere e da conservare:  https://www.gazzettadiparma.it/parma/2024/06/21/news/e-morto-francesco-canali-il-maratoneta-in-carrozzina-794551/

Emozionante anche il ricordo di 12TV Parma, con l’intervento dello stesso Rinaldi “Addio ad un eroe”: https://www.12tvparma.it/puntata/tg-parma-edizione-del-21-06-2024-ore-1245/si-e-spento-francesco-canali-simbolo-di-coraggio-e-speranza-contro-la-sla/https://www.12tvparma.it/puntata/tg-parma-edizione-del-21-06-2024-ore-1245/scomparsa-di-canali-rinaldi-direttore-gazzetta-di-parma-addio-ad-un-eroe/

Ma lo “Spino” ha aggiunto:

Ricordo di avere conosciuto nei soggiorni estivi Francesco Canali, perché era originario di La Latta del Cardinale Ferrari, una piccola località nel comune di Palanzano dove i miei suoceri avevano già dagli anni 80 affittato una casa. Lì con mia moglie ho svezzato e visto crescere nostro figlio Pietro, poi i miei adorati nipoti Amedeo ed Emma.

Francesco, sapendo dei miei trascorsi sportivi e conoscendomi nella veste di organizzatore della Maratona Verdiana (nella quale aveva concluso la mezza a Fontanellato, nel febbraio 2004), mi aveva chiesto qualche consiglio. Dopo aver approntato una scheda d'allenamento glie la proposi.

Ma purtroppo, proprio all'inizio dell'applicazione,  ci accorgemmo che qualcosa non tornava, le gambe sembravano non reggere la fatica... Lo sollecitai a fare gli esami del sangue e già lì si vide che aveva dei valori elevatissimi al CPK: poco dopo, la scoperta atroce della SLA, e fu tutta una rincorsa da parte sua ad aggrapparsi alla vita...

Con lui e per lui organizzammo la “Corri con Francesco”: fu la prima volta che salì su una carrozzina, per i 5000 metri da Roncole a Busseto. All’evento parteciparono personalità di spicco dell’atletica nazionale, come Matteo Villani e Sara Galimberti (futura finalista di Miss Italia e soprattutto vincitrice nel 2018 della Milano21 Half Marathon, con un PB sulla mezza di 1h13). Seguirono le maratone, a Palm Beach (con Andrea Fanfoni e Claudio Rinaldi, fra gli altri) e a Venezia (con Alex Zanardi), di cui tutti sanno.

Francesco ci ha insegnato molto: lo andai a trovare, aveva la capacità di donare affetto e serenità.

Un esempio ammirevole ed unico.

E noi siamo qui, a ripetere con Francesco Guccini: “Vorrei sapere a che cosa è servito - Vivere, amare, soffrire - Spendere tutti i tuoi giorni passati - Se così presto hai dovuto partire. - Voglio però ricordarti com'eri - Pensare che ancora vivi - Voglio pensare che ancora mi ascolti - E che come allora sorridi”.

Ecco dunque riemergere dai vecchi dischetti un sorridente resoconto scritto da Francesco per Podisti.net, giusto vent’anni fa (18 marzo 2004), commentando la 2^ Reggiolo Half Marathon.

"Diavolo di un Morselli", mi sono detto man mano che zampettavo sul percorso della seconda edizione della Half-Marathon di Reggiolo. Vuoi vedere che quel "gambero" testa quadra ha ragione? Ha sbandierato ai quattro venti che a Reggiolo si batte il personale e, man mano che diminuivano i chilometri, me ne rendevo sempre più conto. Intendiamoci, il mio personale non ha niente a che fare con il tempone  di Marco Baldini che con 1h 09' 03" ha concluso il bel percorso nella bassa reggiana, o con quello di Antonella Benatti che con 1h 23'00" è arrivata sul gradino più alto del podio nel femminile, ma avere abbassato di quattordici minuti il tempo di due settimane prima da Salsomaggiore a Fontanellato (in precarie condizioni fisiche) e, senza tener conto del real-time (che a Reggiolo non c'era), di 22" rispetto alla mezza di Parma, non può che avvalorare le previsioni di Stefano.

Ma che i reggiani, e in particolare Stefano Morselli, sapessero fare le cose a regola d'arte, se ne erano accorti in molti, persino dalla vicina Parma, sempre in competizione quando si parla dei cugini di Reggio Emilia. Ma il podismo affratella, non c'è distinzione di città o provincia, ma solo amici che corrono per vincere o per divertimento; e a Reggiolo erano in molti.

Ritiro il pettorale e dopo un saluto al patron della manifestazione faccio un giro prima di iniziare a scaldarmi (anche se la giornata era particolarmente mite rispetto alle temperature polari delle settimane prima), e chi vedo? Una faccia nota, quasi un divo per il popolo di Podisti.net.  Non lo conosco personalmente ma è come se fossimo da sempre amici: è "Arny", al secolo Arnaldo Fantuzzi. Con il simpatico podista-scrittore di Bolzano scambio alcune opinioni prima del via, venendo poi a conoscere anche "Guerna", il veloce Luigi Guarnati. Una stretta di mano e lo sparo ci sorprende. Guerna schizza via come il vento, non lo rivedrò più, Arny lo segue.

Io decido di prendermela con relativo comodo. Primo km a 4'50", troppo per me, rallento e mi affiancano due podisti, uno di Carpi e uno che abita sulle prime colline modenesi, che dice: "A casa mia ci sono ancora venti centimetri di neve". A Reggiolo invece c'è la nebbia e l'umidità si sente, ma se non ci fosse, che Bassa reggiana sarebbe? Il ritmo è di 5'10", ottimo per me in questo periodo dell'anno. Proseguiamo appaiati fino al 7° km poi una sosta forzata mi fa perdere terreno sui due. Continuo quindi da solo guardando ciò che mi circonda e quei pochi spettatori che, al nostro passaggio, sembrano impietriti, come se fossimo dei marziani.

Gli incroci sono presidiati, i ristori non mancano dei prodotti base per arrivare alla fine senza dover arrancare, anche se al ristoro del 20° km riprendo a vedere la nebbia, ma non quella meteo. Credo di essere già passato di lì: non ne avrò mica fatti 40 di km? Mi "dopo" allora con due zollette di zucchero, che mi danno un bel po' di energia e la carica giusta per passare felice sotto le bandierine del traguardo.

Un breve ristoro per rifocillarmi e mi dicono che devo riconsegnare il pettorale per ricevere il pacco gara. Cosa? Ho pagato 1 euro e mezzo e mi danno anche il pacco gara? Non ci credo, e invece è proprio così e, per quella cifra, che pacco gara!

Ma il sudore mi sta congelando, via quindi verso le vicine docce del campo di atletica, pensando che ci sarà la ressa e saranno fredde. Invece ci ritroviamo in cinque con docce calde, una manna. Ancora due parole con Arnaldo sull'eccellente manifestazione ci congedano da una giornata di sport e divertimento.

                             

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