Direttore: Fabio Marri

* Per accedere o registrarsi come nuovo utente vai in fondo alla pagina *

Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Rinviati al 2021 i Campionati Europei Master indoor, che erano in programma a Braga, in Portogallo, dal 15 al 21 marzo: la Commissione municipale della protezione civile, basandosi sulla valutazione della Direzione generale della sanità del governo portoghese, che ha ritenuto  la manifestazione “ad alto rischio” per timore di diffusione del coronavirus e conseguente contagio, svolgendosi “in ambiente chiuso con oltre tremila partecipanti”, ha consigliato di non far svolgere l’evento.

Il Comitato organizzatore ha così chiesto alla EMA (European Masters Athletics), di posticipare l’evento al 2021, proponendo il periodo compreso tra il 10 e il 17 gennaio.

Diramata la lista dei convocati azzurri per i Mondiali di Mezza maratona (21,097 km), in programma a Gdynia, in Polonia, domenica 29 marzo: il direttore tecnico delle squadre nazionali Antonio La Torre ha selezionato 10 atleti (5 uomini e 5 donne), trai quali spicca la presenza dei primatisti italiani di maratona Eyob Faniel (Fiamme Oro) e Valeria Straneo (Laguna Running).

Il 27enne bassanese Eyob, che vanta un personale di 1h00:44 (terzo azzurro di sempre) realizzato con il successo di Siviglia lo scorso 26 gennaio, ha ottenuto il primato italiano di maratona qualche giorno fa, il 23 febbraio, sempre a Siviglia, piazzandosi settimo in 2h07:19; la 43enne alessandrina Valeria, vice campionessa mondiale di maratona a Mosca nel 2013, con un personale sulla distanza di 1h07:46, a Roma nel 2012, ha recentemente vinto il titolo italiano a Verona in 1h11:34.

Di seguito la lista completa dei convocati:

Uomini:

Xavier

CHEVRIER

Atl. Valli Bergamasche Leffe

Nekagenet

CRIPPA

Trieste Atletica

Daniele

D'ONOFRIO

G.S. Fiamme Oro Padova

Said

EL OTMANI

C.S. Esercito

Eyob

GHEBREHIWET FANIEL

G.S. Fiamme Oro Padova/Venicemarathon Club

Donne:

Maria Chiara

CASCAVILLA

A.S. La Fratellanza 1874

Giovanna

EPIS

C.S. Carabinieri Sez. Atl.

Elisa

STEFANI

A.S.D. Brancaleone Asti

Valeria

STRANEO

Laguna Running Ssd Srl

Federica

SUGAMIELE

Caivano Runners

 

1 Marzo - Sembra ieri, ma siamo già alla settima edizione: ricordo chiaramente quella mattina, quando Gianfranco Fabiano mi raccontò il suo progetto, realizzare una corsa campestre nella tenuta dove era solito allenarsi lo zio, il famoso Mauro De Feudis, uno dei primi podisti in Trani e in Puglia, e dedicargli il memorial.  

Mi raccontò di questa immensa e curata tenuta, Villa Schinosa, alle porte di Trani, quasi più in città che fuori; mi descrisse i tenutari, don Ferdinando Capece Minutolo, uomo nobile ma che non temeva di “sporcarsi le mani” con il lavoro, e della sua splendida famiglia, gente attiva amante lo sport.

Gli anni sono passati, Don Ferdinando ha deciso lo scorso anno di raggiungere Mauro De Feudis, e il cross di Trani ha ora due ottimi testimonial nel mondo eterno, che da lassù guidano Gianfranco e l’intera Trani Marathon nell’organizzare al meglio l’evento.

Per me quasi un obbligo esserci: ho avuto l’onore di correre con zio Mauro, ho avuto la fortuna di stringere la mano di don Ferdinando, ho il piacere di essere invitato con largo anticipo dagli organizzatori; a memoria, ritengo che gli Annoscia abbiano coperto tutte le edizioni.

E’ facile raggiungere Villa Schinosa: usciti a Trani centro, dopo circa due chilometri siamo già a destinazione. Immensi gli spazi per parcheggiare, non c’è davvero alcun problema. Più che in inverno, sembra essere già a primavera inoltrata, la giornata è calda al punto giusto, soleggiata, un piacere attraversare il viale di querce che porta alla Masseria, si respira forte l’odore del sedano proveniente dall’attiguo campo.

Nella solita postazione di controllo avviene la consegna dei pettorali: due le opzioni, 5 euro per la sola partecipazione, 2 euro in più per ritirare anche il premio di partecipazione.

Inutile dire che tutto scelgono l’opzione completa e nel pre-cantina, dove è incredibilmente assuefacente il profumo del vino, avviene la consegna dei pacchi gara, che prevedono una maglia tecnica di marca, un chilo di farina di farro e una bottiglia di ottimo vino della Tenuta.

Bagni chimici risolvono il solito problema mattutino, anche per evitare scene poco edificanti o la distruzione di particolare colture; non mancano però i soliti trasgressori, forse attratti dalla natura.

Presenta la manifestazione il giornalista locale Nico Aurora, che commenta con la giusta moderazione e precisione ogni fase della manifestazione, aiutato dalla gradevole base musicale gestita dall’abile dee-jay, per un valido risultato finale.

La manifestazione prevede due serie: la prima, con avvio alle ore 9.00, comprende tutte le categorie femminili e gli uomini dalla SM60 in poi, e si sviluppa su un giro unico di 4 chilometri; la seconda, con avvio alle 10.00, riservata alle rimanenti categorie maschili, prevede un doppio giro del tracciato di 3km, per complessivi 6.

82 le donne, 61 gli uomini over 60, per complessivi 143 atleti iscritti alle prima serie; 186 per la seconda, con un totale di 329 iscritti alla manifestazione.

Alle ore 9.00, con gli atleti ordinatamente schierati dietro la linea di via, ecco lo sparo fatto partire dalla pistola del Referente regionale dei Giudici, Luigi De Lillo: gli atleti invadono il vialetto, la svolta a sinistra e via, li rivedremo solo all’arrivo.

Il terreno è secco, mancano i tratti fangosi, troppe forse le pietre che aumentano le difficoltà di stabilità; dopo il campo del prezzemolo, gli atleti sviluppano la loro corsa tra i vigneti ed uliveti, mentre più in fondo si scorgono i ciliegeti, i mandorleti di queste accattivante Tenuta. Diversi i cambi di direzione, qui si lavora sulle caviglie, non ci sono però difficoltà altimetriche e si viaggia bene.

A vincere la prima serie è l’aitante Mauro Grande (Pedone Riccardi Bisceglie), fisico da quarantenne, sostanzialmente in testa sin dallo sparo del Giudice; a secondi, ecco giungere la prima donna, la tigre di Bitonto, la brillante Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto); secondo uomo è il primo SM65, l’ottimo Luciano Balzani (SP Seven di Savignano sul Rubicone) che precede la seconda donna, la grintosa Silvana Iania (Free Runners Molfetta). Terzo uomo, il neo pensionato Gaetano Sifanno (Quelli della Pineta Bari), inseguito dalla mai doma Marilena Brudatglio (Tommaso Assi Trani), sempre agguerrita. Quarto uomo il mitico Giuseppe Attolico (Montedoro Noci), quinto “duracell” Vincenzo Palumbo (Assi Trani), sesto – rulli di tamburi e sonate di tromba – Sabino Sardella, il presidente della Podistica Canusium 2004. Maria Pia Lastella (Atletica Amatori Corato) è quarta tra le donne, con il primo SM70, il carissimo Antonio Peragine (Pedone Riccardi Bisceglie), settimo uomo, davanti al tenace Savino Castrigno (Atletica Amatori Corato), ottavo; seguono altre tre donne, la determinata Maria Rosa Valerio (Quelli della Pineta Bari), quinta, la scatenata Marica De Pinto (Assi di Trani), sesta, e la vivace Samanta Cirillo (Smart Runners Gravina), settima. Nono uomo, il combattivo Vito Del Vento (Assi Trani), ma si chiude la classifica femminile con tre “terribili protagoniste, Adriana De Cesare (Free Runners Molfetta), ottava, e il duo della Tommaso Assi Trani, Santa Pappalettera e Nicoletta Ferrante, rispettivamente nona e decima. Ecco anche il decimo uomo, il generoso Giuseppe Iodice (Margherita di Savoia Runners); 58 gli uomini giunti al traguardo, 72 le donne.

Finita la fatica, ecco il ristoro finale: vassoio con focaccia, mozzarella, dolce, gelato artigianale di banana, acqua e vino aromatizzato: difficile chiudere di più.

Ma per noi è il momento di dedicarsi alla seconda serie: più lunga e in teoria più veloce. Ordinata anche questa partenza, gli atleti abbandonano il viale iniziale per il giro giro. Da subito in testa Uva e Bonavita, si comprende subito che il successo è a loro ristretto, si lotta comunque anche nelle successive posizioni, soprattutto per determinare le graduatorie di categoria. Lungo il corteo, assisteremo anche a qualche doppiaggio, doppiaggio che vale la vittoria per Michele Uva (Free Runners Molfetta), al quale partecipare las sera prima ad una festa di compleanno sino alle due di notte fa evidentemente bene, vista la grinta e la potenza che lo portano a vincere per la seconda volta consecutiva (prima doppietta nell’albo d’oro) la manifestazione.

Sempre brillante, ma forse più pronto per una distanza superiore e su strada (avrebbe dovuto partecipare alla mezza di Lecce, poi rinviata), è secondo Giuseppe Bonavita (Podistica Santo Stefano Cerignola); a seguire lo splendido duo della Pedone Riccardi Bisceglie, Nicola Mastrodonato, terzo, e Sabino Gadaleta, quarto, che rinunciano allo sprint e alla lotta fratricida, mantenendo le posizioni.

Tra un infortunio e l’altro, Denis Greco (Assi Trani), porta a casa il quinto posto, davanti ad un’altra “vecchia” gloria, Felice Dell’Aquila (Daunia Running San Severo), sesto; Pietro Torroni (Running Team D’Angela Sport Turi), ancora in ripresa, è settimo, sul forte duo della Daunia Running, Francesco Papapietro e Mario Del Sordo, rispettivamente, ottavo e nono. Antonio Paolillo (Barletta Sportiva), che non molla mai, conquista la decima posizione.

165 i finisher, squalificato Francesco Paolo Caputo (Barletta Sportiva), per aver premesso al figlioletto di affiancarlo sulla biciclettina per l’intera durata del tracciato, di aver proseguito nonostante gli avvisi dei Giudici, mettendo a repentaglio l’incolumità del bambini e degli altri atleti (esattamente, come motivazione, è citato la regola 125.5, comportamento antisportivo o improprio).

A tal proposito, ricordo a tutti gli atleti che, parimenti, non è permesso correre nelle serie non di propria competenza, ancor più è vietata l’assistenza ad altri corridori (che può portare alla squalifica propria e dell’atleta che si affianca), come è vietato attraversare e occupare il percorso, soprattutto in sede di arrivo. Non lamentatevi se poi arrivano le squalifiche, rispettate i regolamenti, non fate agli altri quello che non vorreste sia fatto a voi, ricordate che rispetto genera rispetto.

Tornando alle cose belle, anche gli atleti della seconda serie possono gustare le specialità del ristoro; a breve, però, per tutti, accompagnatori compresi, ecco pronto un piatto di gustoso risotto preparato dallo chef Michele Elia, accompagnato dal raffinato vino della Tenuta: si può pretendere di  più?

Ma tutto è pronto per la con la cerimonia di premiazione, prima un mazzo di fiori premia la signora Maria Capece Minutolo, accompagnata dal sempre solare figliolo, Corrado, anni fa anche campione italiano di vela.

Si comincia dai due vincitori, Uva e Casaluce, ai quali è assegnato il trofeo Mauro De Feudis (bellissimo, in legno lavorato a mano, raffigurante il volpino in corsa, simbolo della società organizzatrice), consegnato dalla sempre attivissima signora De Feudis, per i due vincitori anche tanti, troppi, altri premi in natura e una maglia tecnica, sicuramente meritatissimi.

E ricchi sono i premi per i primi tre di ciascuna categoria, con marmellate, varie farine, olio extravergine, vino e succhi di frutta bio, la bottiglia di amamo, oltre alla splendida medaglia in legno, lavorata mano, riportante la posizione di arrivo.  

Ultimo atto, il riconoscimento delle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: vince la Tommaso Assi Trani, che giocava… in casa, con 43 arrivati su, nell’ordine, Barletta Sportiva (28), Margherita di Savoia Runners (19), Podistica Santo Stefano Cerignola (16) e Atletica Amatori Corato 15).

La manifestazione è davvero finita, il tempo per una foto di gruppo degli attivissimi soci della Trani Marathon, un caro abbraccio con Gianfranco, e la voglia di tornare presto in questa Villa, dove sport, cuore, natura ed amicizia danno vita ad un incredibile, ottimo e vitalissimo mix di lunga vita.                 

3 marzo - Tristi notizie giungono dal nostro mondo: nello scorso week-end ci hanno lasciato altri due podisti.

Marco Lanzini, classe 1974, 46 anni dunque, compiuti lo scorso 20 febbraio, bresciano di Palazzolo sull’Oglio, tesserato per la Runners Capriolese, domenica scorsa dopo essere rientrato da un allenamento lungo ed aver fatto la doccia, si è steso sul letto in attesa del pranzo.
Ma, purtroppo, un infarto l’ha privato della vita.
Lanzini aveva svolto la regolare visita medico-sportiva e nessuno avrebbe mai potuto immaginare una fine simile. I funerali saranno celebrati a Palazzolo domani mattina, 4 marzo.

Nella notte tra sabato e domenica, invece, è deceduto il 47enne podista e triatleta Andrea Maremmani, ricoverato da pochissimi giorni nell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia per una grave malattia ai polmoni.  In questo caso, lo sport non sembra responsabile dell'evento; anche se il dolore e la solidarietà ai familiari, ovviamente, restano immutati.
Maremmani, tesserato per l’Atletica Avis Magione (e per il Foligno Triathlon), aveva concluso a dicembre l’Invernalissima (mezza maratona) di Bastia Umbra in 1h38’ e il 12 gennaio l’Half Marathon di Terni in 1h40:43.

29 febbraio - Galen Rupp e Aliphine Tuliamuk hanno vinto i Trials olimpici di Maratona andati in scena ad Atlanta: con loro conquistano i pass per le Olimpiadi di Tokyo Jacob Riley e Abdi Abdirahman, tra gli uomini, e Molly Seidel e Sally Kipyego, tra le donne. 

Rupp, 33enne di Portland, ha rispettato il pronostico imponendosi in 2h09:20, staccandosi dagli avversari nella seconda metà di gara (passaggio alla mezza in 1h05:41), prima che si accendesse la lotta risoltasi solo negli ultimi 5km, oramai limitata agli altri due piazzamenti per qualificarsi per le Olimpiadi: secondo è il 31enne Jacob Riley in 2h10:02, che precede il 43enne Abdi Abdirahman, terzo in 2h10:03, il più anziano maratoneta statunitense a partecipare alla maratona olimpica.   

Quarto, escluso per soli 3 secondi, Leonard Korir in 2h10:06; quinto Augustus Maiyo in 2h10.47, sesto Martin Hehir in 2h11.29. Il 45enne Bernard Lagat è 18° in 2h14:23. 

Tra le donne, la 31enne Aliphine Tuliamuk, nata in Kenya ma da anni negli Usa per motivi di studio, vince in 2h27:23 davanti alla 25enne esordiente Molly Seidel, seconda in 2h27:31, prima statunitense di sempre a qualificarsi per le Olimpiadi al debutto sulla distanza, e a Sally Kipyego, terza in 2h28:52, anch’essa nata in Kenya, ma statunitense da oltre due anni. 

Non riesce a qualificarsi Desiree Linden (che chiude in 2h29:03), mentre si ritirano Molly Huddle, Sara Hall e Emily Sisson.

1 Marzo - Successo e nuovo record della corsa per l’etiope Kenenisa Bekele che si è imposto in 1h00:22 nella The Vitality Big Half 2020 di Londra (il precedente primato apparteneva a Mo Farah in 1h:01:15). 

L’etiope, che si sta preparando per la London Marathon del prossimo 26 aprile, complici la defezione di Mo Farah ed il ritiro per infortunio di Lawrence Cherono, ha dominato la gara, precedendo Chris Thompson, secondo in 1h01:07, e Jake Smith, terzo in 1h02:00. 

"E' stata la mia seconda mezza maratona nel Regno Unito e  sono davvero felice per la vittoria, nonostante un po’ di vento contrario; ottimo anche il nuovo record del percorso, considerando che non ho mai controllato il tempo, pensando solo al successo”, le parole del vincitore. 

Tra le donne, netto successo della britannica Lily Partridge in 1h10:50 davanti a Samantha Harrison, seconda in 1h11:01, e Stephanie Davis, terza in 1h11:15. 

“Sono contenta per la vittoria ed è l’unica cosa che oggi contava”, ha dichiarato la prima donna, che ha realizzato il primato personale, pure lei in preparazione per la London Marathon.

.

 

28 febbraio - Nuovo record mondiale indoor sui 5000 metri, questa volta maschile, dopo quello femminile della tedesca Kontstanze Klosterhalfen del giorno prima, e sempre a Boston: nel corso del Last Chance Invitational della Boston University, il britannico Marc Scott (che vive negli USA) ha corso in 13:08.87, cancellando il precedente primato sinora detenuto dal connazionale Mo Farah, che nel 2017 aveva chiuso in 13:09.16. 

Scott è giunto secondo alle spalle dello statunitense Shadrack Kipchirchir, vincitore in 13:08.25 (pb); terzo Edward Cheserek (Ken) in 13:09.05, a seguire Eric Jenkins 13:10.07, Emmual Bor 13:12.53, Matt Hughes (CAN) 13:13.38, Willy Fink 13:17.15, Hillary Bor 13:21.17, Andy Bayer 13:24.67 e Paul Tanui 13:25.41.   

Scott ha così ottenuto il quarto miglior tempo britannico sulla distanza - comprendendo anche le gare all’aperto - dietro Farah (12:53.11), David Moorcroft (13:00.41) e Andrew Butchart (13:06.21).

Ancora doping, ancora un keniano: la IAU, l’Unità mondiale di integrità dell’atletica leggera, ha sospeso il 35enne Kenneth Kiprop Kipkemoi per positività alla terbutalina (un farmaco broncodilatatore), a seguito di un controllo a sorpresa.

Kenneth Kipkemoi è giunto terzo all’ultima edizione della maratona di Boston, concludendo in 2h08:07, a soli 10 secondi dal primo arrivato, il connazionale , Lawrence Cherono, e a 8” dal secondo, l’etiope Lelisa Desisa.

Nella sua carriera Kipkemoi ha vinto la Rotterdam Marathon nel 2018 in  2h05:44, primato personale. Inoltre, è del 2012 la vittoria dei 10000 metri ai Campionati Africani.

Nei suoi programmi del 2020 stava il ritorno a Boston: a questo punto difficile, in attesa di conoscere l’entità della squalifica.

 

27 febbraio - Nuovo record europeo sui 5000 metri indoor per la 23enne tedesca Konstanze Klosterhalfen, bronzo mondiale sui 5000m, che nel BU Last Chance Invitational di Boston ha chiuso in 14:30.79 migliorando di quasi 17 secondi il precedente limite, oramai vecchio di 21 anni (dal 1999) appartenente alla rumena Gabriela Szabo con 14:47.35. Per la Klosterhalfen, la quarta prestazione mondiale di sempre al coperto dietro al trio etiope composto da Genzebe Dibaba (14:18.86), Meseret Defar (14:24.37) e Tirunesh Dibaba (14:27.42).  

La tedesca ha corso il 1° km in 2:57.51, per poi passare al 2° in 5:54.23 (2:56.72), al 3° in 8:50.04 (2: 55.81), al 4° in 11:43.49 (2: 53.45), per correre l’ultimo chilometro in 2:47.30 con gli ultimi quattro giri chiusi rispettivamente in 34.7, 33.7, 33.8 e 31.6.

Seconda è giunta Vanessa Fraser in 14:48.51 seguita da Emily Infeld (14:51.91) e Courtney Frerichs (15:02.91)  

Per la Klosterhalfen è il terzo record tedesco indoor della stagione, dopo il 4:17.26 sul miglio e i 1500 m in 3:59.87 (di passaggio nella stessa gara) ai Millrose Games di New York.

Nella stessa riunione di Boston, record nordamericano sui 3000 m indoor per la statunitense Karissa Schweizer in 8.25.70, quinta miglior prestazione mondiale della storia, davanti alle connazionali Shelby Houlihan (8:26.66) e Colleen Quigley (8.28.71).

Giovedì, 27 Febbraio 2020 16:34

Doping: squalificato Davide Di Folco per 4 anni

Continua la serie delle squalifiche per doping nel mondo del podismo italiano: è il turno di Davide Di Folco, 24enne tesserato per la Polisportiva Ciociara Antonio Fava, fermato per quattro anni per positività alla furosemide.

La furosemide è un diuretico, usato per facilitare l'eliminazione dell'acqua e dei sali dall'organismo, aumentando la produzione e l'eliminazione dell'urina. Come alcuni altri farmaci diuretici, la furosemide è inclusa nella classe S5 di una lista di farmaci vietati dalla Agenzia Anti-Doping mondiale in quanto il suo utilizzo potrebbe risultare finalizzato a mascherare il ricorso ad altri farmaci dopanti.

Numerosi i successi colti nel 2019 da Di Folco, vincitore, tra le altre, della Strafrosinone in 42:44 (12,3 km), del Trofeo Città di Sezze in 32:35 (10 km) e della 10,5 km abbinata alla Maratona di Latina in 34:53.

Ecco il comunicato di Nado Italia:

La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico dell’atleta Davide Di Folco (tesserato FIDAL) visti gli artt. 2.1, 4.2.1 delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine agli addebiti ascrittigli e gli infligge la squalifica di 4 anni, a decorrere dal 24 febbraio 2020 e con scadenza al 23 febbraio 2024. Visto l’art. 10 dispone l’invalidazione del risultato sportivo conseguito in gara. Condanna l’atleta Di Folco al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00.

Il sig. Di Folco era risultato positivo alla sostanza furosemide.

[F.M.] Sarebbe meglio trovare la 'pistola fumante', ovvero la traccia di una sostanza dopante, e non di quella che potrebbe coprire un eventuale doping. Ma se non altro, questa volta si è perseguito un atleta di livello medio-alto, e non il personaggio da fondo gruppo la cui condanna serve soprattutto ad alzare il numero dei sanzionati, e dunque a giustificare la 'produttività' dell'organo inquirente/giudicante.

Prossime gare in calendario

CLICCA QUI per consultare il calendario completo

Ultimi commenti dei lettori

Vai a inizio pagina