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Mag 02, 2020 866volte

Il poliziotto Lollo dona uno stipendio ma rischia per un'intervista non autorizzata

Lollo durante la sua vittoria a Pisa nel 2017 Lollo durante la sua vittoria a Pisa nel 2017 Foto Facebook

Messinese di San Salvatore di Fitalia,  in forza all’Atletica Bergamo ’59, e in servizio a Vercelli come agente di Polizia stradale, il 30enne maratoneta Antonino Lollo, cuore d’oro, ha donato uno stipendio intero agli ospedali di Sant’Agata Militello, Barcellona Pozzo di Gotto, Vercelli e al “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo, provincia dove risiede: esattamente in Valle Seriana superiore, nel comune di Clusone, nei pressi delle martoriate Alzano e Nembro.  

Un tempo ciclista, da qualche anno ha deciso di dedicarsi al running, dove, pur essendo sostanzialmente un amatore, ha tempi di tutto rispetto, 30:38 sui 10km e 2h24:18 sulla maratona, a Pisa, quando s’impose nel 2017.
T
occato dagli eventi della pandemia e in auto-quarantena, Lollo ha donato uno stipendio intero, raccontando il tutto ad un giornale: ma, purtroppo per lui, non ha avvisato - come invece previsto dal regolamento di Polizia - il suo Comando, e in particolare la sua dirigente, dell’intervista e della relativa pubblicazione.

Rischia così una punizione (summum ius summa iniuria), ma in sua difesa si è levato il SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia). Infatti, Ciro Dellisanti, segretario Siap di Vercelli, ha dichiarato: “Per tutti noi poliziotti il gesto del nostro collega è stato motivo di orgoglio e profonda ammirazione, un esempio per tanti, ma non per la sua dirigente, che pretendeva di essere informata dell'intervista, pur non riguardante motivi di servizio. Il dirigente nelle sue contestazioni ritiene che il collega abbia tenuto un comportamento non conforme al decoro delle funzioni dell'Amministrazione della Pubblica sicurezza. Ma stiamo scherzando? Il nostro collega con il suo comportamento ha dato lustro all'amministrazione, e chiediamo con forza che questa bizzarra contestazione venga immediatamente archiviata, restituendo credibilità alla nostra amministrazione che non ha certo bisogno, tanto meno in questo momento, di questa pubblicità; anzi, sarebbe opportuno da parte sua premiare il nostro collega per essersi distinto per generosità e senso civico in un momento di particolare difficoltà in cui versa l'intero Paese”.

La speranza è che le massime autorità Graduati della Polizia vogliano intervenire per evitare questa procedura, semmai provvedendo a proporre il buon Lollo per un encomio ufficiale. Condito pure, se vogliamo, da un buffetto per l'imprudenza, che però non cancella la sostanza dell'atto generoso.

 
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