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Apr 25, 2022 Natalina Masiero 472volte

Tuscany Crossing 103 km: i miracoli di San Romualdo

Tuscany Crossing 103 km: i miracoli di San Romualdo Roberto Mandelli

Castiglione d’Orcia, 24 aprile - E anche alla Tuscany sono “senatrice”. Dentro al pacco gara c'era un bellissimo opuscolo dov'è scritto che su nove edizioni, io ho partecipato, compresa l'ultima di sabato scorso, otto volte. 
L'edizione 2022 è stata la più bella ma anche la più impegnativa.  Percorso completamente cambiato, più aspro e più trail.

La 100 miglia era partita venerdì sera, io mi sono accontentata di fare la 103 (che alla fine sono risultati 105 km).  Il "buon" Roberto ci regala sempre qualche chilometro in più.

Sabato, ore 5 e 40, il via sotto la splendida Rocca del Tentennano.  Rocca del XI secolo che domina tutta la valle.  Partenza in salita ,dopo alcuni chilometri si scende e immediatamente si risale verso Bagno Vignoni.  Transitando qui tutti, esclusi i primi, si fermano per scattare una foto alla vasca con acqua termale situata nel mezzo della Piazza delle Sorgenti.

Dopo un paio di km prima nota"dolente", primo guado dell'Orcia.  Acqua fredda e impetuosa, chi si toglie le scarpe e i calzini, e chi come la sottoscritta preferisce andare a mollo.  Si prosegue sempre lungo l'Orcia e si arriva a San Quirico.  Primo ristoro.  Spartano ma con ciò che serve per proseguire.  Il tempo è bello e continuo ad ammirare i pendii delle colline. Verdi e punteggiati da girasoli.

Ed arriva il secondo guado, altra scena di scarpe e calzini tolti e ondeggiamenti, appesi alle corde. Io non tolgo nulla.  Indosso sempre i calzini che ci danno al Trail del Cinghiale (stupendi), si asciugano in fretta. Pienza, Montichiello, tutti borghi di una bellezza unica. Inizia ad alzarsi il vento ma non importa, sono ancora tra compagni che faranno la 53 km e si scambiano battute e considerazioni su scarpe, gare trail ma soprattutto sulla bellezza dei luoghi.  E finalmente arrivo al paese di Gallina. I volontari hanno predisposto un ristoro con ogni ben di Dio.  Minestrina calda, crostate, frutta e perfino il caffè. Da quella caffeinomane che sono, ne prendo due bicchieri e riparto. Dopo un paio di km c'è il bivio.  E qua, sono alle solite. Nonostante un cartello grande come una casa, sbaglio, vado per i 53 km. Fortunatamente mi avvisano, torno indietro e prendo la mia solitaria strada verso i 103 alias 105 chilometri.  

Siamo sgranati come le perle di un rosario, e continuo il mio solitario cammino. Qua inizia il vero trail.  Sentieri aspri e sassosi.  Proseguo finchè non raggiungo Fausto, ma subito mi dice che forse si fermerà perchè i guadi gli hanno procurato le vesciche. Io, con i fantastici calzini, non ho nulla.

Davanti c'è una salita durissima. Per arrivare a Campiglia d'Orcia, dove c'è la base-vita con le sacche del cambio, impiego un eternità. Non capirò mai perchè per "guadagnarci" il ristoro, dobbiamo affrontare salitacce della malora.  Indosso maglie asciutte e bevo un altro bicchierone di caffè caldo. Che goduria!I volontari gentilissimi, non sanno cosa offrirmi. Si ricordano di me e del mio caratteraccio e si complimentano per la mia presenza; e neanche a farlo apposta, anche per la mia età.

Faccio un pezzetto di strada con un signore che sta correndo la 100 miglia ma evidentemente ha più energie di me, e forse anche meno anni. Arrivo a Bagni San Filippo. Località termale tra la Val d'Orcia e l'Amiata. Ci si inoltra nel bosco e si raggiunge una cascata di acqua calda termale.  Sono immersi una marea di turisti. Turisti che nascondono le balise… e mi perdo un altra volta.  Ritrovo la via, mando a quel paese i turisti e arrivo all'agognato ristoro.  

Scenetta comica.  C'è un volontario simpaticissimo ma forse con qualche anno più dei miei. "Guardi che non ci sono le balise”, strillo come un aquila. “E che cià - risponde il signore - che la vole, l'ha perso le valigie?". Urlo e me ne vado. Sono sola e lo sarò per tanti chilometri ancora. Si alza un vento tremendo che mi solleva letteralmente da terra. Ho freddo e mi metto un’altra giacca.  Niente da fare, il vento sarà terribile fino alla fine.

Arrivo al Vivo d'Orcia, detto anche paese dell'acqua. Sorge attorno a due Eremi camaldolesi fondati attorno all'anno Mille. E qua forse San Romualdo fa il suo ennesimo miracolo. Mi raggiunge Francesco, rimarrà con me fino alla fine della corsa.  Ora sono in compagnia e i chilometri da percorrere non mi pesano come quando ero sola. Inizia il buio e inizia pure a piovere. Acqua ghiacciata e tanto vento. Ma Francesco mi dà forza, e proseguo. All'una di notte, dopo 19 ore e 20 minuti, arrivo. Strepito per i chilometri in più, strepito non ricordo più per cosa, ma sono contenta.  

Riparto per Padova, dimentico i bastoncini e non riconsegno il traker. Sono proprio in palla.  

È stato anche quest'anno un sogno meraviglioso, lungo 103/105 km.

Desidero ringraziare oltre all'organizzazione, i volontari. Hanno sopportato i miei strilli e mi hanno sempre incitata.

E per finire, vorrei dire a tutti coloro che cercano i luoghi esotici, di andare una volta in Val d'Orcia. Assieme alla Abbots way nell’appennino tosco-emiliano, si passa per le più belle località del mondo.

 

Podio maschile

  1. PELLEGRINI JIMMY BERGAMO STARS 10:32:1
  2.  DE SCHOUWER SENNE BEL RUNNERS'LAB 10:46:45

     3 CARLONI FILIPPO PROSPORT ATL. 10:51:17

 

Donne

    1 NIKOLCHEVA BORYANA BUL #MMNTEAM 13:52:40

    2 FITTI ANNALISA ASD PODISTICA SAN SALVO 14:29:12

    3 MACCHERINI PAMELA ASD RONDA GHIBELLINA 15:29:55

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