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Dic 31, 2021 351volte

Ultimo dell’anno di grazia 1999, Assisi in maratona

Milesi vince mentre altri arrancano Milesi vince mentre altri arrancano Roberto Mandelli

Ventidue anni fa, eravamo nati da poco eppure cercavamo di essere presenti sul campo, e tempestivi a raccontare gli avvenimenti, anche grazie alle tastiere dei nostri lettori di allora. Quel San Silvestro del 1999 si celebrò la prima edizione (ahinoi, ne seguirono ben poche, e un tentativo di riportarla in auge, come vedremo, è stato bloccato dal Covid.

Ma ripeschiamo la gara di allora, partendo dalla cronaca instant di Stefano Morselli, poi da due resoconti di lettori: uno, diciamo, un po’ ‘da addetto stampa’, il secondo di un ‘praticante’, nostro amico marchigiano; e infine dal commento di chi scrisse già dopo l’effettuazione della maratona del giorno seguente a Roma (di cui parleremo a parte).

Ritroveremo Davide Milesi, bergamasco di Roncobello, per anni nel giro della Nazionale, già vincitore a Cesano Boscone e nella prima maratona di Piacenza (Befana 1996, sotto la neve), più volte campione di corsa in montagna e come tale plurifotografato da Roberto Mandelli; Sonia Maccioni, che due mesi prima aveva vinto a Venezia; la prof di lingue Tiziana Alagia, che l’anno dopo avrebbe vinto a pochi giorni di distanza le maratone di Cesano Boscone e Firenze; un giovane Calcaterra che a 27 anni cominciava a farsi notare per le sue maratone, come si diceva allora, “consecutive”; ma più indietro, compatto, il “popolo delle lunghe”, il ‘vescovo’ Fusari, il povero Alfio Balloni che qualche anno dopo ci sarebbe stato tolto da un tragico incidente stradale, e altri che non ci sono più come Togni da Lumezzane (il capostipite), l’ingegner Morisi da S. Giovanni in Persiceto, Gianfranco Gozzi da Calderara,  Gaetano Amadio da Torino, o Mario Ferracuti, “il leone delle Marche”, morto nel 2018 a 92 anni. Ovviamente non poteva mancare Govi (che l’anno dopo corse con Paolo Manelli, alle prime armi come organizzatore della maratona di Reggio), che certamente nel suo personale museo avrà inserito cimeli pure di Assisi. Nel cuore – diceva un Poeta – nessuna croce manca.

 

31/12/99 - Maratona di Assisi - Davide Milesi e Sonia Maccioni facilmente

di Stefano Morselli

Bel sole e una temperatura di 6°C. hanno fatto da corollario alla 1a edizione della Maratona d'Assisi, più di mille alla partenza e potrebbero essere stati ancora di più se alcuni problemi di carattere alberghiero non avessero sfavorito l'afflusso dei podisti.

La gara ha visto da subito al comando un gruppetto di 4-5 atleti , che solo negli ultimi 10 km si è sciolto a causa dell'attacco di Davide Milesi Negli ultimi 4-5 Km. di dura salita Milesi non ha fatto altro che controllare l'eventuale ritorno di Cishahayo, dall'alto della sua grande predisposizione alle salite. Niente da fare per il burundiano, che giungerà all'arrivo con oltre 1 minuto di distacco. Ennesima gara di alto livello per il sorprendente romano Giorgio Calcaterra capace a 27 anni di correre 15 maratone l'anno, tante delle quali ad alti livelli.

In campo femminile gara segnata sin dall'inizio con Sonia Maccioni che chiudeva in 2h38'47" lasciando Barbara  Cimarrusti ad oltre 12 minuti.

L'organizzazione è sembrata almeno dall'esterno positiva, come molto positiva è stata la chiusura quasi totale al traffico: comunque sia, attendiamo i commenti dei partecipanti.

Per concludere, da apprezzare l'attenzione con cui la RAI ha premiato gli organizzatori ed i partecipanti con quasi mezz'ora di collegamento, effetto Millennium Marathon?  

Uomini:

  1. Davide Milesi 2h22'29" G.S. Forestale
  2. Diomede Cishahayo 2h23'37" Cus Palermo
  3. Giorgio Calcaterra 2h24'04" Villa Aurelia
  4. Fabrizio Capotosti
  5. Joseph Saturlino

 

Donne:

  1. Sonia Maccioni 2h38'47"
  2. Barbara Cimarrusti 2h50'
  3. Deborah Bruni
  4. Tiziana Alagia

 

Cronaca di una maratona che puo' crescere.

Antonio Biasiolo

E' stata una bellissima giornata ad Assisi, sia dal punto di vista meteorologico, sia sotto il profilo sportivo, e tanto di più, umanitario. In effetti la prima Maratona della città di S. Francesco è nata con il preciso intento di contribuire con la quota di iscrizione al progetto del Centro Internazionale per la pace tra i popoli, che prevedeva di aiutare l'infanzia in difficoltà in molti Paesi sottosviluppati, attuando delle adozioni a distanza: ed i tanti maratoneti, quasi 1300, intervenuti per l'evento, hanno fatto la loro bella parte.

Dal punto di vista sportivo-tecnico, un percorso difficile con un andamento collinare per quasi tutti i quarantadue chilometri, con quell'ascesa finale di tremila e seicento metri che neppure centellinando minuziosamente tutte le energie si potevano correre bene, ma che, magari invertendo il percorso la prossima edizione, e cioè partendo da Assisi per arrivare a S. Maria degli Angeli, potrebbe diventare una maratona al pari livello di altre città italiane.

Molto soddisfatti i vincitori che, seppur preparati ad una gara del genere, non pensavano di salire sul piu' alto gradino del podio. Davide Milesi ha impresso il suo ritmo al 35° chilometro staccando i suoi più diretti avversari Cishahayo, Calcaterra e Capotosti, mentre si è trovata a condurre già al 15° chilometro, con un minuto di vantaggio sulle inseguitrici, Sonia Maccioni, umbra di nascita, e come ben noto già detentrice del titolo di campionessa italiana (conquistato a Venezia) la quale ha dichiarato di essere molto felice di concludere questo particolare anno con la vittoria nella sua terra.

Molto contenti, nonostante la fatica, tutti gli atleti arrivati in Piazza del Comune, e praticamente tutti vincenti per aver terminato chi la prima, chi l'ennesima maratona, disputata in questa particolare data, ansiosi di festeggiare l'avvento di questo nuovo millennio nel segno della pace fra tutte le nazioni della terra.

 

Passando sotto la Basilica... un pensierino

Giancarlo Bastianelli

Nononostante il 31 Dicembre 1999 non sia stato l'ultimo giorno del millennio, attorno ad esso il mondo intero ha creato un'atmosfera diversa, vuoi per il 'baco', vuoi per le quattro cifre che se vanno, vuoi per l'attesa che da tanti anni era latente in ognuno di noi con tante aspettative e speranze.

Ed e' cosi' che 1200 maratoneti si ritrovano davanti alla stupenda Basilica di Santa Maria degli Angeli in una limpida mattinata invernale. Pochi vorranno provare a migliorare il loro primato personale (vista l'altimetria del tracciato), molti, fra cui anche il sottoscritto, cercano di meglio ricordare questo giorno surreale con qualche cosa che rimanga indelebile nella memoria: e cosa per noi podisti meglio di una Maratona?

Raramente decido la partecipazione ad una prima edizione, ma questa volta e' diverso. Allo start il biscione si avvia, non sento la tensione di altre maratone dove cercavo di migliorare il mio personale, e l'andatura da crociera mi permette di ammirare la bellezza del luogo.

Momenti di riflessione al passaggio davanti alla baraccopoli dei container a ricordare i tristi giorni del terremoto che per queste genti e' ancora vivo.

Bello e vivace il passaggio a Spello. Dopo 23. km inizia la parte piu' difficile del tracciato con molti saliscendi e un gelido vento contario. La Basilica di San Francesco si staglia pero' gia' all'orizzonte.

Si capisce che non sara' cosa facile inerpicarsi fin lassu'. Ed infatti......

Dal 39° km inizia la salita, non invidio coloro che spingono per un piazzamento, il 40° km mi sembra un poco piu' lungo, ma non importa. L'importante e' essere qui.

Quasi mi dispiace non essere cattolico.

Siamo davanti alla Basilica del Santo.

Ringrazio l'organizzazione per avermi procurato questa emozione, anche se mi permetto di sottolineare che forse in condizioni climatiche diverse probabilmente ci sarebbero stati disagi in particolare modo all'arrivo, vista la configurazione delle strette vie del centro storico.

Ma le prime edizioni servono anche a questo e sicuramente, salute permettendo, arrivederci al prossimo anno per l'ultima Maratona del Millennio.

 

Assisi: "ivi e' perfetta letizia".

Fabio Marri

Chi voleva fare il tempo, festeggiare lo pseudo-cambio di millennio tra atleti di grido e TV a gogo', e' andato a Roma. Gli altri hanno affrontato le difficolta' di alloggio, la quasi irreperibilita' dei parcheggi, le incognite di una maratona pressoche' nuova (qualche anno fa c'era stata una prova generale a Bastia Umbra), e soprattutto la paura di una salita finale terribile (200 metri in meno di 4 km), e sono andati ad Assisi. Qualcuno ha anche fatto la doppia: ad esempio i coniugi Gargano e Rizzitelli da Barletta, e il Pancaldi da Bologna, finito di correre ad Assisi sono andati a Roma.

Ma ad Assisi (e solo li') abbiamo visto i tanti appassionati della maratona, cominciando dalle due meravigliose signore carpigiane Marisella Beschin e Lorena Losi, dal di lei figlio Daniele Orlandi (che oltretutto ha fatto un tempone), dal decano del podismo modenese Sergio Guaitoli, dall'"assessore verde" Emilio Borghi (stavolta non insidiato dal suo vice Cuoghi), da Gaetano Amadio e Francesco Cerruti di Torino, a Giovanni Tamburini da Rimini; ai buontemponi come il "vescovo" Fusari e il Ferri, vestito anche lui da Fusari; a Laura Gilbert e Alfio Balloni, al venerando Giuseppe Togni, in gran forma.
Organizzazione nel complesso piu' che buona: impagabile il paesaggio, con il borgo medievale di Assisi e "la cupola bella del Vignola" (Santa Maria degli Angeli) a dominare il percorso, discreto il calore del pubblico, specie a Bastia e a Spello, oltre che all'arrivo. Ottimo il pacco-gara, ricco e vario il pasta party (la sera dopo la corsa); sufficiente il servizio di recupero bagagli e rientro alla base. Qualche piccolo neo (come dicevamo all'assessore alla cultura di Assisi la sera, mentre in teatro aspettavamo un'orchestra rumena freddolosa) nella chiusura al traffico, che ha avuto qualche buco tra i km 25 e 35 (si trattava pero' di poche vetture locali), ma e' stata perfetta dove piu' serviva, cioe' nella salita finale (che -i romagnoli capiranno- e' paragonabile alla salita per Saludecio), del tutto chiusa anche ai mezzi pubblici.

Scadente il servizio della Rai, che ha orientato tutto sulla maratona di Roma, obbligando a parlarne anche 24 ore prima (mentre noi correvamo, e i romani chiacchieravano), e dedicando a noi si' e no mezz'ora. Ma forse il bello e' proprio di correre senza essere tormentati da elicotteri e moto e laurefogli che fanno l'andatura in bici. Forse San Francesco avrebbe detto: "senza sorella TV, ivi e' perfetta letizia". 

Speranza per il 2021

Pasquale Castrilli, 21-5-2019

Che ne dite se vi scrivo che ci aspetta San Francesco per una maratona nei luoghi dove ha vissuto in Umbria? La terra della maratona di Terni, della Invernalissima di Bastia Umbra e di tante altre belle manifestazioni podistiche si prepara alla prima edizione (della seconda serie) di una maratona che è già storica per il suo nome, Maratona di S. Francesco.

L’intelligenza di un prete e di un vescovo, la disponibilità del comune di Assisi e di alcuni enti sportivi e no, ha iniziato a lavorare per realizzare un sogno: correre i 42,195 metri della maratona sulle strade dove ha vissuto (camminato, e forse anche corso) il santo più conosciuto della storia, quello che anche papa Bergoglio ha voluto come protettore del suo pontificato. Per confezionare la maratona ad Assisi sui luoghi di san Francesco sono già al lavoro la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, il comitato organizzatore Francesco va e la società sportiva dilettantistica non profit Life Running Assisi.

In esclusiva podisti.net presenta per prima questo evento che, secondo le prime indicazioni degli organizzatori (che attendono il benestare della Fidal), si terrà nella primavera del 2021.

Desiderio degli organizzatori è diffondere il messaggio dell’enciclica Laudato Sì scritta da papa Francesco nel 2015 proprio sui temi del rispetto del Creato inteso come “casa comune”.

Il percorso dei 42 chilometri partirà da Assisi e dopo aver toccato città e località limitrofe (San Vitale, Capodacqua, Spello, Limiti Rivotorto, Spello, Cannara, Tordandrea) si concluderà a Santa Maria degli Angeli. Un tragitto davvero suggestivo che lambirà luoghi significativi della vita del santo d’Assisi.
Poco meno di due anni alla Maratona di San Francesco, dunque. Tempo di attesa e lavoro. Auguriamo grinta e forza ai promotori e a chi sta già lavorando a questo progetto.

[F. M.]. Bentornata la maratona ad Assisi! Chi scrive fu presente a entrambe le maratone corse nell’ultimo giorno degli anni 1999 e 2000. Allora il percorso era, in un certo senso, inverso a quello previsto per il 2021: si partì da S. Maria degli Angeli, in direzione sud-ovest, raggiungendo poi Costano, Bastia, e da lì con una svolta a 90° si tornò a nord di S. Maria (avendo Assisi a sinistra) per raggiungere e salire a Spello, poco oltre la metà gara. Da lì, ultima inversione a U, e di nuovo in direzione da est a ovest fino a Rivotorto; poco dopo cominciarono i 4 km conclusivi, in discreta salita, fino al traguardo in pieno centro nella piazza del Comune. Furono in 900 a chiudere la gara: tra le donne vinse Sonia Maccioni in 2.38:47, con 12 minuti di vantaggio su Barbara Cimarrusti. Tra gli uomini vinse il 35enne Davide Milesi (2.22:29), quasi allo sprint su Diomede Cishahayo e un allora giovanissimo Giorgio Calcaterra (2.24:05), ventisettenne classificato tra gli “Amatori”, al pari del suo coetaneo Antonello Petrei (2.40:33). Chiuse il lotto degli arrivi Mario Ferracuti, leggendario già allora nonostante avesse “solo” 73 anni; ma scorrendo la classifica si trovano tanti nomi ormai passati alla storia: Alfio Balloni (che di lì a poco sarebbe scomparso in uno sciagurato incidente stradale), Antonino Morisi, Marziano Guidazzi, Giuseppe Togni  (classe 1926 come Ferracuti, e capace di 4.34), il “vescovo” Alberto Fusari.

Molti dei “supermaratoneti”, appena dopo la doccia, o forse senza nemmeno farla, fuggirono a Roma dove l’indomani mattina, con la benedizione di papa Giovanni Paolo II, sarebbe partita la maratona straordinaria del Millennio (e al “Millennium for Peace” era pure intitolata la maratona assisiate).

Ad Assisi ci si ritrovò per San Silvestro del 2000, in 770, sullo stesso percorso: vinse Graziano Calvaresi in 2.22:20, poco più di un minuto davanti a David Kirui Kiptoo. Petrei si migliorò molto giungendo sesto in 2.26 e battendo proprio Calcaterra di quasi due minuti. Tra le donne, primeggiò in 2.48:42 Sara Ferrari, allora ventitreenne e che l’anno dopo avrebbe partecipato ai mondiali di maratona di Edmonton (ma molto chiacchierata in quanto figlia del medico-stregone Michele), mezzo minuto davanti a Galina Zhulyeva.

Tra le classificate nei primi posti troviamo in decima posizione l’ultramaratoneta Monica Casiraghi; ma anche in quell’occasione la storia fu fatta dagli atleti ‘qualunque’: Renata Cecchetto che in quegli anni risultò la podista italiana con più maratone all’arrivo (ma dietro la incalzava la futura primatista, Angela Gargano, preceduta dal marito Michele Rizzitelli); Piera Zaldini (alias signora Minerva: e anche Tommaso corse chiudendo in 3.52, un minuto meglio di me!); Ulderico Lambertucci, altro primatista col maggior numero di maratone annue (allora si viaggiava sulle 30/35, non i numeri centenari di adesso!), e che poi si sarebbe specializzato in pellegrinaggi verso santuari mariani d’Europa; Luciano Bigi, futuro presidente del Club Supermarathon; Simone Lamacchi, che proprio in quel 2000 aveva varato la sua maratona del Custoza, ancora Alfio Balloni e Antonino Morisi, Togni e Fusari; e ancora William Govi, curiosamente tesserato per la Podistica Pratese, e dietro lui Paolo Manelli neo-organizzatore della maratona di Reggio, infine Angelo Squadrone (classe 1929) pluriprimatista mondiale di categoria.
Sarebbe bello, con chi c’è ancora, fare una rimpatriata, ventun anni e due papi dopo.

 

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