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Lug 30, 2023 1407volte

Cortogno (RE) – 45^ Marcia della Val Tassobbio: bellissima scoperta

Cortogno (RE) – 45^ Marcia della Val Tassobbio: bellissima scoperta Roberto Mandelli

30 luglio – Ecco uno dei tanti posti dove, se non esistesse il podismo, non sarei mai andato (anche perché, lo dico con un pizzico di rimorso, nella mia provincia lo stesso giorno c’è una corsa a Zocca che pure meriterebbe, e dove sono stato forse una decina di volte: se non che a una certa età bisogna pur colmare le lacune e girare un po’ di mondo). Dunque Cortogno, frazione di Casina a 546 metri di altitudine, e una “val Tassobbio” mai sentita prima, che prende il nome da questo torrentello lungo pochi km (da Carpineti allo sbocco nell’Enza), ma attorno al quale si sviluppa una valle boscosa e ricca di fascino.

Volgiamo dunque il muso dell’auto verso Cortogno, attraversando la zona più fertile in Italia di iniziative podistiche, da Scandiano ad Albinea a Vezzano, imboccando lì una strada (la SS 63 del Cerreto) meravigliosamente sistemata, larga e piena di gallerie. E qui da modenese devo ammettere che i reggiani ci sanno fare meglio di noi: alta velocità (che i nostri politici viceversa hanno ostacolato costringendola a un giro vizioso per non disturbare la sede del festival dell’Unità), ponti di Calatrava, e appunto questa statale, che paragonata alle nostre statali o ex statali, del Brennero e delle Radici, dovrebbe far arrossire tutti gli amministratori nostrani se messi al paragone soprattutto coi cattocomunisti di qua, da Nilde Iotti a Graziano Del Rio (lo dico senza ironia; ironia che invece metto ricordando le cinque pappine dell'Italia femminile di calcio allenata dalla reggiana Milena Bertolini, che adesso sta studiando il capitolo dei manuali dedicato ai corner).
Un politico, anzi, una famiglia di politici o politicanti come i Prodi (oggi è annunciata la morte di Vittorio, un altro fratellone con molte mani in pasta) noi modenesi non l’abbiamo di certo, specie da quando il Partitone ha preso l’abitudine di paracadutare nei nostri “seggi sicuri” degli estranei come la Lorenzin o i Soumahoro (“seggio sicuuuro?”: mi sembra di sentire Sordi nei Vitelloni rivolto ai “lavoratori”, e di rivedere il suo gesto; oppure, di fronte agli onorevoli nostrani, viene in mente l’apostrofe di Totò all’onorevole Trombetta: “onorevole lei? Ma mi faccia il piaceeere!”).
Insomma, a Cortogno si arriva in due e due quattro; meno della metà del tempo che avrei impiegato per andare all’altra località podistica modenese della giornata, Piandelagotti, in fondo a due ex statali da percorso di guerra.

Bando ai cattivi pensieri, e rassereniamoci in questa deliziosa frazioncina, un zinzino abbandonata da Dio a giudicare dal cartello della nostra foto 40 secondo cui oggi non c’è la messa, e la graziosa chiesetta in posizione panoramica resta sprangata. Ma podisticamente siamo all’avanguardia, sia per le gare competitive per bambini (divisi in ben 5 categorie, con partenze separate), sia per l’incredibile prezzo di 2 euro richiesto paritariamente tanto per la competitiva adulti quanto per la non comp. Frugando nella memoria, una cosa del genere la trovo solo nella 21 di Soliera di molti, molti anni fa: roba da archeologia, quando corse una maratona perfino uno degli onorevoli modenesi di cui sopra (non nominato), che poi si presentò in un “seggio sicuro” a casa sua ottenendo l’effetto di far vincere le destre, e in vista della successiva elezione si fece mettere nella segreteria che compilava le liste elettorali ottenendo, chissà perché, di figurare nei primi posti della lista in modo da essere eletto comunque. (Ma perché mi vengono in mente queste cose? “nulla, è il vino che mi suggerisce”, disse Turiddu alla mamma).

Dunque, partenza delle gare bambini dalle 9, a scaglioni; e alle 9,20 per noialtri (a parte i tanti che sono andati via alla chetichella: deplorevole abitudine importata dal mantovano e modenese), col quasi-obbligo per i competitivi di andare nelle prime file: cui si sottrae Cecilia Gandolfi in Spina, che asserisce di aver preso il pettorale competitivo solo per essere “tracciabile”, e comunque pianifica l’accoppiata con un’altra gara nell’appennino reggiano alle 17: ovviamente marito, figlio e nuora si accodano ai suoi voleri (manca la sorella, già trionfatrice al trail della Pinetina di Vezzano); e al coniuge Italo appartengono le foto dalla 3 alla 10 del servizio messo pazientemente insieme da Roberto Mandelli. Podisti.Net Photo Gallery | 30.07.2023 Cortogno (RE) - 45^ Marcia della Val Tassobbio - foto di Fabio Marri (zenfolio.com)

Con noi parte anche, lemme lemme, Paolo Giaroli (foto 6), di cui solo da Fb apprendiamo che oggi compie gli anni in cifra molto tonda: ovviamente gli va tutto il nostro affetto, che comincia da quella volta, diciamo pure un quarto di secolo fa, che accettò di sostituire all’ultimo minuto un nostro compagno di staffetta alla notturna di Barco.
Là davanti i giochi sono fatti secondo copione, e d’altronde fra soli 33 aderenti alla competitiva è difficile avere sorprese. Doppietta dell’Avis Novellara (prima anche nella classifica a squadre) in campo maschile, con Boureima Sissoko, classe 1995, che prevale sul compagno Giuseppe Rini (1981: al momento, i tempi non sono comunicati); tra le donne, assenti Morlini e Marcolini che erano a Piandelagotti, scontato l’ordine Fiorenza Pierli – Laura Ricci, due quasi coetanee da poco oltre gli anta, rispettivamente al 5° e 7° posto assoluto. Ma lasciate che le mie simpatie vadano alle due ultime, la prof novellarese Pia Verzellesi, classe 1953 (compiuti o no i fatidici?), e la già citata Cecilia classe 1959.

Mentre noi para-agonisti, dopo un km di asfalto, siamo dirottati a destra nel bosco, per un percorso dichiarato di 8 km ma, diciamo pure di 7.5, con 250 metri di dislivello tra i 435 e i 570 slm. Sentiero ottimamente tenuto e segnalato (foto 29-30), con vista iniziale su Cusna e Ventasso, ed una deliziosa seconda parte caratterizzata da tanti ponticelli sul torrente (che peraltro si poteva tranquillamente guadare); dove le mie lungaggini fotografiche ottengono l’effetto di essere raggiunto da Cecilia, di cui sarò la scopa (non pensate male e guardate le foto 11-16) fino allo stupendo mulino a un paio di km dal traguardo.

Qui la lascio andare ed entro per una visita al mulino, ottimamente ristrutturato (con ampie sovvenzioni pubbliche), e oggi sede di un ristorante che ha fama di essere molto buono e anche molto “salato” (foto 17-28). Un aficionado di questi luoghi, Giuseppe Cuoghi dalla Cavazzona, più tardi ci assicurerà che "mi sono sempre trovato benino, sia come qualità che come prezzo".
Uscendo, quasi tra gli ultimi del lotto (il direttore Casotti della foto 4 è già arrivato, ma almeno la Brunetta Partisotti, con cane al guinzaglio, è dietro e fa in tempo a raccomandarmi il segreto su una sua grammatica latina in corso di stampa: chi lo dice che i podisti sono tutti ignorantoni?).

Sull’ultima salita, raggiungo Nerino con relativa telecamera, apprendendo da lui (che può esibire foto di sue partecipazioni in loco addirittura del 1993) che una volta venne qui a cavallo, poi corse a piedi, infine tornò a casa a cavallo, quasi come Fanfulla da Lodi.

Ristoro finale delizioso quanto casalingo, con torte al cioccolato al cui appeal cedono perfino Pierli e Ricci (e con molti meno scrupoli il sottoscritto, il cui peso certificato attuale espresso in etti coincide esattamente col nome di un pres** che andava di moda negli anni d’oro); in aggiunta c’è il premio di una confezione di biscotti con tre gusti a scelta.

Quadretto familiare idillico, una coppia che si fa la doccia autogestita, previo pompaggio da una tanica (foto 34-37, per gentile concessione degli interessati), sotto la protezione di uno storico aratro che chissà quanti solchi avrà tracciato senza trovare una spada che li difendesse, e col panorama lontano di Cusna e Ventasso (foto 38, 42-43).

Da Cortogno (dialettalmente Curtogna: cercansi proteste ellegibitiquplas per questo sessismo nel cambio di nome) credo che possa bastare.

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Italo Spina- F. Marri. Assemblaggio Roberto Mandelli

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