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Giu 13, 2018 435volte

Turi - 18^ Quattro Passi nella Storia

Daniela Tropiano Daniela Tropiano Foto Roberto Annoscia

La “Quattro Passi nella Storia” è diventata maggiorenne: si è celebrata domenica scorsa, 10 giugno, la 18^ edizione di questa manifestazione che forse si aspettava e avrebbe meritato più dei 391 iscritti, tradottisi poi in 374 finisher, più una manciata di liberi.

Valevole come quarta tappa del Circuito Terra di Bari, la prima pomeridiana, la Quattro Passi si è confermata manifestazione semplice, ma ben fatta, alla quale non manca sostanzialmente nulla.

Da migliorare, lo scrivo subito, solo il viale di arrivo, da transennare al pubblico che ha invaso la sede stradale creando problemi a giudici e fotografi, già infastiditi dal sole contrario, e ad alcune bici che hanno messo davvero a repentaglio la sicurezza degli atleti lanciati verso il traguardo.

Zona parcheggio predisposta in Largo Pozzi, dove sono stati posti anche i bagni chimici, dove venditori di ciliegie, l’oro rosso di Turi, le offrono ad ottimo prezzo (più compri e meno paghi…).

Nelle stradine più vicine a Viale Antonio Gramsci, il punto di ritrovo, partenza e arrivo, non manca comunque l’opportunità di parcheggiare a minor distanza.

In una traversa della suddetta Via Gramsci avviene la consegna di pettorali, chip e pacchi gara, ben gestita e senza la creazioni di code. Iscrizione fissata a 5 euro, pacco gara alimentare, nobilitato da una confezione di ottime ciliegie “ferrovia”.

Caldo, molto caldo il sole, manca anche il vento, sicuramente gli atleti soffriranno lungo il percorso, già si cercano zona d’ombra per ripararsi.

Lavorano tutti, viceversa, i soci della DOF Turi, la società organizzatrice, che guidati dal presidente Franco Laera, cercano di sistemare ogni dettaglio, di attenuare ogni eventuale problema.

A presentare la manifestazione, il simpatico folletto Antonio Torres da Adelfia, sempre unico nel raccontare aneddoti e storie di vita, meno ferrato oramai nella res podistica, in continua evoluzione. Promosso con sufficienza, Antonio è persona sincera e genuina, la sua è pura passione.

Con piacere ritrovo la famiglia Uva, sempre splendida a cominciare dalle bellissime bimbe Carlotta e Matilda, oramai signorine, sempre in movimento facendo stancare papà Michele e mamma Sara, più della stessa gara… 

Sempre utile poi il dialogo con Gioacchino De Palma, olimpionico a Messico 1970, che ora si diverte a dispensare utilissimi consigli ad atleti master.

E’ tempo, intanto, di indossare le divise sociali, è tempo di procedere con le operazioni di risveglio muscolare, è tempo di non stancarsi troppo nel pre-gara.

Il buon Torres con grande enfasi invita gli atleti a schierarsi per la partenza, con i suoi modi persuasivi li raggruppa dietro la linea con oltre dieci minuti di anticipo e il plotone è già pronto.

I soci della DOF creano l’utile cordone umano affinché sia rispettata perfettamente la linea bianca, oramai è tutto davvero pronto, il sole continua a picchiare sulle nostre teste e, liberatorio, dopo il lasciapassare dal percorso, giunge il colpo di pistola del Giudice che libera gli atleti che invadono la larga e lunga Via Gramsci, preceduti dai ciclisti che fanno da apripista.

Il tracciato di Turi presenta un giro unico con attraversamento quasi totale della citta, compresa la città vecchia: in apparenza semplice prevede dei falsipiani che si faranno poi sentire nelle gambe, complice l’alta temperatura.

Osserva con piacere lo spettatore turese, magari non incita, ma osserva rispettoso salvo scaldarsi quando riconosce un atleta locale. Tanti gli extracomunitari in città, alcuni hanno un fisico da validissimo podista…   

Un uomo solo al comando, Rodolfo Guastamacchia che, nonostante una contrattura nel dietro coscia sinistro, procede solitario; al femminile l’oramai “consueta” Daniela Tropiano è prima con sufficiente distacco sulla seconda.

Picchia, intanto il sole, averlo addosso equivale ad una sauna anche per chi sta fermo, possiamo immaginare le temperatura che raggiungono i fisici degli atleti in movimento, spero provvedano a bagnarsi e bere, la salute è sempre la prima “cosa”.

Percorso sorvegliato e blindato al traffico, solo nel finale qualche auto forzerà il blocco creando problemi alla coda della gara.  

Zona centrale, zona vecchia, periferia, ferrovia, lo storico carcere, il tracciato non tralascia nulla nei 10000 metri in cui si sviluppa, cresce intanto l’attesa dei parenti che attendono i propri cari.

E, preceduto dalla sirena dell’auto dei vigili urbani, scortato dai ciclisti, ecco apparire in fondo la canotta gialloblu di Rodolfo Guastamacchia, che otto giorni dopo Conversano, ottiene un nuovo successo.

Sorride Rodolfo, apre le braccia al cielo, un cinque con Carmela Glorioso e il rappresentante di Atleticamente Modugno conclude vittorioso in 34:04. Al secondo posto, inatteso da chi non lo conosce, ecco giungere Angelo Didonna (Amatori Atletica Acquaviva), figlio d’arte di Giuliano, ragazzo veramente a modo, reduce dai Campionati italiani promesse sui 3000 siepi ad Agropoli, che conclude in 35:14.  Terzo posto per l’ottimo Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie), che non vedevo da tempo, in 35:36.

In un’annata complicata dall’iniziale infortunio, in graduale ripresa, Gianpiero Bianco (Running Team D’Angela Sport Turi), nella sua gara, la prima da “avversario”, chiude quarto in 35:43, seguito dal compagno di team, a sua volta reduce da continui problemi fisici, Nuccio Busto, quinto in 35:57. Michele Uva (Free Runners Molfetta), sempre sportivissimo e sorridente, è sesto in 36:21, davanti al reattivo Nicola Bellomo (Dynamyk Fitness Palo del Colle), settimo in 36:45 e al toscano (o pugliese?) Savino Lasorsa (Il Ponte Scandicci), ottavo in 37:44. Bravissimo Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia), che con impegno e costanza continua a migliorare, nono in 37:48, a precedere il primo atleta della società organizzatrice, il poliedrico Giuseppe Calabrese, decimo in 38:26.

Capelli cortissimi che confondono, ma un sorriso dolcissimo, Daniela Tropiano (Atletica Monopoli) conferma anche oggi il suo talento e la sua determinazione, affermandosi in 40:39, infliggendo pesanti distacchi a chi segue. Sul secondo gradino del podio, in 44:54, sale Filomena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), sempre grintosa, componente che non manca nemmeno a Tiziana Lamacchia (La Pietra Modugno), terza in 45:53.    

In continuo miglioramento, Carmen Albani (Atletica Polignano) chiude in quarta posizione in 46:01, seguita da Antonia Patierno (Free Runners Molfetta), generosissima, quinta in 46:09, e dalla tenace Stefania Antonaci (Bio Ambra New Age Capurso), sesta in 46:23. Prima a Conversano, scende in sesta posizione la combattiva Dominga Mongelli (Atletica Adelfia), settima in 46:31, sulla pari categoria Adriana Dammicco (Atletica Bitritto), ottava in 46:37; le lodevoli Luigia Anna Gigante (Atletica Adelfia), nona in 47:03, e Cassandra Barbieri (Manzari Casamassima), decima in 49:26, completano il lotto odierno delle donne più veloci.

Tutti gli arrivi sono chiusi da quello spettacolare e toccante di Cosimo Girolamo, l’atleta di Alberobello che corre su due stampelle e una sola gamba: esempio di volontà e di forza mentale, Cosimo giunge tra gli applausi di tutta la piazza, circondato dai ciclisti accompagnatori.

Bustina con integratore, acqua e banana, offerti nel ristoro finale, servono a riprendere le forze, in attesa delle premiazioni che si svolgeranno sul palco già montato nei pressi della Villa Comunale.

Passa qualche attimo, la cerimonia non comincia e la folla comincia a protestare, con speaker Torres che invita alla calma al grido di “è bello stare tutti insieme in una bella serata d’estate…” Per fortuna, prima che qualcuno inveisca contro di lui, l’arrivo del presidente Franco permette l’inizio delle operazioni.

Il 5° Trofeo Piero Palasciano, in ricordo dell’eccellente dottore che tanto amava l’atletica e Turi, riservato ai medici in gara, se lo aggiudica Rocco Affuso (Amici Strada del tesoro Bari) in 43:11 su Tommaso Donvito (Gioia Running), in 46:48, e Giovanni Vacca (Atleticamente) in 49:38, tutti premiati con targa.

Il 9° Memorial finanziere G. Martinelli, in ricordo del militare deceduto eroicamente in servizio, riservato chiaramente ai rappresentanti delle Forze armate, se lo aggiudica Michele Uva (Free Runners Molfetta) in 36:31, su Savino Lasorsa (Il Ponte Scandicci), secondo in 37:44, e su Gregorio Lavarra (La Fenice Casamassima), terzo in 39:14, tutti premiati con targa consegnata dalla mamma di Marinelli (un premio va anche al quarto, Giuseppe Dell’Aera -Avis in corsa Conversano – 39:36).

La speciale classifica riservata ai donatori vede vincere Paolo Sgarra (Atletica Tommaso Assi Trani) in 38:42 che precede Francesco Uva (Pedone Riccardi Bisceglie), secondo in 38:59, e Pierpaolo Volza (La Fenice Casamassima), terzo in 39:19. Una targa premia anche loro.

Un premio speciale (un ricco cesto alimentare offerto da Gino Montemurro) va a Cosimo Girolamo, il vero vincitore morale della manifestazione; stesso premio è consegnato anche a chi vi scrive (grazie Gino, grazie Franco, grazie DOF) per la presenza costante e per un’appartenenza a questo sodalizio che, per dirla tutta, non è mai smessa.

Si passa ai vincitori, il dolorante Guastamacchia e la solare Tropiano: per loro il trofeo, una cassettina di ciliegie, biscotti e… altro. A seguire la premiazione per i primi tre di ciascuna categoria per fascia di età: cassettina di ciliegie per tutti, per il primo l’aggiunta di una confezione di biscotti.

La graduatoria riservata alle società per numero complessivo di arrivati vede primeggiare la Amici Strada del Tesoro Bari con 35 arrivati, su Atleticamente Modugno (32), DOF Amatori Turi (25), La Fenice Casamassima (22), Avis in Corsa Conversano (20).

Le estrazioni più importanti, buono sconto di 100 euro su viaggio-maratona offerto da Vivi e Sorridi di Bari, premiano Francesco Tamma (Amici del Tesoro Bari), mentre il lettino massaggiante offerto dalla centralissima Farmacia di Viale Gramsci, va a Raffaele Magnifico (Manzari Casamassima).

E’ il momento dei saluti, spariscono in un baleno i girasoli che adornavano il palco, Franco, Aldo e soci appaiono finalmente rilassati.

Anche quest’anno la DOF, con esigui mezzi ma tanta volontà e capacità, è riuscita a mettere in piedi un manifestazione valida e piacevole, da esempio per tanti. Alla prossima!     

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