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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

14 Aprile - E’ stato il keniano Elvis Chebor Tabarach a vincere la 12^ edizione della Lago Maggiore Half Marathon: 1h01’08” il suo crono, alla media di 2’53” al chilometro, stabilendo il nuovo primato personale (precedente 1h03’08”).

Ottimo secondo posto per il 27enne italiano (di origine marocchina) Said El Otmani, portacolori dell’Esercito, che nella sua vera prima mezza maratona chiude in 1h01’31” a soli 23” dal vincitore. Per ritrovare un italiano più veloce sulla distanza bisogna risalire di sei anni, alla mezza maratona corsa da Daniele Meucci in 1h01:06 nel marzo del 2013 a New York. El Otmani, come primo italiano, si aggiudica il Memorial Aldo Sassi.

“Nella mia carriera ho avuto tanta sfortuna, non sono mai riuscito a trovare continuità e ad esprimermi al meglio. È stato sempre il mio più grande problema. Oggi finalmente posso dire di aver ricominciato a fare atletica. Dallo scorso settembre ho ripreso ad allenarmi (a Torino) dopo circa un anno di stop per la frattura al piede destro del settembre 2017. Ho cambiato allenatore e con Gianni Crepaldi abbiamo deciso di allungare, di provare distanze maggiori e di preparare questa mezza maratona. Era la prima volta che ne correvo una dopo aver curato una preparazione specifica: quelle corse in passato erano soltanto allenamenti. Il percorso era molto veloce, lunghi rettilinei e poche curve. Sono stato nel gruppo degli africani fino al km 4, quando è partito il vincitore. Il distacco è rimasto invariato fino agli ultimi chilometri, ho perso soltanto qualcosa nel finale. Il futuro? Dovremo riflettere: decideremo se passare definitivamente su strada, o provare a misurarci ancora con la pista”: queste le parole di El Otmani.

Terzo l’etiope Daba Temesgen Ejersa, favorito della vigilia, che chiude in 1h04’14”. 
Resiste il record della corsa stabilito nel 2018 da Daniel Kipchumba in 59’06”  

In campo femminile, dominio etiope con successo di Meseret Gezahegen Merine in 1h11’46” (migliorato il PB di 1h13’29”), davanti alle connazionali Israel Silas Geletu, seconda in 1h15’01” (PB), ed Eden Gebrehana Admase, terza in 1h16’09” (PB).

Quarta la prima italiana, Mina El Kannoussi (Atletica Saluzzo) in 1h20’11, che si è aggiudica così il Memorial Patrizia Pizzi.

1092 i finisher.

La gara si è disputata in una giornata primaverile, sul classico percorso velocissimo tra Verbania e Stresa, sulle sponde del Lago Maggiore.

Unitamente alla mezza, si è corsa anche la 10 km con successo del ghanese Ernest Johnson Nti, tesserato per  la Runner Varese, in 33’15” su Francesco Pizzi (Sport Project Vco), secondo in 36’06”, e Loris Iacchini (Castiglione Ossola) terzo in 36’13”.
Tra le donne vince Laura Nardo (Atl. Fri.Ma.S.) in 39’36”, su Samia Soltane (Atl. Sandro Calvesi), seconda in 40’13”, e Roberta Cuneaz (Atl. Sandro Calvesi), terza in 40’40”.
102 i finisher.

Da segnalare, infine, che si sono disputate anche le gare non competitive di 21 e 10 km.

E’ la la T-Fast 10k-La Velocissima, gara di dieci chilometri in linea, un lungo rettilineo che collega Torino (via XX settembre) alla Palazzina di Caccia di Stupinigi (Nichelino), la gara che domenica prossima, 14 aprile, vedrà al via Sara Dossena, campionessa italiana sulla distanza (33:13 il suo PB, nel 2017 a Dalmine).

Dossena, reduce dalla mezza maratona di Madrid (dove è giunta settima in 1h13:20), prosegue la sua stagione nella quale ha già ottenuto il terzo tempo italiano di sempre sulla maratona (a Nagoya il 10 marzo in 2h24:00) e la migliore prestazione italiana sui 5km con 16:03 il 17 febbraio a Montecarlo.

La 34enne bergamasca, tesserata per Laguna Running, dichiara: “È una gara rapida, sarà importantissima per fare ritmo e velocizzarmi in questa fase della stagione. Vorrei abbattere il muro dei 33 minuti sui 10 km”.

A domenica, quindi, sperando in un brillante risultato dell’ottima Sara.

7 Aprile - L’olandese naturalizzata Sifan Hassan (nata etiope), campionessa europea sui 5000m, ha vinto la gara femminile della 39^ Berlin Half Marathon in 1:05:45, stabilendo il nuovo record della corsa che resisteva da 13 anni (1.07:16, stabilito dalla keniana Edith Masai nel 2006).

Successo keniano, viceversa, in campo maschile con William Wanjiku in 1.01:00.

Clima favorevole per correre, con Hassan che è passata al 5° km in 15:27 e al 10° in 30:51, facendo illudere che il record europeo (1:05:15 da lei stessa stabilito nel 2018 a Copenaghen) potesse essere migliorato. Ma il ritmo è sceso negli ultimi chilometri e il record è sfumato, pur mantenendo il vantaggio di oltre tre minuti sulle rivali.

"Siamo all'inizio della stagione, mi mancava un po' di velocità: ho dato tutto, ma non riuscivo a correre più velocemente”, le parole della vincitrice.

La keniana Veronica Nyaruai, seconda in 1:08:51, e la etiope Selamawit Bayoulgn, terza in 1:09:02, hanno completato il podio. 
Migliore tedesca Fabienne Amrhein, sesta in 1:11:39 (PB).
Prima italiana Virginia Petrei, 49^ in 1:24:40

Ben diversa la gara maschile che si è decisa con un entusiasmante sprint finale, con la Porta di Brandeburgo a far da sfondo.
Il gruppo di testa composto da 5 atleti keniani (William Wanjiku, Jacob Cheshari, Rhonzas Kilimo, Wilfred Kimitei e il pacer Alfred Ngeno) è transitato al 10 km in 28:48 e al 15° in 43:28. Successivamente Kimitei and Cheshari hanno rallentato, lasciando gli altri tre atleti a contendersi la vittoria.
E, nello spettacolare sprint finale, Wanjiku si è imposto in 1:01:00, superando di un solo secondo Kilimo (1:01:01), a sua volta per un secondo davanti a Ngeno (1:01:02). .

“Avremmo volute chiudere in 59 minuti, ma ben presto mi sono reso conto di non farcela e così ho pensato unicamente a vincere la gara”, le parole di Wanjiku.

Assente il campione uscente e recordman della gara, il keniano Eric Kiptanui (58:42 nel  2018) che solo nelle ultime ore ha comunicato di non poter essere presente.

Settimo il primo tedesco, Richard Ringer (campione europeo sui 10000 nel 2018), in 1:02:10. 
Settantunesimo il primo italiano, Fabio Conti in 1:11:21.

35551 i partecipanti alla mezza (28683 i finisher), 37087 i partecipanti totali, compresa la gara di contorno.  

Risultati

Uomini:
1. William Wanjiku KEN 61:00
2. Kilimo Rhonzas KEN 61:01
3. Alfred Ngeno KEN 61:02
4. Cheshari Jacob KEN 61:20
5. Wilfred Kimitei KEN 61:53
6. Maru Teferi ISR 62:05
7. Richard Ringer GER 62:10
8. Gerard Vincent KEN 62:27

Donne:
1. Sifan Hassan NED 65:45
2. Veronica Nyaruai KEN 68:51
3. Selamawit Bayoulgn ETH 69:02
4. Naumi Vaati KEN 69:40
5. Cynthia Kosgei KEN 70:33
6. Fabienne Amrhein GER 71:39
7. Deborah Schöneborn GER 73:00
8. Kristina Hendel GER 74:02

Martedì, 09 Aprile 2019 22:32

Noci (BA) - 22^ Spaccanoci

7 Aprile - Tre i protagonisti della 22^ edizione della Spaccanoci: Francesco Quarato, vincitore assoluto; Viola Giustino, prima donna; la Montedoro Noci, società organizzatrice, per ospitalità e realizzazione della manifestazione. 

Giunta alla 22^ edizione, questa manifestazione si dimostra davvero al top, garantendo ogni servizio agli atleti ospiti convenuti.

Vasta zona parcheggio predisposta per le vetture degli atleti con tanto di bagni chimici, altri bagni chimici in zona partenza, oltre alle tradizionali strutture fisse; nuovo punto di disbrigo pratiche di iscrizione e ritiro pacchi gara, inizialmente un po’ complicato da trovare, ma poi perfettamente agevole e riparato per definire al meglio le operazioni.

Costo di iscrizione fissato ad 8 euro (gara nazionale); decisamente ricco il pacco gara, con tanti prodotti alimentari (contenuti nella sacca della Stramilano 2018) e il classico uovo di cioccolato dal peso di 300 grammi.

1484 gli scritti, numeri decisamente positivi se si considera la concomitanza con le maratona di Roma e Milano, il duathlon a Barletta, una gara nel leccese: Noci mantiene tutto il suo fascino ed è sempre tra le primissime, pur non raggiungendo più gli storici primati di oltre duemila iscritti.

Giornata dal clima favorevole, non eccessivamente freddo; il cielo però minaccia pioggia e, alla fine, potremo dire che ci è andata quasi bene!

Presenta la manifestazione, oggi finalmente in casa, Paolo Liuzzi, la voce della “strada” pugliese, esempio di simpatia, bravura, ilarità, compostezza e competenza.

Già montato l’ampio palco in piazza, si predispone la zona partenza con alte reti laterali per evitare le classiche furbate in avvio; ben posizionato il gazebo dei giudici ed addetti Fidal per il rilievo dei tempi e successive classifiche; positiva anche l’idea del palchetto laterale per riprendere al meglio gli atleti in avvio.

E gli atleti provvedono a riscaldarsi, il paese è letteralmente invaso da questi “pazzi” in calzoncini che vanno su e giù, riempiono le stradine di voci e colori, ridono, scattano, scherzano, si fermano all’improvviso per una foto.

Interessante sarebbe anche sapere il numero dei fotografi: senza falsa modestia potrei dire in Puglia di aver fatto scuola, dispiace solo quando ci si ferma tutti nello stesso punto, offrendo sostanzialmente le stesse immagini agli atleti.

I Giudici cominciano intanto ad invitare gli atleti ad andarsi a schierare per la partenza nella propria zona di competenza, la zona pole anche oggi è riservata agli atleti più veloci, selezionati preventivamente dalla Commissione Master della Fidal Puglia e dotati di speciale bollino distintivo sul pettorale. Tanti i furbi che cercano di passare, tanti i furboni che comunque entrano: osservo e registro mentalmente, il giorno che mi stancherò di fotografare si rispetteranno senz’altro meglio le regole…
Progressivamente gli atleti sono ordinatamente schierati dietro la linea di via, ma occorre stare fermi e in religioso silenzio perché comincia il minuto di raccoglimento per Giampiero Silvestri, troppo presto andato via, atleta volitivo ma soprattutto uomo buono.

Lo sparo decisivo è affidato a Nicole Orlando, la campionessa paralimpica, per il secondo anno consecutivo alla Spaccanoci, a portare il suo messaggio di forza, di riscatto, di reazione.

E lo sparo proietta gli atleti sul percorso, occhio però a partire troppo forte, questo tracciato è “tosto”.

Illudono i primi chilometri in parziale discesa, ben presto subentrano una serie di saliscendi che comportano un buon lavoro muscolare, ma è la salita tra il 5° e il 6° chilometro a far avere le visioni, gli atleti annaspano, maledicono, faticano, ma salgono; segue una breve discesa e poi una serie interminabile di saliscendi fino all’arrivo, sullo stesso punto della partenza, chiaramente in senso opposto.

Ben presidiato il tracciato, bloccato il traffico veicolare, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà percorso, buona anche la presenza di pubblico, ma troppo silenzioso per farsi notare dagli affaticati atleti.

I primi chilometri vedono in testa Giuliano Gaeta, atleta di Palo, forte ma ancora poco tattico, seguito da Susca e Quarato, a loro volta seguiti da Redi, Guastamacchia ed Uva. Al femminile è già in testa Giustino…

Vanno via gli atleti e non li vediamo più, la lotta si fa interessante, allunga Quarato, resiste in parte Susca, Gaeta arretra… Sempre Giustino al comando tra le donne.

La lunga Via Principe Umberto, sede di arrivo, sembra non finire mai, ma oramai ecco apparire la classica e decisamente bella casacca del Team Pianeta Sport, la indossa chiaramente Francesco Quarato che va a vincere, il suo lungo scambio di cinque a cominciare dal tecnico Antonio Petino, e poi quel gesto a togliersi di dosso la polvere, “le chiacchiere” spiegherà lui, che va a cogliere il terzo successo in tre gare di Corripuglia 2019; 32:32 il suo crono, persino un piccolo gesto di affetto verso chi scrive mentre oltrepassa soddisfatto il traguardo.

Bravissimo, ancora sofferente ad un piede, ma Giovanni Susca (Atletica Amatori Cisternino) dimostra che talento e carattere ci sono, e sotto lo sguardo di mister Petino (un bravo anche ad Antonio, anche oggi due su due!) e di papà Francesco, coglie un ottimo secondo posto in 32:47.

Rimonta anche Antonio Redi, il bravo francavillese tesserato per la Dynamyk Palo, che conclude terzo in 33:07, un secondo prima del generoso Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), prima atleta della società organizzatrice, che se gestisse meglio le forze andrebbe senz’altro oltre l’odierno quarto posto in 33:08.

Classe 1986 e già una vita di atletica, successi e insegnamenti, Rodolfo Guastamacchia (Atleticamente Modugno) è quinto in 33:29, davanti al volto buono e gentile di Michele Uva (Free Runners Molfetta), sesto in 33:36, e al secondo atleta tesserato per la società organizzatrice, il salentino Luca Quarta, sempre combattivo, settimo in 33:44. Ottavo posto per il “vecchio lupo di mare”, il giovinazzese Rino Bonvino (Dynamyk Palo), in 34:07, davanti a due grandi, entrambi ancora alle prese con noie fisiche ma capaci di terminare nono e decimo, Denis Greco (Tommaso Assi Trani), in 34:27, e Francesco Minerva (Montedoro Noci), in 34:31.

Tra le donne, al termine di una lunga gara solitaria, chiude vittoriosa Viola Giustino (Giovani Atleti Bari), sempre concretamente di poche parole, reduce dal successo al Vivicittà di Bari, in 37:50; secondo posto per la brillante Miriana Parisi (Amatori Atletica Acquaviva), in 39:45, che precede la concreta Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), in ripresa dopo tante mezze maratone, terza in 40:00.
Quarta la bravissima Loredana Di Grazia (Giovani Atleti Bari), che avevo avuto modo di apprezzare sempre su distanze più brevi, in 40:15 su Damiana Monfreda (Amatori Atl. Acquaviva), apparsa un po’ stanca, quinta in 40:32, e su Francesca Riti (Montedoro Noci), mai doma, sesta in 41:20.  Segnali di miglioramento per Ornella Donghia (Nadir Putignano) settima in 41:52, mentre, senza eccessi – Ilenia Colucci (Alteratletica Locorotondo) è ottava in 41:54; troppi pensieri e dolore dopo la perdita improvvisa del giovanissimo nipote per Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), comunque nona in 42:07, davanti a Mara Lavarra (Amatori Putignano), sempre attiva, decima in 42:08.

1382 i finisher, con Anna Colacicco (Atletica Polignano) in 1:20:08, e l’86enne Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto) in 1:30:43 a chiudere le rispettive graduatorie.

Ristoro finale un po’ troppo essenziale, con consegna di un’arancia e di una bottiglietta d’acqua; solo più tardi, in piazza, uno sponsor provvede a cuocere le “birbe” di pollo, ma tanti sono già andati via o non se ne accorgono nemmeno!

Già disputata la gara dimostrativa per i diversamente abili, già svolta la gara promozionale per i bambini delle scuole elementari e relative premiazioni, alla presenza di numerose autorità, come il locale sindaco e il presidente del Coni Puglia, Angelo Giliberto, si comincia con la cerimonia relativa alla vera e propria Spaccanoci.

Il conduttore televisivo Mauro Pulpito affianca Paolo Liuzzi: ottimo il duo che va a premiare i vincitori assoluti: Viola Giustino e Francesco Quarato, dopo una breve dichiarazione dove riportano le difficoltà del tracciato e la soddisfazione per il successo, ricevono un mega uovo di cioccolato del peso di 12kg, una cassetta di arance, un tris di vini e altri prodotti, con la seria difficoltà di doverli trasportare da qui fino a casa.

A seguire, in piena velocità, anche perché il cielo minaccia pioggia da un secondo all’altro, ecco salire sul podio i primi cinque uomini e le prime cinque donne di ciascuna categoria, tutti premiati con uova di cioccolata di varia grandezza secondo la posizione, arance, vino e/o portascarpe, e il libro di Nicole Orlando.

Proprio sul finire, quando mancano le ultime categorie e le società (premiate le prime cinque per numero cumulativo di atleti giunti al traguardo: vince la Montedoro Noci su Nadir on the road Putignano, Amatori Putignano, Tommaso Assi Trani e Atletica Monopoli), scende una copiosa pioggia…

Abile Paolo Liuzzi a fare in fretta, far salutare il buon Stefano Bianco, il presidente della Montedoro Noci, e dichiarare chiusa la manifestazione.

La Spaccanoci si conferma anche quest’anno: tanto lavoro, tanto impegno, ma la soddisfazione di aver organizzato al meglio e di conseguenza il ricevimento di complimenti e applausi da parte di tutti i presenti.

Anche organizzare è un allenamento, occorre lavorare per migliorarsi, occorre sempre cogliere i giusti suggerimenti, aver il coraggio di saper cambiare.

E i podisti apprezzano, se a Noci si torna sempre in massa non è – credetemi - soltanto per l’uovo di cioccolato nel pacco gara…

7 Aprile - La 36^ edizione della Vienna City Marathon, evento IAAF Gold Label road race, registra il terzo successo consecutivo della keniana Nancy Kiprop che si afferma in 2h22:12, nuovo record del percorso che migliora il precedente risalente al 2000: stabilito dalla nostra Maura Viceconte,  recentemente scomparsa come sappiamo, con 2h24:47.
Podio femminile interamente keniano con Angela Tanui, seconda in 2h25:37 (PB) e Maurine Chepkemoi, terza in 2h26:16 (PB). 

Kenya sugli scudi anche tra gli uomini, con la vittoria del 28enne Vincent Kipchumba in 2h06:56 (migliora il proprio personale - 2h10:23 - di quasi quattro minuti), che supera nel finale l’affaticato svizzero naturalizzato Tadesse Abraham, secondo in 2h07:24; terzo l'ugandese Solomon Mutai in 2h08:25 (PB). 

Resiste il record del tracciato stabilito dall’etiope Getu Feleke in 2h05:41 nel 2014.   

5693 i finisher, con 40590 partecipanti totali alla manifestazione, considerando tutte le numerosissime gare sulle distanze più disparate, tra cui una mezza maratona. 

Purtroppo la maratona ha visto la tragica morte di un atleta di oltre 60 anni che è stramazzato al suolo nella zona del Prater, circa al 35° km, probabilmente per un problema cardiaco: subito soccorso e trasferito in ospedale, nonostante i vari tentativi dei medici, è purtroppo deceduto.
I
l responsabile della maratona, Wolfgang Konrad, ha dichiarato: "Siamo dispiaciuti per quanto accaduto. La nostra sincera vicinanza alla famiglia del maratoneta deceduto". 

Numerosi sono stati gli interventi medici durante la maratona: ben 280, con 32 atleti finiti in ospedale. A Vienna, nel 1994, era deceduto un altro atleta, 28enne, crollato dopo il traguardo e poi deceduto nonostante i tentativi di rianimazione. E' l'aspetto negativo della liberalizzazione degli accessi: in tutta l'area tedesca e del Centro-nord Europa non è necessario alcun certificato medico per iscriversi a una maratona. (E' però vero che problemi sanitari insorgono anche nelle controllatissime gare italiane).

Classifica maschile:

1 Kipchumba, Vincent (KEN 2:06:56
2 Abraham, Tadesse (SUI) 2:07:24
3 Mutai, Solomon (UGA) 2:08:25
4 Choge, Raymond (KEN) 2:09:02
5 Chirchir, Henry (KEN) 2:09:16
6 Misoi, Brimin (KEN) 2:09:31
7 Yator, Vincent (KEN) 2:10:02
8 Chemosin, Robert (KEN) 2:10:09
9 Kosgei, Edwin (KEN) 2:10:11
10 Keter, Kenneth (KEN) 2:10:15
11 Ketema, Lemawork (AUT) 2:10:44
12 Deleba, Terefa (ETH) 2:10:49
13 Pfeil, Valentin (AUT) 2:12:55
14 Leiva, Jaume (ESP) 2:13:06
15 Kirwa, Gilbert (KEN) 2:13:13
16 Tafa, Shume (ETH) 2:13:53
17 Ikegami, Hideyuki (JPN) 2:15:23
18 Herzog, Peter (AUT) 2:16:16
19 Baar, Philipp (GER) 2:18:45
20 Fletcher, Ben (USA) 2:20:24

Classifica femminile:

1 Kiprop, Nancy (KEN) 2:22:12
2 Tanui, Angela (KEN) 2:25:37
3 Chepkemoi, Maurine (KEN) 2:26:16
4 Tusa, Rahma (ETH) 2:26:58
5 Ebongon, Milliam (KEN) 2:29:33
6 Wutti, Eva (AUT) 2:34:12
7 Nyahora, Rutendo (ANG) 2:34:49
8 Soccol, Manuela (BEL) 2:40:05
9 Bonilla, Paola (ECU) 2:44:41
10 Hatsuk, Nataliya (BLR) 2:48:22

Lunedì, 08 Aprile 2019 22:31

I convocati azzurri per i Mondiali di Trail

La FIDAL, su indicazione del responsabile tecnico di corsa in montagna, trail e ultradistanze Paolo Germanetto, ha  diramato l'elenco degli atleti selezionati per i Campionati Mondiali di Trail Running in programma a Miranda do Corvo (Portogallo) l'8 giugno 2019. Il team azzurro sarà formato da 12 convocati (6 uomini e 6 donne), di seguito i nominativi: 

Uomini (6)
Luca Cagnati (Atl. Valli Bergamasche Leffe)
Davide Cheraz (Atletica Sandro Calvesi)
Marco De Gasperi (Atletica Alta Valtellina)
Francesco Puppi (Atletica Valle Brembana)
Alessandro Rambaldini (Atl. Valli Bergamasche Leffe)
Andreas Reiterer (Telmekom Team Südtirol)

Donne (6)
Barbara Bani (Free-Zone)
Gloria Rita Antonia Giudici (Free-Zone)
Lidia Mongelli (Atl. Correrepollino)
Sarah Palfrader (Atletica Alta Valtellina)
Emma Linda Quaglia (Cambiaso Risso Running Team)
Silvia Rampazzo (Tornado)

7 aprile - E’ tornata Sara Dossena: è tornata un mese dopo l’ottima prestazione alla Nagoya Marathon, dove aveva chiuso in 2:24:00, terzo tempo italiano di sempre.

Sara ha corso la mezza maratona di Madrid, dove – invitata dagli organizzatori - ha eseguito un test in vista dei futuri impegni. La 34enne rappresentante del Laguna Running ha concluso in 1:13:30 in settima posizione, tutto sommato soddisfatta della sua prestazione.

“Sono venuta volentieri a fare quella che è stata semplicemente una gara-allenamento. Non era in programma, ma visto il periodo va bene e ho trovato un percorso bello anche se impegnativo, con diversi saliscendi, e una temperatura piuttosto fredda. Un allenamento molto duro. Tra una settimana, domenica 14 aprile, sarò invece alla partenza della T-Fast di 10 chilometri sulle strade di Torino”, le parole della Sara nazionale.

La mezza maratona di Madrid, IAAF bronze label, ha registrato la vittoria del keniano Kipremoi Kiprono in 1:01:47, nuovo record della corsa (migliorato il precedente stabilito due anni fa dall’ugandese Moses Kibet in 1:01:54), sull’etiope Tesfaye Abera, secondo in 1:01:59, e sul connazionale Ronald Kiprotich, terzo in 1:02:02.

La gara è cominciata con un ritmo non troppo elevato, poiché i primi chilometri sono in salita: il passaggio al 5° km è avvenuto in 15:07, con il gruppo di testa formato da 12 atleti tra cui i favoriti Kiprono, Ronald Kiptotich, Bernard Kiprop Kipyego, l’etiope Tesfaye Abera e il sudafricano Desmond Mokgobu. Il keniano Langat Kipkurui è passato in testa al 10° km in 30:10 seguito da vicino da Kiprono e dagli etiopi Abera e Erkihum Jenberie, con il gruppo ridotto a nove unità.
Seconda parte in discesa e ritmo salito decisamente con passaggio al 15° in 44:43, con in testa Kiprono, seguito dai soli Abera, Kiprotich ed Erkihumm, staccati definitivamente al 18° km dal vincitore.

Tra le donne, podio completamente etiope con il successo di Tigist Teshome Ayanu in 1:10:08 su Hawi Megersa, seconda in 1:10:55, e Abebech Milugeta, terza in 01:11:08. 
La gara femminile dopo il passaggio al 5° km in 16:39, ha visto quattro etiopi a condurre al 10 km, in 33:32: Teshome, Hawi Magersa, Abebech Mulugeta, Obse Abdeta.
Al 12° km circa, aumento di ritmo per Teshome e Magersa, che passano in coppia al 15° in 50:03. Ma ben presto Teshome abbandona la compagnia dell’altra fuggitiva avviandosi in solitaria verso il successo.

Primo spagnolo a tagliare il traguardo è stato Javier Guerra, nono in 1:03:57; prima spagnola Azucena Díaz, tredicesima in 1:16:37.

Classifiche:

Uomini
1 Kipkemoi Kiprono (KEN) 1:01:47
2 Tesfaye Abera (ETH) 1:01:59
3 Ronald Kiprotich (KEN) 1:02:02
4 Erkihum Jenberie (ETH) 1:02:47
5 Langat Kipkurui (KEN) 1:02:59
6 Daniel Lemashon (KEN) 1:02:59
7 Bernard Kiprop (KEN) 1:03:04
8 Desmond Mokgobu (RSA) 1:03:55

Donne
1 Tigist Teshome (ETH) 1:10:08
2 Hawi Magersa (ETH) 1:10:55
3 Abebech Mulugeta (ETH) 1:11:08
4 Obse Abdeta (ETH) 1:11:20
5 Aberu Ayana (ETH) 1:12:15
6 Elvanie Nimbona (BDI) 1:13:08

 

6 aprile - Il 23enne keniano Bernard Kimeli vince per la seconda volta consecutiva la Sportisimo Prague Half Marathon, IAAF Gold Label road race, avendo la meglio di un secondo sul connazionale Felix Kibitok: 59:07 per il vincitore, 59:08 per Kibitok.

"Sono soddisfatto, ero ben preparato, i pacer hanno svolto un ottimo lavoro, sono contento anche del crono”, ha dichiarato il vincitore che ha migliorato il PB di 40 secondi (59:47 sempre a Praga); PB anche per Kibitok, che migliora di 13 secondi (59:21 a Copenaghen nel 2018).

Terzo posto per l’altro keniano Stephen Kiprop in 59:20 (recente vincitore della mezza nel RAK in 58:42, miglior prestazione stagionale).

La gara è stata dominata degli atleti keniani: al passaggio del 5 km in 14:05 il gruppo al comando è di dodici atleti (undici keniani); al 10° - passaggio in 28:18 – gruppo ridotto a dieci uomini; al 15° km – passaggio in 42:14 – restano in quattro, con i tre componenti il podio, c’è Geoffrey Kimutai Koech; al 20° - passaggio in 56:14, sono oramai in tre, a contendersi il successo.   

Quarto Koech in 1:00.30, quinto Henry Rono in 1:00.37, sesto Moses Kibet in 1:00.59. Undicesimo il primo atleta di casa, Jiri Homolac in 1:04:03.

In campo femminile si afferma Caroline Chepkorch Kipkirui, keniana naturalizzata kazaka, in 1:05:44 (PB di 1:05:0 nel 2018 nel RAK) lasciandosi alle spalle di 24 secondi l’israeliana naturalizzata Lonah Salpeter, che in 1:06:09 stabilisce il nuovo record nazionale, migliorandolo di 31 secondi. Terza, staccata, la keniana Lydia Mathathi in 1:07:52.

Da segnalare che la vincitrice ha preso il comando della gara dal 10° km ed ha proseguito in solitaria;  ritirata la favorita della vigilia, Fancy Chemutai, per problemi muscolari.

Quarta l’altra keniana Lucy Cheruiyot in 1:08.31, quinta la spagnola Trihas Gebre in 1:10.07.

Primo italiano Auturo Ginosa (Lolli Auto Sport Club) in 1:13:23; prima italiana Federica Midei (Due Ponti) in 1:37:49.

10515 i finisher.

 

 

 

31 marzo - Doppietta keniana nella PZU Warsaw Half Marathon, la mezza che si è corsa nella capitale polacca, IAAF Silver Label road race: s’impongono, infatti, Gilbert Masai e Gladys Kipkoech, staccando abbondantemente i rispettivi rivali.

La gara maschile ha visto passare il gruppo composto da sette atleti in 14:27 al 5 km; ma al 10° km, superato in 28:42, il gruppo era ridotto a soli quattro uomini: tre keniani, Masai, Sila Kiptoo e Peter Kirui più l’etiope Getaye Gelaw.

Da quel momento, Masai ha cominciato ad aumentare il ritmo tanto che al passaggio del 15° km, avvenuto in 43:15, aveva già 4 secondi di vantaggio su Kirui e 11 su Kiptoo.

E le posizioni non sono cambiate fino alla fine, semmai sono aumentati i distacchi: Masai ha vinto in 1:01:43, davanti ai connazionali Kirui, secondo in 1:01:57, e Kiptoo, terzo in 1:02:03.

Quarto l’etiope Getaye Gelaw in 1:02:0, quinto il marocchino Abdelali Razyn in 1:03:33.

In campo femminile, tre atlete in testa al 5° km (15:50), il duo keniano Kipkoech e Tabitha Wambui e la etiope Abebech Mulugeta; quest’ultima ha cominciato a staccarsi progressivamente, con le due keniane al comando al 10° km in 32:24 e al 15° in 49:35.

Ma l’accelerazione della Kipkoech ha portato a staccare la Wambui: la 22enne Kipkoech si è imposta in  1:10:19 (a soli 6 secondi dal PB), Wambui è giunta seconda in 1:11:07 e Mulugeta terza in 1:12:19, evitando un altro podio tutto keniano. Quarta è, infatti, Christine Oigo in 1:12:56.

12767 i finisher.

 

Giovedì, 04 Aprile 2019 18:34

Tufa vince in volata la Chongqing Marathon

31 marzo - Gli etiopi Aberu Mekuria e Jimma Shambel Tufa sono i vincitori della Chongqing Marathon 2019, manifestazione che si è corsa nella grande città della Cina sud-occidentale, di livello IAAF Gold Label road race.

La 35enne Aberu ha letteralmente dominato la gara femminile, prendendo la testa della corsa in solitaria poco dopo il quinto chilometro, fino ad affermarsi in 2:24:30, che migliora di 5 secondi il suo personale stabilito nella Valencia Marathon dello scorso dicembre.
La keniana Lydia Cheromei è stata insieme alla vincitrice per 5 km, superati insieme in 17:36, ma ben presto si è dovuta staccare tanto da accusare un distacco di 13” al 10° km (passaggio di Aberu in 34:44), aumentato a 47” al 15° e a quasi 90” al 20°.
Al 30° km il ritiro della Cheromei, con Aberu oramai lanciatissima verso il successo, e con un vantaggio di oltre 120” sulle inseguitrici, saliti a 2 minuti e 26” finali.

Sul podio sono salite le cinesi Li Zhixuan e He Yinli, rispettivamente seconda e terza in 2:27:56 e 2:29:14.
Quarta la keniana Alice Jepkemboi Kimutai in 2:32:00.

Ben diversa la gara maschile risoltasi allo sprint e quasi al fotofinish, con Shambel Tufa ad avere la meglio sul keniano Edwin Kibet Koech, pur classificati con lo stesso tempo, 2:10:28.

Tredici atleti sono passati in testa al 10km in 31:27; gruppo ridotto a dieci atleti al passaggio del 30° km avvenuto in 1:33:22 sotto la guida di Kibet; al 40° sono in testa solo cinque atleti (passaggio in 2:04:10) guidati da Tufa Shambel e da Marius Kimutai, seguiti ad un secondo da Koech, a sua volta in vantaggio di un secondo sul duo composto dal keniano Michael Njenga Kunyuga e dell’etiope Gebretsadik Abraha.
Il keniano Njenga conquista il terzo posto in 2:10:33, davanti al connazionale Kimutai, quarto in 2:10:37.

 

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