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Mar 13, 2022 Ufficio Stampa & Fabio Marri 774volte

Pieve di Cento (BO) - 37^ Maratonina delle 4 Porte

Pieve di Cento (BO) - 37^ Maratonina delle 4 Porte Comitato organizzatore- R. Mandelli

13 marzo - Il ritorno della Maratonina delle 4 Porte a Pieve di Cento (Bo) abbinata alla Camminata Intouren a la Piv ed Zent (Intorno alla Pieve di Cento) si è svolto in una splendida giornata di sole, sia pur con temperatura rigida, ma grande partecipazione.  Organizzata dal G.P. I CAGNON l’evento ha visto il ritorno della grande massa delle non competitive, in più la competitiva per i bambini, una gara di retrorunning e il ritorno della gara sui 21 km e 97 metri nell’ottica del calendario Fidal, con percorso rimisurato e omologato.

Sotto l’aspetto tecnico dominio totale del ferrarese Andrea Sgaravatto (Salcus) che ha siglato il personale con 1.10.48, seguito da Rudy Magagnoli (Triion) e Arturo Ginosa (Lolli Auto), poi il modenese William Talleri (Modena Atl.) e l’esordiente Angino Asado (Virtus Emilsider Bo).

Nella gara femminile vince Paola Braghiroli (Edera Atl. Fo) con 1.23.29.

(Entrambi i vincitori segnalano che il loro personale era migliore, ma - purtroppo per loro - ottenuto in gare EPS quindi non ammissibile ai fini delle statistiche).

Dietro alla reggiana di nascita, ora cittadina di Misano Adriatico, si piazzano Giorgia Venturi (Pod. Ozzanese) e Silvia Tabacco (Atl Vicentina).

In totale 418 i classificati su 455 iscritti, ma alcune concomitanze hanno tolto una possibile maggior partecipazione. Alla fine premiazioni con Vittorio Taddia, Assessore allo Sport del Comune di Pieve di Cento, e Sauro Cazzoli presidente del Comitato Società Sportive di Pieve.

Ordine d’arrivo maschile: 1° Sgaravatto 1.10.48, 2° Magagnoli 1.12.06, 3° Ginosa 1.12.20, 4° Talleri 1.12.33, 5° Asado 1.14.52, 6° Artioli 1.15.21, 7° Poggi 1.15.38, 8° Imbriani 1.16.48, 9° Reali 1.16.58, 10° Tocchio 1.17.23

Ordine d’arrivo femminile: 1^ Braghiroli 1.23.29, 2^ Venturi 1.28.38, 3^ Tabacco 1.31.41, 4^ Accorsi 1.34.17, 5^ Hangan 1.37.05, 6^ Locchi 1.38.21, 7^ Zanella 1.39.05, 8^ Segliani 1.40.01

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[F.M.] Fa sempre piacere tornare a Pieve di Cento, località che archeologiche vicende di alluvioni hanno separato dalla vicinissima Cento e dalla provincia di Ferrara. Da quasi mezzo secolo si corre ufficialmente da queste parti, e con nostalgia ricordo quando ci venivo da neo-papà portando i figlioletti, che alla fine tornavano a casa con una coppetta e molta soddisfazione. E lo facevamo in tanti, se è vero che si sfioravano i 5000 partecipanti, malgrado la concomitanza con altre gare, compresa qualche volta persino la maratona di Vigarano (poi di Ferrara), ugualmente classica.
Ora, le prestazioni e le ambizioni sono diverse, ma la gara attira ancora noi vecchi appassionati, che in qualche caso si rivedono dopo tre anni di astinenze o corse avventurose quando non semiclandestine (è un fatto che Bologna è stata una delle province più castigate, sia per interventi proibizionisti delle autorità, sia per pigrizia o paura o chessoìo degli organizzatori).

Brava dunque la famiglia Cossarini (con questo cognome ricordo un professore di latino all’università di Bologna: forse sarà stato lui a suggerire il motto “porta itineris dicitur longissima esse”), ad azzardare il rientro, malgrado l’uscita in corso dal dramma-Covid imponga ancora quelle misure burocratiche tali da scoraggiare forse i meno motivati: green pass rafforzato (che esagerati!), autocertificazione, misurazione della temperatura, mascherine per i primi 500 metri (al traguardo, oltre alla medaglia ci daranno anche una mascherina nuova). Non capisco ma mi adeguo: sul web circola una battuta: “State attenti alla moglie, può avvelenarvi, tanto sa che la vostra morte sarà attribuita al Covid”.
Mentre stanno premiando i bambini arrivati nelle loro corse (partenze molto differenziate a evitare qualsiasi confusione, ovvero il trucchetto da morti-di-fame di iscriversi alla non competitiva da 2 euro e partecipare alla competitiva da 15 euro), ci avviamo alla nostra partenza passando dai due speaker, Bernagozzi prima e poi Marescalchi (che cura anche l’ufficio stampa).

Ci si saluta con Carmen Pigoni (che finirà prima tra le over 55) e con Tatiana Marchi, infermiera professionale che qualche anno fa salvò un podista in arresto cardiaco (ora finirà in 1.40); non può mancare Giuseppe Cuoghi che abita quasi nei pressi, e la rossa Katia da Mirandola, che ad Albinea una settimana fa me le aveva suonate. Tanti i ragazzi messi insieme da Alessio Guidi (“Arrivo tardi, ma arrivo”), al cui tavolino non potranno mancare, alla fine, torte e birre; tanti ferraresi e modenesi (anche di qualità: dopo Talleri, Miller Artioli e Fabio Poggi sono appena ai piedi del podio, e il quasi esordiente Massimiliano Muratori, figlio d’arte, è 30°), oltre ovviamente ai bolognesi saliti ai confini della propria provincia, e ai romagnoli come la vincitrice (che già aveva vinto la mezza di Pesaro il 30 gennaio).

E si parte, sulla strada provinciale verso Ferrara (con traffico auto pressoché inesistente), che dopo 5 km raggiunge l’argine del Reno e poi svolta a destra verso Galliera. Alla periferia, di nuovo curva a 90 gradi verso destra, 3 km di rettilineo, poi una S destra-sinistra fino al Poggetto (secondo dei tre ristori, solo bottigliette di acqua da 0,375 con evidente spreco, perché dopo tre sorsate le buttiamo, dato anche il clima freschino con folate di vento da rabbrividire).

Al 17 vediamo il cartello “Pieve di Cento”: “noi ci allegrammo, ma tosto tornò in pianto”, perché – come mi aveva anticipato il compagno di corsa, Claudio Lorenzini, che ricomincia oggi dopo lunga sosta – si esce di nuovo verso destra, per incrociare al km 19 il rettilineo da dove eravamo usciti, e poi ancora in periferia fino al rientro verso il bellissimo centro urbano (bandiera arancione Touring) e il traguardo nella piazza centrale dove Bernagozzi ci saluta ancora.

Bella medaglia, ricco pacco gara alimentare; lo dico non per vantarmi ma per invitare a un piccolo gesto concreto: il sacchetto va a finire a una parrocchia che ha accolto nel suo vecchio asilo 7 bambini ucraini, e un’altra ventina ne aspetta (soltanto arrivato a casa, dal difficoltoso scaricamento della classifica scopro varie ore dopo di essere terzo di categoria: se mai il salame-premio arrivasse, andrebbe ugualmente ai bimbi ucraini).
Non basta, ma intanto si può cominciare così: il ricordo va anche a un grande scomparso di queste parti, Angelo Pareschi, che dopo il disastro di Chernobyl fece tutto il possibile per ridare una vita decente ai bimbi di là. Che magari, appena si saranno adattati, porteremo alle nostre corse, facendo loro ammirare le evoluzioni nel cielo di pacifici aerei che destano curiosità e non paura, e nutrendoli con gnocco, salame e il profumo della libertà.

Informazioni aggiuntive

Fonte Classifica: Comitato Organizzatore

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