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Fidal: un breve sguardo allo stato dell’arte. Si fa per dire…

16 GIUGNO 2026 | Di Maurizio Lorenzini
Luca Landoni è qui con i suoi atleti, sullo sfondo il castello di Arco (TN)

16 giugno 2026. Riprendiamo e volentieri pubblichiamo, col consenso dell’autore, questa breve ma attenta disamina del mondo Fidal.

L’autore è uno che di atletica ne mastica parecchia, infatti Luca Landoni dalla pagina di QA racconta quotidianamente di gare ma anche di attualità, di impianti sportivi e di tutto quanto c’è dietro le quinte; e qui c’è davvero tanto da fare. Lo scrive sulla sua pagina personale.

Osservatore attento ed esperto, fa un’analisi del mondo Fidal che potrebbe apparire severa e impietosa ai non addetti ai lavori, purtroppo è maledettamente vera.

L’atletica italiana deve investire sulla comunicazione, anche e soprattutto le Fidal regionali

Empatia verso i nostri atleti, soprattutto il movimento giovanile, cronaca delle gare, interviste, cronache dell’attività delle società che operano sul territorio. Questo dovrebbe essere il focus dei siti provinciali/regionali della Federazione. Qualcuno lo fa molti no.

L’idea è ancora che il sito web, così come gli altri social, servono giusto per mettere due foto, fare un riassunto asettico dei risultati, piazzare un comunicato stampa degli organizzatori copiaincollato.

Insomma, il sito ufficiale è quasi un fastidio da togliersi spendendo meno risorse possibili, economiche e di tempo… ma questa idea è deleteria per il movimento. Come pensate di tener dentro i ragazzi, soprattutto le categorie chiave (cadetti, allievi, juniores) se non si dà loro la minima soddisfazione, non li si intervista, non si racconta DAVVERO le loro gare?

E gli allenatori? Non esistono, nessuno ne parla mai. Già sono tutti volontari non vedono un euro, e va be’ sono appassionati. Ma non contano niente, contano solo gli atleti, è troppo faticoso informarsi su chi allena chi, come lavora, quanto prezioso tempo libero della sua vita dedica all’atletica.

E le società? Massì, tanto continuano lo stesso, anche se nessuno parla di come agiscono sul territorio, gli sforzi che fanno per reclutare i ragazzi dalle scuole, come hanno organizzato l’attività giovanile, chi sono gli importantissimi istruttori che fanno iniziare l’atletica ai bambini e ai ragazzi.

La comunicazione è importante, non è l’ultima ruota del carro. Siamo nell’era del web ormai da tre decenni, ci sono tutte le possibilità di dare spazio all’atletica, non è più come negli anni 80 quando ci lamentavamo che la Gazzetta dedicava un trafiletto al giorno.

E allora? Vogliamo fare qualcosa? 

Luca Landoni è giornalista e co-fondatore di Queen Atletica, insieme ad Andrea Benatti.

E’ atleta master, da sempre predilige il mezzofondo, e allenatore presso l’Atletica Alto Garda e Ledro, una curiosità: è un gruppo sportivo che in termini di tesserati conta più donne che uomini. Dal mio punto di vista ancor più rilevante e apprezzabile il fatto che, a differenza della maggior parte delle ASD, abbia una forte componente nel settore giovanile, che pesa per circa 80% sul totale dei tesserati (251).


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