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Set 18, 2023 Natalina Masiero 541volte

Schio: mai saltare la Maratona Alpina delle 52 gallerie

Precede dibattito... Precede dibattito... Roberto Mandelli

16 settembre - Quarantasettesima edizione della Maratona Alpina e 47^ partecipazione. A onor del vero è stata la quarantasei e mezzo. Lo scorso anno causa bufera di vento e neve sulle 52 Gallerie e al Rifugio Papa, ci fecero deviare a Passo Xomo. Identica decisione venne presa parecchi anni fa perchè il Gruppo Escursionisti Scledensi pensa prima di tutto alla massima sicurezza dei partecipanti. La Maratona Alpina non è una gara ma un’escursione sui sentieri della Grande Guerra 1915-1918.

Il 2023 è stato l'anno delle novità. Schio è stata dichiarata città europea dello sport, pertanto niente pittoresca partenza da Piovene Rocchette, ma da Schio stessa. Alle quattro e mezzo di sabato mattina, tutti pronti. Presente per motivi istituzionali il povero Assessore allo Sport buttato giù dal letto e costretto a ingoiare le mie lamentele, perchè  io ero affezionata alla vecchia partenza. E finalmente si parte.

Giro "turistico" al buio del paese in quanto alle cinque del mattino non ci sono neppure coloro che portano a spasso i cani, e poi via verso la interminabile salita che ci porterà alla chiesa Regina del Monte Summano.

Sulla carta dovrebbero essere 5 chilometri, sono trascorse due ore e tutti i GPS segnano 10. Pazienza, in un periodo di crisi qua i chilometri vengono regalati. Il sole è già alto e dopo la discesa dal Summano, si raggiunge il Colletto Grande dove ci sarà il primo controllo e un ricco ristoro. Mi raggiunge Giovanna, compagna di tante avventure, in particolar modo della Trans D'Havet (80 km) fatta in autonomia il 7 settembre 2020 quando vennero annullate tutte le manifestazioni.
Tra chiacchiere e ricordi arriviamo a Busa Novegno e risaliamo alla Malga Davanti dove ci attende il secondo controllo e il secondo mega ristoro. Qua due considerazioni. La prima, i volontari sono di una gentilezza unica, anche se il Ges non è un gruppo podistico e chi ci coccola sono persone che lo fanno per amore delle montagne. La seconda, lo scorso anno arrivata alla Malga mi volevo ritirare, pioggia ghiacciata, vento freddo, tremore e tanta paura. Iniziai a piangere, ma siccome sono testarda, proseguii.

Inizia l'ennesima salita e si toccherà l'ex Forte del Monte Rione. Da qua inizia una discesa in mezzo al bosco, e Giovanna mi lascerà. Proseguo con la solita fifa alias camminata sulle uova, e arrivo al Colletto di Posina. Qua mi attende l'amico Erminio Colloreda. Simpaticissima persona che al ristoro si fa in quattro per non sentirmi strillare.
Ma subito inizia la salita nel sottobosco del famigerato Monte Alba. Tratto inserito da una ventina d'anni perchè agli albori della manifestazione si scendeva  e si faceva tutta la strada fino a Passo Xomo. All'epoca c'erano meno macchine, ora ci piallerebbero il sedere. Finalmente arrivo al Passo. Terzo controllo artigianale, qua i controlli si fanno a urli. Niente rilevatori, viene urlato il proprio numero e gli addetti prendono nota. Qua nessuno imbroglia. Al ristoro vassoi di panini con formaggio di malga e soppressa di casa. Le gentilissime signore si ricordano di me e mi offrono una fettina di dolce.

E si va verso Bocchetta Campiglia dove si imboccherà la storica strada delle 52 Gallerie del Pasubio. La strada delle Gallerie è lunga più di sei km, e ben più di due km sono costituiti da gallerie scavate nella roccia. Mi "muore" il frontale ma fortunatamente ho sempre quello di scorta: contrariamente a tanti pseudo escursionisti che affrontano questo percorso senza luce e con scarpette da palestra. Alla 44ma galleria i volontari portano a spalla acqua, limone e mattonelle di marmellata per rianimarci. BRAVI!!!! Le nuvole basse scompaiono e finalmente.... il Rifugio Achille Papa. Minestrone caldo per tutti e via, discesa sulla Strada degli Eroi.

A questo punto vorrei che qualche ragazzo che si comporta in maniera stupida, e pensa che la felicità sia un selfie postato sui social, percorresse questa strada. La roccia è tutta tappezzata di targhe a ricordo di giovani di 18/19 anni, morti per lasciarci una Patria libera. La mia non è retorica: è la storia.

Iniziano i famigerati "scortoli" che tagliano la lunga strada e dopo il cartello che segna la divisione tra il Trentino-Alto Adige e il Veneto finalmente l'arrivo alla Casa Alpina dopo il Pian delle Fugazze. E anche quest'anno sono arrivata. Bellissima maglietta e diploma ancora scritto con il pennarello.

Lo confesso, sono partita un po' prevenuta, sono arrivata stanca ma ultrafelice.

Un grazie di cuore a tutti i volontari.

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