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Set 09, 2022 Claudio Romiti 358volte

Una “Cannarun” apprezzabile ma forse troppo povera

Una “Cannarun” apprezzabile ma forse troppo povera Comitato organizzatore

Cannara (PG), 6 settembre - Dunque, pur essendosi disputata di martedì, giornata della settimana non particolarmente propizia sul piano della partecipazione, la sesta edizione della “Corsa della cipolla”, ribattezzata “Cannarun”, ha ottenuto numeri lusinghieri, con oltre 200 atleti giunti al traguardo, compresi gli iscritti alla non competitiva.

Sebbene il percorso tradizionale, per ragioni di viabilità, sia stato accorciato di circa 3 chilometri, il fascino della competizione, legato alla cipolla di Cannara – prodotto agricolo sempre più apprezzato anche fuori dell’Umbria -, nonché al luogo di Piandarca, teatro della leggendaria predica agli uccelli di San Francesco, non sembra averne risentito, almeno secondo i giudizi di gran parte dei podisti che hanno tagliato il traguardo.

In tal senso si è dimostrata azzeccata la scelta della Podistica Volumnia Sericap, la quale ha coadiuvato gli organizzatori dell’Ente festa della cipolla di Cannara nella scelta e nella gestione del percorso di gara. Tuttavia, nel versante dei premi e degli immancabili pacchi gara, malgrado la non trascurabile tassa di iscrizione – 10 euro in preiscrizione e 12 il giorno della gara, rispetto agli 8 euro della precedente edizione del 2019 – l’Atletica Winner di Foligno, che ha curato questi aspetti, non pare essere riuscita a trovare un punto di equilibrio con i medesimi organizzatori. Tant’è  che, mentre nel 2019 tutti i concorrenti hanno ricevuto ben 3 kg delle apprezzatissime cipolle, con l’aggiunta di una bottiglia di un costoso vino biologico locale, quest’anno si sono dovuti accontentare di una manciata delle medesime cipolle (circa 3  etti, in luogo del kg citato nei volantini).

Infine, pure nei riguardi del ristoro finale, il quale costituisce un elemento sempre importante nell’organizzazione di una corsa amatoriale, non è stata prestata la dovuta attenzione, di modo che gli ultimi arrivati, avendo letteralmente trovato tabula rasa, si sono dovuti accontentare di una  calorosa pacca sulle spalle.

D’altro canto per uno sport povero per antonomasia, ricco solo di fatica e di spirito di sacrificio, questi piccoli ma importanti dettagli  rientrano senz’altro nel pacchetto di incentivi che spingono gli atleti a tornare sul “luogo del delitto” sportivo.

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