Direttore: Fabio Marri

* Per accedere o registrarsi come nuovo utente vai in fondo alla pagina *

Apr 15, 2019 611volte

Boston: Cherono vince allo sprint, Degefa domina

Vince Cherono allo sprint Vince Cherono allo sprint Foto Victah Sailer/IAAF

15 aprile - Lawrence Cherono e Workenesh Degefa sono i vincitori della 123^ edizione della Maratona di Boston: in campo maschile la gara si è decisa in volata, negli ultimi metri, mentre tra le donne netto il dominio della vincitrice. Maratona che si è svolta anche quest’anno sotto la pioggia, che però non ha condizionato lo svolgimento della gara, a differenza dello scorso anno. Circa 30000 i partecipanti. 

Il 31enne keniano, già vincitore nella sua carriera di importanti maratone come Amsterdam (2017 e 2018), Praga (2016) e Siviglia (2015), con un personal best di 2h04:06 ad Amsterdam nell’ottobre 2018, si è imposto in 2h07:57 avendo la meglio solo negli ultimi 50 metri sull’etiope Lelisa Desisa, argento mondiale 2013, secondo in 2h07:59, che ha visto così sfumare il sogno del terzo successo dopo essersi già qui affermato nel 2013 e nel 2015. Terza posizione per il keniano Kenneth Kipkemoi, arresosi ai primi due a 300 metri dal traguardo, in 2h08:07. 

Gara regolare fino al 35° km con in testa il gruppo formato da otto atleti (oltre a Cherono, Desisa e Kipkemoi ci sono anche lo statunitense Scott Fauble e gli altri quattro keniani Geoffrey Kirui, Felix Kandie, Festus Talam e Philemon Rono). Dopo il 40° km l’allungo decisivo dei primi tre, con arrivo in volata. Quarto Felix Kandie in 2h08:54 che supera allo sprint Geoffrey Kirui, quinto con lo stesso tempo. Sesto Philemon Rono in 2:08:56. 

Il primo statunitense è Scott Fauble, settimo in 2h09:09 su Jared Ward, ottavo in 2h09:25. Primo europeo è giunto il britannico Scott Overall, ventitreesimo in 2h17:37. 
Solo 17° in 2h15:29, il giapponese Yuki Kawauchi, campione uscente, mentre il primo nipponico è Hiroto Inoue in 2h11:53. 

In campo femminile, assolo della etiope Degefa, alla sua prima Boston (ma con il PB di 2h17:41 a Dubai a gennaio), che parte in solitaria già appena dopo il 7° km, passa alla mezza in 1h10:40, ma rallenta nella seconda metà chiudendo in 2h23:31. Prova la clamorosa rimonta la keniana Edna Kiplagat, già impostasi qui nel 2017, ma deve accontentarsi del secondo posto in 2h24:13 davanti alla statunitense Jordan Hasay, terza in 2h25:20. Quarta la etiope Meskerem Assefa in 2h25:40. 
Quinta l’altra statunitense Desiree Linden, campionessa uscente in 2h27:00; prima europea l'irlandese Fionnuala Mccormack, undicesima in 2h30:38. 

Da segnalare che Joan Benoit Samuelson (61 anni), la vincitrice delle edizioni del 1979 e del 1983, ma soprattutto la vincitrice della prima maratona olimpica femminile nel 1984, ha concluso in 3h05:18, nel 40° anniversario del suo primo successo, mantenendo la promessa che sarebbe arrivata non oltre 40 minuti dal suo tempo vincente di 2h35:15.

Tra gli italiani, circa duecento al via, il migliore è l'altoatesino Luis Schenk, 309° in 2h38:52.

 

Lascia un commento

I commenti sono a totale responsabilità di chi li invia o inserisce, del quale restano tracciati l'IP e l'indirizzo e-mail. 

Podisti.Net non effettua alcun controllo preventivo né assume alcuna responsabilità sul contenuto, ma può agire, su richiesta, alla rimozione di commenti ritenuti offensivi. 
Ogni abuso verrà segnalato alle autorità competenti.

Per poter inserire un commento non è necessario registrarsi ma è sufficiente un indirizzo e-mail valido.
Consigliamo, tuttavia, di registrarsi e accedere con le proprie credenziali (trovi i link in fondo alla pagina).
In questo modo potrai ritrovare tutti i tuoi commenti, inserire un tuo profilo e una foto rendere riconoscibili i tuoi interventi.

Ultimi commenti dei lettori

Vai a inizio pagina