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Set 20, 2023 padre Pasquale Castrilli 1034volte

La ‘filosofia’ di Eliud Kipchoge alla vigilia di Berlino

Kipchoge a una Cinque Mulini Kipchoge a una Cinque Mulini Roberto Mandelli

“Avere la mente in pace mi ha permesso di correre una maratona sotto le due ore”. Parole di Eliud Kipchoge, primatista mondiale in maratona 2h01’09’’ (Berlino 22/09/2022) e unico atleta ad aver corso una maratona sotto le due ore seppur in una prova non omologata (1h59’40’’, Vienna 12/10/2019).

E’ chiaro che non bisogna solamente avere la mente serena, ma occorre allenarsi seriamente. Kipchoge ha più volte detto di non esagerare con gli allenamenti, ma di terminare sempre le sue corse quotidiane con la voglia di sorridere. Lo ha fatto anche in questi mesi di preperazione alla 49ma edizione della maratona di Berlino che si correrà domenica prossima, 24 settembre.

Tenendo presente che siamo davanti ad un talento assoluto, vediamo almeno cinque concetti espressi negli anni da Eliud Kipchoge e che possono tornare utili a tutti i corridori, élite e amatori.


1. Allenarsi con la frequenza cardiaca. “Mi alleno con questo metodo. Ho delle persone del mio staff che mi aiutano a scaricare i dati e a ad interpretarli su base settimanale e mensile. In questo modo posso vedere come reagisce il mio corpo verso il migliore standard possibile di allenamento”. L’allenamento con la frequenza cardiaca prevede un ampio chilometraggio a bassa intensità. Si possono trovare guide che illustrano chiaramente questo metodo. Uno scoglio iniziale per gli amatori che scelgono questo criterio di allenamento è che per correre a bassa intensità bisogna inserire dei tratti di camminata.

 2. Imparare dai fallimenti. Nel 2017 Kipchoge fece il primo tentativo di correre una maratona sotto le 2 ore: il tentativo fu disputato sul circuito automobilistico di Monza, ma non andò a buon fine. Quel giorno Eliud corse in 2h00’25’’. Il secondo tentativo, questa volta riuscito, andò in scena a Vienna nell’autunno 2019. Eliud corse in 1h59’40’’. “Io e tutto il team non sapevamo cosa sarebbe successo al primo tentativo. Tutti eravamo nuovi ad una simile impresa. Ero come un pugile che va verso il ring senza sapere se avrebbe vinto o meno ai punti o atterrando l’avversario. O se anche fosse stato sconfitto. Ho fallito per soli 25 secondi, ma lo considero come un grande successo, perché sono stato il primo essere umano ad aver osato pensare di correre una maratona sotto le due ore. Così abbiamo trasferito la grande esperienza di Monza a Vienna. Abbiamo capito quello che andava fatto per correre sotto la barriera delle due ore. Correre nel 2019 è stato molto importante, incluso il fallimento. Abbiamo imparato molto. Tutto il team si è riunito di nuovo per riconsiderare l’impresa”. Cinque milioni di persone seguirono quel giorno l’impresa ad ogni latitudine del Pianeta. Tanti trovano in Kipchoge una grande fonte di ispirazione. https://www.podisti.net/index.php/commenti/item/5026-kipchoge-i-valori-e-il-messaggio-di-un-giorno-storico.html

 3. La corsa sport di squadra. Sebbene la corsa sia uno sport individuale, Kipchoge ha sempre fatto riferimento all’importanza del gruppo. Anzitutto gli atleti con i quali vive e condivide gli allenamenti e poi il team che lo affianca (allenatori, fisioterapisti, sponsor, ecc.). Considera imprescindibile il rapporto con gli altri fonte di forza, ispirazione e correzione. Molti corridori si allenano da soli per motivi di organizzazione della giornata e anche per la difficoltà a trovare colleghi che abbiano gli stessi ritmi di allenamento. E’ da considerare la possibilità di fare allenamenti insieme (stesso luogo, stessa ora) ma ciascuno con i propri ritmi.

4. Ogni persona, ogni atleta ha una vocazione. “Io ho avuto la chiamata a correre una maratona sotto le due ore. E’ necessario avere un sistema che ti permetta di raggiungere la tua vocazione. Il mio sistema prevede buoni allenatori, buoni colleghi di lavoro, buona pianificazione ed organizzazione, gli sponsor giusti. Tutto questo sistema sostiene il mio allenamento. Inoltre bisogna avere fede, credere in quello che si sta facendo”. Sembrano davvero ottimi spunti anche per chi corre da amatore.

5.Allenamenti adeguati e bilanciati. “Impegnarsi negli allenamenti, ma terminare ogni sessione avendo l’energia sufficiente per continuare a sorridere. Dopo ogni allenamento fare tutta la mia parte per un recupero veloce che mi permetta di allenarmi il giorno seguente. La vera differenza sta in ciò che si fa dietro la scena”. Imparare a correre significa anche polarizzare gli allenamenti: saper andare piano e saper spingere con dosi opportune. Il rischio è di correre sempre dei ‘medi’ che si fanno poi sentire sia a livello aerobico che muscolare facendo accumulare fatica e stress, sovente fonti di infortuni.

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