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Rodolfo Lollini

Rodolfo Lollini

Domenica, 01 Agosto 2021 19:03

Citius, Altius, Fortius… est Italica

Henri Didon era un padre predicatore francese. Fu anche scrittore, educatore e promotore di sport giovanili, ma è ricordato principalmente per aver coniato il motto “Citius, Altius, Fortius” per una competizione sportiva giovanile del 1891 a cui stava assistendo il suo amico Pierre de Coubertin, il padre dei giochi olimpici moderni.

Il barone lo fece adottare dal Comitato Olimpico Internazionale fin dalla sua fondazione nel 1894, anche se fu usato per la prima volta alle Olimpiadi di Parigi del 1924. Per completezza d’informazione quest’anno il CIO ha aggiunto la parola Communiter, per riconoscere il valore unificante dello sport e l'importanza della solidarietà, commettendo peraltro un grossolano errore grammaticale. Oggi tuttavia non vorremmo soffermarci su questo punto, ma fare una riflessione sul significato del motto originale alla luce dei risultati odierni.

Più veloce, più in alto, più forte. Le Olimpiadi coinvolgono ormai un numero altissimo di discipline, ma sono nate in uno stadium o meglio in uno stadion, per usare il termine originale in greco. Nella culla dell’atletica leggera, anche se ai tempi non si chiamava ancora così. E dunque sapere che il più veloce è un italiano, chi salta più in alto è un italiano e scoprirlo questo pomeriggio, nel giro di pochi minuti, come italiano (e podista…) mi inorgoglisce molto.

Quindi oggi vorrei rispondere al motto, o meglio completarlo e sperando di non prendere un granchio come il CIO, direi che possiamo titolare: Citius, Altius, Fortius… est Italica. Il più veloce, quello che sale più alto e dunque in sostanza il più forte è un italiano, anche se forse ci vorrebbe anche un oro nel peso, ma direi che va già molto bene così.

Rodolfo Lollini – Redazione Podisti.net

Domenica, 25 Luglio 2021 22:38

Ibra (non quello del Milan) cerca lavoro

Pubblichiamo molto volentieri l’appello che arriva da Tommaso Ravà, di cui Vi abbiamo già parlato quando ha aiutato Mahamat Ali Hissein proveniente dal Ciad. Questa volta l’amico in questione è soprannominato Ibra, ma viene dal Gambia, è più giovane e non ha nulla a che fare con il centravanti del Milan.

“Ragazzi un appello per il mio amico Ibrahim: ibra è un ragazzo del Gambia di 22 anni che si allena nel nostro gruppo di Atletica da 2 stagioni. Per me e i miei figli è ormai parte della famiglia. Il suo permesso di soggiorno però è in scadenza e nonostante lavori regolarmente e si mantenga nella sua casa, le forme fiscali del suo impiego non gli permetteranno il rinnovo. Il periodo è ovviamente difficile per tutti, ma la nostra solidarietà sportiva è forte, cerca un lavoro con busta paga qualsiasi esso sia. Ha un bel portamento, parla inglese ed italiano ed è una persona di estrema onestà e correttezza. Molto più onesto di me, ve lo giuro!!”

Per saperne di più potete contattarlo sul suo profilo Facebook oppure scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Rodolfo Lollini - Redazione Podisti.net

Venerdì, 09 Luglio 2021 14:23

Quando correre diventa un reato

La pandemia, variante Delta a parte, ci sta dando un po’ di tregua e tutte le attività sportive, seppure con le dovute precauzioni, sono riprese. Correre in orari proibiti o lontano da casa non è più un problema, tuttavia esiste ancora un tipo di corsa che non bisognerebbe fare. E’ quella dei “furbetti del cartellino”, ovvero quei dipendenti pubblici che dopo aver timbrato fanno di tutto invece di cominciare a lavorare. E’ di oggi la notizia dell’operazione “Timbro Libera Tutti” portata a termine dalla Guardia di Finanza di Palermo. Purtroppo, tra le varie attività svolte dalle 28 persone coinvolte, oltre allo shopping, la spesa al supermercato, la sosta lunga al caffè e tanto altro, il video diffuso dalle forze dell’ordine ritrae anche un runner che peraltro appare in buona forma. Si vede che pratica sport con molta costanza... Il dipendente interrompe la corsa solo per entrare nel palazzo e timbrare. Dopo questo particolare “recupero” che difficilmente troverete descritto su una tabella di allenamento, riprende tranquillamente la sua seduta di allenamento. Correre è salutare, ma così non va bene.

Rodolfo Lollini - Redazione Podisti.net

SERVIZIO FOTOGRAFICO  -  CLASSIFICA GENERALE

Vi ricordate quelle belle gare estive, organizzate un po’ alla buona, ma con tanto divertimento ed agonismo? Quelle serali nei paesi che si concludevano immancabilmente seduti ad un tavolo con una birretta in mano? Di cui da un paio d’anni sentivamo tanto la mancanza? Ecco, questa sera, giovedì 1/7/2021, i nostri desideri si sono avverati, ma non solo, in quanto la cinquepuntozero organizzata per la prima volta dal PAR Canegrate ha aggiunto a tutti questi elementi i connotati di una super competizione ufficiale. La gara infatti era sotto l’egida della FIDAL ed il percorso di 5 chilometri preventivamente omologato. Quindi per tutti i partecipanti i risultati saranno inseriti nel loro database ufficiale della Federazione.

Al via un bel parterre du Roi: Michele Fontana, che aveva appena corso una 10 k in 29:28; Salvatore Gambino, fresco di personal best agli assoluti di Rovereto con 14:22 sui 5.000 metri; Andrea Soffientini, che vanta un 14:07 su analoga distanza; Andrea Astolfi, anche lui sotto i 3 minuti al chilometro in questa specialità e poi Aymen Ayachi, Ademe Cuneo ed altri ancora. Anche tanti giovani o giovanissimi, come Mequanint Navoni, classe 2001 e 14:23 sui 5.000 metri; Carlo Luciano Bedin (classe 2002-15:20); Giulia Collico (del 2000-18:21); Camilla Galimberti, 18 anni, 4:44 sui 1500 metri, all’esordio sulla distanza. Per terminare con gli evergreen, quelli che non mollano mai, tipo Dario Rognoni, Claudia Gelsomino, Dereje Rabattoni, Marco Oreste Brambilla, giusto per citarne alcuni.

La gara si è sviluppata su un giro unico sostanzialmente senza nessuna asperità salvo un paio di “rampe assassine” verso la fine del terzo e del quarto chilometro. Purtroppo al momento non siamo ancora in grado di fornire i tempi per un problema al sistema cronometrico, anche se abbiamo visto Claudia Gelsomino molto soddisfatta per avere probabilmente stabilito il nuovo primato italiano over 50. Sempre restando al femminile a vincere è stata Giulia Sommi. L’atleta del CUS Pro Patria Milano ha preceduto la biellese Arianna Reniero e Roberta Donati. In campo maschile arrivo al fotofinish che premia la rimonta di Davide Copeta del CS S.Rocchino, davanti a Michele Fontana, Salvatore Gambino, Andrea Astolfi ed Ademe Cuneo, tutti sotto il muro dei 15 minuti.

Ovviamente oltre agli ottimi risultati dei primi classificati, il livello medio degli starter ha assicurato a tutti un bel “trenino” a cui agganciarsi per battere il proprio personal best e sentendo i commenti a fine gara sono stati in diversi a togliersi questa soddisfazione. Molto bello anche il “terzo tempo” presso l’Oratorio San Luigi, perfettamente organizzato così come la gara, con birre a iosa e gustosi panini. Ecco, diciamo che chi non ha fatto a pezzi il proprio personale si è poi certamente rifatto distruggendo le salamelle.

Rodolfo Lollini – Redazione Podisti.net

Buona la prima a Vignate. Consentiteci di utilizzare questa frase, spesso abusata, ma in questo caso assolutamente appropriata, per descrivere il pomeriggio di atletica che ha avuto luogo ieri, sabato 19 giugno a Vignate (MI), dove era in programma il 1° Miglio di Vignate – memorial Ruggero Tagliaferri, atleta ed allenatore di Athletic Team Pioltello e poi nell’Atletica Vignate 1984, prematuramente scomparso nel 2019. Ruggero sarebbe stato molto contento di vedere il centro sportivo affollato di Ragazzi/e, Cadetti/e impegnate nei 60 metri, 1000 metri e salto in lungo, prima delle gare sulla distanza anglosassone. Per tutti i risultati ed i meravigliosi servizi fotografici di Monica Cappato e Andrea Lo Faro, potete cliccare qui e navigare sulla pagina del Club del Miglio dedicata al calendario.

Parlavamo di centro affollato, così come gli insufficienti parcheggi che lo circondano, presi d’assalto da atleti ed accompagnatori. In mancanza di meglio, molti hanno lasciato l’auto in sosta vietata. E così, in strade periferiche di questo piccolo centro, dimenticate da Dio, ma non dai locali Vigili Urbani, è stata una strage di multe. Ora io non mi permetto di entrare nel merito delle ammende comminate, faccio solo notare che in caso di un sovraffollamento del genere, le forze dell’ordine oltre a staccare dei biglietti da lasciare sui parabrezza, avrebbero dovuto anche svolgere un’attività di supporto agli automobilisti. Mentre io (che ho parcheggiato regolarmente) non ho visto in giro una pattuglia né all’arrivo, né quando ho lasciato il centro, né tantomeno nei miei giri di riscaldamento e defaticamento pre e post gara. A questo punto speriamo solo che i soldi raccolti servano per fare qualche miglioria all’impianto.

Venendo ai risultati del Club, festeggiamo due nuovi record italiani: SM85 con Pietro Ferrari (Road Runner Milano) in 12’35”30 ed SF70 con Annamaria Vaghi (Atletica Pavese) in 7'26"98. Ci ha provato, ma senza riuscirci, anche Giuseppe Lombardo che a dispetto del cognome è un ligure. Il sessantacinquenne ha corso in 5’29”12, ovvero alla media di 3’24” al km. Mica male.

Nelle due batterie femminili la più veloce è stata Ilaria Arini dell’Atletica Bellinzona in 5’26”48, davanti a Matilde Confalonieri e Dayana Aleksova, per un derby italo-svizzero che è continuato tra i maschi. Anche qui successo rossocrociato con Roberto De Lorenzi (Unione Sportiva Capriaschese) in 4’25”04 che ha preceduto Luciano Bedin ed il connazionale Fabio Caramella.

Sabato 17 luglio 2021 si disputerà la 22^ Edizione del Miglio di Lonato, ma attenzione, si correrà presso il Centro Sportivo Sanpolino a Brescia. E’ l’ultima tappa del Club del Miglio prima delle vacanze estive. Ricordiamo tre aspetti importanti relativamente alle iscrizioni: 1) vanno inserite nel portale FIDAL dalle società di appartenenza entro il martedì precedente la gara 2) le iscrizioni dovranno poi essere confermate entro il giovedì sempre sullo stesso sito federale 3) per chi non ha corso il miglio negli ultimi anni è bene inserire un tempo di accredito o comunicarlo al Club del Miglio in maniera di predisporre delle batterie equilibrate che sono alla base di un sano divertimento oltre che da stimolo per ottenere i migliori risultati personali.

Rodolfo Lollini – Redazione Podisti.net

A soli 75 anni, l'11 giugno ci ha lasciato Paola Pigni, un’autentica icona dell’atletica femminile italiana. Per chi non la conosceva bene, dai notiziari avrà forse appreso che stiamo parlando di una donna capace di vincere medaglie ad olimpiadi, mondiali ed europei, di conquistare record mondiali su tutte le distanze del mezzofondo a partire dai "suoi" 1500 con 4.12:4 nel 1969 a Milano. Un crono che in seguito migliorò di una decina di secondi. E sui 3000, 5000, 10000… ultimo in ordine cronologico quello sui 1609,34 metri, una distanza che sta particolarmente a cuore a me ed a tutti i frequentatori del circuito del Club del Miglio. Insomma una campionessa a tutto tondo, peraltro in un periodo dove il doping anche al femminile era una piaga molto diffusa specialmente nei paesi dell’est europeo. Chissà quante altre soddisfazioni avrebbe potuto prendersi se avesse potuto combattere ad armi pari. Quando il professionismo, almeno ad occidente, nell’atletica era l’eccezione, non la regola. Infatti per diversi anni Paola si allenava al mattino presto ed alla sera, dopo una giornata di lavoro.

Malgrado questo splendido curriculum, la grandezza di Paola sta nella sua opera di autentica apripista della corsa femminile. Combattendo contro regolamenti e pregiudizi. Oggi ci sembra normale che una ragazza possa fare atletica, allenarsi su tutte le distanze, correre la maratona. Cinquant'anni fa non era così. Infatti Paola cominciò con i 100 ed i 200 metri e ci volle tutta la sua tenacia per riuscire a spostarsi nel mezzofondo, diventando una regina sui 1500 metri, a quei tempi la distanza più lunga compresa nel programma olimpico al femminile.

Non ho informazioni precise, ma ritengo che Paola sia stata anche la prima maratoneta italiana. Giusto 50 anni fa (31 dicembre 1971), decise di fare questo esperimento alla maratona di San Silvestro di Roma. Per capire meglio il contesto, nel 1966 Roberta Gibb, vistasi respinta l’iscrizione in quanto donna, si nasconde tra i cespugli e s’inserisce nel gruppo della maratona di Boston, protetta e coccolata dai maratoneti maschi. L’anno successivo sono sempre gli altri concorrenti a fare da guardia del corpo a Kathrine Switzer (iscrittasi inserendo solo la sigla del nome) evitando fisicamente che venga placcata dai giudici e fermata in gara. Ricordiamo che la maratona femminile fu disputata per la prima volta solo ai giochi di Los Angeles del 1984.

Paola Pigni chiuse la sua gara in 3.00:47. Pochissimi mesi prima, il 19 settembre a New York, Beth Bonner, con 2:55’22” era stata la prima donna a vincere la maratona di New York, e la prima atleta ad abbattere il muro delle tre ore in compagnia della seconda classificata, Nina Kuscsik, che l'anno dopo avrebbe di nuovo abbassato il record, ma francamente non è delle prestazioni cronometriche che vorrei parlare.

Quello che ci tengo a dire è che se oggi tante ragazze italiane possono correre liberamente su tutte le distanze, se possono decidere di andare anche all’estero a correre una maratona, un ringraziamento particolare dovrebbero farlo proprio a Paola Pigni. E’ bello vedere quanta strada sia stata fatta anche nell’emancipazione sportiva delle donne. Restando tuttavia ben consapevoli come questo percorso di emancipazione non sia assolutamente terminato, e non ci riferiamo solo alla corsa. Ancora oggi dobbiamo registrare femminicidi posti in essere da stranieri, ma anche da nostri connazionali, solo perché alcune donne vorrebbero semplicemente decidere cosa fare della loro vita.

Rodolfo Lollini - Redazione Podisti.net

 

Colonnina di mercurio sopra i 20 gradi oggi domenica 6 giugno al Parco delle Cave, oasi verde di circa 135 ettari che è stata regalata alla cittadinanza milanese nel 2002, dopo un lungo lavoro di bonifica e riqualificazione. Si disputa la quinta tappa del circuito Milano&Monza Run Free, fortemente voluto dal team di Sportitude e che sta offrendo ghiotte occasioni agonistiche ai runner lombardi in questo periodo di ripresa. Ieri ed oggi potevano correre i non competitivi, stamattina alle ore 9,30 è scattata la gara agonistica maschile, seguita dopo circa 5 minuti dal via anche per le donne. Il tracciato di 5 km, da ripetere due volte, è quello ben conosciuto dai podisti locali fin dai tempi della GreenRace per chi ha memoria buona. Un misto di asfalto e sterrato, senza dislivelli significativi, ma condito da molte curve.

Circa 500 gli atleti impegnati nella varie competizioni, nella gara FIDAL vittoria di Francesco Bona (Caivano Runners) in 32’45” che ha distaccato di 15 secondi Giuseppe Molteni (Atl. Desio) e di 1’01” Manuel Sella (Atl. Lecco-Colombo Costruzioni). In campo femminile vittoria in 37’05” della sua compagna di squadra Maria Righetti che peraltro è la moglie di Francesco Bona, per una insolita doppietta tutta in famiglia. A completare il podio Claudia Gelsomino (Atletica Bovisio Masciago) in 37’48” e Amodio Banchialem (Atl. Bergamo 1959) con 38’31”. Qui trovate tutte le classifiche.

Il circuito Milano&Monza Run Free chiuderà con la sesta ed ultima tappa al Parco Sempione venerdì 18 e sabato 19 giugno. Per dribblare il caldo della domenica mattina, la gara competitiva verrà anticipata e scatterà sabato sera alle ore 19,30.

Rodolfo Lollini – Redazione di Podisti.net

Dopo le piacevoli sorprese delle due tappe iniziali che rappresentavano delle prime assolute, qui potete leggere nei dettagli cosa è successo a Milano ed a Concesio (BS), anche il terzo appuntamento del Club del Miglio è stato ricco di sorprese.

E’ sabato 5 giugno e siamo a Carate Brianza (MB), a casa dei “Daini”. Il miglio è oramai una tradizione giunta alla 9^ Edizione del trofeo intitolato alla memoria di Gino Riva. Pomeriggio caratterizzato dal cielo coperto e da qualche spruzzata di pioggia che però non ha assolutamente rovinato la festa nel bel centro sportivo XXV Aprile, umidificando solo qualche manche, ma regalando un bellissimo arcobaleno finale a mò di scusa. Il programma sui 1609 metri, come buona abitudine da queste parti, è incluso all’interno di un meeting di atletica leggera che ha coinvolto circa 400 atleti. Allievi e Cadetti M/F hanno gareggiato sui 1000 metri e sui 1200 siepi.

Per i senior erano previsti anche i 100 ed i 3000 metri. Su quest’ultima distanza il livello delle batterie è stato notevole. Non a caso erano presenti diversi tecnici di spessore, due nomi su tutti, Giorgio Rondelli e Stefano Baldini. Nella più veloce, in 7’59”47 ha vinto Manuel Medolago, un classe 1995 dell’Atletica Val Brembana, davanti a Mattia Padovani ed Omar Boumer. Per tutti i risultati del meeting, potete cliccare direttamente qui.

Nelle dodici serie del Club del Miglio si è registrato un record italiano. Scusate, ma “migliore prestazione” che è il termine più appropriato, non ci piace. Autore della performance il classe 1940 Gianfranco Marengoni dei Road Runner Milano che con il tempo di 7’18”87 ha letteralmente sbriciolato il primato SM80 di Oscar Jacoboni, che ha corso nella stessa batteria e si è sportivamente felicitato con lui. Sempre sul miglio i due migliori crono della giornata sono stati appannaggio di Viola Taietti (Atl Bergamo 1959 Oriocenter) con 5’20”10 e Carlo Bedin (Team A Lombardia) con 4’31”44.

Dopo questo trittico ravvicinato, il Club del Miglio si prende una settimana di vacanza per tornare nel pomeriggio di sabato 19 giugno per il 1° Miglio di Vignate, Memorial Ruggero Tagliaferri. Iscrizioni, come sempre, tramite il portale FIDAL. 

Rodolfo Lollini – Redazione Podisti.net

Venerdì, 04 Giugno 2021 14:35

La preghiera del maratoneta

Per coloro che ancora non la conoscessero e con l’augurio di fare cosa gradita non solo ai maratoneti cristiani/cattolici, ma a tutti i runner, ecco la “preghiera del maratoneta”:

“Grazie, Signore, perché mi fai correre e non mi lasci solo al km 35 della grande maratona della mia vita. Grazie, Signore, per la bellezza della corsa da solo nei boschi e tra la gente, con il freddo e il Caldo, la pioggia e il vento. Grazie, Signore, perché mi sei accanto nei momenti di stanchezza quando il sudore annebbia lo sguardo, la fatica mi fa piegare le gambe e mi vorrei fermare. Ma vado avanti con te. Questo mio correre fatto con umiltà e passione è una preghiera di lode a te che ripeto anche negli ultimi, interminabili, 195 metri della maratona della mia vita. E ti ringrazio, Signore, per gli amici con cui condivido la gioia di correre spalla a spalla. Signore, facendomi il segno della croce, inizio a correre sicuro che il tuo sorriso accompagnerà le mie falcate.”

La preghiera è stata composta nel 2017 dai sacerdoti/atleti che compongono il team dell’Athletica Vaticana. Tradotta in 35 lingue, ha l’obiettivo di rilanciare la dimensione spirituale della corsa insieme agli atleti di tutte le religioni e tutte le culture. Siano essi dei top runner oppure semplici dilettanti.

Rodolfo Lollini –Redazione Podisti.net

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