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Mar 17, 2024 Comunicato Fidal - p. Pasquale Castrilli 2178volte

Maratona di Roma salutata dal Papa e con doppietta keniana

Vince Rutto Vince Rutto Foto Phototoday/Organizzatori

17 Marzo - Edizione da record all’Acea Run Rome The Marathon. Nella gara maschile cade il primato della corsa per merito del keniano Asbel Rutto che si impone con il tempo di 2h06:24 sullo spettacolare traguardo dei Fori Imperiali, a fianco del Colosseo. È la maratona della Capitale più veloce di sempre: battuto il crono di 2h06:48 siglato dall’etiope Fikre Bekele due anni fa. L’azione decisiva avviene poco prima del passaggio alla mezza in un notevole 1h02:37 con il 22enne Rutto a involarsi in solitaria, poi una flessione nel finale anche a causa della temperatura crescente in una mattinata di sole, ma per il vincitore arriva il record della manifestazione oltre al personale abbassato di tre minuti abbondanti rispetto alle 2h09:46 dell’anno scorso a Mersin, in Turchia. C’è solo la bandiera del Kenya sul podio: secondo posto a Brian Kipsang (2h07:56) che precede Sila Kiptoo (2h08:09).

 

Successo keniano anche al femminile con l’affermazione di Ivyne Jeruto Lagat in 2h24:36 davanti alla connazionale Lydia Simiyu staccata di poco più di mezzo minuto in 2h25:10 mentre chiude terza l’etiope Emebet Niguse con 2h26:41. In chiave italiana il migliore è il veneto Edgardo Confessa (Team Km Sport), quindicesimo tra gli uomini in 2h26:03, invece nella gara femminile Denise Tappatà (Sef Stamura Ancona) si piazza decima con 2h47:52.

 

Più di 15mila i maratoneti al traguardo, un migliaio le staffette Acea Run4Rome che hanno acceso la corsa alla solidarietà per i venticinque charity partner aderenti all’evento. In tutto circa 40mila presenze sulle strade di Roma, compresi i 20mila della Stracittadina Fun Run di 5 chilometri a cui hanno partecipato il presidente FIDAL Stefano Mei e il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, mentre l’assessore ai Grandi Eventi, Sport e Turismo di Roma Capitale Alessandro Onorato ha dato la partenza alla maratona.

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Pasquale Castrilli

Nei record della 29^ edizione della Maratona di Roma bisogna includere anche il messaggio di saluto di papa Francesco al tradizionale Angelus che nelle domeniche e nelle solennità pronuncia a mezzogiorno dalla finestra dello studio del Palazzo Apostolico Vaticano che affaccia su piazza San Pietro. Negli anni passati non avevamo registrato un saluto di questo genere nell’analoga circostanza. In realtà c’è un rapporto profondo tra Francesco e la Maratona di Roma. Il giorno dell’inizio ufficiale del suo pontificato, il 17 marzo 2013, a Roma si correva la 19^ edizione della Maratona di Roma!

Alla preghiera dell’Angelus, dopo il commento al Vangelo domenicale,  il papa saluta i gruppi presenti in piazza San Pietro e indirizza messaggi importanti. Oggi tra questi messaggi c’è stato anche un riferimento alla Maratona di Roma.

“Accolgo con piacere i partecipanti alla Maratona di Roma, tradizionale festa dello sport e della fraternità. - queste le sue parole - Anche quest’anno, per iniziativa di Athletica Vaticana, numerosi atleti sono coinvolti nelle ‘staffette della solidarietà’, diventando testimoni di condivisione”.
La maratona è salutata come “festa dello sport e delle fraternità”. Una definizione significativa che potrebbe suonare forse un po’ idealista, ma che sottolinea la dimensione festosa (è proprio così!) delle gare su strada che alcuni interpretano a volte anche in maniera goliardica. La maratona è una sorta di processione colorata e duratura per le strade domenicali delle nostre città, una vera ‘vacanza’. La fraternità è dal canto suo una qualità insita nel popolo dei podisti che percepisce se stesso come una sorta di tribù con riti e linguaggi propri.

Gli atleti staffettisti sono poi definiti “testimoni di condivisione”. La condivisione del gesto sportivo, della partecipazione ad uno stesso evento, ma anche la condivisione di valori come dedizione, sacrificio e lealtà. Le maratone rappresentano una sorta di viaggio, interiore ed esteriore, che rende naturale la condivisione che spesso, soprattutto nei chilometri iniziali delle gare lunghe, si esplicita anche verbalmente. Il rito dell’Angelus dura circa 15 minuti e si conclude sempre con la benedizione. Oggi il Papa ha benedetto il popolo dei maratoneti!

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