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Gen 02, 2020

La “Veneranda Fabbrica della pistina d’atletica” a Milano

La prestigiosa sede della Veneranda Fabbrica del Duomo La prestigiosa sede della Veneranda Fabbrica del Duomo Foto: Wikipedia

A Milano, quando si parla di lavori interminabili, si cita in dialetto la “Fabbrica del Domm”, per “tutt quej lavorà che finissen pù!”. Stiamo parlando dell’ente che dal lontano 1387 si è occupato della costruzione della più importante chiesa milanese. Organizzazione tuttora in pieno esercizio in quanto, come potete immaginare, i lavori di manutenzione sono sempre tantissimi ed all’ordine del giorno.

A fianco di questa storica istituzione, da ormai una decina di anni è nata una sorella gemella. Ecco il nome esatto, si tratta della “Veneranda Fabbrica della pista coperta del XXV Aprile”. Qual è, o meglio quale sarebbe la missione di questa organizzazione? Quella di costruire una pista coperta d’atletica all’interno del Centro Sportivo milanese di via Cimabue. Per essere precisi non un anello da 200 metri, bensì una pistina, in quanto a differenza dei cugini del Duomo, cattedrale bella e maestosa, all’insegna delle grandi misure, i progettisti contemporanei erano stati incaricati di ricavarne una per velocisti, da soli 60 metri. Almeno questo sembra sia stato il mandato originario. Purtroppo non abbiamo certezze, in quanto la delibera comunale in questione, persa nella notte dei tempi, è ormai stata distrutta dai tarli.

Insieme alla pista, in un eccesso di grandeur, ma d’altra parte “Milan l'è on gran Milan” recita una strofa di una famosa canzone scritta dal maestro D’Anzi, il progetto includeva anche, nello stesso spazio, una pedana per il salto con l’asta, specialità a quei tempi ancora agli albori.

E’ qui che il destino, cinico e baro, ci mette lo zampino. Eh sì, perché dai 402 cm del primo record stabilito dallo statunitense Mark Wright nel 1912, l’evoluzione della disciplina, in poco più di un secolo ha portato il primato, detenuto dal transalpino Renaud Lavinellie a quota 616 cm. Qui ci si è accorti che il soffitto dell’impianto meneghino, nel frattempo quasi completato, non è alto a sufficienza. A dire il vero troppo basso anche per salti ben più modesti… Insomma, tutto da rifare o da correggere. Ci sarebbero poi anche altre “magagne”, ma per oggi ci fermiamo qui. Avremo modo di occuparci ancora della “Veneranda Fabbrica della pista coperta del XXV Aprile”. Sebbene già avanti con l’età, in uno slancio ottimistico contiamo addirittura di scrivere un articolo in occasione dell’inaugurazione. Oggi vogliamo pensare in positivo.

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