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Gen 24, 2023 Natalina Masiero 694volte

Montefortiana, la mia doppietta per fare 47

Innevata, poi premiata come 'vecia' Innevata, poi premiata come 'vecia' N. Masiero - R. Mandelli

22 gennaio 2023 - Per comprendere il grande successo di questa manifestazione giunta alla 46ma edizione, devo riportare le parole di un Carabiniere di Monteforte d'Alpone alla mia richiesta del perchè da tanti anni la Montefortiana attira tanta gente. “Signora, si guardi attorno, colline e vigneti meravigliosi, il Castello di Soave, ma soprattutto un paese che ama le persone”.

Risposta azzeccata.

Non ho mai mancato a nessuna edizione, da quando nacque, e siccome venne annullata un anno per pandemia e lo scorso anno per la grande responsabilità ed onestà degli organizzatori, ho voluto “fare gli anni corretti”. Sabato 21 ho "corso" i 44 km (ridotti a 43) e domenica 22 ho corso i 20 km amatoriali. Dovevano essere 47 partecipazioni? e 47 sono state!

Venerdì sera, gli organizzatori hanno mandato una comunicazione suggerendo di portare i ramponcini. Nella parte alta del percorso c'era neve e ghiaccio, quindi meglio essere prudenti.

Ieri mattina, puntualissimi, dopo un briefing perfetto alle 8 in punto siamo partiti. La prima parte era stata modificata proprio per evitare infortuni, quindi niente quei famigerati vigneti dove si facevano sempre dei capitomboli spettacolari.

Giornata frizzante ma da incorniciare… Davanti ai nostri occhi tutte le cime delle Piccole Dolomiti coperte di neve e illuminate dal sole. Procedo piano, ho fifa.


QUI LE FOTO PER CHI HA CORSO

Faccio il primo capitombolo ma lieve. Nessun problema. Passo i primi ristori superforniti e arrivo sulla parte alta. Quanta neve! Percorso vario e panorami suggestivi. Dopo quasi tre ore arrivo finalmente al cancello di metà percorso.

E qua ho la gradita sorpresa di trovare la mia grande presidentessa  STEFY, che nonostante sia veloce, ha voluto aspettarmi per essere tranquilla.

Mi raggiunge anche Yuri, strettamente in pantaloncini, e come sempre dopo due parole mi lascia. Ma ho anche Gabriella che mi tallona, quindi mi devo muovere.

Via. Si passa Castelcerino, Fittà di Soave con il castello davanti ai nostri occhi e con un sole che splende.

I cartelli con l'indicazione dei chilometri continuano a sgranarsi e dopo 7 ore e 7 minuti arrivo. Preciso, non sono l'ultima e l'accoglienza che mi riservano è trionfale.

Pacco gara molto bello. Peccato per le bottiglie di Soave, io bevo solo acqua. Faranno festa i miei amici.

E anche questa è fatta.

La mattina di domenica però penso a quell'edizione annullata e la cosa mi brucia.

Quindi? Assieme a due amici padovani riparto per Monteforte. Sono intenzionata a fare i 14 km, ma per strada penso che da 14 a 21 la differenza non è molta perciò giro subito per i 21.

E qua emerge la bellezza della Montefortiana. Un fiume di persone che nonostante il freddo che pizzica, non vuole mancare: ha voglia di muoversi, di ritrovare conoscenti che forse non vede da un paio d'anni. Una meraviglia.

Se sabato i ristori erano più che sufficienti, oggi sono a dir poco "eccessivi". Basti pensare che in prossimità del Castello di Soave, sopra ad un trattore vengono issati due pentoloni dove si prepara minestrone caldo per tutti.
Si transita proprio dentro al borgo e si affronta una salita spaccagambe. Cammino piano, sono leggermente stanca. Mancano pochi chilometri e mi avvio felicissima verso l'arrivo.

Quanta gente, che festa! Saluto Marescalchi, abbraccio Morselli e torno a casa. Ho pareggiato i conti. 47 partecipazioni.

Considerazioni finali. La Montefortiana ha un supporto organizzativo che neppure le gare molto e molto più blasonate hanno. Vengono allestite tantissime tende da parte della Croce Rossa, ci sono una marea di mezzi della Protezione Civile, centinaia di volontari sempre disponibili, e ai ristori i componenti del corpo più amato GLI ALPINI. 

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