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Rodolfo Lollini

Rodolfo Lollini

Bella giornata oggi a San Giorgio sul Legnano, con cielo limpido che consente di godere, malgrado la distanza, del panorama dell’arco alpino. Temperatura attorno ai 10 gradi e batterie che partono già alle ore 9.15 con i Master maschili SM35 e 40. Si comincia presto, in quanto ci sono quasi duemila atleti che non vogliono mancare a questa festa del cross e dunque saranno necessarie circa una dozzina di manches, peraltro tutte molto affollate. E combattute, in quanto da queste parti il livello è altissimo, non soltanto per gli atleti elite. Si può tranquillamente sostenere che un successo al Campaccio equivalga ad un titolo nazionale.

Tra le tante qualità di questa gara vi è anche il percorso. Sempre lo stesso. Immutabile al centimetro. Quindi le uniche variabili per comparare le prestazioni arrivano dallo stato di forma e dalle primavere che avanzano. Oltre alle condizioni del fondo, oggi ottime, tanto è vero che non era nemmeno necessario pulire le suole delle chiodate a fine gara. Il giro è da circa due chilometri. A fare da tampone la settantina di metri del rettilineo di partenza che fa in maniera che sui due giri si facciano quattro chilometri abbondanti, mentre chi ne fa tre o cinque, finisce per correre qualche metro in meno di sei e dieci chilometri.

La prima batteria ha visto primeggiare Salvatore Gambino (Don Kenia Runners Milano) in 19’57” che ha staccato di quasi un minuto Gabriele Fusé (Ondaverde) e Giovanni Bosio (Alpinistico Vertovese) tutti SM35. Per gli SM40 successo di Noé Gambusi (Falegnameria Guerrini), terzo assoluto in 20’44” precedendo allo sprint Paolo Finesso (Atletica Valsesia) e di 11” Fabrizio Sutti (GS Valgerola). Come suggerito dagli organizzatori, questa manche era aperta anche alle Runcard a partire dai ventenni ed in generale agli atleti che non avevano un tempo di accredito significativo per poter competere con gli altri assoluti nella gara elite. Simone Fumagalli (Runners Bergamo) con il tempo di 21’39” ed il ventesimo posto assoluto, è stato il migliore di questo gruppo.

Alle 10 hanno gareggiato gli SM45 e gli SM50 ed è stato proprio un runner di questa seconda categoria ad arrivare per primo col tempo di 20’30”: Stefano Zimi (GP Parco Alpi Apuane) che nella classifica di categoria ha preceduto Roberto Pedroncelli (GP Santi Nuova Olonio) ed Oscar Balbiani (SEV Valmadrera). Tra gli SM45 oro per Graziano Zugnoni (GP Santi Nuova Olonio) davanti a Paolo Pizzato (Lib Cernuschese) e Franco Zanotti (Alpinistico Vertovese).

Alle 10.45 sono scese in campo tutte le categorie femminili master, insieme agli uomini dagli SM55 ad i più anziani. Mentre per le gare precedenti si gareggiava sui 6 km, qui si è corso solo due giri. Claudia Gelsomino (Cardatletica) è stata la donna più veloce col tempo di 15 netti ed il fatto che sia una SF50 non sembra sia rilevante per lei. Per le SF35 successo di Lara Giardino (Biella Running). Joanna Drelicharz (Atletica Lonato) ha vinto tra le SF40 e Barbara Corsini (Gamber Cuncuress) per le SF45. Altre vincitrici: Elena Fustella (Atl Lecco) SF55, Elisa Pelliccioli (Atl Lumezzane) SF60, Rita Altieri (GS Bernatese) SF65 e Gabriella Valassina (Road Runners) SF70.

Anche tra le “pantere grigie” alcuni vincitori sotto il muro dei 4 minuti al chilometro, ovvero 16 minuti in questo caso. 14’31” per Massimo Martelli (Road Runners) primo SM55 dopo volatona con Giacomo Lia e 14’50” per Giorgio Costa (Atl Alessandria) per gli SM60. L’SM65 Bernhard Eisenstacken (US Quercia) ci va vicino con 16’04”. Giù il cappello a Giovanni Grassini (Campus Varese) negli SM70, Giorgio Bianchi (US Quercia) per la categoria SM75 e l’immarcescibile Oscar Iacoboni (Euroatletica 2002) per gli over 80.

Lasciamo San Giorgio con un bel cappellino della manifestazione, sempre perfetta, anche se stavolta permetteteci un piccolo suggerimento agli organizzatori. Al ristoro di fine gara veniva distribuito solo del tè. Il problema è che c’era solo una povera volontaria ed ad un certo punto è finito anche quello.

Martedì, 01 Gennaio 2019 22:58

Milano – 10° KiloMetrObliquO

Spegne dieci candeline questa manifestazione che in realtà è solo un pretesto dei Road Runner per far festa tra di loro in un evento che però è aperto a tutti. Si corre al Montestella, la “montagna” dei milanesi, nata per caso alla fine della seconda guerra mondiale, quando vennero accumulate in questa zona, allora di periferia, tutte le macerie provocate dai bombardamenti. L’area venne poi trasformata dal comune in un parco. Un polmone verde di circa 370 ettari che fa tanto bene a questa metropoli malata di polveri sottili. 

Il KiloMetrObliquO, l’alternanza tra maiuscole e minuscole non è casuale, parte poco dopo i panettoni che bloccano il traffico vicino al parcheggio del Campo Sportivo XXV Aprile, fino in cima all’attigua montagnetta di San Siro. Una gara a cronometro individuale lunga circa un chilometro. Il tracciato, tutto in sterrato, prevede uno strappo iniziale, seguito da un falsopiano fino al primo tornante. In seguito le pendenze si fanno più dure specialmente dopo il secondo tornante. Prima dell’ultima rampa che porta in vetta, una leggera discesa permette di fare velocità e prendere il fiato per la progressione finale. In totale sono solo una cinquantina di metri di dislivello, ma la veduta dall’alto è suggestiva, specialmente nelle giornate più limpide. 

Oggi sono più di un centinaio i partenti e raramente alle gare la composizione del gruppo è così eterogenea. Sono rappresentate tutte le età, a partire da bambini piccolissimi in braccio alle madri, fino a uomini con moltissime primavere. Poi ci sono runner di tutte le velocità. Costante anche la presenza canina. Stamani ha esordito Giovannino, un simpatico trovatello di Senago che muove solo le zampe anteriori dopo essere stato investito. Un carrellino sul posteriore gli consente di seguire la padrona fino al traguardo. 

Manifestazione all’insegna del fair play nella massima semplicità, come simpaticamente descritto nel sito del club: “il KiloMetrObliquO è gratuito ed aperto a tutti, non necessita di iscrizioni, pettorali, chip e quant'altro; ognuno è responsabile di se stesso… i tempi verranno rilevati col consolidato PTS (Personal Timing System) ovvero ognuno si piglia il proprio tempo (dunque portatevi un cronometro) e all'arrivo lo comunica all'addetto (se ci sarà) o lo memorizza per consentire, comunque, di stilare una classifica ufficiale”.  

In realtà tutto è ben organizzato. Le partenze sono gestite e scaglionate ogni 15 secondi, il percorso è chiaramente indicato e ritornati al campo base non manca un ristoro finale. Ringraziamo Riccardo Ghidotti, anima di questo evento, e le due giudici, Lucia ed Enrica, che ci hanno fornito i nomi dei due vincitori: Alessandra Bestiani, col tempo di 5’13” e Luigi Batzella in 4’18”.

CLASSIFICA

Lunedì, 31 Dicembre 2018 19:05

Bilancio positivo per il CorriEmilia 2018

Con la San Donnino Ten di domenica 23 dicembre, si è conclusa la 1^ edizione di “CorriEmiia-Trofeo Giosport”, un vero e proprio Campionato UISP di Corsa su Strada che si è sviluppato su 11 prove.

I numeri certificano il buon successo della manifestazione, con ben 1445 atleti, tutti tesserati UISP, in classifica. Anche prendendo in considerazione le gare singole, spesso le presenze sono state superiori all’anno precedente.

La buona organizzazione del circuito è stata certificata anche dalla capacità di svolgere la premiazione finale del CorriEmilia già al termine dell’ultima prova. Le singole categorie hanno visto i successi di Enrico Lazzari (Assoluti), Fabio Pirondi (M35), Marco Longagnani (M40), Giacomo Carpenito (M45), Raffello Villa (M50), Piero Pastore Trossello (M55), Giorgio Zagnoni (M60) e Corrado Bonafè (M65). Tra le donne vittorie per Valentina Venturi (Assolute), Libera Blanda (F35), Teresa Montalto (F40), Nadege Vuillemenot (F45), Manuela Cremonini (F50), Annamaria Ligabue (F55) e Paola Lambertini (F60). Nella classifica per società vittoria netta di Modena Runners, davanti a Atletica Castenaso, Gnarro Jet Mattei, Pol Quadrilatero e Atletica Corriferrara.

Giusto il tempo di finire le premiazioni e si è già elaborato il Regolamento 2019 che vede un aumento delle manifestazioni, alla luce delle richieste di diversi organizzatori di far parte del prossimo CorriEmilia. Così alle 11 già confermate, si aggiungono la Mezza di Reggio del 17/3, il 5000 di Zola Predosa del 21 giugno, il Circuito di Castel S.Pietro del 10/9 e la Mezza di Voltana dell’1/12. Appuntamento alla prima prova in programma il 6 gennaio a Crevalcore (BO) con il 10.000 della Befana, ultima edizione.

Per venire incontro alle richieste degli atleti, e dato anche l’aumento delle gare, nel 2019 sarà prevista la possibilità di scartarne alcune, con un punteggio modificato per premiare sia la qualità che la quantità dei risultati. Per il regolamento, calendario e classifiche potete navigare sul sito http://www.uisp.it/emiliaromagna/atletica/corriemilia

 

Domenica di corsa in questa valle bergamasca, con una gara che non era una mezza maratona, come si potrebbe pensare dal nome, bensì una 24 chilometri su un percorso con un dislivello positivo di 900 metri. Partenza e arrivo a Rota d’Imagna, il tracciato ha toccato i comuni di Brumano, Fuipiano, Locatello e Sant’Omobono Terme.

Gara agonistica ma anche solidale, con l’obiettivo di donare un contributo al reparto di pediatria oncologica dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

Come da pronostico, a salire sui primi due gradini del podio sono stati i portacolori del team organizzatore, la Valetudo Serim. Con 1h33’46” si è imposto il ruandese Primien Manirafasha che ha preceduto di soli 18” il keniano Philemon Kipchumba. Terzo posto per il bergamasco di Torre Boldone del team Altitude Race Luca Arrigoni (1h39’59”).

In ambito femminile affermazione di Claudia Noris, che è giunta sul traguardo in 1h55’31” davanti alla runner del Valetudo Serim Giuliana Arrigoni, con il crono di 2h06’00”. La medaglia di bronzo è spettata a Elena Salvi (Pol. Villese) che ha completato i 24 km in 2h08’46”.

A metà strada fra corsa in montagna e corsa su strada, la manifestazione intende far conoscere la Valle Imagna delle meraviglie, con i suoi borghi storici, come Arnosto di Fuipiano, con i suoi personaggi, come Giacomo Quarenghi, illustre architetto e artista originario di Rota d’Imagna, con le sue foreste che ricoprono i fianchi del Resegone, e con le sue grotte, come la Tomba dei Polacchi, un sorprendente mondo sotterraneo situato proprio in prossimità dell’arrivo della gara. “Non conosco altro luogo in Lombardia ove in breve spazio si celano tante caverne” diceva l’abate Stoppani a proposito di questa valle.

Domenica, 23 Dicembre 2018 21:47

Solo duri e puri al Cross Monga a Treviglio

Mentre il calendario podistico viene monopolizzato da corse di natale, allenamenti con i compagni tutti bardati di rosso, marce del giocattolo e chi più ne ha più ne metta, resiste un manipolo di puri e duri che di queste melense manifestazioni non sa che farsene. Insomma, se non si gareggia, non ha molto senso infilarsi le scarpe. La combriccola dei competitivi si è data ritrovo stamattina a Treviglio, per il “Trofeo Monga” che per ritagliarsi uno spazio adeguato tra gli altri circuiti “Campionato Brianzolo” e “Cross per Tutti”, anticipa parte del calendario al mese di dicembre. Peraltro con la solita geniale regola per la quale anche in queste prove sono già valide le categorie di età dell’anno successivo, in questo caso il 2019.

Anzi, prima che mi dimentichi, un’importante comunicazione. Mentre la terza tappa resta confermata per il 13 gennaio in quel di Cittiglio (VA), la conclusione a Martinengo (BG) viene anticipata dal 17 al 10 di febbraio.

Tornando ad oggi ci teniamo a sottolineare la grande novità del cambio di location. Dopo anni in via del Bosco, la manifestazione è stata spostata presso l’accogliente centro sportivo di via Ai Malgari, dotato di tutte le comodità. Spazi coperti per la distribuzione dei pettorali, spogliatoi con docce calde, fontanelle per pulire le scarpe, ecc ecc. Siamo passati al Cross versione 2.0: complimenti all’Atletica Treviglio!

Il circuito, di circa 2070 metri, era ubicato appena fuori dal centro sportivo, nei campi tra via San Zeno e via Ai Malgari ed andava ripetuto due volte per le categorie femminili, maschili dagli SM60 in su e per gli Allievi. I senior maschili dai 35 ai 55 anni dovevano invece compiere tre giri. Percorso duro, con varietà di fondo. Si partiva nella terra non completamente battuta. Per chi non aveva le chiodate significava attaccarsi alle scarpe un chilo di terra. Un doppio salto di un tronco di albero dava l’impressione di trovarsi ad un vero cross internazionale. Si entrava poi in una parte dove il terreno era battuto e rispondeva maggiormente alla spinta degli atleti, per passare poi al prato sotto gli alberi che presentava il passaggio di un fossato, fortunatamente asciutto. Il tutto condito da diverse curve e ben sette inversioni ad U per ogni tornata.

Alle tre batterie hanno partecipato circa 300 atleti. Al femminile successo di Eliana Patelli (La Recastello), davanti ad Alice Colonnetti (Bracco Atletica) a 13” e Muriira Eveline Makena (Runners Bergamo) a 25”. Tra i diversamente giovani, podio tutto per gli SM60, con Marco Busi (Atletica Marathon Almenno SS) davanti ai due rappresentanti dello Zeloforamagno Marco Torrente ed Angelo Calogero. Nella manche finale, la più combattuta, quattro atleti finiscono raccolti in soli 13 secondi. La spuntano due Juniores: Giovanni Filippi (US Rogno) e Mattia Gaffuri (Atletica Lecco), davanti ad Alessandro Rocca (Daini Carate) e Francesco Canclini (Besanese). Tra gli allievi successi di Valentina Cerioli (Bracco Atletica) e Riccardo De Cesare (Atletica Estrada).

Dai duri e puri del Monga i migliori auguri di un buon Natale ed un felice anno nuovo, ovviamente sempre di corsa.

Una decina di giorni fa, con il nostro pezzo dal titolo “Giubbotti gialli al Politecnico”, avevamo dato voce alle proteste, accorate e dettagliate, degli utenti dello storico impianto milanese, senza ricevere risposta dal Politecnico di Milano che lo gestisce dal 2008 e che fino ad ora poco aveva fatto per quanto riguardava la pista di atletica e relativi spogliatoi.

La notizia è stata ripresa anche dal "Corriere della Sera", nella rubrica di Giangiacomo Schiavi, e ieri il Politecnico ha risposto. A noi non l’ha fatto: e a chi prontamente verrebbe da commentare: “beh, ma chi credete di essere?” rispondiamo che quando si tratta di inviare comunicati stampa o pubblicità per le loro manifestazioni podistiche, allora la nostra mailbox se la ricordano molto bene.

Manifestazioni podistiche che peraltro sono sempre sold-out da mesi prima dell’evento, ma però qualche pettorale si riesce sempre a trovarlo anche all’ultimo momento

Ma torniamo a noi ed alla notizia più importante, ovvero la promessa che a settembre 2019 ci sarà una pista nuova di zecca e spogliatoi rinnovati. Ci sarebbe anche da commentare altre affermazioni, ma visto che siamo vicini a Natale e siamo tutti più buoni ci fermiamo qui, ecco il testo integrale:

"L’appello sul campo Giuriati, sollecita una risposta da parte del Politecnico di Milano. Riteniamo infatti utile informare i cittadini degli sforzi e degli investimenti compiuti finora e previsti. Da quasi 10 anni il Politecnico ha in carico il Giuriati e sostiene il costo di tutte le utenze con circa 80.000 euro l’anno. Questo ha permesso di garantire lo svolgimento delle attività a tutte le società sportive, alle scuole e alla cittadinanza. Ultimamente il Politecnico ha inoltre animato il Giuriati con iniziative sportive dedicate a studenti e dipendenti (??? NDR) A febbraio 2019 partiranno i cantieri per la costruzione di una nuova palestra coperta con campo multifunzione basket/pallavolo e per la costruzione di una struttura polifunzionale da adibirsi a spogliatoi e attività sportiva «leggera». L’investimento previsto è di circa 2.700.000 euro. La realizzazione di queste nuove strutture permetterà di intervenire, con un ulteriore investimento, ristrutturando completamente gli spogliatoi attuali senza compromettere la funzionalità del centro sportivo. A giugno 2019, partirà infine il rifacimento della pista con relativa illuminazione, con un altro investimento di 700.000 euro. Prevediamo quindi entro fine settembre 2019, di avere un campo sportivo attrezzato, moderno e polifunzionale. Purtroppo quando si ha in previsione di realizzare importanti investimenti, il transitorio porta inevitabilmente a qualche disagio in più."

Sono in arrivo i primi freddi. Quelli veri. In molte località la colonnina scende sotto gli zero gradi e molti runner “cuor di leone” marcano visita. Si, stiamo parlando a Voi, oppure a quel compagno di allenamento che ha già cominciato a lamentarsi. Non ditemi che non avete in squadra quello per cui è sempre troppo freddo, troppo caldo o troppo qualcos’altro ;-)

Ebbene, dite a questi signori di non fare come le pentole di fagioli quando stanno bollendo. Nel prossimo gennaio Paolo Venturini, poliziotto cinquantenne col vizio delle prove estreme, sia al caldo che al freddo, sia di corsa che in bicicletta, ritornerà in Jacuzia. Per chi non sapesse dove si trova questa regione, noi forti della nostra cultura da Risiko, Vi ricordiamo che è in Siberia orientale. La corsa avrà luogo tra il 17 ed il 22 gennaio, su un percorso di 38 chilometri che divide i villaggi di Ojmjakon e Tomtor, in una delle zone più fredde al mondo. Le prove generali Venturini le ha già fatte nello scorso febbraio al “caldo”, infatti c’erano ben -43 gradi, mentre tra un mese le temperature dovrebbero scendere a quota meno 60.

Tra i problemi principali da superare ci sarà quello della respirazione, in quanto con l’umidità al 85% si inalano cristalli di ghiaccio, mettendo a rischio gli alveoli polmonari, ma prima ancora i denti. Anche la velocità va studiata. Con un ritmo troppo elevato, il vento in faccia aumenterebbe il freddo percepito e non è proprio il caso. Pare che a dodici all’ora il meno 60 diventi un meno 90 ed allora il piano gara prevede di stare sotto i dieci orari, per completare il tragitto in circa 4 ore. Quanto ai materiali, dopo varie prove, insieme a quelli tecnici, verrà utilizzata la buona vecchia lana merino. Sono previsti quattro cambi di vestiario che verranno effettuati a bordo di un camion riscaldato messo a disposizione dalla locale Protezione Civile, in quanto la manovra all’aperto è impossibile.

Ci resta solo un’ultimo dubbio: perché 38 e non 42 chilometri, allungando l’impresa alla distanza della maratona? Ah già, che sciocchi. Chissà che tassa gara pretenderebbe la FIDAL per una maratona con il label “Gold”, anzi “Ice”. In quanto internazionale, fuori regione e col supplemento temperatura disagevole. Una fortuna. Poi li voglio vedere con la rondella metrica sulla neve. No, no, lasciamo perdere. Vai per gara su percorso non omologato di 38 km circa.

Mercoledì, 19 Dicembre 2018 11:45

Serravalle (RSM) – 47^ Podistica di Natale

SERVIZIO FOTOGRAFICO

16 dicembre - Domenica all’insegna della corsa nella Repubblica di San Marino, con l’evento Podistica di Natale che spegne 47 candeline, se si considerano le precedenti maratonine. Da qualche anno, forse anche per evitare i “disturbi regolamentari FIDAL” alla voce autorizzazioni, burocrazia e costi, la distanza è stata ridotta a 17 ed ora a 14,5 km per la prova agonistica. A cui bisogna aggiungere le non competitive da 3 e 7 km oltre alle gare giovanili in pista.

Partenza ed arrivo erano infatti nei pressi del San Marino Stadium, con un tracciato fatto anche di saliscendi, ma gradevolissimo alla vista, con un nuovo passaggio sullo sterrato in prossimità dello scollinamento di Torraccia, come testimoniato dal bel servizio fotografico di Teida Seghedoni.

Nella classifica assoluta, che registra 409 arrivati (sotto trovate la classifica completa), vince il marocchino Youness Zitouni (Podistica Il Laghetto), con il tempo di 49'26”, davanti al connazionale El Barhoumi staccato di 16 secondi, a seguire Mamadou Diouf a 49 secondi. Si tratta di un bis del successo del 2017. Stessa cosa in campo femminile dove Anna Spagnoli (Edera Atletica Forlì), vince con il tempo di 57'51”, precedendo Laura Ricci di 33 secondi e Ana Nanu di 53 secondi

Ieri mattina temperature sottozero al centro sportivo di Magnago, ma nemmeno il meteo è riuscito a raffreddare gli entusiasmi dei quasi quattrocento crossisti che si sono dati battaglia per conquistare i titoli provinciali FIDAL di staffetta. Un bell’anticipo del circuito “Cross per Tutti” che partirà a gennaio.

Squadre composte da tre elementi e distanze individuali che andavano dai 400 metri per gli esordienti C, ai 600 per gli esordienti A e B, per salire ad 800 per i ragazzi, 1000 per i cadetti e 2500 per assoluti e master. Tutti in giro unico, anche per la distanza più lunga, sfruttando le aree verdi intorno alla pista ed i due campi di calcio di allenamento alle spalle delle tribune. Percorso con cinque o sei inversioni ad U nella versione extralong, ma comunque molto filante.

Doveroso a questo punto menzionare le società campioni nelle varie categorie:

Atletica Casorezzo (Esordienti C Fem)

Athletic Club Villasanta (Esordienti B Fem, Esordienti B Masc)

CUS Pro Patria Milano (Esordienti A Fem, Ragazze, Assoluti Masc)

Atletica Bienate Magnago (Esordienti A Masc)

Atletica Riccardi Milano (Esordienti A Masc)

Euroatletica 2002 Paderno D (Ragazzi)

PBM Bovisio Masciago (Cadette)

5 Cerchi Seregno (Cadetti)

Virtus Senago (Master SM35)

Road Runners Milano (Master SM45)

La Michetta Milano (Master SM50)

GS Montestella Milano (Master SM65)

Clicca qui per tutti i risultati in dettaglio. Una nota di merito anche per la SAO Cornaredo, che seppure non ha conquistato dei titoli, si è fatta notare per la numerosa presenza di atleti, tecnici ed accompagnatori. Complimenti all’Atletica Bienate Magnago per l’organizzazione impeccabile e che ha viziato i vincitori con regali, magliette e trofei, come quello in fotografia. Di certo ora faranno bella mostra a casa di ogni staffettista campione.

Siamo oggi in compagnia Prof.ssa Daniela Lucini, Responsabile della Sezione di Medicina dell'Esercizio e Patologie funzionali di Humanitas, per parlare degli effetti positivi del running sul nostro fisico, ma da una prospettiva diversa dal solito. Quindi non tratteremo di muscoli o dell’apparato cardiocircolatorio, bensì di cervello. Giusto dottoressa?

Esatto. Come recentemente descritto anche sul nostro sito www.humanitasalute.it , correre può cambiare il tuo corpo, ma anche il tuo cervello. Ormai ci sono diversi studi che si focalizzano su questi aspetti, condotti su runner di tutti i tipi. Da chi corre sul tapis roulant per tenersi in forma agli ultramaratoneti, oltre a diversi animali da laboratorio.

Quindi la corsa non ci tiene solo in forma, ma ha effetti positivi anche sulla nostra “materia grigia”?

Certamente, in quanto aiuta a concentrarsi. Un esperimento svolto nel 2018 della West Michigan University ha dimostrato che correre almeno mezz’ora al giorno è associato alla capacità di elaborare meglio le informazioni. Altri due studi condotti dalla Lithuanian Sports University e dalla Nottingham Trent University hanno dimostrato invece che correre migliora le performance di alcune facoltà mentali di alto livello fra cui la capacità di mantenere l’attenzione, di passare da un’attività all’altra e risolvere i problemi.

Oltre a ridurre lo stress

Si, correre disinnesca i pensieri ricorrenti, spesso negativi, che possono originare forme depressive. Che la corsa sia associata al rilascio delle benefiche endorfine credo sia ormai di dominio pubblico. In effetti se ci pensiamo un non c’è mai nessuno che fa attività fisica e poi si sente triste. Andare a correre poi aiuta molto a sviluppare la motivazione personale. Scegliere di praticare uno sport è inoltre un ottimo modo per dedicare del tempo a sé stessi in solitudine, promuovendo la riflessione positiva: Quando andiamo a correre ci stiamo facendo un regalo: stiamo trovando tempo da dedicare a noi stessi, alla nostra salute mentale e fisica. Mentre una parte del nostro cervello è impegnata a svolgere mansioni di tipo fisico, l’altra può lasciar andare i pensieri sotto l’effetto positivo delle endorfine. È un momento anche estremamente creativo se dura almeno 30 minuti.

Professoressa, ormai lei è stata promossa al ruolo di nostra allenatrice e quindi, come capita in questi casi, le chiediamo la tabella ;-)

L’ideale sarebbe andare a correre almeno 3 volte alla settimana per mezzora ad un ritmo di 10 km all’ora. Certo, per fare questo serve preparazione, non ci si può improvvisare. Alle persone non allenate o in presenza di alcune patologie che non permettono di fare della corsa il proprio sport il consiglio è quello della camminata veloce almeno mezz’ora al giorno, ma più di 4 volte alla settimana, anche se immagino che queste siano dosi minime per i Vostri lettori.

Ringraziandola per la disponibilità non possiamo esimerci da domandare se Lei corre?

Yes! Corro, purtroppo meno di quanto vorrei e nuoto.

Prossime gare in calendario

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