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Ago 14, 2021 456volte

Se non interviene Zenone, la Transmarathon è un “numero periodico”

Premiazione maschile a Capaccio Premiazione maschile a Capaccio Fabio Marri

CLASSIFI DOPO LA 3^ TAPPA - 13 agosto – Anche la terza tappa della Transmarathon cilentana, da Trentinara a Capaccio, ha ripetuto per le prime tre piazze gli stessi ordini d’arrivo delle prime due, consolidando dunque le classifiche cui l’ultima tappa, la più breve, difficilmente porterà modifiche. Ma nella terra di Zenone, il grande filosofo della vicina Elea/Velia secondo cui era logicamente impossibile che Achille raggiungesse una tartaruga o un atleta arrivasse in fondo allo stadio (paradossi cui nemmeno Aristotele seppe rispondere in maniera convincente), rimane sempre l’ipotesi teorica che  qualcosa di rivoluzionario possa accadere.

Intanto però, dopo il giorno di riposo, il terzo appuntamento è stato l’unico con gara in linea: gli atleti sono stati portati dai pulmini dell’organizzazione a Trentinara, 600 metri sul mare, con una spettacolosa vista sulla costiera attorno a Paestum. Se è molto dubbia la vulgata secondo cui il nome discenderebbe dai “tre denari” di paga dei soldati romani qui di stanza, è un fatto che Trentinara si presenta come il paese dell’amore, con una via ad esso intitolata, che attraverso una serie di epigrafi con poesie e disegni amorosi mena a una rupe da cui due innamorati illegali si sarebbero buttati nella notte dei tempi, e dove secondo un cartello stradale sarebbe obbligatorio baciarsi.

Operazione problematica per i podisti almeno nei primi rituali 500 metri con obbligo di mascherina, e anche successivamente sconsigliata causa la ‘delicatezza’ del tracciato, che per circa 2500 metri si svolgeva su un tratturo sassoso in leggera discesa, con l’obbligo di guardare bene dove si mettevano i piedi…

Il giro è probabilmente il più bello dei tre finora sperimentati, con spettacolari visioni sulle rupi che si gettano in mare verso sinistra, e una salutare immersione nel bosco che scende da destra durante il tratto-trail. Partenza come al solito ritardata di mezz’ora causa calura; due ristori di acqua, la prima decisamente calduccia, la seconda, personalmente gestita dal presidente Funicello, fin troppo deliziosamente fresca.

L’altimetria dice 60 metri di salita e 275 di discesa, più accentuata negli ultimi 3 km quando si va in picchiata su Capaccio-capoluogo, ma con un’ultima asperità a un km dalla fine quando si attraversa l’area di un convento francescano alla cui soglia il fraticello benedice noi che passiamo anfananti.

Mentre il sole si avvia al consueto spettacolare tuffo in mare, e si stanno per accendere le luci della costa, arrivano nell’ordine i soliti: la “maglia bianca” del capofila assoluto Nigro in 32:48, un minuto abbondante sul compagno di squadre ed eterno secondo Vitolo (ora distanziato di 1’52”) che precede di poco il terzo, Hallag Camel (un M 50, a 3’38” in generale)

Dopo qualche minuto arrivano le donne da podio, come al solito precedute da Ana Nanu che in 40’01”senza problemi regola le – per dir così - damigelle Antico (ora a 7 minuti complessivi) e Alfano.

Bella e gradita sorpresa, il ristoro gestito dalle donne di Capaccio: torte casalinghe (tipica quella di fichi), banane e uva, oltre ad abbondanza di bevande.

Confortati da quelle, seguiamo nell’aria che si annera le premiazioni generali e di categoria condotte con verve incessante da Roberto Brighenti, e qualche ammiccamento a Valentino Ristallo enfant du pays - maestro cerimoniere generale.

Questo sabato, con partenza dichiarata ufficialmente per le 18,40 causa ripresa diretta tv, si chiude con l’ultima tappa, 8 km in circuito ad Aquara, 500 metri di altezza alle pendici dei monti Alburni: nelle giornate limpide dicono che si veda l’isola di Capri. Se Zenone non  interviene con qualcuna delle sue frecce eleati, è certo che vedremo una doppia N (Nigro e Nanu) incisa a lettere cubitali nell’albo di questa 18^ Transmarathon.


CLASSIFI DOPO LA 3^ TAPPA