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Gen 08, 2020 Sebastiano Scuderi 2384volte

Fidal: con Lupi, so' finiti i tempi cupi?

Accoppiata vincente o opportunismo? Accoppiata vincente o opportunismo? Roberto Mandelli

Aggiornamento del 9 gennaio, ore 18: la Camera ha approvato, con una maggioranza che dire "bulgara" è poco (413 a zero!), la mozione Lupi di cui dicevamo due giorni fa. Il parere favorevole del governo era stato espresso dall'on. Sandra Zampa, prodiana di ferro e dunque ben coinvolta anche nella passione maratonesca del suo ispiratore. Romolo Augustolo Giomi esulta, anche perché la mozione continua a coinvolgere solo la Fidal, il Coni e Sport Salute (l'ente governativo che ha assunto alcune funzioni già del Coni), ignorando gli Eps e le altre realtà che possono o potrebbero organizzare corse su strada. Adesso, nell'ipotesi (assai improbabile) che il governo (quale governo?) metta in cantiere un disegno di legge, e che questo sia approvato prima della fine della legislatura, che succederà? Che alle nostre maratone parteciperanno stranieri senza certificato medico, mentre gli italiani dovranno averlo? Ci sarà lavoro per avvocati, Tar e perdigiorno [F.M.]

Aprendo il sito FIDAL a principio gennaio, si legge “Giomi: Sostegno a mozione Lupi sui certificati”.
L’8 e il 9 gennaio la camera dei Deputati voterà sulla mozione presentata dall’onorevole Lupi il 17 dicembre, che ricalca quanto già presentato quasi quattro anni fa dall’onorevole Sbrollini sull’annosa questione dei certificati medici agonistici obbligatori per tutti i partecipanti alle maratone e mezze maratone, in cui si richiede per gli stranieri il rispetto delle leggi sulla tutela sanitaria del loro Paese e non del nostro. (La riportiamo in coda, segnalando col corsivo i punti salienti, NdR).

Intanto la FIDAL ha pubblicato le Norme Organizzazione Manifestazioni Non Stadia 2020 con alcune gustose novità.
Conferma all’articolo 26 comma 4 delle non competitive con finalità turistico sportive per gli stranieri, associate a maratone e maratonine, ma senza l’egida federale, sotto l’unica e sola responsabilità degli organizzatori (Ponzio Pilato docet).

All’articolo 27 comma 4 si ribadisce che “nella stessa manifestazione non possono essere organizzate gare Non Competitive  con partecipazione di cittadini italiani non tesserati”

Per  maggiore chiarezza all’articolo 46 Sanzioni al comma 2 leggiamo: “partecipazione a manifestazioni inserite in calendario nazionale o nei calendari territoriali di atleti non tesserati FIDAL o non tesserati: € 2.000,00”; comma 4, non osservanza articolo 26.4 e seguenti: euro 5.000,00.

Ma i “problemi” per gli organizzatori non finiscono qui.
Articolo 28, Soggetti organizzatori.  In base al comma c) le Società sportive affiliate devono avere sia al momento della richiesta d’inserimento nel calendario, sia 60 giorni prima dello svolgimento della manifestazione almeno 15 atleti tesserati e che almeno uno abbia partecipato all’attività ufficiale federale sia nei 12 mesi precedenti la richiesta, sia nei 12 mesi precedenti l’organizzazione.

Norma di difficile comprensione e, quindi, osservanza.

Ma la norma più “suggestiva” si scopre all’articolo 32 Disposizioni tecnico - economico – organizzative.
Comma 5 – Tassa iscrizione gara.

La tassa iscrizione dà diritto ai seguenti servizi:

  • Pettorale di gara
  • Rilevazione dei tempi (crono manuale o chip)
  • Stesura ordine di arrivo (?)
  • Assistenza medica (medico di servizio, ambulanza)
  • Eventuali premi di classifica (?)
  • Servizi igienici sia alla partenza che all’arrivo
  • Acqua potabile, spugnaggi, ristoro secondo Regola 248 RTI
  • Percorso chiuso al traffico o comunque non accessibile ad autoveicoli
  • Locale per deposito borse.

Che tutti questi servizi siano graditi ed auspicabili non c’è dubbio, ma la domanda sorge spontanea, quale tassa d’iscrizione può ritenersi adeguata ad essi?
E poi, il percorso chiuso al traffico deve essere garantito solo nelle manifestazioni inserite nel calendario Nazionale, non in quelle territoriali.
L’ordine di arrivo non è compito dei Giudici, che devono anche stilare le classifiche?
I premi di classifica sono una caratteristica delle manifestazioni agonistiche, perché “eventuali”?

Norme spesso in contraddizione l’una con l’altra o di difficile comprensione e, quindi, di conseguente inosservanza, costituiscono un motivo di scarsa affezione dei tesserati alla Federazione.
Solitamente alla fine di ogni anno si fanno buoni propositi per l’anno che verrà, speriamo che il nuovo Consiglio Federale che verrà eletto nel 2020 si decida a licenziare i burosauri ed emettere poche norme, chiare e sensate.

 

Di seguito la mozione Lupi

Mozione 1-00190 presentata da LUPI Maurizio

testo presentato Venerdì 31 maggio 2019 - modificato Martedì 17 dicembre 2019, seduta n. 279

La Camera, premesso che:

le maratone (42,195 chilometri) e le mezze maratone (21,0975 chilometri) sono tra gli eventi sportivi agonistici, a vocazione popolare, più partecipati e diffusi al mondo;

i numeri economici delle maratone mondiali, degli ultimi 15 anni, registrano dati di partecipazione in continua crescita con un contestuale beneficio economico per le città che le organizzano, collegato alla parte logistica e culturale, e legato non solo ai partecipanti ma anche agli accompagnatori;

le cosiddette «6 Major Marathon», New York, Londra, Berlino, Chicago, Boston e Tokyo oggi registrano la partecipazione di circa 250.000 persone, la maggior parte da qualificarsi quali amatoriali, muovendo un giro di affari che si avvicina ai 2 miliardi di dollari;

la TCS New York City Marathon, la corsa più partecipata al mondo, è ormai una voce nel bilancio della Città di New York City;

secondo il Sole 24 Ore (articolo del 5 novembre 2018) la maratona di New York genera ormai un impatto economico di circa 415 milioni di dollari, un record di oltre 50.000 partecipanti provenienti da 130 paesi, e circa 258.000 ospiti collegati ai partecipanti che visitano la Grande Mela durante la settimana di maratona;

la Boston Marathon, la più antica maratona del mondo, secondo la Greater Boston Convention & Visitors Bureau (Gbcvb) nel 2016 ha portato alla città di Boston una cifra vicina ai 200 milioni di dollari (e un giro di affari totale che ha sfiorato i 300 milioni di dollari), poco più di 30.000 partecipanti ufficiali alla maratona, tra cui più di 6.400 atleti provenienti da 98 paesi al di fuori degli Stati Uniti;

in Giappone negli ultimi dieci anni i finisher sono aumentati di quasi 8 volte, passando dai 74.000 del 2006 ai 576.000 del 2015, superando così anche gli Stati Uniti e i numeri economici correlati dimostrano l'importanza di queste manifestazioni nello sviluppo economico-turistico del Paese;

in Francia, dove si registrano i dati di maggior crescita a livello europeo, il mercato vale ad oggi un miliardo di euro. Il delegato generale della Fifas (Federazione francese delle industrie sport e tempo libero), Virgile Caillet, ha dichiarato al quotidiano francese Les Echos, che «il mercato francese correlato alle maratone registra ogni anno una crescita del 40 per cento. La corsa è un fenomeno che in Francia è esploso»;
oggi, grazie ai runner, il mercato francese è uno dei più grandi in Europa, con un fatturato di 80 milioni di euro;

in Italia, la Federazione italiana atletica leggera – Fidai (2 maggio 2019) comunica che al 31 dicembre 2018 ha registrato 220.724 tesserati, cifra record mai registrata nella storia della Federazione italiana di atletica leggera;
una cifra che non comprende i 50.996 runner tesserati con runcard, per un totale di praticanti dell'atletica leggera in Italia che raggiunge i 271.720 mila;

la maratona di Roma ha visto crescere i propri iscritti dai 9100 del 2005 ai 13.224 dell'edizione del 2018, con un soggiorno medio, per maratoneti e accompagnatori, di tre giorni;

gli atleti italiani partecipano alle grandi maratone internazionali in numero sempre crescente, senza avere norme limitative differenziate rispetto agli atleti locali;
tra le grandi maratone del mondo, la più amata dagli italiani si conferma ancora una volta la New York City Marathon (4 novembre) con 2.762 nostri connazionali arrivati; per il secondo anno consecutivo, al secondo posto si piazza la maratona di Valencia (2 dicembre) con 1.559 italiani, seguita da Berlino (953, 16 settembre), Parigi (905, 8 aprile), Barcellona (634, 11 marzo) e Atene (517, 11 novembre);
le presenze di italiani sono state rintracciate in 127 maratone nel mondo (fonte Ansa aprile 2018);

va constatato che la maratona non è solo un semplice evento sportivo ma una fonte qualificata per il mercato locale, generando occupazione e indotto economico;
in Italia sono state inserite nel calendario della Federazione italiana atletica leggera 37 maratone e 161 mezze maratone;
i dati della Fidal indicano che il numero medio di partecipanti per le maratone, basandosi su dati riferiti ai risultati del 2018, è di 1.416,02 atleti (italiani e stranieri), mentre lo stesso numero medio è di 949,24 atleti (italiani e stranieri) per le mezze maratone;

la partecipazione degli atleti stranieri a partire dal 2014 a seguito del decreto ministeriale del 24 aprile 2013 («decreto Balduzzi») e successivo articolo 42-bis del decreto-legge n. 69 del 21 giugno 2013 («decreto del Fare») convertito dalla legge n. 98 del 9 agosto 2013 e del decreto ministeriale dell'8 agosto 2014, non è aumentata, anzi si è andata con gli anni riducendosi, secondo quanto riportato dagli organizzatori;
detta riduzione di partecipazione si riflette sulla capacità da parte degli organizzatori di attrarre sponsor qualificati internazionali, oltre alla ricaduta economica negativa sull'indotto (data dall'attività turistica) per i territori interessati, visto che gli stranieri, invece di venire e partecipare alle maratone in Italia, preferiscono andare a gareggiare altrove;

questa limitazione è stata segnalata, con apposite lettere, dagli organizzatori delle principali maratone italiane;
quella di Roma, capitale culturale del mondo, è solo la ventesima maratona, frenata sicuramente dal limite dei certificati medici;
la tutela della salute degli individui è un bene primario presente in quasi tutte le legislazioni sanitarie nazionali;
la certificazione per l'attività sportiva di particolare ed elevato impegno cardiovascolare, quali la maratona e la mezza maratona, è disciplinata dal decreto ministeriale del 24 aprile 2013;
del 1° giugno 2016 per partecipare a manifestazioni organizzate sotto l'egida della Fidal occorre essere obbligatoriamente tesserati con la Fidal stessa, tramite una società affiliata oppure tramite la Runcard;
dal 1° gennaio 2017 le gare di mezza maratona e maratona potranno essere inserite solo nel calendario nazionale;
la partecipazione a manifestazioni agonistiche «no-stadia» di atleti italiani e stranieri non tesserati né con la Fidal né con federazioni straniere affiliate alla Iaaf, ma in possesso della «Runcard» o della «Mountain and trail runcard», è subordinata alla presentazione di un certificato medico di idoneità agonistica specifica per l'atletica leggera;
le norme per l'attività sportiva agonistica fanno riferimento al decreto del Ministero della sanità 18 febbraio 1982 «Norme per la tutela sanitaria dell'attività sportiva agonistica»;
la visita clinica e la valutazione globale degli accertamenti nonché l'atto certificatorio devono essere effettuati nelle sedi autorizzate esclusivamente e personalmente dallo specialista in medicina dello sport operante all'interno di strutture mediche autorizzate (ambulatori, centri, istituti, servizi pubblici o privati in possesso di precisi requisiti di organizzazione, strutture ed attrezzature in rapporto alla tipologia delle visite che s'intenda effettuare in base ai protocolli previsti dai decreto ministeriale 18 febbraio 1982 e 4 marzo 1993);

la Fidal ha emanato una nota informativa per l'organizzazione delle manifestazioni «No-stadia» che impone agli atleti stranieri non tesserati residenti all'estero, che vogliono partecipare ad una maratona italiana, di presentare documentazione medica conforme alla normativa stessa, e quindi l'effettuazione dei seguenti esami: visita medica, esame completo delle urine, elettrocardiogramma a riposo e dopo sforzo, pirografia;

questi esami, in molti Paesi, hanno un costo superiore anche di 5 volte rispetto al costo medio applicato in Italia (circa 80 euro). Inoltre, non essendo prevista la figura dello specialista in medicina dello sport, spesso si rende necessario effettuare gli esami in diverse strutture, e diventa difficile trovare il medico che si assume la responsabilità di firmare il certificato di idoneità alla pratica agonistica;

la normativa sanitaria attuale dettata dal decreto ministeriale 18 febbraio 1982, dall'articolo 3 del decreto ministeriale del 24 aprile 2013 («decreto Balduzzi») e successivo articolo 42-bis del decreto-legge n. 69 del 21 giugno 2013 («decreto del Fare») convertito dalla legge n. 98 del 9 agosto 2013 e del decreto ministeriale dell'8 agosto 2014 risulta limitante per la partecipazione degli atleti stranieri, pur in possesso di certificazione medico-sportiva valida nel loro Paese di origine;

tali limitazioni riducono di fatto la partecipazione degli atleti stranieri alle maratone italiane con danno economico per gli organizzatori e per il tessuto cittadino di riferimento,

impegna il Governo:

1) nel rispetto delle norme di tutela sanitaria presenti in Italia, ad adottare iniziative normative che consentano agli atleti stranieri di potersi iscrivere alle manifestazioni «no-stadia» che si svolgono sul territorio italiano (corsa e marcia su strada, corsa campestre, corsa in montagna, ultramaratona, trail running e nordic walking) basandosi sulle rispettive leggi di tutela sanitaria specifiche relative al proprio Paese di residenza (quindi consentendo, per esempio, ai runner statunitensi di poter presentare in Italia un'autocertificazione così come previsto dalla normativa statunitense);

2) a far sì, per quanto di competenza, che le norme di tutela sanitaria che riguardano gli italiani per le maratone e mezze maratone sul territorio italiano continuino ad essere rispettate;

3) a considerare le maratone e le mezze maratone nell'ambito di un piano strategico di sviluppo economico, attivando, insieme al Coni, alla Fidal e a Sport e salute spa, un tavolo di lavoro specifico;

4) ad adottare iniziative per individuare forme di sinergia con attività culturali da implementare nelle città, anche di concerto con l'Anci, in occasione delle maratone e delle mezze maratone a vantaggio degli atleti e dei loro accompagnatori, sia italiani che stranieri.

(1-00190) «Lupi, Occhionero, Zanella, Gagliardi, Schullian, Enrico Costa, Lattanzio, Versace, Pella».

 

NdD. Da un maratoneta internazionale come Lupi ci si può aspettare la conoscenza del fenomeno-maratona nel mondo; magari, ci piacerebbe vederlo presente più spesso alle maratone italiche, anziché cercarsi l’usuale visibilità (lui e i colleghi parlamentari) alla solita New York.
Che la presidenza Fidal uscente, in questi mesi da basso impero e quasi da caduta di Saigon, appoggi la mozione è comprensibile, anche perché la mozione stessa cita solo la Fidal e le sue disposizioni autocratiche per arrogarsi la “proprietà” di maratone e mezze e altro; come se non esistessero altri enti che organizzano o avallano identiche gare, con l’identica tutela alla salute degli atleti (anche una tessera agonistica Eps richiede l’idoneità specifica!) ma una minore farraginosità e soprattutto minore esosità economica, documentata invece per la Fidal da Scuderi sia in questo articolo sia nel precedente commento sul running o meglio falling project.
La Fidal dovrebbe anche mettersi d’accordo con sé stessa, se favorire l’approdo di podisti esteri in Italia o seppellirli sotto adempimenti mostruosi, oppure ancora lasciar loro il contentino risibile delle gare con “finalità turistico sportive”, senza classifica e anzi poste ai margini della competizione vera.
La mozione Lupi, approvata o no che sarà, lascerà il tempo che trova, perché occorrerebbero anni per un eventuale provvedimento legislativo che ne raccogliesse le istanze. Un regolamento Fidal, chiaro e ‘liberale’ (ma la L di Fidal non sta per “liberale”, per la contraddizion che nol consente), lo si emanerebbe in una settimana. Potreste chiederne la redazione a un fidaliano pluridecennale come Scuderi… [FM]

 

 

1 commento

  • Link al commento Giovedì, 09 Gennaio 2020 14:49 inviato da sandro poli

    mi permetta, non per prendermi meriti, ma per dovere di cronaca , senza alcuna sponsorizzazione il Senatore Fravezzi di Pietramurata (TN) che risulta essere anche il mio paese di residenza, ha presentato ben due mozioni fra il 2014 ed il 2015 anticipando la mozione Sbrollini. Le due mozioni , alla prima venne data risposta , la seconda risulta essere in chissà quale cassetto di chissà quale ministro della Salute sono a sua disposizione .
    Ovvio che auspico un esito favorevole alla mozione Lupi , mentre non mi pronuncio relativamente alle modifiche emanate relativamente alle norme che parlano di Organizzazione manifestazioni NO Stadia

    Rapporto

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