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Gen 06, 2019 1170volte

San Giorgio su Legnano (MI) – 62° Cross del Campaccio – gare master

Partenza Master femminile e maschile over 55 Partenza Master femminile e maschile over 55 Foto: Roberto Mandelli

Bella giornata oggi a San Giorgio sul Legnano, con cielo limpido che consente di godere, malgrado la distanza, del panorama dell’arco alpino. Temperatura attorno ai 10 gradi e batterie che partono già alle ore 9.15 con i Master maschili SM35 e 40. Si comincia presto, in quanto ci sono quasi duemila atleti che non vogliono mancare a questa festa del cross e dunque saranno necessarie circa una dozzina di manches, peraltro tutte molto affollate. E combattute, in quanto da queste parti il livello è altissimo, non soltanto per gli atleti elite. Si può tranquillamente sostenere che un successo al Campaccio equivalga ad un titolo nazionale.

Tra le tante qualità di questa gara vi è anche il percorso. Sempre lo stesso. Immutabile al centimetro. Quindi le uniche variabili per comparare le prestazioni arrivano dallo stato di forma e dalle primavere che avanzano. Oltre alle condizioni del fondo, oggi ottime, tanto è vero che non era nemmeno necessario pulire le suole delle chiodate a fine gara. Il giro è da circa due chilometri. A fare da tampone la settantina di metri del rettilineo di partenza che fa in maniera che sui due giri si facciano quattro chilometri abbondanti, mentre chi ne fa tre o cinque, finisce per correre qualche metro in meno di sei e dieci chilometri.

La prima batteria ha visto primeggiare Salvatore Gambino (Don Kenia Runners Milano) in 19’57” che ha staccato di quasi un minuto Gabriele Fusé (Ondaverde) e Giovanni Bosio (Alpinistico Vertovese) tutti SM35. Per gli SM40 successo di Noé Gambusi (Falegnameria Guerrini), terzo assoluto in 20’44” precedendo allo sprint Paolo Finesso (Atletica Valsesia) e di 11” Fabrizio Sutti (GS Valgerola). Come suggerito dagli organizzatori, questa manche era aperta anche alle Runcard a partire dai ventenni ed in generale agli atleti che non avevano un tempo di accredito significativo per poter competere con gli altri assoluti nella gara elite. Simone Fumagalli (Runners Bergamo) con il tempo di 21’39” ed il ventesimo posto assoluto, è stato il migliore di questo gruppo.

Alle 10 hanno gareggiato gli SM45 e gli SM50 ed è stato proprio un runner di questa seconda categoria ad arrivare per primo col tempo di 20’30”: Stefano Zimi (GP Parco Alpi Apuane) che nella classifica di categoria ha preceduto Roberto Pedroncelli (GP Santi Nuova Olonio) ed Oscar Balbiani (SEV Valmadrera). Tra gli SM45 oro per Graziano Zugnoni (GP Santi Nuova Olonio) davanti a Paolo Pizzato (Lib Cernuschese) e Franco Zanotti (Alpinistico Vertovese).

Alle 10.45 sono scese in campo tutte le categorie femminili master, insieme agli uomini dagli SM55 ad i più anziani. Mentre per le gare precedenti si gareggiava sui 6 km, qui si è corso solo due giri. Claudia Gelsomino (Cardatletica) è stata la donna più veloce col tempo di 15 netti ed il fatto che sia una SF50 non sembra sia rilevante per lei. Per le SF35 successo di Lara Giardino (Biella Running). Joanna Drelicharz (Atletica Lonato) ha vinto tra le SF40 e Barbara Corsini (Gamber Cuncuress) per le SF45. Altre vincitrici: Elena Fustella (Atl Lecco) SF55, Elisa Pelliccioli (Atl Lumezzane) SF60, Rita Altieri (GS Bernatese) SF65 e Gabriella Valassina (Road Runners) SF70.

Anche tra le “pantere grigie” alcuni vincitori sotto il muro dei 4 minuti al chilometro, ovvero 16 minuti in questo caso. 14’31” per Massimo Martelli (Road Runners) primo SM55 dopo volatona con Giacomo Lia e 14’50” per Giorgio Costa (Atl Alessandria) per gli SM60. L’SM65 Bernhard Eisenstacken (US Quercia) ci va vicino con 16’04”. Giù il cappello a Giovanni Grassini (Campus Varese) negli SM70, Giorgio Bianchi (US Quercia) per la categoria SM75 e l’immarcescibile Oscar Iacoboni (Euroatletica 2002) per gli over 80.

Lasciamo San Giorgio con un bel cappellino della manifestazione, sempre perfetta, anche se stavolta permetteteci un piccolo suggerimento agli organizzatori. Al ristoro di fine gara veniva distribuito solo del tè. Il problema è che c’era solo una povera volontaria ed ad un certo punto è finito anche quello.

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Roberto Mandelli

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