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Nov 04, 2023 438volte

Tortu si racconta a “Formiamo i campioni di domani”

Lara Magoni, Federica Curiazzi, Filippo Tortu Lara Magoni, Federica Curiazzi, Filippo Tortu Foto: R Lollini

Chiusura in grande stile per il corso “Formiamo i Campioni di Domani” oggi sabato 4 novembre, presso l’Auditorium Testori nella sede di Regione Lombardia a Milano.

La lodevole iniziativa di FIDAL Lombardia, a supporto dei giovani talenti dell’atletica lombarda, si è articolata in diverse lezioni che hanno toccato, tra gli altri, temi come:

1) L’awareness: in un mondo in continua evoluzione, con un mercato che si allarga nelle alternative ma si restringe nelle potenzialità economiche, costruire un’immagine chiara e identificabile è fondamentale. Come fare per distinguersi? 2) Il posizionamento: come i brand anche gli atleti devono darsi un posizionamento che rispecchi i propri valori per costruire un’immagine credibile, coerente e duratura nel tempo 3) Come leggere un contratto: le domande da porre e i punti su cui focalizzare la propria attenzione. 

Insomma si è cercato di dare un sostegno anche su temi non strettamente tecnici. Oltre a ciò verranno consegnate delle borse di studio da 1500 euro cadauna, grazie al sostegno di Regione Lombardia e di contributi privati, per cui è ancora aperta la raccolta.

I beneficiari sono giovani under 23 che abbiano vestito la maglia azzurra oppure si siano piazzati sul podio ai Campionati Italiani di categoria o ancora si siano inseriti nelle prime 10 posizioni delle graduatorie italiane di categoria 2022 o 2023: sono 33 i partecipanti, 30 invitati da FIDAL Lombardia e due “fuori quota” selezionati dal Politecnico come ex studenti dell’ateneo milanese. A frequentare il corso sono Arianna Algeri (Atletica Bergamo 1959 Oriocenter), Alessandro Arrius (Osa Saronno Libertas), Stella Bersani (CUS Pro Patria Milano), Elena Carraro (Atletica Brescia 1950), Alessandro Carugati (Osa Saronno Libertas), Melissa Casiraghi (Team A Lombardia), Edoardo Corti (Atletica Bergamo 1959 Oriocenter), Davide Delaini (Euroatletica 2002), Matteo Di Benedetto (Team A Lombardia), Beatrice Foresti (Atletica Bergamo 1959 Oriocenter), Tommaso Franzè (Atletica PAR Canegrate), Gabriele Gamba (Atletica Riccardi Milano 1946), Daniele e Francesco Inzoli (Atletica Riccardi Milano 1946), Lucrezia Lombardo (CUS Pro Patria Milano), Edoardo Luraschi (Osa Saronno Libertas), Giorgia Marcomin (Osa Saronno Libertas), Eric Marek (Atletica Bergamo 1959 Oriocenter), Stefano Marmonti (SOI Inveruno), Rocco Martinelli (Atletica Bergamo 1959 Oriocenter), Chiara Minotti (Atletica Bergamo 1959 Oriocenter), Alessandro Morotti (Atletica Bergamo 1959 Oriocenter), Andrea Panassidi (CUS Pro Patria Milano), Jacopo Peron (Varese Atletica), Leonardo Pini (Cremona Sportiva Atl. Arvedi), Samuele Rignanese (Atletica Bergamo 1959 Oriocenter), Jacopo Risi (Osa Saronno Libertas), Matteo Sioli (Euroatletica 2002), Matteo Togni (Bergamo Stars Atletica), Gabriele Tosti (Bergamo Stars Atletica), Valentina Vaccari (Atletica Bergamo 1959 Oriocenter), Elisa Valensin (Atletica Bergamo 1959 Oriocenter), Aurora Volpi (Cremona Sportiva Atletica Arvedi) e Manuel Zanini (Atletica Gavirate). 

Stamattina a parlare delle proprie esperienze sportive nell’ultima lezione sono stati il campione olimpico e vicecampione del mondo della staffetta 4x100 Filippo Tortu (affiancato dal padre e coach Salvino Tortu), la marciatrice Federica Curiazzi, quarta agli Europei 2022, e Sergio Borra, CEO di Dale Carnegie, uno dei più grandi formatori italiani, insieme a Lara Magoni, nella sua duplice veste di ex azzurra dello sci alpino e sottosegretario di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani. Il tutto sotto l’attenta regia del Presidente FIDAL Lombardia Gianni Mauri.

Tortu, che a sua volta è stato anche lui beneficiario di una borsa di studio del Progetto Talenti ad inizio carriera, ha aperto il proprio discorso rivolgendosi alla platea di giovani corsisti: «L’atletica giovanile serve per creare un metodo di lavoro, ma anche risultati prestigiosi come le medaglie internazionali giovanili sono solo un primo passo e non un punto di arrivo. Ho sempre pensato che vincere fosse la cosa più importante: quando nel 2021 non sono riuscito a entrare nella finale dei 100 metri dei Giochi di Tokyo mi sono reso conto di quanto sia importante il lavoro per arrivare fin lì, di come vincere o perdere fosse quasi la stessa cosa. In quei giorni ho ritrovato l’orgoglio di essere ai Giochi: l’ultima frazione della finale della 4x100 nasce in quel momento, perché ho sublimato la delusione trasformandola nell’energia che ho espresso nella frazione finale della staffetta. Anche quando non si raggiunge il proprio obiettivo, non si deve pensare che non ne sia valsa la pena. Nel 2024 vorrei far bene gli Europei in casa, in generale per la prossima stagione l’ambizione è vincere con la staffetta gli Europei e arrivare in finale individualmente alle Olimpiadi». Federica Curiazzi marcia 5000 km l’anno e nel frattempo insegna Lettere in un istituto superiore per geometri: «Ogni chilometro percorso genera una briciola di passione. Faccio mio un pensiero espresso da Salvino Tortu: “Quando pensi di aver dato tutto hai espresso solo il 40% del tuo potenziale”. Dopo gli Europei 2014 mi sono lasciata prendere dallo sconforto per non aver centrato l’obiettivo che mi ero prefissata: avrei ripreso quattro anni dopo in modo più consapevole, ritrovandomi dopo solo sei mesi sul podio degli Europei a squadre, anche grazie alla classe di Eleonora Giorgi». A proposito di Salvino Tortu, il coach e padre di Filippo è intervenuto nella lezione lodando la «lungimiranza del progetto FIDAL Lombardia» e spiegando come per crescere nell’atletica ad alto livello «non si debba avere fretta: la piantina non va mai innaffiata con troppa acqua». 

Nelle interviste a margine del congresso, Filippo Tortu ha raccontato ai giornalisti che si sta allenando con profitto, anche se ovviamente è all’inizio della preparazione. In ogni caso il lavoro in Arena o anche al Campo Giuriati prosegue bene, così come gli allenamenti in palestra. Per gennaio prevede di effettuare una trasferta al caldo. Allo scopo di essere al top in estate, ha deciso di saltare la stagione indoor e in accordo con il coach, ha anche rinunciato al “tentativo” fatto l’anno scorso relativo alla tecnica di partenza “all’americana”. Resta comunque molto ottimista, visto i due mesi di distanza, di potere essere competitivo sia a giugno per gli europei in casa che ad agosto per i giochi olimpici e ritiene che mai come oggi la squadra di staffetta abbia almeno una dozzina di elementi di valore, in cui va certamente incluso anche Eric Marek uno dei “borsisti odierni”.

Rodolfo Lollini - Redazione Podisti.net

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