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Set 01, 2018 Sebastiano Scuderi 678volte

Maratone italiane: momento magico (Giomi dixit) o mala tempora?

Maratoneti cui poco importa dei diktat-Fidal Maratoneti cui poco importa dei diktat-Fidal R. Mandelli

E’ ancora presto per tirare le somme, ma la situazione delle maratone in Italia è già preoccupante.

Alla fine di agosto 2018 il totale dei partecipanti è di 29.409, di cui 2.659 classificati in maratone non approvate dalla FIDAL (alla faccia dei regolamenti), con un calo di presenze pari a 1.772 con Roma  in grave crisi. Roma in due anni è passata da 14.000 a 11.700 presenze (e adesso si dà addirittura a rischio l’edizione 2019, vedi sotto: ma l’amministrazione romana avrà pur qualche motivo di essere preoccupata!). Caso a parte Trieste, che, delusa dai 400 partecipanti dello scorso anno,  ha puntato tutto sulla Mezza passata da 1301 a 1624.

Lo sport nazionale è ignorare i problemi, finché non diventano emergenza. Eppure…

Due anni fa l’onorevole Daniela Sbrollini presentò con 23 firmatari una mozione relativa al certificato medico per gli stranieri in occasione di Maratone e Mezze Maratone. I tre punti proposti sono quanto mai attuali e validi

  • Consentire la partecipazione degli stranieri in base alle norme sulla tutela sanitaria del loro Paese
  • Attivare un tavolo di lavoro specifico CONI – FIDAL col compito di indicare le Maratone e Mezze Maratone da inserire in un piano di sviluppo economico
  • Studiare forme di sinergie con attività culturali da implementare nelle città interessate, di concerto con l’ANCI (Associazione dei Comuni), a vantaggio degli atleti ed accompagnatori.

Un amico organizzatore mi diceva: “Lo straniero deve  appoggiarsi a cliniche private con un costo di 400-600 euro per avere il certificato che gli consente di  gareggiare in manifestazioni che ne costano 40-50; mentre in tutto il mondo, tranne la Francia, si paga l’iscrizione e si gareggia senza altri contrattempi”.

Personalmente, proporrei anche la “maggiore età per i podisti”: mi spiego, se una persona adulta e matura può rifiutare le cure, non vedo perché non possa presentare un documento in cui afferma di essere a conoscenza della normativa sulla tutela sanitaria in atletica leggera ed aver ottemperato a quanto da essa stabilito.

E’ sconfortante paragonare le nostre due più importanti maratone, Roma con 11.700 e Milano 5.300 classificati, col resto del mondo: non solo Londra 45.000, Berlino 48.000, Parigi 47.000 (cifre che costituiscono il massimale deciso dagli organizzatori, mentre le domande sarebbero molte di più), ma anche le “minori” come Norimberga (22.000) o Amburgo (18.000).

L’ingerenza pubblica non si limita però al solo aspetto della salute, ma, da un anno, anche della sicurezza, con la “odiata” Circolare Gabrielli, che obbliga gli organizzatori a presentare tra le altre scartoffie un Piano di Sicurezza firmato da un tecnico iscritto all’albo, spesa minima 1000 euro.

Ai problemi legislativi praticamente insormontabili, visti i tempi e gli impegni dei nostri “onorevoli”, si sommano le politiche della Fidal nate col Progetto Running, che sta dando il colpo di grazia.

In una realtà come la nostra, in cui solo 11 Maratone riescono a superare i 1000 partecipanti, riservarle tutte al solo settore “Nazionale”, stando a quanto preteso dalla Fidal,  con un costo minimo di approvazione pari a 1500 euro, più la tassa di partecipazione sugli iscritti,  è un incentivo alla fuga, molto più saggio sarebbe consentire alle “bronze” l’approvazione anche territoriale, con tasse più contenute e adatte alla realtà locale.

Il problema di fondo è che alla Federazione interessa solo il ritorno economico, di cui fa parte anche l’esagerata promozione della Runcard - vedasi la Run Fest di settembre e la sponsorizzazione di Infront - indigesta a molte Società, che vedono “fuggire” diversi soci, mentre dovrebbe affiancare il più possibile gli organizzatori promuovendo le iniziative sul territorio (come indicato nella mozione ai punti due e tre), stabilire coi fornitori di transponder accordi specifici a favore degli organizzatori, e supportare col Delegato Organizzativo i meno esperti nella promozione dell’evento.

Ciliegina sulla torta, la notizia fresca fresca di un possibile slittamento della Maratona di Roma al 2020 per problemi relativi al bando di assegnazione della manifestazione, da noi criticato fin dalla nascita. Sono stati sollevati dubbi sul possibile conflitto di interessi di Infront, partner Fidal fino al 2024, secondo l’accordo così presentato dal Presidente Giomi il 27 luglio: “E’ un momento magico per l’atletica azzurra in cui si raccoglie ciò che si sta seminando da anni. Un lungo lavoro fatto di scelte coraggiose, che parte da lontano, costruito nel tempo. Perché l’atletica non si improvvisa. Berlino punto di arrivo di un percorso e punto di partenza per le Olimpiadi di Tokyo 2020” (sic!).

Mala tempora currunt, verrebbe da dire: le maratone e le mezze maratone sono eventi sportivi a vocazione popolare, i più partecipati e diffusi al mondo e con maggiore copertura mediatica, rappresentano un cospicuo beneficio economico per le città in cui si organizzano, correlato alla parte logistica e culturale. La loro salvaguardia e crescita dovrebbero essere un impegno comune. E invece?

 

1 commento

  • Link al commento Lunedì, 03 Settembre 2018 14:11 inviato da Gabriele Ferrari

    Non c'è niente di nuovo, su quanto pubblicato, lo ribadiamo da diversi anni (noi utenti), in Italia siamo campioni di burocrazia e sempre alla ricerca di maggiori guadagni a discapito della qualità del prodotto (maratone/ine) La spiegazione per la differenza di numeri tra le manifestazioni italiane e quelle del resto del mondo (francia a parte) è racchiusa in pochi punti 1° l'obbligatorietà del certificato medico ( gli altri si accontentano di un'autocertificazione) 2° l'elevato costo dell'iscrizione 3° scarsa sensibilità verso le società che sono sottoposte a ricatti a favore delle banche, nelle iscrizioni in base al numero degli iscritti. 4° La Fidal pretende troppo dagli organizzatori e questi trovano più conveniente rivolgersi ad enti di P.S. Infatti c'è un forte incremento di maratona /ine al di fuori dalla Fidal, che permettono iscrizioni più "civili" e soprattutto con meno burocrazia.

    Rapporto

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