Stampa questa pagina
Feb 21, 2021 padre Pasquale Castrilli 892volte

Al Campionato di cross algerino per costruire stima e amicizia

Anna in gara Anna in gara mixage di Roberto Mandelli

Sabato 20 febbraio. A Tizi Ouzou, 100 km a est della capitale Algeri, va in scena il Campionato nazionale di cross. Nella gara senior femminile di 10 km c’è anche l’italiana Anna Medeossi che si classifica 11^ a 8’ circa dalla vincitrice.

Avevamo già parlato lo scorso anno di questa atleta che vive in Algeria dal 2017 e che pratica la corsa come occasione di amicizia e dialogo. Anna è originaria della provincia di Gorizia, è una consacrata e vive ad Orano, la seconda città dell’Algeria dove lavora nella Caritas Algeria. Nel 2020 si era classificata prima nella sua categoria alla gara valida per il Campionato nazionale algerino di mezza maratona.

https://www.podisti.net/index.php/cronache/item/5918-campionato-di-mezza-maratona-in-algeria-sul-podio-un-italiana-consacrata.html

Quella di sabato è stata una manifestazione di cross (“37mo Cross Country International Cherdioui Said”) e Anna ha partecipato schierandosi sulla linea di partenza con atlete di livello nazionale, alcune delle quali conoscenti e amiche. “E’ stata una bella gara. Ero la più anziana tra le partecipanti!”, dice al termine della prova. E risponde alle nostre domande.

Anna, vivi in Algeria da alcuni anni, Sei una podista di livello e gareggi in gare nazionali con atlete algerine. E’ possibile un’amicizia islamo-cristiana?

Credo di sì. Un’amicizia islamo-cristiana è possibile oggi anzitutto perché un’amicizia è una relazione profonda ed è sempre possibile tra due persone. Un’amicizia è un amicizia, prima ancora  delle religioni. Una relazione di stima, rispetto e anche di curiosità reciproca. Una relazione di lealtà, forte. Questa amicizia è la vita della chiesa cattolica qui in Algeria, perché queste relazioni ci premettono un inserimento nel tessuto sociale che è difficile, per la mentalità diffusa sempre abbastanza diffidente.

Il valore dello sport per costruire relazioni di amicizia. Ci dici qualcosa in più sulla pratica sportiva in questo Paese?

I tempi cambiano e penso che sia un bel segno che l’Algeria, dopo gli anni ’90, provi a trovare una vita normale che preveda anche il tempo libero e lo sport. Lo sport è un ambiente privilegiato per costruire amicizie. Lo sport è ancora un ambiente un po’ di nicchia, un luogo in cui si vive la possibilità di allenarsi insieme uomini e donne, cosa che non succede in altri ambiti della vita. E’ una possibilità di incontrare le persone in maniera semplice: molti mi pongono tante domande sul mio modo di essere. Mi sento accettata e questo fa avanzare le relazioni. Ogni venerdì facciamo anche delle escursioni: pensate che in Algeria non si gira da soli, non si va da soli in campagna… Dopo gli anni ’90 è rimasta la paura di viaggiare da soli. Le uscite sono possibili solamente in gruppo. Ogni venerdì, ormai è un rituale, ci sono escursioni di una giornata nelle zona di Orano. Si esce in una trentina di persone con il bus o anche con le macchine. Sono uscite organizzate: si canta, si gioca insieme: è una maniera di costruire amicizie e vivere dei momenti belli e ‘normali’.

 

 
What do you want to do ?
New mail
 
What do you want to do ?
New mail
 
What do you want to do ?
New mail
 
What do you want to do ?
New mail