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Mar 08, 2018 607volte

Nepal: monaci buddisti ultramaratoneti per raccogliere fondi

I monaci in allenamento I monaci in allenamento Foto Prakash Matherna/AFP

Il running contagia anche i monaci dell’Himalaya nepalese: sette religiosi buddisti hanno, infatti, iniziato a correre; non si tratta però solo di voglia di sport o di evasione, perché il loro impegno servirà per raccogliere fondi per ricostruire il loro villaggio, completamente distrutto da un fortissimo terremoto nell’aprile del 2015, con circa novemila morti. Abituati da sempre a camminare e correre sugli altipiani nepalesi, i sette giovani monaci buddisti hanno pensato bene di trasformare il loro movimento in allenamento e di partecipare alle gare. Il più veloce del manipolo, il ventunenne Man Bahadur Lama, dichiara: “Grazie alla corsa possiamo avere molte opportunità, far conoscere la nostra terra e portare lo sviluppo anche qui, raccogliere i soldi necessari a ricostruire tutto”. E così, i sette, dopo la preghiera del mattino, indossate calzamaglie e magliette al posto della classica tonaca, si dedicano all’allenamento quotidiano, circa quaranta chilometri su considerevoli dislivelli. “Ogni giorno saliamo e scendiamo dalle montagne, a volte dobbiamo spostarci parecchio. Correre così a lungo non è troppo duro per noi”, afferma Mingma Lama, un altro dei monaci-podisti. Per loro spostarsi è normale visto che dal loro villaggio di Sindhukot, 80 chilometri da Kathmandu, la scuola è a due ore di cammino, ogni tipo di negozio è distante chilometri. Ecco la passione per la corsa e l’idea di farla fruttare per raccogliere soldi, anche se la prima gara a Lumbini non è andata benissimo e il già citato Man Bahadur non è riuscito a rientrare nel novero dei premiati con soldi, perdendo un guadagno virtuale di circa 800 euro, più del reddito medio annuo. I sette però sono convinti che nelle prossime occasioni non mancheranno le gratificazioni, come afferma il ventiquattrenne Chuldim Sampo: “Dimostreremo a tutti che anche noi monaci siamo capaci di correre”. Magari migliorando nella dieta e nelle conoscenze tecniche, magari con scarpe migliori per correre, sfruttando il loro talento, come assicura Mingma Gyalbo, organizzatore di gare locali. La “benedizione” dall’Alto di certo non gli manca…

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