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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Martedì, 20 Agosto 2019 23:16

Bernalda (MT) - 43^ StraBernalda

18 Agosto - Quarantatreesima edizione della Strabernalda, la più vecchia gara podistica di Basilicata e una delle più antiche dell’intero meridione: la tradizione si conferma positivamente con netta ripresa di numeri e di qualità tecnica dei partecipanti.

Dopo anni di gestione dell’oramai 80enne Rocco Petrocelli, da tre anni è Federico Lospinoso, con la preziosa collaborazione della moglie Patrizia, ad organizzare l’evento: in due, sostanzialmente da soli, fanno davvero miracoli.    

E quest’anno hanno voluto anche cambiare location, abbandonando il tradizionale Corso Umberto I, per trasferirsi nell’incantevole Piazza San Bernardino, godendo dell’immagine del Castello, della Chiesa Madre e della statua del Santo.

Unica difficoltà è la distanza dai parcheggi predisposti, quelli del Comune e di San Rocco: gli ospiti non si lamentano e percorrono Corso Italia, in pieno centro storico, che porta alla suddetta Piazza.   

Nei locali del Castello Aragonese avviene la distribuzione di pettorali, chip e pacchi gara: 8 euro il costo dell’iscrizione per chi l’ha effettuata nei termini, aumento di 4 euro per chi si iscrive anche all’ultimo istante.

Ricco il pacco gara, in una larga sporta ecologica riutilizzabile sono contenuti tanti prodotti alimentari e qualche gadget per la bici. 

Oltre 250 gli iscritti Fidal, ai quali si sommano una cinquantina alla non competitiva, più una decina per la particolare “Curr A’ mmers”, la gara di retrorunning (manifestazione benefica con contributo di 2euro, interamente versato alla Fondazione Veronesi).

Sempre nei locali del Castello, ecco disponibili i bagni per gli atleti, per ogni necessità; presso il ristoro è già consegnata acqua, come poco distante si può gustare un buon caffè offerto da uno sponsor della manifestazione.

Gli atleti provvedono intanto a cambiarsi e ad indossare i completini di gara, pronti per correre in una serata calda ma non caldissima, ma che costringe a sudare tanto nei tratti esposti al sole.

Ha cominciato, intanto, instancabile, miss energia Angela Azzone la sua lezione fitness per portare i podisti con i muscoli caldi al via; altri, viceversa, preferiscono i soliti allunghi o la corsetta a ritmo blando, secondo capacità ed aspettative.

Le iscrizioni effettuate all’ultimo istante portano, purtroppo, ad un leggero slittamento di orario, l’intero programma della serata subisce un lieve ritardo, a cominciare dalla partenza degli atleti del retrorunning.

Per fortuna, pur correndo all’indietro, questi atleti sono veloci e concludono rapidamente la loro distanza, 500 metri, complimenti ai “gamberi” e andiamo avanti.

Presenta la manifestazione lo speaker emergente di Basilicata, Angelo Raffaele Potenza, che invita gli atleti a prender posto dietro la linea di via.

Al primo sparo partirà sulla sua handbike Emilio Frisenda, nuotatore di livello internazionale, che non è voluto mancare all’evento; a seguire, al secondo colpo, tutti gli altri, con i non competitivi in fondo al corteo.

Spicca la presenza di Giovanni Auciello, il forte atleta di Palo del Colle tesserato per il Casone Noceto Parma: il direttore sportivo del Casone, Mirko Saccò, nativo di Bernalda, ha voluto la presenza di un esponente del suo squadrone da queste parti. E il buon Auciello si è fatto accompagnare dal concittadino Francesco Minerva, che pur avendo ripreso da poco dopo un infortunio e poco riposato per i pianti  dall’ultima giunta in casa (auguri!), si difende ancora bene!

Tra le donne spicca Lucia Mitidieri, lagonegrese tesserata per l’Acqua Acetosa Roma, che vanta un ottimo palmares soprattuttonel mezzofondo.

Tutto pronto, già avviatasi l’handbike di Frisenda, ecco lo sparo dell’assessore allo sport, l’ingegner Nicola Grieco, che libera gli atleti.

Cambiata la location è cambiato anche il tracciato, divenuto di km 3200 da ripetere tre volte per i competitivi e due per i non: tracciato che attraversa il centro storico per avviarsi sull’ampio Corso Umberto I e poi tornare nel centro storico, da “assaporare” su antica pavimentazione, scale, cambi di pendenza e di direzione che appesantiscono ritmo e tempi. Tracciato gradito ai più, solo la prima curva  nel primo giro, quando gli atleti  non erano ancora sgranati, è risultata un po’ pericoloso; per il resto si dimostra blindato al traffico, interessante, con due ristori, doccette nebulizzatrici e due pompe di acqua a cura di due brillanti volontari.

Anche la cittadinanza (tranne poche “brillanti” eccezioni) gradisce la manifestazione e applaude convinta.

La gara vede inizialmente un trio al comando composto da Auciello, Minerva e Bianco; tra le donne è prima Mitidieri, segue Carella, poi Verri.

Al secondo passaggio Auciello è un piede avanti a Minerva, mentre si è staccato Bianco; situazione, invece, immutata al femminile.

E’ oramai già tempo di arrivi, Giovanni Auciello (Atl. Casone Noceto) chiude trionfante in 31:58; secondo posto per Francesco Minerva (Montedoro Noci) in 32:28; terzo per Gianpiero Bianco (Running Team D’Angela Sport), sempre generoso, in 32:40.

Il rosso volante di matera, Antonio Francolino (Fiamma Olimpia Palo) è quarto in 34:22, superando allo sprint l’oramai “piemontese” Marco Calò (Montedoro Noci), quinto in 34:27; altri 13 secondi ed ecco il validissimo Giuseppe Mele (Dynamyk Fitness Palo del Colle), sesto.  Settimo posto per Claudio Flore (Cral Trasporti Torinesi) in 36:12, che precede Salvatore Mele (Runners Ginosa), ottavo in 36:17, Alessandro Belotti (Apuliathletica San Pancrazio Salentino), nono in 36:21, e Gaetano Santalucia (Gli Orchi Trailers Rivoli), decimo in 46:06. 

Tra le donne domina e s’impone la 23enne Lucia Mitidieri (Roma Atletica Acqua Acetosa) in 38:27; ottimo secondo posto per Maddalena Carella (La Fenice Casamassima), in 40:28, a precedere l’instancabile Viviana Verri, la salentina del GS Lamone, terza in 42:50.

La brava Angela Veccari (Lucani Free Runners) è quarta in 43:25, seguita dalla pimpante (“Domenica tutti a Laterza”, recita il suo cartello…) Mariangela Di Lena (Nuova Atletica Laterza), quinta in 43:31, e dalla tenace Regina Marta Oksara (Bernalda Runners), sesta in 44:23. Positivo settimo posto per Patrizia Pricci (Running Team D’Angela Sport Turi) in 44:38 che precede Luciana Corvino (Bernalda Runners), ottava in 44:57, Mariantonietta De Tommaso (Dof Amatori Turi), nona in 45:17, e Roberta D’Alconzo (Runners Ginosa), decima in 46:06.

206 risulteranno alla fine i Fidal in classifica, 48 i non competitivi, in una manifestazione, senz’altro viva e piacevole, compreso l’estivo ristoro finale con tanta frutta di ogni tipo e, naturalmente, acqua.

Peccato che i fari puntati proprio sulla linea di arrivo per rompere il buio e favorire le foto siano stati accessi con troppo ritardo, purtroppo Federico e Patrizia erano altrove impegnati.

Sancita dal giungere della bici fine corsa la chiusura degli arrivi è già tempo di pensare alle premiazioni.

E qui accade un fatto strano, una sorpresa per il sottoscritto, a cui gli organizzatori dedicano una torta con dedica per celebrare il 53° compleanno festeggiato il lunedì 12. Grazie Patrizia e Federico, sempre gentilissimi e capaci di farmi commuovere.

Ma è davvero il momento di iniziare la cerimonia di premiazione, con i vincitori del retrorunning e della non competitiva, per passare ai migliori della gara regina.

Ecco salire sul podio Auciello, Minerva e Bianco, tra gli uomini; Mitidieri, Carella e Verri, tra le donne: per loro il trofeo e premi di gran valore, da monili a trolley a orologi, più un paio di scarpe running offerte ai due vincitori dallo sponsor tecnico della manifestazione, Top Running di Giambattista Colangelo a Castellaneta.  

A seguire la chiamata per i primi cinque di ciascuna categoria per fascia di età: i primi tre ricevono una medaglia in legno, premi in natura per gli ultimi due (per gli anni a venire, si dovrà senz’altro abbinare un premio “in natura” al trofeo consegnato ai prime tre).  

Ultimo atto, la consegna del riconoscimento alle società lucane campioni regionali sulla distanza: tra gli uomini vince la Athlos Matera, tra le donne s’impone la Lucani Free Runners. La classifica, invece, per più atleti giunti al traguardo complessivamente, vede vincere l’Athlos Matera con 22 finisher su Lucani Free Runners (15) e Atletica Palazzo (12).

Si conclude così una sana serata di sport, una manifestazione rinnovata e ben gestita, che con piccoli accorgimenti continuerà nel suo processo di ulteriore crescita: un plauso sentito a Federico e Patrizia, capaci di far tutto da soli con tanto cuore e volontà.  

Domenica, 18 Agosto 2019 14:22

Addio a Ugo Sansonetti

Il 14 agosto ci ha lasciato Ugo Sansonetti, uno dei simboli dell’atletica master italiana, famoso il suo motto “Non fermarsi mai!” che è anche il titolo di uno dei suoi libri.  

Aveva compiuto 100 anni lo scorso 10 gennaio: a partire dagli anni novanta, dopo una vita da imprenditore, da genitore – aveva dieci figli - e da politico (era stato persino sindaco di Mottola, nel tarantino, città della quale era originario), aveva cominciato a fare gare in pista di velocità, collezionando medaglie e primati di categoria. Per 53 volte è salito sul gradino più alto del podio internazionale, tra Mondiali ed Europei master: detiene, tuttora, il record del mondo M90 dei 200 indoor con 40.34, insieme ad quattro limiti continentali.

Il suo ricordo rimarrà per sempre con noi!

Anche in chi, come il sottoscritto, fu varie volte (indegnamente) suo compagno in canottiera azzurra agli europei e mondiali master (Cesenatico, Aahrus, San Sebastian), e lo ricorda incedere carico di medaglie nelle cerimonie conclusive. [F.M.]

16 Agosto - A Goteborg, in Svezia, la 19enne Nadia Battocletti ha stabilito il primato italiano under 20 dei 3000 metri con 9:04.46. La trentina delle Fiamme Azzurre ha così migliorato il precedente limite che resisteva da quarant’anni, dal 6 giugno 1979 quando l’altoatesina Sabine Ladurner realizzò il record nazionale juniores con 9:07.0 a Firenze.

In questa stagione la Battocletti ha ottenuto anche il record italiano indoor di categoria su questa distanza, correndo in 9:18.33 ad Ancona il 17 febbraio.

La nostra rappresentante, in un pomeriggio fresco, con temperatura intorno ai 18 gradi, è giunta settima nella gara vinta dall’etiope Aberash Minsewo in 8:53.10 davanti alla connazionale Girmawit Gebrzihair (8:53.85) e all’australiana Camille Buscomb (8:55.42); quarta la 19enne portoghese Mariana Machado in 8:58.61, argento sui 3000 agli Europei under 20.

“È stata una gara pazzesca e sono davvero molto felice. Un risultato importante, che mi dà tanta fiducia per continuare su questa strada e ricompensa gli sforzi di tutte le persone che mi sono sempre vicine, a cominciare dai miei genitori. Qui ho corso anche con la testa, che mi era un po’ mancata agli Europei dove comunque sono salita sul podio nonostante l’infortunio al piede destro che mi aveva tenuto ferma in maggio. Quella di oggi è stata una gara molto movimentata, con frequenti rallentamenti e ripartenze, oltre al vento che si sentiva. Mi è capitato più di una volta di essere superata da atlete che poi abbassavano il ritmo, quindi sono stata costretta a sorpassarle di nuovo, e nell’ultimo chilometro ho pagato qualcosa. Devo ammettere però che mi sono divertita un sacco!”, le parole della neo-primatista italiana under20.  

Nuovo lutto nel podismo: il 72enne Giovanni Zerbinati, di Fiesso Umbertiano, è  deceduto in una gara non competitiva nel pomeriggio ferragostano.

La tragedia è avvenuta in località Zampine di Stienta, in provincia di Rovigo, la sera di Ferragosto, alle ore 18.00: l’uomo, pur iscritto regolarmente, era partito autonomamente circa un’ora prima della partenza prevista per le 18.30. Ma, giunto circa al 5° chilometro, nel tratto di sterrato in piena campagna, si è sentito male e si è accasciato.  

Solo quando un passante ha dato l’allarme, chiamando il 118, sono intervenuti gli addetti del Suem che, nonostante i vari tentativi di rianimarlo, hanno dovuto constatare il decesso, probabilmente per un malore improvviso.

NDR. Nello sgomento per l'accaduto, non possiamo non chiederci: può dirsi che Zerbinati stesse partecipando a una corsa, che doveva ancora scattare? Ricordiamo sempre che un incidente accaduto in  queste circostanze non è coperto da assicurazione. E che se il malore si fosse verificato durante la gara 'vera,  certamente i compagni di gara l'avrebbero soccorso tempestivamente e (forse) salvato [F.M.]

Pubblichiamo integralmente (eliminando solo i refusi) il contenuto della dichiarazione (con allegati) che Paolo Fabbiani, il compagno nella vita e nella tragica gara di Ligonchio della sfortunata Marisa Moretti, ha inviato al sito Redacon.it indi agli altri organi di stampa, in risposta a quanto dichiarato dal Sindaco e dall’Assessore del comune di Ventasso. Aldilà delle colpe e delle ragioni, delle affermazioni e delle smentite, delle inevitabili perizie e controperizie, il racconto dell'evento è drammatico, a tratti agghiacciante; e anche se questo non ridarà la vita a Marisa, resta la notizia finale della donazione degli organi: una vita si spegne, altre potranno salvarsi.

Volevo chiudermi nel mio dolore, non prendo giornali né frequento social, ma viste le dichiarazioni rese dal sindaco Manari a mezzo stampa, nelle quali sostiene che abbiamo abbandonato il percorso del trail, e dall’assessore Nuccini sui giornali di oggi, il quale dichiara che nel regolamento c’è indicato che l’organizzazione si riserva di modificare il percorso in qualsiasi momento, rispondo con solo due parole: “Sì, certamente lo potete fare, ma al briefing me lo dite e mi fate vedere una cartografia aggiornata”.
Se per voi la mappa è solo indicativa vuole dire che siete degli incompetenti: io 35 anni giro le montagne, sono socio Cai e la prima cosa che ti insegnano ai corsi è quella di avere sempre con sé la cartografia della zona in cui ci si trova e una bussola; oggi abbiamo anche i gps, bastava che fosse possibile scaricare la traccia gps da sito, e nessuno dei percorsi corto medio e lungo si sarebbe perso, come è successo negli altri percorsi.
Per tutto ciò ritengo doveroso esporre la realtà dei fatti pubblicamente. Le dichiarazioni rilasciate sono strumentali per scaricare le responsabilità dell'organizzazione e delle istituzioni, e questo si capisce anche dal fatto che nessuno degli organizzatori mi ha fatto una telefonata di conforto (neanche ai fratelli di Mari) per capire almeno cosa era accaduto; vi dico: continuate a non farlo e non presentatevi davanti a me, perché il vento del perdono per le vostre incompetenze non è in me, forse non mi conoscete: con quello che ho passato nella vita, i miei genitori mi hanno insegnato di non avere paura di niente e di nessuno se si è nel giusto.
Di seguito espongo quanto ciò è accaduto realmente.

Gli allegati di Fabbiani

Venerdì, insieme a Mari e agli amici Sonia, Evelyn e Jimmy, ci siamo iscritti al trail della Centrale di Ligonchio nel percorso breve non competitivo. Precedentemente a casa, dal sito Facebook dell'evento avevo scaricato la cartografia dei percorsi corto, medio e lungo (vedi la prima foto). 

Al briefing gli organizzatori hanno dichiarato che lungo tutto il percorso ogni 100 - 150 mt erano presenti nastri bianchi e rossi con i catarifrangenti e bandierine Hoka con scritta in blu, e se le perdevamo dovevamo tornare indietro.
Siamo partiti insieme agli altri partecipanti di corsa, ma poco dopo, visti i notevoli dislivelli, siamo andati di passo: eravamo gli ultimi, l'obbiettivo era andare a vedere il tramonto sui monti, cosa che io e Mari facevamo spesso sul Ventasso, intorno e sopra la Pietra di Bismantova. Poco dopo aver imboccato il sentiero CAI 641, quando attraversa la strada carrabile che va a Presa Alta, io Mari e Sonia eravamo avanti di qualche centinaio di metri rispetto ad Evelyn e Jimmy. Già all'inizio la segnaletica lasciava alquanto a desiderare, c’erano anche delle indicazioni in giallo con scritto CAMMINATA che indicavano di scendere anziché salire…
Io la zona la conosco molto bene perché tutti gli anni la percorro a cavallo o in bici per andare in Bargetana. La vallata di rio Re invece non la conosco bene perché non è meta dei nostri soliti itinerari.
Conoscendo bene il sentiero 641 abbiamo proseguito fino al rifugio il Piano dove abbiamo fatto le foto, e aspettato Evelyn e Jimmy che ci avevano chiamato perché, essendoci molti incroci e non molte bandierine (una ogni 500/600 mt), si trovavano in difficoltà. Gli ho dato le indicazioni di seguire il sentiero CAI sempre in salita, ci hanno raggiunti e siamo ripartiti di passo dal rifugio il Piano, sempre come prima: io Mari e Sonia davanti, e leggermente indietro Evelyn e Jimmy. Lungo il tragitto ci siamo fermati a mangiare mirtilli e lamponi e poi, al punto di ristoro arrivati alla deviazione dei percorsi corto medio lungo, era presente il personale del soccorso Alpino. 
Eravamo in cima e non eravamo stanchi e così abbiamo chiesto se potevamo proseguire per il percorso medio, ma ci hanno risposto che avrebbero dovuto chiedere l'autorizzazione all'organizzazione perché se succedeva qualcosa ci sarebbero venuti a cercare sul percorso corto, così abbiamo preso il sentiero CAI 641A come indicato sulla cartina del trail corto. 
Le bandierine bianche e rosse le avevamo viste solo all'inizio. Mentre stavamo scendendo verso rio Re all'incrocio con il sentiero 637 era presente solo una bandierina bianca e rossa: quando il 637 arriva sulla strada trattorabile, non era presente nessuna indicazione e dalla cartina l'indicazione era di scendere a valle. Siamo infatti scesi verso valle e poco dopo siamo arrivati al rifugio dove ci siamo ristorati e fatto delle chiacchiere con il gestore.
Abbiamo provato a chiamare Evelyn e Jimmy ma non c'era ricezione sui nostri telefoni, così siamo scesi a valle lungo la strada forestale su cui è anche presente il sentiero 637. A qualche km a valle del rifugio il sentiero 637 lascia la strada forestale e prosegue in un sentiero stretto a destra, a bordo strada era presente il segnale CAI con indicazione Ponte Rimale.
La cartina del trail indicava di seguire il sentiero 637 fino al ponte Rimale, non vi erano le bandierine, ma non c'erano neanche prima, ho controllato il tracciato del mio gps e mi indicava che avevamo percorso 11 km, infatti si vedevano le luci delle prime case di Ligonchio. Così mi sono detto: siamo arrivati! Mari ha ritelefonato ad Evelyn che ha risposto che erano sotto il rifugio Rio Re e così le ha dato le indicazioni che quando trovavano il segnale Cai dovevano abbandonare la strada forestale e prendere il sentiero 637 che andava a valle. Poco dopo aver preso il sentiero abbiamo visto un picchetto a terra bianco e rosso che ci conferma che eravamo sul sentiero 637. Il sentiero era stretto e in discesa ma a valle erano presenti degli alberi. Mentre scendo vedo che su un albero a bordo sentiero una persona aveva fatto la pipi; a Sonia e Mari dico: sono passati anche gli altri.

Ad un certo un certo punto siamo arrivati in un tratto dove a valle non era presente nessuna vegetazione fino in fondo al fiume. Io ero davanti, poi c'era Sonia, e Mari ultima. Stavamo andando piano. Ad un certo punto sento un rumore dietro, come sassi che rotolano, mi giro e vedo la mia compagna che rotola a valle ed in un attimo sparisce, e poco dopo il rumore del tonfo sul letto del fiume. Mi sono precipitato giù lungo la scarpata e a Sonia ho urlato di chiamare i soccorsi. Il terreno aveva una fortissima pendenza e per scendere mi sono aggrappato ai ciuffi d’erba. Sono arrivato su precipizio e ho visto Mari sul greto del fiume. Era notte, ma con la frontale ho cercato un passaggio per scendere anche se era esposto e pericoloso, ma non avevo la percezione del pericolo…
Aggrappandomi a tutto quello che c'era sono arrivato sul greto del fiume e ho raggiunto Mari che era priva di sensi e perdeva sangue dietro la testa. Il battito c’era, ma respirava male perché aveva la testa riversa a penzoloni tra due sassi. Così mi sono tolto lo zaino e con delicatezza gliel'ho messo sotto la testa, facendole da ponte e per evitare il soffocamento in caso di vomito.

Prendo il telefono, c'è segnale: chiamo il 118 alle 21.29, chiedo intervento urgente in codice rosso con elisoccorso per ragazza priva di conoscenza dentro un fosso in montano sotto Rio Re, fornisco le coordinate geografiche WGS 84 che ricavo dal mio GPS; non avevo più contatto con Sonia perché ero troppo in basso, chiamo il 118 varie volte ma mi dicono che non è così semplice trovare un elicottero abilitato per il volo notturno e il recupero in montagna.
Il primo soccorritore arriva dopo 1 h 45 e ci mettono 20 minuti per scendere in sicurezza con le corde,; non possono intervenire su Mari, preparano la lettiga per il trasbordo in elicottero, preparano l'area e tengono i contatti per l'elisoccorso. Da quando avevo raggiunto Mari riempivo la borraccia morbida nel fiume e gliela mettevo nella testa dove c'era l'ematoma e la chiamavo per vedere se reagiva, avevo perso la percezione del tempo, mi sembrava un'eternità; arriva un primo medico ma era troppo anziano anche solo per scendere dal sentiero, sentivo le radio dei soccorritori tutti impegnati per l'emergenza in atto. Arriva l'elicottero, ma si ferma al campo sportivo: non è abilitato a operazioni in quella zona, ne chiamano un'altro dell'Aeronautica Militare ma ci vorrà del tempo, nel frattempo con le corde fisse calano la dott.ssa Paola Magnani (una persona SPLENDIDA), arrivano anche le sue infermiere, e anche a loro devo un particolare ringraziamento, iniziano subito le operazioni per stabilizzarla; per quello che ho potuto ho dato una mano, poi iniziano delle manovre più invasive e incomincio a stare male.
Comincio a 'sfarfallare', la dottoressa lo capisce e mi fa allontanare con la scusa che di lì a poco sarebbe arrivato l'elisoccorso; chiedo di poter salire a bordo ma non è possibile e una persona del soccorso alpino mi accompagna al sentiero risalendo dalle corde fisse. Arrivati all'auto forestale ci sono i miei compagni che mi stavano aspettando, appena salito una persona del soccorso mi dice che avevo sbagliato strada; ed io gli ho risposto "sono proprio un imbecille". Non stavo bene, avevo bisogno di imminenti cure, sono diabetico ed ero in iperglicemia oltre i 500, il mio sensore non riusciva più a rilevare il valore del glucosio. Mi accompagnano alla macchina e mi inietto l’insulina: quando faccio sport non ho mai avuto bisogno dell’insulina, ma degli zuccheri, però in questa situazione tutto è cambiato, arrivano da Castelnovo i miei amici Stefano Galeazzi e Roberto Giovanelli, che unitamente a Sonia Evelyn e Gimmy non mi hanno mai lasciato solo, andiamo al campo sportivo dove è presente l'elicottero del 118. Chiedo dove l'avrebbero portata e, di nuovo, se potevo salire; mi rispondono che la decisione della destinazione era di competenza del medico e comunque io non potevo salire. 

Credo fossero le 2.30, ero distrutto al campo sportivo, era presente Rosanna Bacci che mi ha invitato ad andare a casa sua e di Paola a recuperare un po' le forze; i miei amici mi convincono e così andiamo, l'elicottero dell'Aeronautica non si vedeva arrivare. Decido di andare a Castelnovo e Roberto mi accompagna, gli altri amici rimangono al capo sportivo per tenermi aggiornato quando l'elicottero fosse partito e dove avrebbero portata Mari; intano gli amici Gianni Zannoni e Nicolo Provettini, che avevano corso il percorso medio dei 19 km (anche su questo percorso medio si sono persi, perché il percorso non era segnalato bene) si sono adoperati fino allo stremo delle loro forze per portare le bombole dell'ossigeno e mantenere in vita Mari.

Mentre scendevamo verso Castelnovo abbiamo incrociato l'elicottero militare, con mille difficoltà Mari è stata recuperata e trasportata al Maggiore di Parma: Io, arrivato a Castelnovo, sono andato a casa di Renzo dove era presente anche Giuseppe (i fratelli di Mari), gli ho riferito che avevo sbagliato il sentiero e raccontato la dinamica dell’incidente; sono stati di grande conforto perché mi hanno subito detto di non sentirmi in colpa, ma io me la sentivo tutta, io e i fratelli di Marisa, Renzo e Giuseppe, ci siamo diretti a Parma, arrivati in rianimazione ci hanno detto già da subito che il trauma che aveva non dava speranze di recupero: era solo una questione di tempo. Alla mattina rientriamo a Castelnovo, verso le 13 ci richiamano a Parma e ci dicono che Mari ha smesso di respirare autonomamente e l'elettroencefalogramma è piatto, per cui alle 13.23 è stata dichiarato il decesso. Ci chiedono se siamo disponibili a donare gli organi, accettiamo, almeno che per tutti noi che stiamo soffrendo e per tutti coloro che si sono adoperati per salvarla, rischiando anche a loro volta la vita, tutta questa tragedia abbia almeno un lato positivo che salverà altre persone.

Domenica mattina i miei amici mi dicono che il sindaco Manari emette già la sua condanna informando gli organi di stampa che era colpa nostra perché avevamo imboccato un sentiero sbagliato. Ristampo la cartografia ufficiale del trail, ricontrollo ma sono convinto di aver seguito il tracciato indicato in cartografia, alle 9.30 circa ricevo la telefonata del maresciallo dei Carabinieri di Ligonchio che insieme a Sonia ci convoca in caserma.
Nell'interrogatorio mi chiede perché abbiamo imboccato un sentiero chiuso non più utilizzato: gli rispondo che il sentiero è aperto e segnalato, e la cartografia del trail indicava di seguire il sentiero 637 fino al ponte Rio Rimale; il maresciallo mi dice che dovevamo continuare la strada forestale e prendere una variante, gli faccio notare che nella mappa non è presente tale indicazione e che all'incrocio non c’era nessuna indicazione di proseguire per la strada forestale, né c’era nessuna inibizione a prendere il sentiero 637. L’interrogatorio dura parecchie ore. 
Alla luce di tutto ciò, nel pomeriggio sono tornato del luogo dell’incidente e sono andato rilevare il tracciato che il maresciallo mi aveva indicato, l’ho rilevato con il gps, allego la cartografia, ma posso asserire con certezza che io ho seguito fedelmente il percorso indicato nella mappa del trail.
La Magistratura farà il suo corso e accerterà la verità.

Castelnovo ne’ Monti, 13/08/2019

Paolo Fabbiani

Martedì, 13 Agosto 2019 16:20

Triggianello (BA) - 4^ Birratona

10 Agosto - Metti un pomeriggio inoltrato d’estate in Puglia, a Triggianello; metti oltre trecento podisti vestiti a maschera con tanta voglia di divertirsi; metti un organizzatore a coordinare il tutto, con la collaborazione della presentatrice/co-organizzatrice (e dell’Associazione culturale Tribirra); metti tanta musica e un bravo dj; metti tanta birra da bere ad ogni giro; metti la voglia di stare insieme, di socializzare, di ridere, scherzare, vivere…. ecco la Birratona!

Triggianello è una piccola frazione tra i comuni di Conversano e Polignano a Mare, vicinissima anche a Monopoli e Castellana Grotte, tradizionalmente celebre per le caratteristiche bracerie, per lo stabilimento di birra artigianale (Birranova) e per la Festa della Birra, che si svolge a fine luglio-inizio agosto.

Due esperti podisti, marito e moglie, Francesco Fanelli e Margherita Sisto, hanno qualche anno fa l’intuizione geniale: perché non organizzare una manifestazione non competitiva dove gli atleti per un’ora percorrono un giro di circa un chilometro e al ristoro trovano della buona birra, con l’obbligo di berne un bicchiere ad ogni giro?
La Birratona è creata, si aggiunge l’idea di far vestire i partecipanti, suddivisi in gruppi, in costumi carnevaleschi secondo un tema: quest’anno era il Cinema, e gli iscritti hanno dato sfogo alla fantasia.
Chiaramente non si partecipa per vincere, non esistono primati, ma solo tanta voglia di divertirsi, di muoversi, scherzare, ridere, nel finale ballare e la festa, e che festa, è fatta!

Dieci euro il costo dell’iscrizione, con ritiro della simpatica t-shirt celebrativa e del bracciale che permette l’accesso libero in ogni luogo della manifestazione, oltre chiaramente al poter bere la birra ad ogni passaggio.

Trecento era il numero massimo di partecipanti, ma l’iscrizione possibile fino alle 18.00 (con soprattassa di 5 euro) porta a superare la quota, con gli organizzatori impossibilitati a dir di no.
A disposizione dei corridori anche alcuni bagni chimici; a presentare la brava (e già citata) Margherita Sitato, vestita come la Tiffany della famosa colazione.
Il momento più bello è quando i partecipanti, oramai vestiti a maschera, si presentano in piazza: alcuni travestimenti sono davvero perfetti, anche il pubblico – inizialmente freddino – comincia a ridere e ad essere pian piano coinvolto, la festa è cominciata.

I partecipanti sono divisi fra: I Gladiatori, La DOF e i pirati della Birra, Quelli dei gradini, Gay Watch, AC Avanti Chri, Laura & friends, Chigago, Minions, Finetron, Gli Adams, Il medico della Mutua, IT, Arancini Meccanici, Fenice, Vagabondi Polignano, Ciac si gira e si beve, Il polpo è bello, Amici della Corsa, Grease, Pirati dei Caraibi, Arancia Meccanica, Gli agguandati, Beer Watch, Coppa Cobram, Ghost Runners, Stato Confusionale, Gli Autentici.

Per la prima volta assisto a una partenza rallentata, Margherita comanda il via, ma nessuno si muove, pian piano ecco avanzare per primi i Minions, a seguire tutti gli altri gruppi. Il giro prevede anche un tratto di sterrato, un punto foto, ma soprattutto il punto doccia dove un simpatico addetto provvede con tubo di gomma a bagnare il malcapitato di turno, mentre dall’alto scendono bolle di sapone e tanta musica si diffonde, tra le risate generali. Il giro si conclude in piazza al ristoro dove tanta birra (c’è anche acqua , ma è quasi nascosta) disseta e allevia i pensieri…
Man mano che si va avanti, il tasso alcolico cresce, cresce anche la voglia di svagarsi, aumentano le risate, gli scherzi, i selfie, le foto, gli sfotto… Sono scene impossibili da descrivere, sono momenti di vita intensa, è un’esplosione di gioia, di voglia di vivere, di stare insieme. E gira che ti rigira, l’ora di percorrenza è quasi trascorsa e Margherita annuncia trattarsi dell’ultimo giro: qualcuno desiste, qualcuno va a prendersi un panino, un panzerotto, qualche altro continua imperterrito per guadagnarsi un altro bicchiere di birra.

Stop, manifestazione terminata, si passa alla fase due quando la piazza diventa un’enorme discoteca a cielo aperto, i corridori si lanciano in balli frenetici: spaventose le due famiglie Adams, attenti alle spade dei Gladiatori, ai fucili dei Ghost Runners, è una danza frenetica, è una tribù che balla.
Oltre mezzora di balli e di trenini, ma bisogna passare al momento della consegna dei riconoscimenti ai gruppi meglio vestiti e truccati, che più si sono messi in mostra: si comincia con I Gladiatori, i DOF e pirati della birra, i Gay Watch, i Chigago, i Minions, i Finestron, Gli Adams, Il medico della mutua, i Ghost Runners e, infine, i più belli e perfetti, Gli Autentici di Laura Tassielli, uno spettacolo nella spettacolo, spaventosamente Adams.
Una targa alzata come la Champions League, ciascun gruppo festeggia soddisfattissimo, piccola delusione per gli altri, ma la pronta decisione di rifarsi tra un anno.
Ma in realtà c’è tanta soddisfazione, tanto piacere, il giusto modo per una sera di muoversi senza l’isteria di cronometri, tempi e classifiche, con la possibilità di conoscere tanta nuova gente.

Francesco e Margherita hanno fatto centro anche quest’anno, la Birratona è stata un successo, tra 12 mesi (tranne nuove edizioni natalizie) gli iscritti saranno ancor di più, vogliosi di partecipare a questa straordinaria festa.

 

 

 

10 Agosto - Doppio successo azzurro nella 10^ Maratonina di Scorzè (Venezia), con le vittorie di Eyob Faniel e Giovanna Epis, entrambi in preparazione per la maratona dei Mondiali di Doha.

Con partenza alle ore 20.30, gli atleti hanno sofferto le temperature comunque elevate, oltre 30 gradi al via: per i nostri azzurri un ottimo test in condizioni ambientali e di orario simili alla maratona mondiale (alla mezzanotte locale del 27 settembre per le donne e del 5 ottobre per gli uomini).

Il 26enne Eyob Faniel (Fiamme Oro) si è imposto in 1h09:04, al termine del previsto “lungo”, senza forzare, distanziando nel finale i keniani Dennis Bosire Kiyaka (Atl. Dolomiti Belluno), secondo in 1h09:53, e Julius Kariba Njeri, terzo in 1h11:13. Per Faniel è il secondo successo della carriera in questa manifestazione, dopo quello del 2016; il vicentino torna ora in raduno in quota, fino al 6 settembre, a Saint Moritz, in Svizzera.

“Lungo” anche per la 30enne Giovanna Epis (Carabinieri) che si è imposta in 1h16:55, cambiando ritmo solo negli ultimi 4 chilometri, e staccando la ruandese Clementine Mukandanga (Runner Team 99), seconda in 1h17:45, e la keniana Purity Gitonga, terza in 1h19:34, ma all’inizio solitaria in testa. Quarta la barese Teresa Montrone (Alteratletica Locorotondo) in 1h22:03. La Epis torna ora in raduno a Livigno, dove rimarrà per due settimane.  

317 gli arrivati al traguardo.  

10 Agosto - Nella seconda giornata dei Campionati Europei a squadre, in corso di svolgimento a Bydgoszcz (Polonia), grande vittoria di Yeman Crippa sui 5000 metri in 13:43.30 , protagonista di una grande rimonta dopo un inizio lento.  Infatti, il trentino, favoritissimo della vigilia, ha cambiato letteralmente passo a 600 metri dal’arrivo, andando a recuperare prima il tedesco Amanal Petros (terzo in 13:50.45, ma poi squalificato), e poi, a 300 metri dall’arrivo, lo svizzero Julien Wanders (secondo in 13:45.31), riuscendo anche a richiedere negli ultimi metri gli applausi del pubblico, concludendo quasi al passo. Terzo è diventato poi il francese Hogo Hay in 13:58.20.

“Non è finita qua – dichiara Crippa al sito della Fidal - questo era soltanto il primo obiettivo, domani ci riprovo anche nei 3000. Me la sono giocata bene, ho gestito la gara, con la sola eccezione del terzo giro, quando sono scappati via il tedesco e lo svizzero. Sono arrivato fresco ai 600 metri, e come avevamo deciso con il mio allenatore, sono partito proprio in quel momento. I 10.000 a Doha? Mi auguro di esserci, purtroppo il tempo della Coppa Europa di Londra non basta e quindi devo aspettare il ranking, altrimenti c’è l’ipotesi di una gara il 31 agosto ma ho paura di sballare un po’ il percorso di avvicinamento. Quella di oggi è una vittoria che mi dice che stiamo lavorando bene, soprattutto sull’ultimo giro, e sul cercare di mollare il meno possibile. Siamo a buon punto”.

Secondo posto, invece, per Marta Zenoni sui 3000 donne, che sfiora il successo e dimostra di essere oramai recuperata. La quasi 20enne, all'esordio in azzurro, dopo una gara perfetta di attesa, all’ultimo giro  lancia l'attacco in testa, seguita solo dalla svedese Yolanda Ngarambe e dalla spagnola Solange Andreia Pereira. Ma nel finale, la svedese passa la Zenoni e va a vincere in 9:07.67, con l’azzurra felice seconda in 9:08.34 sulla Pereira, terza in 9:09.76.

 

10 Agosto - E’ triste l’aggiornamento di poche ore fa: la 48enne Marisa Moretti, caduta ieri sera durante il trail Centrale Night Trail, è purtroppo deceduta.

Di seguito le prime notizie che erano giunte sulla disgrazia.  

Terribile incidente durante il Centrale Night Trail che si è disputato ieri sera a Ligonchio, in provincia di Reggio Emilia: verso le 22.30, una donna di 48 anni, residente a Castelnuovo ne’ Monti, che partecipava alla 13km, è caduta in un dirupo procurandosi un trauma cranico e un forte trauma del massiccio facciale. La donna è scivolata in un impluvio dove sono presenti numerose rocce sporgenti, finendo nei pressi del torrente Rio Re.

Gli organizzatori hanno immediatamente chiamato il 118 con il pronto intervento di una squadra del soccorso alpino della stazione Monte Cusna, di una ambulanza della Croce Verde di Busana e dell’automedica di Castelnovo Monti, oltre all’elisoccorso di Bologna che è atterrato al campo sportivo di Ligonchio.

Raggiunta la signora, valutata la criticità della situazione e le difficoltà di recupero della ferita, i soccorritori hanno deciso di chiedere l’intervento di un elicottero della Marina Militare decollato da Luni (Sarzana, La Spezia): la sfortunata atleta è stata caricata con l’utilizzo di un verricello e portata al campo sportivo di Ligonchio, dove è stata trasferita sull’elisoccorso di Bologna che l’ha trasferita all’ospedale Maggiore di Parma dove è ricoverata in Rianimazione.

Il trail si svolgeva in notturna nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano su tre percorsi di 27, 19 e 13 km  tra i sentieri da sempre utilizzati dai pastori; era organizzato dalla Pro Loco di Ligonchio per festeggiare il centenario dell’inizio della costruzione della locale centrale idroelettrica.   

Mercoledì, 07 Agosto 2019 14:09

Doping: sospeso il campano Vincenzo Del Prete

Vincenzo Del Prete, atleta SM40 tesserato per la Podistica Frattese, a seguito dell’istanza della Procura Nazionale Antidoping, è stato sospeso per essere risultato positivo alle sostanze efedrina - oxilofrina – betametasone al termine della gara disputata il 6 luglio a Marcianise, in provincia di Caserta, dove era giunto 4° assoluto, secondo di categoria, in 35:15.55, su 464 finisher.

Ecco il comunicato Nado:

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare il sig. Vincenzo Del Prete (tesserato FIDAL) riscontrato positivo alle sostanze Efedrina – Oxilofrina - Betametasone a seguito di un controllo disposto dal Ministero della Salute (SVD) ex lege 376/2000 al termine della gara podistica "Memorial Andrea Ferone” svoltasi a Marcianise il 6 luglio 2019.

 

 

 

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