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Apr 23, 2021 1915volte

Imola 22 maggio: non è un Passatore per vecchi

Imola 22 maggio: non è un Passatore per vecchi Roberto Mandelli

Con due comunicati del 15 e 22 aprile l’Asd “100 km del Passatore”, dopo l’omologazione data dalla Fidal il 13 aprile, ha precisato tutte le modalità di svolgimento della special edition del campionato italiano 100 km su strada, che si disputerà sabato 22 maggio 2021 all’autodromo di Imola con partenza alle 10.
La prova, organizzata dall’associazione faentina, assegnerà i titoli assoluto e master, originariamente assegnati alla tradizionale Firenze-Faenza. È inserita nel calendario nazionale FIDAL e nel 19° Grand Prix IUTA 2021 di Ultramaratona.
Sul sito ufficiale della 100 km del Passatore (www.100kmdelpassatore.it) è ottimamente fruibile una sezione apposita Campionato Italiano 100km su strada - 100 KM del Passatore | Firenze - Faenza

Da qui si possono consultare il regolamento, la planimetria del tracciato e le modalità d'iscrizione.  Gli organizzatori precisano che questa “non è una versione alternativa della Cento e che il vincitore, pertanto, non rientrerà nell’albo d’oro della storica ultramaratona”.

Saranno naturalmente in vigore le solite misure anti-Covid: mascherina all’ingresso e nei primi 500 metri di gara, misurazione della temperatura, autocertificazione, divieto di ingresso agli spettatori (ma ogni atleta potrà avere due accompagnatori), ristori  di sola acqua (ma ogni partecipante potrà lasciare il proprio ristoro personale in un punto prestabilito), niente deposito custodito delle borse [questo però col Covid non c’entra niente, tant’è vero che in altri allestimenti le borse sono custodite], niente docce e spogliatoi al chiuso [sì, però a Trino e alla Ronda Ghibellina c’erano…].

Più iugulatorie (per dirla in avvocatese) le condizioni imposte dalla Fidal per potersi iscrivere: avere almeno uno di questi minimi di partecipazione (non è precisato entro quale periodo):
per gli Uomini Maratona: 2h55’; 50km: 3h40’; 100km: 12h30’;
per le donne  Maratona: 3h20’; 50km: 4h25’; 100km: 13h00’.
Da notare che questi tempi sono identici sia per gli assoluti sia per i master (e immagino una certa sofferenza per la IUTA, i cui iscritti sono in quasi totalità Master, nell’avallare queste forche caudine): l’intenzione non dichiarata è quella di tenere lontani i più affezionati frequentatori della gara tradizionale.
Saranno ammessi non più di 500 uomini e 200 donne, che dovranno pagare 25 euro entro il 1°maggio, e ritirare il pettorale con chip monouso entro le 8,30 [immaginiamo che sia un orario elastico, altrimenti ci chiederemmo cosa faranno gli atleti nell’ora e mezzo prima della partenza? Distanziamento?].
Tempo massimo 13 ore, entro le quali andranno compiuti i 21 giri del circuito.
Tra i divieti, i più curiosi sono di correre al di fuori dell’asfalto, pena squalifica [bè, a Hamilton qualche escursione sul prato gliel’hanno lasciata fare domenica scorsa…] e di sputare; si raccomanda di osservare 5 metri di distanza in scia, e un metro lateralmente, sia pur precisando che questa è “una indicazione di buon comportamento e cautela sanitaria e non costituisce ragione di sanzione o squalifica”.
Misurazione dei tempi ed elaborazione delle classifiche a cura di SDAM, con la “convalida” da parte del Delegato Tecnico o del Giudice d’Appello FIDAL, ormai divenuto come il prete del matrimonio in chiesa, ridotto a mettere una firma sotto una cosa fatta da altri (“fanno i loro pasticci tra loro, e poi, e poi vengono da noi… e noi siamo i servitori”, sintetizzava don Abbondio).

A rigore, non ci sono limiti di età (che invece la Fidal ha stabilito per il campionato italiano della 24 ore, interdetto agli over 64), ma è abbastanza intuitivo che il tradizionale popolo che affolla la Faentina nell’ultimo weekend di maggio non ci sarà. Se guardiamo la classifica dell’ultimo Passatore disputato (2019), troviamo che solo 852 sui 2668 arrivati sarebbero “degni” di partecipare oggi.
Troveremmo solo 4 W 55, 2 W 60, nessuna delle due categorie superiori: come la nostra affezionata Natalina Masiero, sempre presente in tutte le edizioni, che nel 2019 arrivò seconda di categoria e oggi, richiesta di un parere, ci autorizza solo a scrivere che queste regole “fanno ribrezzo! È l'unica definizione per questa vergognosa pagliacciata”. 
Tra gli uomini, degli M 65 arriverebbero in 6, degli M 70 in due, nessuno delle categorie più anziane, incluso il glorioso Antonino Caponetto, classe 1931, stessa società di Dorando Pietri, pluricampione mondiale, e che nel 2019 finì in 15h27.

Ma è probabile che questi amici, e tanti altri, mal si adatterebbero a correre in un circuito (seppure prestigioso, spesso frequentato dai podisti, e con qualche salitina che si sarebbe potuta anche incrementare usufruendo del contiguo tracciato dei Tre Monti), e si chiederebbero come mai, nella sportivissima e ben governata Romagna – che oltretutto sta per festeggiare  la promozione a ‘regione gialla’ – non si abbia la determinazione di riproporre quel leggendario valico appenninico che, nella sua versione emiliana, non ha fatto paura una settimana fa a quelli dell’Abbotts way.
Vogliamo scommettere che qualcuno dei fedelissimi si troverà a fine maggio, come già nel 2020, sulle rampe della Colla e nell’ultima micidiale rampetta di Brisighella, a testimoniare che il Passatore è soltanto “quello”, e “diffidate delle imitazioni?”.