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Apr 14, 2024 Natalina Masiero 620volte

La mia "Abbots Way"

Natalina Masiero sul Ponte Gobbo Natalina Masiero sul Ponte Gobbo ph Stefano Morselli / www.racephoto.it

SERVIZIO FOTOGRAFICO ENDUPIX - L'edizione 2024 dell'Abbots rimarrà nella mente di molti partecipanti per diversi motivi. In primo luogo per il gran caldo. Io ero iscritta soltanto ai 60 km ma ho sofferto lo stesso. La seconda  motivazione è il mancato traguardo della 123 km a Pontremoli causa peste suina. Purtroppo riuscii soltanto un anno a partecipare alla lunga, ora causa età e vicinanza con la Tuscany, mi devo accontentare del percorso corto. Quest'anno si andava da Bobbio a Borgo Val di Taro, o Bardi per la distanza da me scelta. La premessa è sempre la stessa. Ci sono trail fascinosi, vedi LUT e Monte Bianco. Trail belli, Ultrabericus e tanti altri. Alla fine ci sono i trail che rispecchiano l'esatta definizione del termine. Abbots, Valdambra, Bora e altri che personalmente mi piacciono molto. Quindi anche quest'anno non ho voluto mancare alla Abbots Way, alias Via degli Abati come la chiamerebbe l'ex premier Mario Draghi.

Bobbio è un borgo bellissimo con il famoso Ponte Gobbo che consiglio di percorrere. 

Venerdì 12, ore 19. Caldo tremendo. Dopo le direttive di Elio ed Elisa, due persone meravigliose che meritano tutti i nostri grazie, e le parole di incoraggiamento del Sindaco, sempre lo stesso, partiamo. Passato il ponte, subito sentieri in salita e sassosi. Ritrovo tanti amici e assieme a Marzia Boselli arrivo al ristoro di Coli. Siamo al sesto chilometro ed è già passata più di un’ora. Per fortuna dentro ai boschi inizia a levarsi un bel venticello. Inizia però anche la salita al Monte Aserei a circa 1500 metri di quota. E qua ho un colpo di fortuna. Mi raggiungono due simpaticissime persone, un bergamasco, e Marco romano /bergamasco. Uno si fermerà, Marco rimarrà assieme a me fino all'arrivo.

Arrivo al Fontanone di Mereto, ventesimo chilometro, e miraggio! C'è una specie di baita nel bosco dov'è allestito il ristoro. Avevo finita tutta l'acqua. Riparto con Marco percorrendo una discesa talmente sassosa con la costante paura di cadere visti i miei precedenti. Ci raggiunge Roberto, uno dei tracciatori del percorso e fornisce tutti i dati sulle distanze chilometriche. “Ora dobbiamo correre (eufemismo puro visti i sassi), per cinquecento metri e dopo, vedete quelle lucine? Ecco là c'è Farini e saremo a trenta chilometri”. Aò, dice Marco (il romano), il Garmin mi dice che siamo già oltre i 28 km, se ne mancano altri due siamo oltre i 31. In sintesi, a furia di discutere, arriviamo a Farini. Mega ristoro e volontari gentilissimi.

Ho dimenticato un particolare. Prima di Farini bisogna guadare un torrente. Da quell'imbranata e mezza cieca che sono, non vedo dov'è la corda e prendo "l'eroica decisione" di passarlo appoggiando il sedere. Finisco dentro l'acqua e per risalire dalla parte opposta mi aggrappo al terreno infangandomi fino alle orecchie.


Ma torniamo a Farini. Passo il cancello con un piccolo vantaggio sul tmax e mi rianimo. E qua devo ringraziare l'Antonella, amica e compagna di squadra. Per giorni l'ho tediata convinta che non sarei riuscita a passarlo e Lei mi ha continuamente incoraggiata. Grazie Anto.

Ritrovo Marco e Roberto e riprendiamo il cammino. Il percorso non lascia un attimo di tregua. Si sale sempre. Stiamo andando verso Bruzzi, 42 km nella carta, 44 nel Garmin di Marco. Dieci minuti di vantaggio sul cancello. Il signore che prende i tempi mi accompagna al ristoro superfornito e dopo aver letto il mio nome mi riaccompagna all'uscita del paese. Potenza della fama o dell'età? Boh, spero sia per la prima opzione!

Purtroppo dopo Bruzzi inizia la salita del Monte Lama, vero spauracchio per tutti quelli della Abbots. Si sale fino a 1350 metri e la fatica viene ripagata. Un’alba da sogno ci accoglie proprio alla Croce del Lama. Che visione. Siamo arrivati al cinquantesimo chilometro e inizia una famigerata discesa, sempre sassi, che ci porterà fino al Castello di Bardi. Discesa che non finisce mai. Sono convinta abbiano spostato il castello, mi maledico per essermi iscritta, mi riprometto di non tornare più anche se in cuor mio so che tornerò. Tempo limite, 14 ore, ne scoccano 13,49, e finalmente arrivo.

Mai il Castello mi è sembrato così bello. Accoglienza splendida, sono penultima, docce calde e il buon Battista che mi accompagna fino a Borgo Val di Taro .

Purtroppo i treni non ci sono. Ennesima "eroica decisione". Alla verde età di 71 anni e più faccio l'autostop. Giovanni, un signore cortese, mi accompagna a Berceto e posso ritornare a Padova. Che dire? L'Abbots è anche questo.

Ma è soprattutto Elio, Elisa, Armando e tanti altri che lavorano per questo bellissimo trail. È anche il lavoro dei quattro "scoponi" trevigiani Ale, Marco, Enrico e Luca che aiutano tutti per 123 km. GRAZIE. L'Appennino mi manca già.

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