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Feb 26, 2019 916volte

Ostuni (BR) - 5^ Ostuni una città che corre

La partenza La partenza Foto Antonia Annoscia

24 febbraio - Il fascino di Ostuni, della Città Bianca, è sempre ammaliante, la novità per me erano gli organizzatori, la società locale più giovane, e la loro manifestazione.

Bellissimo il nome: “Ostuni, una città che corre”, già giunta alla quinta edizione; ad organizzare la Ostuni Runner’s, guidata dal presidente Giuseppe Lacorte;  prima presenza personale, quasi doverosa.

Ad Ostuni ho corso svariate edizioni di staffette, di mezze maratone (qui si svolse anche un campionato italiano master nel 2013), ma a questa più recente manifestazione ero sempre stato assente, nel gioco delle tante concomitanze.

Il preciso invito degli organizzatori ed eccoci qui ad osservare dal vivo, dal di dentro, le varie fasi della gara, a cominciare dal raduno in Piazza Italia, centrale, ma non centralissima, che offre la comoda possibilità di parcheggiare senza problemi.

Nella biblioteca della “storica” scuola elementare è fissata la consegna dei pettorali, operazione che avviene in estrema rapidità: 5 euro il costo dell’iscrizione, non è previsto alcun pacco gara. L’organizzazione offre immediatamente la possibilità di gustare un buon caffè a costo zero, non appena svoltato l’angolo; più in fondo, in zona discreta, ecco posizionati i bagni chimici, quanto mai utili in un contesto cittadino.

Lavorano con impegno i soci organizzatori, cercano di definire ogni dettaglio, si distraggono solo un attimo per salutare e accogliere al meglio gli ospiti; disponibilità e sorrisi sono sempre graditi.

Giornata fredda e ventosa, si affaccia anche il sole, ma dopo la tempesta del sabato va bene tutto: impossibile però stare fermi e all’ombra, si gela davvero in questo inverno che sembra non voler finire mai.

Presenta la manifestazione Michele Cuoco, che francamente ritrovo con piacere, un Michele quanto mai in forma, preciso e deciso in ogni suo intervento e citazione. 

Valevole come seconda prova del Circuito provinciale sulla “Vie del Brento”, sono 388 gli iscritti Fidal della vigilia, ai quali si sommano una cinquantina di atleti liberi. Vedremo al traguardo quanti saranno gli arrivati; spicca immediatamente l’assenza di Francesco Caliandro, che ha voluto a tutti i costi, venerdì, correre i campionati italiani master indoor di Ancona, dove purtroppo si è infortunato; e speriamo si tratti di qualcosa di rapidamente superabile.

Al contrario, visibilissima la presenza di Giorgio Calcaterra, il famoso maratoneta e ultramaratoneta romano, il più amato dagli italiani per la sua semplicità, la sua umiltà, la sua lotta al doping.

Frattanto, i partecipanti hanno già indossato le divise per correre e cominciato le operazioni di riscaldamento, nel vero senso della parola; l’orario di partenza, previsto per le ore 9.30, si avvicina sempre più.

E, in effetti, gli atleti vanno progressivamente a schierarsi dietro la linea di via, non occorre nemmeno l’istituzione della preventivata gabbia iniziale riservata ai più forti, perché intelligentemente le prime linee sono lasciate ai più veloci che partono in testa.

Tutto è pronto, si partirà in direzione Carovigno, il colpo di pistola del Giudice sorprende un po’ tutti, ma il corteo procede velocemente.

Per questa quinta edizione gli organizzatori hanno deciso di cambiare percorso, lo “storico” runner ostunese Pasquale Pignatelli mi ricorda che si è tornati a quello che sin dal 1974 , agli albori del podismo, costituiva il giro della Marcialonga di Sant’Oronzo. E, per descriverlo, faccio ricorso a quanto scritto dagli amici dell’Atletica Ceglie Messapica  sulla loro pagina social: “Partenza da Piazza Italia, breve giro nel centro, passando per il tratto panoramico della Città bianca, quasi del tutto in discesa. Poi la lunga salita fino ad arrivare al Santuario di Sant’Oronzo, con le gambe in piena crisi lattacida e i polpacci in evidente stato confusionario. Da qui in poi, saliscendi tra le campagne ostunesi fino a giungere all’arrivo, coincidente con la partenza”, ma in senso contrario.

Tracciato tecnico e allenante su un giro unico di circa 9.300 chilometri, mai banale e panoramico, che ha soddisfatto tutti i partecipanti, sofferenze a parte; ben sorvegliato dagli addetti, in un sol punto è sfuggita un'auto prontamente recuperata, il che ha portato alle immediate scuse degli organizzatori nel dopo gara.

Diversi gli atleti di spessore presenti: oltre a Re Giorgio, sempre valido su tutte le distanze, ecco Busto, Bianco, Quarta, Torroni, Cardone, Bellomo e Lacarbonara, tra loro uscirà il vincitore. Al femminile, Labianca rischia con Zahid, quest’ultima ha dalla sua la gioventù…

Le notizie provenienti da radiocorsa e prontamente diffuse dallo speaker Michele, che interrompe la splendida colonna sonora diffusa dagli altoparlanti (ciò che porta a complimentarmi con il deejay) descrivono, dopo una prima fase d’impasse, il dominio solitario di Luca Quarta; stesso discorso al femminile con Francesca Labianca in testa. E, per la gioia di Michele Cuoco, che allena questi due atleti, la situazione non varierà fino al traguardo…

Luca Quarta, salentino tesserato per la Montedoro Noci, validissimo atleta con ottimi risultati nel palmares, si afferma in 32:31, precedendo Giorgio Calcaterra (Calcaterra Sport) che dimostra la sua alta versatilità, passando con grande disinvoltura dalle lunghe alle brevi, secondo in 33:04. Terzo posto per l’aitante Pietro Torroni (Futurathletic Team Apulia), che conclude in 33:08.
Prosegue il graduale recupero di Nuccio Busto (Dof Amatori Turi), quarto in 33:13, davanti al bravissimo Antonio Cardone (Dorando Pietri Fasano), che ha purtroppo mollato nel finale, finendo comunque quinto in 33:52. Ancora alle prese con vari problemi fisici, Gianpiero Bianco (Running Team D’Angela Sport) è sesto in 34:48, seguito dal validissimo Nicola Bellomo (Dynamyk Fitness Palo del Colle), settimo in 35:05,  che a sua volta precede il tenace Giuseppe Lacarbonara (Atletica Talsano), ottavo in 35:11. Il giovanissimo Hamza Tangi (Atletica Città Bianca), nono in 35:16, e il caparbio Giuseppe De Gaetani (Olimpo Latiano), decimo in 35:17, chiudono la lista dei primi uomini.

Al femminile, Francesca Labianca (Bitonto Sportiva), nonostante alcuni problemini fisici, si conferma vincente in 40:01; piazza d’onore per la splendida 2001 Sabrine Zahid (Nova Siri Marathon), al traguardo in 41:57; terza piazza per l’indomabile Alessandra De Luca, prima rappresentante della società organizzatrice, in 42:38. Bravissima e simpaticissima Paola Massaroni (Calcaterra Sport ASD),  quarta in 43:48, davanti alla reattiva Carmen Albani (Atletica Polignano), quinta in 43:50, e alla tenace Maria Giovanna Turco (Atletica Carovigno), sesta in 43:55. La biondamora Cinzia Ammirato (Atletica Monopoli) è settima in 44:21, davanti alla raffinata e al contempo caparbia Daniela Pignatelli (Ostuni Runner’s), ottava in 44:26, e alla sempre capace Elvira Britannico (Podistica Grottaglie), nona in 44:49. Maria Pompea Bruno (Team Francavilla), sempre tra le primissime, completa la top ten femminile in 46:05.      

348 sono i finisher Fidal: Francesco Cito (Podistica Grottaglie) in 1h16:35 e Tiziana Catrella (Podistica taras) in 1h18:43 chiudono le rispettive graduatorie. A tutti gli arrivati è consegnata una splendida medaglia in legno a celebrare questa corsa, un ricordo sempre gradito.
Un sacco ristoro (quasi un pacco-gara), unitamente a frutta, birra, acqua e caffè, costituiscono il ricco ristoro finale, che permette di riprendere le forze.

Da segnalare l’arrivo del piccolo Teodosio che guidato da mamma Lara ha corso tutta la gara tagliando il traguardo sulle sue gambine, mostrandosi degno di papà Pietro Torroni.
Al contempo non posso non evidenziare l’ennesima corsa di Gabriele Pignatelli, che spinto dal papà Antonio, sullo speciale passeggino giunto dall’Olanda, ha concluso un’altra impresa. Gabriele, 10 anni, affetto da ischemia celebrale e dal morbo di Williams, ama correre con il suo papà, sensibilizzando la gente a combattere la malattia: che dire, Gabriele, oltre ad avere due genitori splendidi, ha tutto il popolo della corsa con lui!

Ma è già tempo di premiazioni, mentre Re Giorgio è letteralmente preso d’assalto, per foto, selfie, dediche, sempre con il sorriso e la massima pazienza. 
Si comincia con i due podi, i primi tre uomini e le prime tre donne, tutti insieme: bel quadretto di atleti forti, i trofei compensano gli sforzi di questi atleti.
E una confezione di due bottiglie di vino premia i primi tre di ciascuna categoria, fino ad arrivare alle società secondo il numero complessivo di iscritti.
E’ prima la Ostuni Runner’s, la società organizzatrice, ma con puro spirito sportivo e di ospitalità, si autoesclude: vince così l’Atletica Città Bianca su Atletica Carovigno e Polisport Ciclo Club Fasano.

Foto di gruppo degli organizzatori e la manifestazione è terminata.
Ottima organizzazione, ma per una volta voglio soprattutto tessere le lodi alle doti umane di questo gruppo, che avevo sospettato essere unito e coeso, regolamentato dal rispetto reciproco e mosso da tanta voglia di fare. Dopo un’intera giornata passata con loro, posso confermare quanto mi era apparso dal di fuori: il presidente Giuseppe, Daniela, Alfonso, Antonio, Giovanni, Fabio, Davide, Lucia, Salvatore, Francesco e così via sono persone splendide, vivono la vita e lo sport in maniera pura e pulita, come oramai accade raramente. Non posso che ringraziarli per l’invito, per la giornata trascorsa insieme, insieme anche a quel campione di umiltà che è Re Giorgio, in un quadro quasi perfetto.     

P.S: un ulteriore caro abbraccio a Carmelo Buongiorno, storico presidente della società di Carovigno, che ho materialmente abbracciato sul luogo e che spero di rivedere presto in forma.

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