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Set 10, 2018 Ufficio Stampa Evento 1802volte

Vadena (BZ) - 2^ 6 Ore Alto Adige Südtirol

Un passaggio della gara con la vincitrice Un passaggio della gara con la vincitrice Foto Alessandro Scremin FotoStudio 3

9 settembre - Correre 6 ore consecutive è un’impresa; correre 6 ore consecutive a una temperatura ancora estiva, sotto un sole cocente, lo è ancora di più: è quanto hanno fatto i partecipanti alla 2^ edizione della 6 Ore Alto Adige Südtirol, ultramaratona su circuito organizzata dall’ASD Dribbling Bolzano. 

La manifestazione, andata in scena oggi (domenica 9 settembre) al Safety Park di Vadena, ha chiamato a raccolta 24 ultramaratoneti e 7 ultramaratonete anche da fuori regione, fino a Salisburgo, attratti dalla possibilità di testare la propria capacità di macinare il maggior numero di km su un circuito asfaltato solitamente occupato da motori alimentati a benzina o elettricità. 

Era tutto carburante naturale, invece, quello che ha fatto percorrere ben 81,229 km a Marco Ferrari (Atletica Paratico) e 65,084 a Francesca Innocenti (Bergamo Stars Atletica), i vincitori della gara di oggi; entrambi hanno bissato il successo dello scorso anno confermandosi protagonisti dell’unica ultramaratona su circuito della regione Trentino Alto Adige. Soddisfatto il campione bresciano: “Pensavo di trovare il fresco in Alto Adige, invece ho gareggiato a 35°: ciononostante ho raggiunto gli 80 km”. “Complimenti agli organizzatori per l’assistenza che ci hanno dato con bevande e spugnaggio”, gli fa esco la toscana (che però corre targata BG) Innocenti: “Nonostante il caldo sono completamente soddisfatta e conto di tornare il prossimo anno”.  Sul podio maschile sono saliti anche Romualdo Pisano (FO Running Team) secondo con 65,958 km, e Fabrizio Pavone (Atletic Club 96), terzo con 62,583 km. Seconda e terza tra le donne sono risultate Sara Valdo (GSD Mombocar), con 55,184 km e l’atleta di casa Francesca Rovelli (Laives Runners), prima delle regionali con 51,868 km. Rimo dei regionali è stato invece Gianni Bais del Marathon Club Trento (52,638 km). 

In parallelo agli ultramaratoneti della gara singola si sono affrontate in una competizione a squadre le staffette della 6x1 ora, e anche in questo caso si è avuta una conferma: il primo posto tra gli 8 team in gara è stato conquistato dalla Südtiroler  Laufverein (87,089 km), gruppo composto da Alex Oprandi, Johannes Fink, Simon Mair, Thomas Gasser, Oswald Plangger e Manfred Feichter. Al secondo e terzo posto, i teams Hermes (84,070 km), capitanato da Franco Ramaroli, e Centurion Runners (68,627 km), guidato da Francesco Domenico Salerno. Prima tra le squadre miste, la squadra “6 Ore Ndo” (80,370 km), con la capitana Paola Gagliardi e i componenti Andrea Valmorbida, Luca Vennere, Luca Sarti, Christian Strapazzon e Daniela Rigotti, seguita da Gli ingordi (67,518) di Claudio Grimaldi. Una menzione speciale merita anche  l’unico team tutto al femminile, le DJ Endi, ovvero Doris Brugna, Edith Pramstrahler, Nadia Campedelli, Jessica Strapazzon, Irena Casciaro e Dietlinde Perathoner, piazzatosi al 7° posto con 64,335 km. 

 “Abbiamo voluto riproporre la nostra 6 Ore perché nel panorama regionale è una gara unica nel suo genere”, commenta soddisfatto il presidente dell’ASD Dribbling Bolzano Leonardo Filippi: “Questo tipo di gara, che la nostra società ha deciso di presentare l’anno scorso per la prima volta con grande sforzo organizzativo e grazie al sostegno di numerosi partner locali, non richiama grandi numeri, ma è molto apprezzata dagli ultramaratoneti, una categoria di atleti che si arricchisce di giorno in giorno e che ama mettere alla prova la propria resistenza in imprese sempre più ardue: direi che, con le temperature di quest’anno, hanno avuto pane per i loro denti”.  

La gara, patrocinata da Regione Autonoma Trentino Alto Adige/Südtirol, Provincia Autonoma di Bolzano, Comune di Bolzano e Comune di Vadena, ha visto anche alcune squalifiche (5), di podisti che secondo i giudici non avevano percorso regolarmente il tracciato: un evento che causa sempre molto avvilimento in chi si è preparato a lungo per una competizione di questo genere, ma che è inevitabile quando viene rilevata dai giudici il taglio del percorso, come dichiarato dal delegato tecnico della manifestazione, Mattia Praloran.

 

 

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