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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

27 febbraio - Nuovo record europeo sui 5000 metri indoor per la 23enne tedesca Konstanze Klosterhalfen, bronzo mondiale sui 5000m, che nel BU Last Chance Invitational di Boston ha chiuso in 14:30.79 migliorando di quasi 17 secondi il precedente limite, oramai vecchio di 21 anni (dal 1999) appartenente alla rumena Gabriela Szabo con 14:47.35. Per la Klosterhalfen, la quarta prestazione mondiale di sempre al coperto dietro al trio etiope composto da Genzebe Dibaba (14:18.86), Meseret Defar (14:24.37) e Tirunesh Dibaba (14:27.42).  

La tedesca ha corso il 1° km in 2:57.51, per poi passare al 2° in 5:54.23 (2:56.72), al 3° in 8:50.04 (2: 55.81), al 4° in 11:43.49 (2: 53.45), per correre l’ultimo chilometro in 2:47.30 con gli ultimi quattro giri chiusi rispettivamente in 34.7, 33.7, 33.8 e 31.6.

Seconda è giunta Vanessa Fraser in 14:48.51 seguita da Emily Infeld (14:51.91) e Courtney Frerichs (15:02.91)  

Per la Klosterhalfen è il terzo record tedesco indoor della stagione, dopo il 4:17.26 sul miglio e i 1500 m in 3:59.87 (di passaggio nella stessa gara) ai Millrose Games di New York.

Nella stessa riunione di Boston, record nordamericano sui 3000 m indoor per la statunitense Karissa Schweizer in 8.25.70, quinta miglior prestazione mondiale della storia, davanti alle connazionali Shelby Houlihan (8:26.66) e Colleen Quigley (8.28.71).

Giovedì, 27 Febbraio 2020 16:34

Doping: squalificato Davide Di Folco per 4 anni

Continua la serie delle squalifiche per doping nel mondo del podismo italiano: è il turno di Davide Di Folco, 24enne tesserato per la Polisportiva Ciociara Antonio Fava, fermato per quattro anni per positività alla furosemide.

La furosemide è un diuretico, usato per facilitare l'eliminazione dell'acqua e dei sali dall'organismo, aumentando la produzione e l'eliminazione dell'urina. Come alcuni altri farmaci diuretici, la furosemide è inclusa nella classe S5 di una lista di farmaci vietati dalla Agenzia Anti-Doping mondiale in quanto il suo utilizzo potrebbe risultare finalizzato a mascherare il ricorso ad altri farmaci dopanti.

Numerosi i successi colti nel 2019 da Di Folco, vincitore, tra le altre, della Strafrosinone in 42:44 (12,3 km), del Trofeo Città di Sezze in 32:35 (10 km) e della 10,5 km abbinata alla Maratona di Latina in 34:53.

Ecco il comunicato di Nado Italia:

La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico dell’atleta Davide Di Folco (tesserato FIDAL) visti gli artt. 2.1, 4.2.1 delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine agli addebiti ascrittigli e gli infligge la squalifica di 4 anni, a decorrere dal 24 febbraio 2020 e con scadenza al 23 febbraio 2024. Visto l’art. 10 dispone l’invalidazione del risultato sportivo conseguito in gara. Condanna l’atleta Di Folco al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00.

Il sig. Di Folco era risultato positivo alla sostanza furosemide.

[F.M.] Sarebbe meglio trovare la 'pistola fumante', ovvero la traccia di una sostanza dopante, e non di quella che potrebbe coprire un eventuale doping. Ma se non altro, questa volta si è perseguito un atleta di livello medio-alto, e non il personaggio da fondo gruppo la cui condanna serve soprattutto ad alzare il numero dei sanzionati, e dunque a giustificare la 'produttività' dell'organo inquirente/giudicante.

Mercoledì, 26 Febbraio 2020 14:33

Il saluto di Sarah Giomi al rientro nelle corse

Avevamo pubblicato ieri la notizia della sentenza riguardante Sarah Giomi. La quale ora ci saluta con queste parole:

Finalmente è arrivata comunicazione relativa al procedimento disciplinare che mi vede coinvolta. Ringrazio NADO Italia per la disponibilità e l'analisi delle implicazioni legate all'assunzione dei farmaci che mi sono prescritti.
Spiace ovviamente per la perdita del titolo Italiano a cui ambivo e che avevo preparato con solerzia, ma è giusto che gli sbagli e le leggerezze si paghino, anche laddove si tratti solo di lieve negligenza.
Sono felice di poter tornare finalmente a gareggiare. Un grazie doveroso anche a tutti coloro che in questo periodo mi sono stati accanto e aiutato ad affrontare questa situazione.

Di seguito, il nostro pezzo originario.

26 febbraio - E’ notizia odierna che Sarah Giomi, laureatasi campionessa italiana assoluta vincendo in 2h40:10 la maratona di Ravenna dello scorso 10 novembre, e poi trovata positiva a seguito di controllo antidoping post-gara al prednisone – prednisolone, è stata ritenuta dalla Prima sezione del TNA responsabile degli addebiti, ricevendo una semplice "nota di biasimo" ma in ogni caso restando privata del suddetto titolo italiano.     

Quindi, la Prima Sezione del TNA, pur riconoscendo la responsabilità dell’Atleta per il “rinvenimento nei propri campioni biologici di sostanza vietata, metabolita o marker”, ha riconosciuto alla stessa “l’assenza di colpa o negligenza grave”, condannandola alla pena minima.   

A questo punto il titolo italiano dovrebbe passare a Martina Facciani (Calcestruzzi Corradini Excelsior) giunta alla spalle della Giomi in 2h42:25. 

Ecco il comunicato NADO Italia: 

“La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico dell’atleta Sarah Giomi (tesserata FIDAL) visti gli artt. 2.1, 4.5.1.1 delle NSA, afferma la responsabilità della stessa in ordine agli addebiti ascrittele [sic, ma sarà ascrittile] e le infligge la sanzione della nota di biasimo. Visto l’art. 10 dispone l’invalidazione del risultato sportivo conseguito in gara.  Condanna l’atleta Giomi al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in euro 378,00. 
La  signora Giomi era risultata positiva alle sostanze PREDNISONE – PREDNISOLONE”.  

Di seguito i link agli articoli pubblicati su questo sito sulla notizia della positività dell’atleta (https://www.podisti.net/index.php/notizie/item/5456-doping-sospesa-sarah-giomi-campionessa-italiana-di-maratona-a-ravenna.html) e la difesa della stessa affidata al suo profilo facebook (https://www.podisti.net/index.php/notizie/item/5460-doping-sarah-giomi-si-giustifica-sui-social.html). In sostanza, la Giomi (sofferente di asma) era stata autorizzata ad assumere Kenacort, ma non anche il Deltacortene che invece aveva assunto alla vigilia della gara.

Per maggior chiarezza riportiamo fedelmente gli articoli della NSA citati nella sentenza del TNA: 

Quanto segue costituisce violazione delle norme antidoping:

2.1 La presenza di una sostanza vietata o dei suoi metaboliti o marker nel campione biologico dell’Atleta.

2.1.1 Ciascun Atleta deve accertarsi personalmente di non assumere alcuna sostanza vietata poiché sarà ritenuto responsabile per il solo rinvenimento nei propri campioni biologici di qualsiasi sostanza vietata, metabolita o marker. Ai fini dell’accertamento della violazione delle NSA, infatti, non è necessario dimostrare il dolo, la colpa, la negligenza o l’uso consapevole da parte dell’Atleta.

2.1.2 Uno dei seguenti casi costituisce prova sufficiente di violazione della normativa antidoping ai sensi dell’articolo 2.1:

- la presenza nel campione biologico A di una sostanza vietata o dei suoi metaboliti o marker nel caso in cui l’Atleta rinunci all’analisi del campione biologico B e quest’ultimo non venga analizzato;

- la presenza nel campione biologico B di una sostanza vietata o dei suoi metaboliti o marker che confermi l’esito delle analisi effettuate sul campione biologico A. Il campione biologico B dell’Atleta viene suddiviso in due flaconi e le analisi del secondo flacone confermano la presenza di una sostanza vietata o dei suoi metaboliti o marker rinvenuta nel primo flacone. 

2.1.3 La mera presenza di un qualsiasi quantitativo di una sostanza vietata, dei suoi metaboliti o marker nel campione biologico dell’Atleta costituisce di per sé una violazione delle NSA, fatta eccezione per le sostanze per le quali la Lista delle sostanze e dei metodi proibiti indica specificamente un valore soglia.

2.1.4 In deroga alla norma generale prevista dall’articolo 2.1, la Lista delle sostanze e dei metodi proibiti ovvero gli Standard Internazionali possono fissare alcuni criteri specifici per la valutazione delle sostanze vietate che possono essere prodotte per via endogena. 

4.5.1.1 Sostanze specificate

Qualora una violazione delle norme antidoping riguardi una sostanza specificata e l’Atleta o l’altra Persona siano in grado di dimostrare l’assenza di colpa o negligenza grave, il periodo di squalifica corrisponderà a un richiamo con nota di biasimo e nessun periodo di squalifica (misura minima) o 2 (due) anni di squalifica (misura massima), a seconda del grado di colpa dell’Atleta o dell’altra Persona.

Il timore del maledetto contagio da Coronavirus continua a colpire le manifestazioni di atletica leggera: la Fidal ha comunicato ufficialmente l’annullamento dei Campionati Italiani Master indoor che si sarebbero dovuti svolgere nel prossimo week-end idal 28 febbraio al 1° marzo, ecco il comunicato ufficiale:

In considerazione dell’attuale situazione sanitaria legata ai problemi di diffusione in Italia del Coronavirus, in attesa di ricevere indicazioni dalle autorità superiori che in questo momento sono riunite per discuterne, e tenendo conto delle necessità organizzative di un evento nazionale e della tutela delle componenti coinvolte, la FIDAL comunica l'annullamento dei Campionati Italiani Master Indoor previsti per il weekend (28 febbraio-1° marzo) ad Ancona, che sono rinviati a data da destinarsi.

Martedì, 25 Febbraio 2020 17:16

Polignano a Mare (BA) - 11^ CorsAmare

23 febbraio - Vi sfido a trovare un percorso così suggestivo come quello di Polignano a Mare, autentico gioiello della nostra Puglia: panorami naturali indescrivibili, il profumo del mare, il centro storico, un qualcosa di unico… Se poi aggiungiamo la giornata primaverile, calda ma non troppo, soleggiata e senza vento, beh… c’è davvero da rimanere estasiati.
Aggiungete, poi, la solita cortesia ed ospitalità degli organizzatori, l’Atletica Polignano, presieduta da quell’ottimo signore di Eugenio Scagliusi, il mix è perfetto e da gustare interamente.
L’undicesima edizione della CorsAmare, gara regionale di circa dieci chilometri, è valida come seconda prova del Trofeo Provinciale “Terra di Bari”.
Appena entrati in paese, precise indicazioni indirizzano ai parcheggi per l’occasione gratuiti sino alle ore 12.00, orario previsto per la conclusione della manifestazione.
Il ritrovo è fissato, come oramai buona consuetudine, in Piazza Aldo Moro: già levato di buonora l’arco gonfiabile di arrivo e partenza, si ritirano in rapidità pettorali e chip presso il solito e visibilissimo locale (consegna peraltro già cominciata dalla sera prima). 

Due le possibilità di iscrizione, 6 euro senza premio di partecipazione, 7 con il cosiddetto pacco gara, consistente in una buona riserva di prodotti di panificio, freschi e genuini (chiaramente tutti scelgono la seconda offerta!, con distribuzione che avviene poco distante, su una traversa della piazza.  
Un buon numero di bagni chimici ben celati nei pressi del Ponte borbonico di Lama Monachile risolve ogni ulteriore problema mattutino dei podisti, che possono anche far colazione a prezzi agevolati presso il convenzionato Bar Laguna Blu, sempre in Piazza.

La voce sempre dolce e gentile di Paolo Liuzzi ha, intanto, già cominciato a dettare i tempi agli atleti, e il ricordare che la partenza è intelligentemente fissata per le ore 9.00 li sveglia dal torpore di sole, abbracci foto e selfie, e li manda a cambiarsi per indossare i completini da corsa, pronti per affrontare la gara.

Solite operazioni di riscaldamento, grande successo riscuote la presenza della miss CorsAmare, Francesca Lamanna, particolarmente richiesta per le foto, provocando le ire delle podiste che lamentano la mancanza di un mister CorsAmare.

Scorrono i minuti, i Giudici invitano gli atleti ad andarsi a schierare dietro la linea di via: molto ampio il punto di partenza per una partenza corretta e ordinata.
1040 gli iscritti Fidal della vigilia, ai quali si sommnao “ad occhio” almeno trecento liberi, che ci auguriamo di veder tesserati alla Federazione di Atletica Leggera per il prossimo anno, magari per la società organizzatrice.

Da segnalare anche oggi la presenza dei portatori di tempi, i pacer del gruppo Running Zen, che guideranno gli altri atleti, magari i meno esperti, al raggiungimento del crono desiderato,  con le loro divise fosforescenti e i palloncini colorati. Oggi hanno un motivo in più per esserci:  si ricorda, infatti, l’ottimo Diego Romagnolo, uno di loro ( di noi), scomparso circa un mese fa, lasciando un vuoto troppo grande!

Infatti, schierati gli atleti dietro la linea di via (manca anche oggi una qualsiasi forma di scrematura e di  griglie per meriti, con il risultato di scorgere atleti “pesanti” dall’andatura lenta nelle prime file a disturbare chi parte e prosegue veloce per la vittoria assoluta o di categoria), ecco il primo sparo che dà il via al minuto di raccoglimento dedicato al suddetto Diego, al mitico podista-agricoltore Leonardo Palmisano e al caro Luigi Liuzzi , atleta locale deceduto alla Maratona di Parma a fine 2017: il secondo sparo rompe il silenzio sofferto e sentito e parte un lungo, spontaneo applauso, il terzo libera gli atleti che invadono la sede stradale. Lunghissimo il serpentone, partono per ultimissimi alcuni atleti di Castellana, notevolmente attardati.

Il tracciato è identico alle passate, ultime edizioni e allora copio-incollo quanto scritto lo scorso anno: ci si avvia in direzione sud, il primo giro di boa e l’imbocco sulla restaurata Via Roma, per attraversare Polignano vecchia e uscire dall’Arco Marchesale sul Ponte di Lama Monachile e proseguire in direzione nord, verso San Vito. Nuovo giro di boa, comincia ora il tratto più bello e caratteristico, si scende a livello del mare sul tratto di sterrato e sabbia, ecco la fantastica Cala Paura, si corre sul cordolo di roccia sul mare, autentico spettacolo. Una serie di gradini riporta in alto, riecco la strada, si costeggia la statua di Mimmo Modugno, la svolta e via verso il traguardo in leggera salita sul lungo rettilineo che permette unici sprint. Tracciato spettacolare, ma non facile, continui i cambi di pendenza, si fatica ma… con piacere. Percorso blindato al traffico, continuamente sorvegliato, con ristoro a metà distanza, distanza di circa, ma proprio circa, 10  chilometri.

Al rientro dopo alcuni mesi di assenza per vari problemi fisici, al comando della gara in solitaria sin dai primi metri, torna come aveva lasciato, con una vittoria: splendida prestazione di Giuliano Gaeta (Montedoro Noci) che bissa il successo del 2018, affermandosi meritamente in 34:02.
Nuova maglia, quella della Montedoro Noci, ma solito spirito di sacrificio e impegno per il miglior risultato: Domenico “Mimmo” Tedone è secondo in 35:09, precedendo il triatleta Michele insalata, terzo in 35:32, per un podio tutto bianco-verde, tutto Montedoro Noci per la massima soddisfazione del presidente Stefano Bianco.
Serietà e talento nel quarto posto di Giuseppe Mele (Dynamyk Fitness Palo del Colle), quarto in 35:37, un secondo prima del brillante Francesco Minischetti (Running People Noicattaro), quinto. Tra calcio a 5 e corsa, Giovanni Acquaviva (Atletica Pro Canosa), è sesto in 35:53,  seguito dal bravo, ma non ancora al meglio, Pietro Torroni (Running Team D’Angela Sport Turi), settimo in 35:55, e dal sempre grintoso Sebastiano Di Masi (Atletica Castellana), ottavo in 35:57. Il capace Michele Bitetto (La Pietra Modugno) è nono in 35:58, a precedere il figlio d’arte, l’educatissimo e sportivissimo Stefano Fornarelli (Atletica Bitritto), decimo in 36.00

Le figlie a gareggiare a Grottaglie, la mamma a Polignano: Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), grinta, forza e reazione, si afferma in 41:57 precedendo la bravissima Francesca Riti (Montedoro Noci), che gestendosi meglio, coglie l’argento in 42:19, davanti alla tenace Maddalena Carella (La Fenice Casamassima), bronzo in 42:26. 
La canotta arancio della Nadir on the road di Putignano, ottimamente portata da Rosa Di Tacchio, esempio vivente di quanto l’allenamento porti a migliorarsi in questo sport, è quarta in 42:38, seguita dalla mai arrendevole Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), quinta in 43,17, e dalla tattica Valeria Cirielli (Amatori Atletica Acquaviva), sesta in 43:45. Altra rilevante prestazione di Stefania Antonaci (Bio Ambra New Age Capurso), che chiude settima in 43:53, sull’energica Lucia Semerato (Ostuni Runner’s), ottava in 43:54, e sulla capace Francesca Pastore (Gioia Running), nona in 44:18. Adriana Dammicco (Atletica Bitritto), oramai dedita a insegnar atletica ai ragazzini, non molla ed è decima in 44:23.

Ben gestita la zona arrivi, con corridoio laterale per i liberi e solito trionfale spazio per sprint e combattimenti fino all’ultimo metro per i Fidal, con uscita posteriore, buon ristoro (acqua, frutta, latte, bevanda energetica), e deflusso laterale senza che alcun atleta ripassi sul punto di arrivo.

988 gli arrivati, chiudono il regolarissimo dottor Giovanni Rubino (Running Peole Noicattaro) in 1h29:47 e Doriana Mongelli (Amici del Cammino Barletta), lo spirito più libero del podismo pugliese, in 1h32:21.

La splendida giornata di sole rende piacevole il dopo gara, davvero si sta bene al sole, basta alleggerirsi di giubbotti e cappelli, viceversa utili nelle prime ore del mattino.
Ma è già ora di cerimonia di premiazioni, si parte però dal ricordo ufficiale di Diego Romagnolo, l’ultra-pacer buono, come mi piace definirlo,  io che ho avuto la fortuna di conoscerlo un po’ meglio oltre la corsa. Sul palco tutti i pacer, la Signola Antonella, la moglie di Diego e le figliole, Claudia e Giulia, un ricordo espresso da Giovanni Gelsomino (attuale coordinatore dei pacer Runningzen), un ricordo del papà espresso dalle figlie e che strappa lacrime, la consegna della targa alla Signora, momenti che colpiscono e fanno male, anche se la forza di reazione della famiglia è pari all’amore per la vita e per la corsa che aveva il caro Diego, che non ci ha mai lasciato, che mai ci abbandonerà!

Si prosegue con la consegna della targa del terzo Memorial Luigi iuzzi, altro sfortunato interprete della corsa, per tanti ancora vivo:  Eugenio Scagliusi premia il gruppo degli Scout di Conversano, da sempre collaboratori della manifestazione, un gruppo di giovani ancora con buoni principi nella mente.
Il saluto del vice sindaco, Salvatore Colella, e dell’assessore allo sport, Arianna Liotino, del locale Comune che ringraziano l’Atletica Polignano per la diffusione dei valori sportivi, gli ospiti per la partecipazione e la popolazione locale, che tranne rari casi, ha ancora una volta ben accolto la manifestazione. In rappresentanza della Fidal, i consiglieri regionali Bianco e Annoscia e il presidente provinciale di Bari, Francesco de Mattia.

Si comincia con i primi assoluti, Gaeta e Casaluce, ultra premiati, con più doni in natura, per passare ai primi cinque di ciascuna categoria che ricevono un ricco cesto alimentare (i/le primi/e tre), confezione di succhi e marmellate bio (il/la quarto/a) e duo di vini (il/la quinto/a), oltre la busta con un chilo di cozze nere (chi non le ha ricevute per un errore del fornitore nel conteggio, sarà accontentato successivamente).

Ultimo atto la premiazione delle prime cinque società per numero di arrivati: vince l’Avis in corsa Conversano con 46 finisher, su Dof Amatori Turi (43), Atletica Monopoli (39), Atletica Adelfia (37), Atletica Castellana (32).

La tradizionale foto di gruppo dell’Atletica Polignano e anche questa undicesima edizione è finita: solito, ottimo successo organizzativo per questa società che dimostra di saper valorizzare la città mettendo in piedi una manifestazione che esalta ed accontenta tutti i partecipanti. E, come sono solito dire, peggio per chi non c’era!

(PS: In più, Rino Piepoli ha consegnato le coppe per le prime tre società per numero di arrivati alla Running Heart di domenica scorsa: inutile dire che la cosa fa onore a Rino e tanto piacere al sottoscritto).     

   

 

 

 

 

25 febbraio - Un altro caso di positività, questa volta emerso al termine della prima edizione della Maratona Maga Circe, da Sabaudia a San Felice Circeo, svoltasi lo scorso 2 febbraio, con relativa sospensione emessa dal TNA: l’SM60 Nicola Forchia, tesserato per la Nuova Podistica Latina, che ha chiuso la distanza in 4h50:58 (alla media di 6:54 al chilometro), 329° assoluto su 436 arrivati, 13° di categoria, è risultato positivo alle sostanze Benzoilecgonina – ecgonina metilestere. 

Da Wikipedia: La benzoilecgonina o benzoato d'ecgonina è il  principale metabolita della cocaina (benzoilmetilecgonina). La sostanza si forma nel fegato attraverso il metabolismo della cocaina, catalizzato dalle carbossilesterasi e successivamente escreto nell'urina, in cui si trova per un tempo notevolmente più lungo della cocaina stessa, la quale viene generalmente eliminata entro 5 giorni. La benzoilecgonina è anche l'ingrediente principale dell'Esterom, una soluzione topica usata per alleviare i dolori muscolari.

Ecco quanto pubblicato da NADO Italia:  

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell'istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare il sig. Nicola Forchia (tesserato FIDAL) riscontrato positivo alle sostanze Benzoilecgonina – ecgonina metilestere a seguito di un controllo disposto da Nado Italia al termine della gara podistica “Maratona Maga Circe 2020" svoltasi a San Felice Circeo il 2 febbraio 2020. 

[F. M.] Dal sito della Fidal apprendiamo che l'atleta sospeso è tutt'altro che uomo da prime posizioni, o comunque che miri a piazzamenti lucrosi: 2.11 nella sua ultima maratonina, 4.32 nell'ultima maratona di Milano, 15.25 nell'ultimo Passatore; due settimane dopo la gara incriminata, ha chiuso anche la maratona di Terni in 4.58. Evidentemente i controlli sono stati 'mirati' grazie a qualche soffiata. Personalmente mi auguro che, se le analisi di controllo confermassero la positività, questa dipenda dall'uso dell'antidolorifico citato da Wikipedia. E insisto, a rischio di prendermi contumelie dei giustizieri da tastiera: va bene estirpare il doping, ma bisognerebbe mirare un po' più in alto coi controlli e controllati.

24 febbraio - Sono per fortuna risultati negativi i tamponi effettuati sui casi sospetti di contagio da Corona virus sui due podisti ricoverati a Napoli dopo la mezza maratona di Napoli: i test hanno escluso la presenza dell'infezione per il 19enne proveniente da Milano e ricoverato all'ospedale San Giovanni Bosco e per il 48enne proveniente da Monza, assistito all’Ospedale San Paolo.

23 febbraio - La settima edizione della Napoli Half Marathon (Bronze Label World Athletics) registra il successo del keniano Henry Rono che vince in 1h00:04, primato personale e nuovo record della manifestazione, che migliora il precedente di 1h00:12 stabilito nel 2018 dal connazionale Abel Kipchumba, oggi secondo in 1h00:35. Terzo ancora un keniano, Evans Kipkorir Cheruiyot in 1h00:42, con i primi nove classificati tutti africani. Decimo il primo europeo, l’estone Roman Fosti, in 1h05:23; quindicesimo il primo italiano, il massafrese Francesco Quarato (Team Pianeta Sport Massafra) in 1h09:35, che ha finalmente sfondato il muro dei 70 minuti.     

Tra le donne s’impone la keniana Viola Cheptoo in 1h06:47 che migliora di quasi due minuti il precedente limite della manifestazione, appartenente alla etiope Eshete Shitaye che nel 2018 aveva chiuso in 1h08:38, ottenendo la seconda miglior prestazione della storia sul suolo italiano. Secondo posto per la esordiente etiope Birho Adhena Gidey in 1h07:57, che precede la sudafricana Glenrose Dimakatso Xaba, terza in 1h09:30 (pb).

Prima europea, sesta, la bulgara Militsa Mircheva in 1h11:43; nona la prima italiana, Rosalba Console (Fiamme Gialle) in 1h17:11, che quest’anno abbandonerà l’attività agonistica dopo anni di ottimi successi.  

4768 i finisher (1124 le donne).

La gara è partita alle ore 9.00 dal centralissimo Viale Kennedy per concludersi sullo stesso punto, dopo aver attraversato i luoghi più rilevanti dal capoluogo campano e il bellissimo lungomare. E' stata fortunatamente smentita la notizia della positività al Coronavirus di due atleti lombardi, ricoverati dopo la conclusione della gara.

http://podisti.net/index.php/notizie/item/5810-coronavirus-due-casi-a-napoli-dopo-la-mezza-maratona.html

23 febbraio - Si è svolta stamani la settima edizione della Terre di Siena Ultramarathon, che prevedeva tre diversi percorsi: San Gemignano-Siena di 50km, Colle Val d’Elsa-Siena di 32km e la Monteriggioni-Siena di 18km, con chiaramente partenze differenti, parti di tracciato comuni nell’incantevole campagna senese e soprattutto arrivo unico nella caratteristica Piazza del Campo di Siena.

Organizzata dal Comitato Uisp di Siena in collaborazione con Comune di Siena, Comune di Colle Val d’Elsa, Comune di San Gimignano e Comune di Monteriggioni, Università di Siena, Vernice Progetti Culturali, la manifestazione ha goduto della giornata climaticamente perfetta per correre, con circa dieci gradi, assenza di vento e cielo parzialmente nuvoloso.

La 50km, conclusa da 462 atleti (124 donne), è stata vinta per la terza volta consecutiva dal bolognese David Colgan (Pod. Ozzanese) in 3h23:24, in testa solitario sin dal 2° km, su Martino Marzari (Pol. Dil. Santa Lucia), secondo in 3h35:03, e Roberto Fani (ASD Risubbiani 2008), terzo in 3h47:58.

Tra le donne vittoria di Eleonora Rachele Corradini (Faisenzadire ASD) in 4h11:42 su Cecilia Tirelli (A.S. La Fratellanza 1874), seconda in 4h24:18, e Marta Doko (GS Lamone Russi), terza in 4h28:36. E vogliamo sottolineare l'ennesimo successo della Corradini, 26^ nel ranking nazionale delle maratone 2020 ma soprattutto protagonista delle ultra, segnatamente della terribile Nove Colli; e il bel risultato della Tirelli, che cominciò bambina accompagnata dai genitori nelle gare di paese della Bassa modenese, poi fu coltivata da quel genio dello sport giovanile delle ragazze che è Gianni Ferraguti e che la portò a 1.22 nella mezza, 2.57 nella maratona; e ora, alle soglie dei 40 anni (portati benissimo), sa farsi valere nelle ultramaratone.

La 32km, conclusa da 339 atleti (93 donne) registra il successo dell’aretino Giovanni Nocera (Filirun Team ASD) in 2h03:03 su Simone Gamenoni (ASD G.P. La Stanca), secondo in 2h03:31, e Gionata Tesi (Pianeta Acqua), terzo in 2h08:25.

Al femminile s’impone la fiorentina Francesca Biagini (Unione Sportiva Nave ASD) in 2h33:09 su Benedetta Menini (Il Ponte Scandicci ASD), seconda in 2h37:06, e Cecilia Marcelli (Runcard), terza in 2h40:07.

La 18km, conclusa da 396 corridori (142 donne) è vinta dal senese Matteo Mugnaioli (T-LAB Asd) in 1h09:55 precedendo Cosimo Debolini (ASD Il Gregge Ribelle), secondo in 1h11:36, e Michele Pastorini (U. P. Policiano Arezzo Atletica), terzo in 1h13:06.

La piemontese Sarah Aimee L’Epee (Atletica Settimese)  la prima donna in 1h23:10 davanti a Cristina Gamberi (ASD Team Marathon Bike), seconda in 1h28:05, e Italia Sinopoli (Società Trieste), terza in 1h28:51.

Tutti i finisher hanno ricevuto la bella medaglia riportante l’immagine del Palazzo Comunale e della Torre del Mangia, simboli di Siena.

Oltre alle gare lunghe in campagna, il centro di Siena ha ospitato la non competitiva di 10 km e il trekking urbano di 6 km.

21 febbraio - Come temuto, il coronavirus comincia a diffondersi anche in Italia, e il primo contagiato è purtroppo un runner. 

Si tratta infatti di un ingegnere 38enne nativo di Castiglione d’Adda (M. M. le iniziali apparse su qualche giornale), residente a Codogno e che lavora a Casalpusterlengo all’Unilever. Ebbene, dopo aver cenato  a fine gennaio-inizio febbraio con un collega appena rientrato dalla Cina, avrebbe contratto il virus per poi contagiare anche la moglie incinta e un amico: il problema ulteriore è che prima di recarsi mercoledì scorso in ospedale, ha partecipato a due gare podistiche nell'ultimo mese, quando dunque era già affetto dalla malattia, senza saperlo.

In particolare, l’uomo, insieme ad altri podisti del GP Codogno, la sua società, ha preso parte alla Mezza Maratona Internazionale delle Due Perle di Portofino nel primo weekend di febbraio, per poi correre, una settimana dopo, una gara a Sant’Angelo Lodigiano. 

L'attivissimo sportivo (nel 2018 risulta abbia partecipato alle maratone di Brescia, Berlino e Salso-Busseto) sabato mattina ha poi preso parte a un corso della Croce Rossa a Codogno, e poi a una partita di calcio con la sua squadra, la Picchio di Somaglia, contro la squadra Amatori Sabbioni del campionato Csi Amatori. Avrebbe dovuto correre anche domenica scorsa 16, ma accusava già i sintomi della malattia.

E’ inutile dire, che, senza diffondere allarmismi, le autorità raccomandano la massima attenzione allo stato di salute per gli sportivi che hanno preso parte alle gare citate: anche se ci riesce difficile pensare a un contagio che si diffonde in ambienti aperti e 'aerati' come quelli dove si corre. Naturalmente il discorso cambia per ambienti chiusi quali spogliatoi, docce ecc.

Auguri a tutti, cominciando dal "paziente 1" (quello cosiddetto zero, che avrebbe 'esportato' il contagio dalla Cina, secondo alcuni sarebbe scomparso, ma comunque guarito), dalla sua consorte in attesa (podista pure lei), e infine a tutti gli altri, sportivi e no.

E' di questo sabato 22 mattino l'annuncio della sospensione dell'attività sportiva nelle province di Lodi e Piacenza, e una dichiarazione del presidente del CONI Malagò secondo cui "lo sport si deve allineare" a eventuali ordinanze sanitarie di pubblici amministratori. Per ora, Fidenza (dove domani transiterà la Verdi Marathon) è al di fuori della 'zona rossa'. Da 'utenti', non possiamo fare niente, salvo augurarci che non prevalga un allarmismo ingiustificato.

Un'immagine dal repertorio Podisti.Net dei due podisti lodigiani colpiti da Corona Virus. (Laus Half Marathon di Lodi del 2017).


 
Il post su Facebook del Presidente del GP Codogno




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