Lo sport ricomincia a correre… ma il virus non si ferma
Siamo da poco usciti dalla durissima fase di lockdown e alcune attività sportive riprendono timidamente, ma il virus è in agguato: pochi giorni fa al torneo di tennis "Adriatour", la cui prima tappa si è disputata a Belgrado, il campione Djokovic ed altri tennisti hanno contratto il virus e risultano positivi al test. Questo purtroppo non può che portarci altre preoccupazioni e timori e, specialmente per noi sportivi, sacrifici perché dovremmo ancora accettare limitazioni e rinunce. Questa epidemia sta mettendo a dura prova la nostra resilienza, ovvero la capacità di adattarci alle situazioni avverse, e noi sportivi dovremmo essere più preparati degli altri ad adattarci. Ma spesso purtroppo l’incapacità di accettare e trasformare le rinunce e le emozioni spiacevoli porta a negare o a deviare il problema: troppo spesso si sente dire “si tratta di poco più di un’influenza” o addirittura c’è chi parla, più o meno, esplicitamente di teorie complottistiche per manipolare la popolazione o vendere vaccini. Essere buoni atleti, oltre ad avere una buona preparazione fisica, oggi richiede sempre di più una preparazione mentale ed emozionale, perciò è importante che tutti noi dall’amatore, all’agonista, agli allenatori, si affronti con più consapevolezza e con cognizione questa delicata situazione pandemica; inoltre è auspicabile che le varie federazioni sportive organizzino campagne divulgative usando tutti gli strumenti comunicativi disponibili, utilizzando risorse scientifiche e professionali.