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Apr 14, 2021 678volte

Doping: accolto l’appello di Yassin El Khalil con squalifica ridotta di 4 anni

Yassin El Khalil in primo piano Yassin El Khalil in primo piano Foto ArezzoNotizie

14 Aprile - Avevamo scritto della doppia squalifica di Yassin El Khalil (quattro più quattro anni) nello scorso ottobre: https://www.podisti.net/index.php/notizie/item/6628-doping-yassin-el-khalil-squalificato-per-8-anni.html

Apprendiamo ora che il 30 marzo 2021 la Corte Nazionale di Appello Antidoping ha accolto parzialmente l’appello dell’atleta marocchino, annullando la squalifica per quattro anni. Questa la sentenza:

“La Corte Nazionale di Appello Antidoping dichiara improcedibile l'appello principale proposto dalla Procura Nazionale Antidoping ed accoglie in parte l'appello incidentale proposto dal sig. Yassin El Khalil avverso la decisione pronunciata dal Tribunale Nazionale Antidoping di NADO Italia il 19 ottobre 2020 e depositata con la motivazione il 30 dicembre 2020 nel procedimento n. 62/2020 e,  per l'effetto dichiara il sig. El Khalil responsabile della violazione dell'art. 2.5 CSA, riducendo da 8 a 4 anni, con scadenza dunque al 18 ottobre 2024, la squalifica a lui inflitta dal TNA con la decisione impugnata. Dispone che la presente decisione sia comunicata all'interessato, alla PNA, alla WADA, alla IAAF e, per conoscenza al TNA e, quanto al solo dispositivo, alla FIDAL, alla UISP e alle società di appartenenza all'epoca dei fatti”. 

[ F. M.] Aggiungiamo che su Podisti.net avevamo concesso anche la parola ad El Khalil

http://podisti.net/index.php/commenti/item/6647-spazio-all-autodifesa-di-el-khalil.html

senza prenderne le difese, anzi criticando alcune sue affermazioni nello stesso atto in cui le faceva; eppure suscitando i prevedibili e violenti attacchi del solito giustizialista da tastiera, secondo il quale un condannato in prima istanza non ha nemmeno diritto a esporre le sue ragioni. Per fortuna (lo ripetiamo con forza) quasi sempre c'è un giudice a Berlino; quasi sempre una più meditata disamina dei fatti consente una valutazione più equa. El Khalil resta un dopato, la sua squalifica è sacrosanta, i suoi trucchi per sfuggire ai controlli sono stati smascherati. Con tutto ciò, anche i peggiori criminali hanno diritto ad essere ascoltati, e l'opinione pubblica ha diritto a una informazione completa e il più possibile oggettiva. Non c'è invece spazio per gli insultatori prevenuti, privi di cultura giuridica non meno che di umana comprensione.