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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Il 26° congresso della della European Athletics che si è svolto a Praga lo scorso sabato 13 aprile, al termine delle elezioni per il rinnovo della carica di presidente, dei vicepresidenti e dei membri del consiglio della federazione europea per il quadriennio 2019-2023, ha registrato la conferma al vertice di Svein Arne Hansen, 72enne norvegese, numero uno della EA dal 2015 e candidato unico per la presidenza.

“Sono onorato e orgoglioso, grazie per la vostra fiducia e il supporto”, il primo commento del rieletto presidente, già alla guida della Federazione norvegese.

Vicepresidenti sono stati eletti la britannica Cherry Alexander (50 voti), il bulgaro Dobromir Karamarinov (45 voti) e il ceco Libor Varhanik (29 voti).

Per quanto riguarda il Council, sono stati scelti Slobodan Brankovic (Serbia), Nadya But-Husaim (Bielorussia), Raul Chapado (Spagna), Faith Cintimar (Turchia), Jean Gracia (Francia), Karin Grute Movin (Svezia), Marton Gyulai (Ungheria), Frank Hensel (Germania), Anna Kirnova (Slovacchia), Dimakos Panagiotis (Grecia), Antti Pihlakoski (Finlandia), Sonja Spendelhofer(Austria), Erich Teigamagi (Estonia).

Ennesima sconfitta per la nostra atletica, con Alfio Giomi, presidente della FIDAL, che non è stato rieletto e dopo quattro anni lascia l’incarico di consigliere.

Ancora un nuovo primato maschile mondiale indoor sulla maratona, realizzato come avviene oramai da quattro anni nella Columbia University, Irving Medical Center & NewYork-Presbyterian Indoor Marathon  (che si disputa nell’Armory’s New Balance Track & Field Center di New York), giunta alla quarta edizione, e unico evento di questo tipo: la notizia è semmai che ha resistito quello femminile realizzato nel 2018!

Il 25enne C.J. Albertson ha concluso in 2:17.59 (sembra che abbia corsi gli ultimi 200 metri in 30″4), soffiando il record al secondo arrivato, il 36enne Malcom Richards, che ha completato la distanza in 2:18.47, migliorando a sua volta il precedente limite di 2:19.02. Terzo il britannico Andrew Lemoncello in 2:20.04.

In campo femminile, vittoria per la 36enne Stephanie Pezzullo in 2:42.11, che però non è riuscita a migliorare il record mondiale, anche a causa di problemi ad un polpaccio, stabilito da Lindsey Scherf, con 2:40.55, un anno fa. Seconda è giunta Chelsey Albertson, moglie di C.J. Albertson, in 2:54.26

Ricordiamo che la pista indoor misura 200 metri e che per completare la distanza di 42195 metri occorre inanellare quindi 211 giri, pur con la possibilità di cambiare senso di marcia ogni ora, per evitare infortuni.

I due vincitori hanno entrambi ricevuto il premio di 3000 dollari, ai quali per Albertson si sono aggiunti altri 4000 per aver stabilito il primato mondiale.

Da ricordare che nell’intero week-end si svolge anche la maratona a staffetta, cui hanno preso parte 102 squadre formate da un massimo di otto atleti, con incasso in beneficenza.  

15 aprile - Lawrence Cherono e Workenesh Degefa sono i vincitori della 123^ edizione della Maratona di Boston: in campo maschile la gara si è decisa in volata, negli ultimi metri, mentre tra le donne netto il dominio della vincitrice. Maratona che si è svolta anche quest’anno sotto la pioggia, che però non ha condizionato lo svolgimento della gara, a differenza dello scorso anno. Circa 30000 i partecipanti. 

Il 31enne keniano, già vincitore nella sua carriera di importanti maratone come Amsterdam (2017 e 2018), Praga (2016) e Siviglia (2015), con un personal best di 2h04:06 ad Amsterdam nell’ottobre 2018, si è imposto in 2h07:57 avendo la meglio solo negli ultimi 50 metri sull’etiope Lelisa Desisa, argento mondiale 2013, secondo in 2h07:59, che ha visto così sfumare il sogno del terzo successo dopo essersi già qui affermato nel 2013 e nel 2015. Terza posizione per il keniano Kenneth Kipkemoi, arresosi ai primi due a 300 metri dal traguardo, in 2h08:07. 

Gara regolare fino al 35° km con in testa il gruppo formato da otto atleti (oltre a Cherono, Desisa e Kipkemoi ci sono anche lo statunitense Scott Fauble e gli altri quattro keniani Geoffrey Kirui, Felix Kandie, Festus Talam e Philemon Rono). Dopo il 40° km l’allungo decisivo dei primi tre, con arrivo in volata. Quarto Felix Kandie in 2h08:54 che supera allo sprint Geoffrey Kirui, quinto con lo stesso tempo. Sesto Philemon Rono in 2:08:56. 

Il primo statunitense è Scott Fauble, settimo in 2h09:09 su Jared Ward, ottavo in 2h09:25. Primo europeo è giunto il britannico Scott Overall, ventitreesimo in 2h17:37. 
Solo 17° in 2h15:29, il giapponese Yuki Kawauchi, campione uscente, mentre il primo nipponico è Hiroto Inoue in 2h11:53. 

In campo femminile, assolo della etiope Degefa, alla sua prima Boston (ma con il PB di 2h17:41 a Dubai a gennaio), che parte in solitaria già appena dopo il 7° km, passa alla mezza in 1h10:40, ma rallenta nella seconda metà chiudendo in 2h23:31. Prova la clamorosa rimonta la keniana Edna Kiplagat, già impostasi qui nel 2017, ma deve accontentarsi del secondo posto in 2h24:13 davanti alla statunitense Jordan Hasay, terza in 2h25:20. Quarta la etiope Meskerem Assefa in 2h25:40. 
Quinta l’altra statunitense Desiree Linden, campionessa uscente in 2h27:00; prima europea l'irlandese Fionnuala Mccormack, undicesima in 2h30:38. 

Da segnalare che Joan Benoit Samuelson (61 anni), la vincitrice delle edizioni del 1979 e del 1983, ma soprattutto la vincitrice della prima maratona olimpica femminile nel 1984, ha concluso in 3h05:18, nel 40° anniversario del suo primo successo, mantenendo la promessa che sarebbe arrivata non oltre 40 minuti dal suo tempo vincente di 2h35:15.

Tra gli italiani, circa duecento al via, il migliore è l'altoatesino Luis Schenk, 309° in 2h38:52.

 

14 Aprile -  Sono gli etiopi Abrha Milaw e Gelete Burka i vincitori della 43^ edizione della Paris Marathon, evento IAAF Gold Label road race.

Milaw si è imposto in 2:07:05 precedendo di 20 secondi il connazionale Asefa Mengistu; terzo il keniano Paul Lonyangata, che dopo due successi consecutivi, complice anche un piccolo infortunio a seguito di una caduta in allenamento nella scorsa settimana, si è dovuto accontentare del terzo posto in 2:07:29, mancando il record delle tre vittorie di seguito.  

Tra le donne vittoria di Burka in 2:22:47, a precedere di cinque secondi la connazionale Azmera Gebru; terza Abreha, per un podio tutto etiope. In gara, nonostante tutte le voci che la davano per sospesa in quanto sfuggita per l'ennesima volta a un controllo antidoping, la francese Clémence Calvin, quarta con il nuovo record nazionale (se resisterà...).

La gara maschile si è sviluppata con un gruppo di quattro atleti al comando passati al 5° km in 14:50, composto da tre pacer e da Milaw; a seguire un gruppone di dieci atleti, compreso Lonyangata.

Ben presto è avvenuto l’aggancio: il gruppo di testa, oramai di quattordici atleti, guidato dal keniano-pacer Cosmas Lagat, è passato al 10° km in 29:31 e al 15° in 44:23.

Alla mezza, con il gruppo di testa ridotto a dieci unità, il passaggio è avvenuto in 1:02:15, dando la speranza che il record della corsa - 2:05:03 stabilito da Kenenisa Bekele nel 2014 – potesse essere migliorato. Il breve tentativo di allungo di Lonyangata è stato subito annullato dal gruppo, tornato compatto.  

Al 30° km, superato in 1:29:34, fermatosi il pacer Lagat, sono rimasti Milaw, Lonyangata, Morris Gachaga, Yitayal Atnafu, Asefa Mengistu, Barselius Kipyego e Polat Arikan a contendersi il successo.

La gara è diventata molto tattica, con gli atleti a controllarsi, tanto che i 5 km tra il 30 e il 35° sono stati i più lenti, corsi in 15:45 (passaggio in 1:45:19).

Al 39° km circa, l’allungo di Milaw che ha guadagnato quattro secondi su Lonyangata e Mengistu e nove su Gachaga al passaggio al 40° km, avvenuto in 2:00:30.

Milaw si è così andato ad affermare in 2:07:05, migliorando il proprio record personale di 20 secondi e cogliendo il secondo successo in terra francese, dopo la vittoria alla Maratona Nizza-Cannes nel novembre 2018.

Mengistu, già vincitore delle maratone di Seoul, Città del Capo e Bloemfontein, è giunto secondo in 2:07:25, con Lonyangata, più lento di 1:19 rispetto a dodici mesi fa, a completare il podio in 2:07:29. Primo europeo il polacco Polat Arikan, sesto in 2:08:14; Morhad Amdouni, campione europeo sui 10.000 m, è stato il primo francese, ottavo in 2:09:14, al debutto sulla distanza.

Bella e incerta la gara femminile, con il gruppo di testa, composto da dodici atlete, che è passato al 5° km in 17:30, per poi aumentare il ritmo con un parziale di 16:43 e passaggio al 10° in 34:13.
Alla mezza, con il gruppo di testa già ridotto a sei unità, il passaggio in 1:11:08; ma al 30° km l’allungo poderoso della keniana Sally Chepyego ha visto la reazione delle sole tre etiopi Burka, Gebru e Azmera Abreha, con le altre già staccate.
Le quattro hanno superato il 35° km in 1:57:52, con 30 secondi di vantaggio sulla francese Clémence Calvin e 56 su Betty Lempus; ben presto Chepyego ha cominciato a mollare, mentre Burka, iridata nel 2008 sui 1500 indoor, nell’ultimo chilometro ha decisamente aumentato andandosi ad affermare in 2:22:47 con Gebru, l’ultima ad arrendersi, seconda in 2:22:52; terza Abreha in 2:23:35.
Quarta, come si è detto, la francese Calvin, che in tanti davano sospesa (come la logica pretenderebbe, se i fatti corrispondono a quanto divulgato dalla stampa) per il 'giallo' del controllo antidoping tentato ed eluso in Marocco, in 2:23:41, nuovo record nazionale francese.

60.000 i partecipanti, con circa 800 italiani al via.  

Risultati

Uomini

  1. Abrha Milaw (ETH) 2:07:05
  2. Asefa Mengistu (ETH) 2:07:25
  3. Paul Lonyangata (KEN) 2:07:29
  4. Morris Gachaga (ETH) 2:07:45
  5. Barselius Kipyego (KEN) 2:07:57

 

Donne

  1. Gelete Burka (ETH) 2:22:47
  2. Azmera Gebru (ETH) 2:22:52
  3. Azmera Abreha (ETH) 2:23:35
  4. Clémence Calvin (FRA) 2:23:41
  5. Sally Chepyego (KEN) 2:23:54

 

14 Aprile - E’ stato il keniano Elvis Chebor Tabarach a vincere la 12^ edizione della Lago Maggiore Half Marathon: 1h01’08” il suo crono, alla media di 2’53” al chilometro, stabilendo il nuovo primato personale (precedente 1h03’08”).

Ottimo secondo posto per il 27enne italiano (di origine marocchina) Said El Otmani, portacolori dell’Esercito, che nella sua vera prima mezza maratona chiude in 1h01’31” a soli 23” dal vincitore. Per ritrovare un italiano più veloce sulla distanza bisogna risalire di sei anni, alla mezza maratona corsa da Daniele Meucci in 1h01:06 nel marzo del 2013 a New York. El Otmani, come primo italiano, si aggiudica il Memorial Aldo Sassi.

“Nella mia carriera ho avuto tanta sfortuna, non sono mai riuscito a trovare continuità e ad esprimermi al meglio. È stato sempre il mio più grande problema. Oggi finalmente posso dire di aver ricominciato a fare atletica. Dallo scorso settembre ho ripreso ad allenarmi (a Torino) dopo circa un anno di stop per la frattura al piede destro del settembre 2017. Ho cambiato allenatore e con Gianni Crepaldi abbiamo deciso di allungare, di provare distanze maggiori e di preparare questa mezza maratona. Era la prima volta che ne correvo una dopo aver curato una preparazione specifica: quelle corse in passato erano soltanto allenamenti. Il percorso era molto veloce, lunghi rettilinei e poche curve. Sono stato nel gruppo degli africani fino al km 4, quando è partito il vincitore. Il distacco è rimasto invariato fino agli ultimi chilometri, ho perso soltanto qualcosa nel finale. Il futuro? Dovremo riflettere: decideremo se passare definitivamente su strada, o provare a misurarci ancora con la pista”: queste le parole di El Otmani.

Terzo l’etiope Daba Temesgen Ejersa, favorito della vigilia, che chiude in 1h04’14”. 
Resiste il record della corsa stabilito nel 2018 da Daniel Kipchumba in 59’06”  

In campo femminile, dominio etiope con successo di Meseret Gezahegen Merine in 1h11’46” (migliorato il PB di 1h13’29”), davanti alle connazionali Israel Silas Geletu, seconda in 1h15’01” (PB), ed Eden Gebrehana Admase, terza in 1h16’09” (PB).

Quarta la prima italiana, Mina El Kannoussi (Atletica Saluzzo) in 1h20’11, che si è aggiudica così il Memorial Patrizia Pizzi.

1092 i finisher.

La gara si è disputata in una giornata primaverile, sul classico percorso velocissimo tra Verbania e Stresa, sulle sponde del Lago Maggiore.

Unitamente alla mezza, si è corsa anche la 10 km con successo del ghanese Ernest Johnson Nti, tesserato per  la Runner Varese, in 33’15” su Francesco Pizzi (Sport Project Vco), secondo in 36’06”, e Loris Iacchini (Castiglione Ossola) terzo in 36’13”.
Tra le donne vince Laura Nardo (Atl. Fri.Ma.S.) in 39’36”, su Samia Soltane (Atl. Sandro Calvesi), seconda in 40’13”, e Roberta Cuneaz (Atl. Sandro Calvesi), terza in 40’40”.
102 i finisher.

Da segnalare, infine, che si sono disputate anche le gare non competitive di 21 e 10 km.

E’ la la T-Fast 10k-La Velocissima, gara di dieci chilometri in linea, un lungo rettilineo che collega Torino (via XX settembre) alla Palazzina di Caccia di Stupinigi (Nichelino), la gara che domenica prossima, 14 aprile, vedrà al via Sara Dossena, campionessa italiana sulla distanza (33:13 il suo PB, nel 2017 a Dalmine).

Dossena, reduce dalla mezza maratona di Madrid (dove è giunta settima in 1h13:20), prosegue la sua stagione nella quale ha già ottenuto il terzo tempo italiano di sempre sulla maratona (a Nagoya il 10 marzo in 2h24:00) e la migliore prestazione italiana sui 5km con 16:03 il 17 febbraio a Montecarlo.

La 34enne bergamasca, tesserata per Laguna Running, dichiara: “È una gara rapida, sarà importantissima per fare ritmo e velocizzarmi in questa fase della stagione. Vorrei abbattere il muro dei 33 minuti sui 10 km”.

A domenica, quindi, sperando in un brillante risultato dell’ottima Sara.

7 Aprile - L’olandese naturalizzata Sifan Hassan (nata etiope), campionessa europea sui 5000m, ha vinto la gara femminile della 39^ Berlin Half Marathon in 1:05:45, stabilendo il nuovo record della corsa che resisteva da 13 anni (1.07:16, stabilito dalla keniana Edith Masai nel 2006).

Successo keniano, viceversa, in campo maschile con William Wanjiku in 1.01:00.

Clima favorevole per correre, con Hassan che è passata al 5° km in 15:27 e al 10° in 30:51, facendo illudere che il record europeo (1:05:15 da lei stessa stabilito nel 2018 a Copenaghen) potesse essere migliorato. Ma il ritmo è sceso negli ultimi chilometri e il record è sfumato, pur mantenendo il vantaggio di oltre tre minuti sulle rivali.

"Siamo all'inizio della stagione, mi mancava un po' di velocità: ho dato tutto, ma non riuscivo a correre più velocemente”, le parole della vincitrice.

La keniana Veronica Nyaruai, seconda in 1:08:51, e la etiope Selamawit Bayoulgn, terza in 1:09:02, hanno completato il podio. 
Migliore tedesca Fabienne Amrhein, sesta in 1:11:39 (PB).
Prima italiana Virginia Petrei, 49^ in 1:24:40

Ben diversa la gara maschile che si è decisa con un entusiasmante sprint finale, con la Porta di Brandeburgo a far da sfondo.
Il gruppo di testa composto da 5 atleti keniani (William Wanjiku, Jacob Cheshari, Rhonzas Kilimo, Wilfred Kimitei e il pacer Alfred Ngeno) è transitato al 10 km in 28:48 e al 15° in 43:28. Successivamente Kimitei and Cheshari hanno rallentato, lasciando gli altri tre atleti a contendersi la vittoria.
E, nello spettacolare sprint finale, Wanjiku si è imposto in 1:01:00, superando di un solo secondo Kilimo (1:01:01), a sua volta per un secondo davanti a Ngeno (1:01:02). .

“Avremmo volute chiudere in 59 minuti, ma ben presto mi sono reso conto di non farcela e così ho pensato unicamente a vincere la gara”, le parole di Wanjiku.

Assente il campione uscente e recordman della gara, il keniano Eric Kiptanui (58:42 nel  2018) che solo nelle ultime ore ha comunicato di non poter essere presente.

Settimo il primo tedesco, Richard Ringer (campione europeo sui 10000 nel 2018), in 1:02:10. 
Settantunesimo il primo italiano, Fabio Conti in 1:11:21.

35551 i partecipanti alla mezza (28683 i finisher), 37087 i partecipanti totali, compresa la gara di contorno.  

Risultati

Uomini:
1. William Wanjiku KEN 61:00
2. Kilimo Rhonzas KEN 61:01
3. Alfred Ngeno KEN 61:02
4. Cheshari Jacob KEN 61:20
5. Wilfred Kimitei KEN 61:53
6. Maru Teferi ISR 62:05
7. Richard Ringer GER 62:10
8. Gerard Vincent KEN 62:27

Donne:
1. Sifan Hassan NED 65:45
2. Veronica Nyaruai KEN 68:51
3. Selamawit Bayoulgn ETH 69:02
4. Naumi Vaati KEN 69:40
5. Cynthia Kosgei KEN 70:33
6. Fabienne Amrhein GER 71:39
7. Deborah Schöneborn GER 73:00
8. Kristina Hendel GER 74:02

Martedì, 09 Aprile 2019 22:32

Noci (BA) - 22^ Spaccanoci

7 Aprile - Tre i protagonisti della 22^ edizione della Spaccanoci: Francesco Quarato, vincitore assoluto; Viola Giustino, prima donna; la Montedoro Noci, società organizzatrice, per ospitalità e realizzazione della manifestazione. 

Giunta alla 22^ edizione, questa manifestazione si dimostra davvero al top, garantendo ogni servizio agli atleti ospiti convenuti.

Vasta zona parcheggio predisposta per le vetture degli atleti con tanto di bagni chimici, altri bagni chimici in zona partenza, oltre alle tradizionali strutture fisse; nuovo punto di disbrigo pratiche di iscrizione e ritiro pacchi gara, inizialmente un po’ complicato da trovare, ma poi perfettamente agevole e riparato per definire al meglio le operazioni.

Costo di iscrizione fissato ad 8 euro (gara nazionale); decisamente ricco il pacco gara, con tanti prodotti alimentari (contenuti nella sacca della Stramilano 2018) e il classico uovo di cioccolato dal peso di 300 grammi.

1484 gli scritti, numeri decisamente positivi se si considera la concomitanza con le maratona di Roma e Milano, il duathlon a Barletta, una gara nel leccese: Noci mantiene tutto il suo fascino ed è sempre tra le primissime, pur non raggiungendo più gli storici primati di oltre duemila iscritti.

Giornata dal clima favorevole, non eccessivamente freddo; il cielo però minaccia pioggia e, alla fine, potremo dire che ci è andata quasi bene!

Presenta la manifestazione, oggi finalmente in casa, Paolo Liuzzi, la voce della “strada” pugliese, esempio di simpatia, bravura, ilarità, compostezza e competenza.

Già montato l’ampio palco in piazza, si predispone la zona partenza con alte reti laterali per evitare le classiche furbate in avvio; ben posizionato il gazebo dei giudici ed addetti Fidal per il rilievo dei tempi e successive classifiche; positiva anche l’idea del palchetto laterale per riprendere al meglio gli atleti in avvio.

E gli atleti provvedono a riscaldarsi, il paese è letteralmente invaso da questi “pazzi” in calzoncini che vanno su e giù, riempiono le stradine di voci e colori, ridono, scattano, scherzano, si fermano all’improvviso per una foto.

Interessante sarebbe anche sapere il numero dei fotografi: senza falsa modestia potrei dire in Puglia di aver fatto scuola, dispiace solo quando ci si ferma tutti nello stesso punto, offrendo sostanzialmente le stesse immagini agli atleti.

I Giudici cominciano intanto ad invitare gli atleti ad andarsi a schierare per la partenza nella propria zona di competenza, la zona pole anche oggi è riservata agli atleti più veloci, selezionati preventivamente dalla Commissione Master della Fidal Puglia e dotati di speciale bollino distintivo sul pettorale. Tanti i furbi che cercano di passare, tanti i furboni che comunque entrano: osservo e registro mentalmente, il giorno che mi stancherò di fotografare si rispetteranno senz’altro meglio le regole…
Progressivamente gli atleti sono ordinatamente schierati dietro la linea di via, ma occorre stare fermi e in religioso silenzio perché comincia il minuto di raccoglimento per Giampiero Silvestri, troppo presto andato via, atleta volitivo ma soprattutto uomo buono.

Lo sparo decisivo è affidato a Nicole Orlando, la campionessa paralimpica, per il secondo anno consecutivo alla Spaccanoci, a portare il suo messaggio di forza, di riscatto, di reazione.

E lo sparo proietta gli atleti sul percorso, occhio però a partire troppo forte, questo tracciato è “tosto”.

Illudono i primi chilometri in parziale discesa, ben presto subentrano una serie di saliscendi che comportano un buon lavoro muscolare, ma è la salita tra il 5° e il 6° chilometro a far avere le visioni, gli atleti annaspano, maledicono, faticano, ma salgono; segue una breve discesa e poi una serie interminabile di saliscendi fino all’arrivo, sullo stesso punto della partenza, chiaramente in senso opposto.

Ben presidiato il tracciato, bloccato il traffico veicolare, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà percorso, buona anche la presenza di pubblico, ma troppo silenzioso per farsi notare dagli affaticati atleti.

I primi chilometri vedono in testa Giuliano Gaeta, atleta di Palo, forte ma ancora poco tattico, seguito da Susca e Quarato, a loro volta seguiti da Redi, Guastamacchia ed Uva. Al femminile è già in testa Giustino…

Vanno via gli atleti e non li vediamo più, la lotta si fa interessante, allunga Quarato, resiste in parte Susca, Gaeta arretra… Sempre Giustino al comando tra le donne.

La lunga Via Principe Umberto, sede di arrivo, sembra non finire mai, ma oramai ecco apparire la classica e decisamente bella casacca del Team Pianeta Sport, la indossa chiaramente Francesco Quarato che va a vincere, il suo lungo scambio di cinque a cominciare dal tecnico Antonio Petino, e poi quel gesto a togliersi di dosso la polvere, “le chiacchiere” spiegherà lui, che va a cogliere il terzo successo in tre gare di Corripuglia 2019; 32:32 il suo crono, persino un piccolo gesto di affetto verso chi scrive mentre oltrepassa soddisfatto il traguardo.

Bravissimo, ancora sofferente ad un piede, ma Giovanni Susca (Atletica Amatori Cisternino) dimostra che talento e carattere ci sono, e sotto lo sguardo di mister Petino (un bravo anche ad Antonio, anche oggi due su due!) e di papà Francesco, coglie un ottimo secondo posto in 32:47.

Rimonta anche Antonio Redi, il bravo francavillese tesserato per la Dynamyk Palo, che conclude terzo in 33:07, un secondo prima del generoso Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), prima atleta della società organizzatrice, che se gestisse meglio le forze andrebbe senz’altro oltre l’odierno quarto posto in 33:08.

Classe 1986 e già una vita di atletica, successi e insegnamenti, Rodolfo Guastamacchia (Atleticamente Modugno) è quinto in 33:29, davanti al volto buono e gentile di Michele Uva (Free Runners Molfetta), sesto in 33:36, e al secondo atleta tesserato per la società organizzatrice, il salentino Luca Quarta, sempre combattivo, settimo in 33:44. Ottavo posto per il “vecchio lupo di mare”, il giovinazzese Rino Bonvino (Dynamyk Palo), in 34:07, davanti a due grandi, entrambi ancora alle prese con noie fisiche ma capaci di terminare nono e decimo, Denis Greco (Tommaso Assi Trani), in 34:27, e Francesco Minerva (Montedoro Noci), in 34:31.

Tra le donne, al termine di una lunga gara solitaria, chiude vittoriosa Viola Giustino (Giovani Atleti Bari), sempre concretamente di poche parole, reduce dal successo al Vivicittà di Bari, in 37:50; secondo posto per la brillante Miriana Parisi (Amatori Atletica Acquaviva), in 39:45, che precede la concreta Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), in ripresa dopo tante mezze maratone, terza in 40:00.
Quarta la bravissima Loredana Di Grazia (Giovani Atleti Bari), che avevo avuto modo di apprezzare sempre su distanze più brevi, in 40:15 su Damiana Monfreda (Amatori Atl. Acquaviva), apparsa un po’ stanca, quinta in 40:32, e su Francesca Riti (Montedoro Noci), mai doma, sesta in 41:20.  Segnali di miglioramento per Ornella Donghia (Nadir Putignano) settima in 41:52, mentre, senza eccessi – Ilenia Colucci (Alteratletica Locorotondo) è ottava in 41:54; troppi pensieri e dolore dopo la perdita improvvisa del giovanissimo nipote per Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), comunque nona in 42:07, davanti a Mara Lavarra (Amatori Putignano), sempre attiva, decima in 42:08.

1382 i finisher, con Anna Colacicco (Atletica Polignano) in 1:20:08, e l’86enne Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto) in 1:30:43 a chiudere le rispettive graduatorie.

Ristoro finale un po’ troppo essenziale, con consegna di un’arancia e di una bottiglietta d’acqua; solo più tardi, in piazza, uno sponsor provvede a cuocere le “birbe” di pollo, ma tanti sono già andati via o non se ne accorgono nemmeno!

Già disputata la gara dimostrativa per i diversamente abili, già svolta la gara promozionale per i bambini delle scuole elementari e relative premiazioni, alla presenza di numerose autorità, come il locale sindaco e il presidente del Coni Puglia, Angelo Giliberto, si comincia con la cerimonia relativa alla vera e propria Spaccanoci.

Il conduttore televisivo Mauro Pulpito affianca Paolo Liuzzi: ottimo il duo che va a premiare i vincitori assoluti: Viola Giustino e Francesco Quarato, dopo una breve dichiarazione dove riportano le difficoltà del tracciato e la soddisfazione per il successo, ricevono un mega uovo di cioccolato del peso di 12kg, una cassetta di arance, un tris di vini e altri prodotti, con la seria difficoltà di doverli trasportare da qui fino a casa.

A seguire, in piena velocità, anche perché il cielo minaccia pioggia da un secondo all’altro, ecco salire sul podio i primi cinque uomini e le prime cinque donne di ciascuna categoria, tutti premiati con uova di cioccolata di varia grandezza secondo la posizione, arance, vino e/o portascarpe, e il libro di Nicole Orlando.

Proprio sul finire, quando mancano le ultime categorie e le società (premiate le prime cinque per numero cumulativo di atleti giunti al traguardo: vince la Montedoro Noci su Nadir on the road Putignano, Amatori Putignano, Tommaso Assi Trani e Atletica Monopoli), scende una copiosa pioggia…

Abile Paolo Liuzzi a fare in fretta, far salutare il buon Stefano Bianco, il presidente della Montedoro Noci, e dichiarare chiusa la manifestazione.

La Spaccanoci si conferma anche quest’anno: tanto lavoro, tanto impegno, ma la soddisfazione di aver organizzato al meglio e di conseguenza il ricevimento di complimenti e applausi da parte di tutti i presenti.

Anche organizzare è un allenamento, occorre lavorare per migliorarsi, occorre sempre cogliere i giusti suggerimenti, aver il coraggio di saper cambiare.

E i podisti apprezzano, se a Noci si torna sempre in massa non è – credetemi - soltanto per l’uovo di cioccolato nel pacco gara…

7 Aprile - La 36^ edizione della Vienna City Marathon, evento IAAF Gold Label road race, registra il terzo successo consecutivo della keniana Nancy Kiprop che si afferma in 2h22:12, nuovo record del percorso che migliora il precedente risalente al 2000: stabilito dalla nostra Maura Viceconte,  recentemente scomparsa come sappiamo, con 2h24:47.
Podio femminile interamente keniano con Angela Tanui, seconda in 2h25:37 (PB) e Maurine Chepkemoi, terza in 2h26:16 (PB). 

Kenya sugli scudi anche tra gli uomini, con la vittoria del 28enne Vincent Kipchumba in 2h06:56 (migliora il proprio personale - 2h10:23 - di quasi quattro minuti), che supera nel finale l’affaticato svizzero naturalizzato Tadesse Abraham, secondo in 2h07:24; terzo l'ugandese Solomon Mutai in 2h08:25 (PB). 

Resiste il record del tracciato stabilito dall’etiope Getu Feleke in 2h05:41 nel 2014.   

5693 i finisher, con 40590 partecipanti totali alla manifestazione, considerando tutte le numerosissime gare sulle distanze più disparate, tra cui una mezza maratona. 

Purtroppo la maratona ha visto la tragica morte di un atleta di oltre 60 anni che è stramazzato al suolo nella zona del Prater, circa al 35° km, probabilmente per un problema cardiaco: subito soccorso e trasferito in ospedale, nonostante i vari tentativi dei medici, è purtroppo deceduto.
I
l responsabile della maratona, Wolfgang Konrad, ha dichiarato: "Siamo dispiaciuti per quanto accaduto. La nostra sincera vicinanza alla famiglia del maratoneta deceduto". 

Numerosi sono stati gli interventi medici durante la maratona: ben 280, con 32 atleti finiti in ospedale. A Vienna, nel 1994, era deceduto un altro atleta, 28enne, crollato dopo il traguardo e poi deceduto nonostante i tentativi di rianimazione. E' l'aspetto negativo della liberalizzazione degli accessi: in tutta l'area tedesca e del Centro-nord Europa non è necessario alcun certificato medico per iscriversi a una maratona. (E' però vero che problemi sanitari insorgono anche nelle controllatissime gare italiane).

Classifica maschile:

1 Kipchumba, Vincent (KEN 2:06:56
2 Abraham, Tadesse (SUI) 2:07:24
3 Mutai, Solomon (UGA) 2:08:25
4 Choge, Raymond (KEN) 2:09:02
5 Chirchir, Henry (KEN) 2:09:16
6 Misoi, Brimin (KEN) 2:09:31
7 Yator, Vincent (KEN) 2:10:02
8 Chemosin, Robert (KEN) 2:10:09
9 Kosgei, Edwin (KEN) 2:10:11
10 Keter, Kenneth (KEN) 2:10:15
11 Ketema, Lemawork (AUT) 2:10:44
12 Deleba, Terefa (ETH) 2:10:49
13 Pfeil, Valentin (AUT) 2:12:55
14 Leiva, Jaume (ESP) 2:13:06
15 Kirwa, Gilbert (KEN) 2:13:13
16 Tafa, Shume (ETH) 2:13:53
17 Ikegami, Hideyuki (JPN) 2:15:23
18 Herzog, Peter (AUT) 2:16:16
19 Baar, Philipp (GER) 2:18:45
20 Fletcher, Ben (USA) 2:20:24

Classifica femminile:

1 Kiprop, Nancy (KEN) 2:22:12
2 Tanui, Angela (KEN) 2:25:37
3 Chepkemoi, Maurine (KEN) 2:26:16
4 Tusa, Rahma (ETH) 2:26:58
5 Ebongon, Milliam (KEN) 2:29:33
6 Wutti, Eva (AUT) 2:34:12
7 Nyahora, Rutendo (ANG) 2:34:49
8 Soccol, Manuela (BEL) 2:40:05
9 Bonilla, Paola (ECU) 2:44:41
10 Hatsuk, Nataliya (BLR) 2:48:22

Lunedì, 08 Aprile 2019 22:31

I convocati azzurri per i Mondiali di Trail

La FIDAL, su indicazione del responsabile tecnico di corsa in montagna, trail e ultradistanze Paolo Germanetto, ha  diramato l'elenco degli atleti selezionati per i Campionati Mondiali di Trail Running in programma a Miranda do Corvo (Portogallo) l'8 giugno 2019. Il team azzurro sarà formato da 12 convocati (6 uomini e 6 donne), di seguito i nominativi: 

Uomini (6)
Luca Cagnati (Atl. Valli Bergamasche Leffe)
Davide Cheraz (Atletica Sandro Calvesi)
Marco De Gasperi (Atletica Alta Valtellina)
Francesco Puppi (Atletica Valle Brembana)
Alessandro Rambaldini (Atl. Valli Bergamasche Leffe)
Andreas Reiterer (Telmekom Team Südtirol)

Donne (6)
Barbara Bani (Free-Zone)
Gloria Rita Antonia Giudici (Free-Zone)
Lidia Mongelli (Atl. Correrepollino)
Sarah Palfrader (Atletica Alta Valtellina)
Emma Linda Quaglia (Cambiaso Risso Running Team)
Silvia Rampazzo (Tornado)

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